<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375</id><updated>2011-09-30T18:38:20.424+02:00</updated><category term='remake'/><category term='blob'/><category term='gildo gildo'/><category term='genio della lampada'/><category term='zio gomma'/><category term='pillotto'/><category term='camposanto di firenze'/><category term='omega 3'/><category term='vecchi mestieri'/><category term='autunno'/><category term='Eco'/><category term='FIAT LUX'/><category term='estate'/><category term='luna'/><category term='anni luce'/><category term='criogenetica del premier'/><category term='miracolo a Los Angeles'/><title type='text'>cg-cad</title><subtitle type='html'>Riflessioni rifrazioni diffusioni e speculazioni nella Terra di Mezzo tra grulli e Geni (della lampada)</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>248</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-6866360055058233350</id><published>2011-06-22T19:13:00.000+02:00</published><updated>2011-06-22T19:13:06.003+02:00</updated><title type='text'>Living On The Edge Of The World</title><content type='html'>Stasera nelle camere del Cuore il Governo dei Vermi è venuto a chiedere la fiducia. I senatori prendono la parola, dieci secondi a testa. Quando prende la parola l’opposizione sembra di essere al Senato quello vero, quello italiano. Lì uno dorme, là uno si scaccola (ma se uno si scaccola fino a farselo sanguinare può morire dissanguato?... niente panico c'è la ditta scottex ke ha inventato i fazzoletti prp x qst...x nn far morire... dissanguato il ministro), quello legge Topolino, questo spippola i tasti del telefonino, e il Presidente del Consiglio legge assorto un foglio bianco; ma qui seduto negli scranni del Cuore c'è Garoffi, quel verme lungo e magro, la sola cosa che gli sta più a cuore e la sua collezione di francobolli, stava seduto accanto al relatore e tremava tutto pensando alla sua collezione lasciata davanti alla finestra aperta; e Stardi pensa solo ai suoi libri con le copertine colorate, passa il grullo le giornate a combinare i colori, a variare le combinazioni, mette i volumi bianchi accanto ai rossi, i gialli accanto ai neri, gli azzurri accanto ai bianchi, in maniera che si vedan di lontano e facciano bella figura, insomma una vera ossessione; e Garrone enorme di stazza e buono d'animo si guarda la cravatta verde e piange; e Nobis pensa alla miglior battuta sul popolo peggiore, e poi c'è Nelli il piccolo insetto gobbino; e Franti… be’ Franti non c’è, l'unico che il cane è riuscito ad evacuare, ora è rinchiuso in un correzionale, cioè in un vetrino nello studio del veterinario. Il veterinario osserva Franti al microscopio e quello... quello gli ride in faccia, e poi canta &lt;em&gt;Hey mister deejay gotta hear my last prayer. It's a hey ho rock and roll, deliver me from nowhere.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-6866360055058233350?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/6866360055058233350/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/06/living-on-edge-of-world.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/6866360055058233350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/6866360055058233350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/06/living-on-edge-of-world.html' title='Living On The Edge Of The World'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-3791162003021926198</id><published>2011-06-08T19:35:00.004+02:00</published><updated>2011-06-08T19:48:56.652+02:00</updated><title type='text'>Ops!</title><content type='html'>Saltella, saltella, due piccoli ragnolini arrivano al confine di un giardino, che è sera. Poco più in là svetta un piccolo formicaio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una formica rossa, di nome Pablo, in cima al fomicaio sta tenendo un discorso commemorativo, in onore dei morti dell'ultima battaglia contro le formiche nere. Tutte le formiche porgono orecchio, anche i due ragni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza (ecce bombo).&lt;br /&gt;Quando un insetto si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire il Formicaio, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà di mezzi non costituisce un impedimento, è sufficiente che metta le ali e voli.&lt;br /&gt;Qui, tra gli Insetti, facciamo così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace il ciocorì, invece della briciola di pane, del semino, ecc.&lt;br /&gt;Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo dalla terra e dal cielo.&lt;br /&gt;Un Insetto non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.&lt;br /&gt;Qui, tra gli Insetti, facciamo così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci è stato insegnato di rispettare i legislatori, e ci è stato insegnato di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso.&lt;br /&gt;Qui, tra gli Insetti, facciamo così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un Insetto che non si interessa al Formicaio noi mica lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica semestrale, be' tutti qui siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della credenza. Noi crediamo che la felicità sia il frutto del melo, ma la libertà sia solo il frutto del pero. E la pera non cade mai lontano dall'albero!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, io proclamo che il Formicaio è la Scuola del Giardino e che ogni formica cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stessa, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che il nostro Formicaio è aperto al vasto mare d'erba e noi non cacciamo mai un insetto straniero.&lt;br /&gt;Qui, tra gli Insetti, facciamo così.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Beppe, Beppe, sveglia, hai sentito? Abbiamo trovato la terra promessa! Amici, compagni, fratelli, possiamo entrare nel formicaio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Voi, proprio voi, barbari ragni? Ah, ah, ah… Ma se ancora contate con le zampe, con il vostro stupido sistema numerico ottale!&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-3791162003021926198?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/3791162003021926198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/06/ops.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/3791162003021926198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/3791162003021926198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/06/ops.html' title='Ops!'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-8435104173501241635</id><published>2011-06-07T16:46:00.009+02:00</published><updated>2011-06-08T09:40:51.172+02:00</updated><title type='text'>Insetti sciamani</title><content type='html'>Chi non ha sognato, guardando fuori dal finestrino di un treno regionale che corre sferragliando in un pomeriggio d’estate, di scendere alla prima stazione e dopo pochi metri di strade sconosciute entrare in un portone di una casa, passare da stanza a stanza come se fosse nostra. Case in capo al mondo, case dietro l’angolo, case nascoste da un muro di giardino. Case vuote ma familiari, con il frigorifero spento e la spina sul pavimento e nella credenza qualche barattolo polveroso di pomodori, piselli, qualche scatola di pasta e ovviamente il caffè... be’, certo anche la marmellata e poi via, c’è il forno proprio sotto casa; un gatto salta il muro in opus incertum del giardino e ci viene a fare visita in cucina, mentre il cane resta fuori ad abbaiare. Case con il giardino. Il giardino è vivo di insetti. Gli insetti ci vengono a visitare. Ci colonizzano come i barracuda d'estate a Portofino, ci divorano le scorte alimentari. Quelli piccoli, quelli grossi, quelli secchi e quelli tondi, quelli che assomigliano vagamente a scarafaggi al sole; insetti schedati dalla polizia, insetti su facebook, insetti di serie A e insetti di serie B: insetti non pagano le tasse (abbiate pieta di me!). Zanzare e tignole. Ah, le pulci, amiche inseparabili dei cani. E che dire delle zecche? E delle api e delle vespe? e i bombi che volano nel sole. Insetti, si nascondono sotto una foglia quando piove; insetti fatalisti. Ragni equilibristi, ragni saltatori, predatori nelle soffitte nelle cantine. Insetti infanzia dell’arte. Insetti alieni. Insetti, si sono liberati milioni di anni fa del loro falso io come un vecchio scheletro polveroso. Insetti sciamani... infatti, sciamano.&lt;br /&gt;Insetti, venitemi a trovare.... portate doni.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 255, 255);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-8435104173501241635?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/8435104173501241635/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/06/insetti-sciamani.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/8435104173501241635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/8435104173501241635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/06/insetti-sciamani.html' title='Insetti sciamani'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-3872980363669282050</id><published>2011-05-30T18:58:00.000+02:00</published><updated>2011-05-30T18:59:00.941+02:00</updated><title type='text'>All the Roadrunning (CICO n.4)</title><content type='html'>Ulisse e compagni hanno lasciato la terra dei mangiatori di loto, e dopo aver navigato in mare aperto per altri diciotto giorni, finalmente avvistano un grande arcipelago di isolette, l’una vicino all’altra, come pecore guidate da un pastore. Una vale l’altra, dunque approdano a quella più vicina. Alla terra dei Ciclopi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Costoro non hanno assemblee di consiglio, né leggi,&lt;br /&gt;ma abitano le cime di alte montagne&lt;/em&gt; [meravigliosi e lussuosi loft newyorkesi?]&lt;br /&gt;&lt;em&gt;in cave spelonche&lt;/em&gt; [proprio],&lt;em&gt; e ciascuno comanda&lt;br /&gt;sui figli e le mogli, incuranti gli uni degli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Così almeno Omero. Nello sceneggiato tv Ulisse e compagni s’imbattono in un’impronta che parrebbe di piede umano se non fosse per la scala 20:1. Subito i compagni vorrebbero scappare via come tacchini il giorno del ringraziamento in America (un altro presentimento, come nella terra dei Lotofagi?), vorrebbero rizzare la vela, prendere il vento e via, verso Itaca possibilmente, ma va bene anche un’isola qualsiasi, sempre meglio di inciampare nell’unghia incarnita dell’alluce destro di Piedone il Ciclope, ma Ulisse li stoppa, già pensa l'astuto a farsi invitare a tavola da un vero Dio (già allora esistevano quelli falsi &amp;amp; bugiardi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-REtoLd7sKpA/TeJzjfvA8lI/AAAAAAAAApk/ABvquXTt-sU/s1600/odissea_5.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612175139308368466" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-REtoLd7sKpA/TeJzjfvA8lI/AAAAAAAAApk/ABvquXTt-sU/s400/odissea_5.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ulisse e 12 compagni scelti seguono le orme di Dio, che sono un po’ dappertutto via, Dio ha pesticciato tutta l’isola come fosse sua… be’, forse lo è, visto che è Dio. I greci portano con sé vivande e un otre pieno di vino nero. Non un vino comune eh?, ma di forza tremenda, bestiale eeeh!! (infatti, ogni coppa doveva essere allungata con venti misure di acqua). Vivande e vino sono doni per l’ospite, il Dio sconosciuto. I greci si inerpicano su un monte e arrivano davanti ad un antro; vi entrano e scoprono di essere finiti nell’enorme monolocale (loft newyorkese forse è meglio) di Dio. Lì Dio cucina, mangia, dorme, c… be’, sì fa pure quello. Ulisse è un greco, dunque ottimista, vecchia generazione, e subito rampogna ridendo il povero Euriloco:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Ulisse - E tu dici che qui abita un mostro? Guarda le corde sono intrecciate con arte. Guarda i nodi. E assaggia la sua ricotta.&lt;br /&gt;Euriloco - Buona!&lt;br /&gt;Ulisse - E’ fatta come la fanno i pastori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ulisse vede il letto di Dio e ci salta sopra, si sdraia sul cuscino. Poi vuole contare quanto è lungo Dio: &lt;span style="color:#000099;"&gt;1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8&lt;/span&gt;, conta i passi. &lt;span style="color:#000099;"&gt;Incredibile. Straordinario&lt;/span&gt;. (E ride).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Euriloco - Otto passi!? Ma non è possibile che sia un essere umano!&lt;br /&gt;Ulisse – Eh già! La sua scure è così grossa che potrebbe farci da ancora.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un belare di pecore insonnolite interrompe la discussione, il loro amministratore (delegato da Poseidone) le segue a ruota, con un mazzo di tronchi sotto braccio.&lt;br /&gt;No, non è un Dio (neppure un dio minore). E' un ciclope. Quello se ne frega di leggi assemblee e contratti fra gli uomini. E lo dimostra subito nei fatti. Afferra due compagni di Ulisse e li accoppa, sbattendoli contro lo spigolo della cucina. Indi volta le spalle ai greci e li smembra. L'amministratore delegato si prepara la cena: carpaccio umano con rucola e ricotta, appena scottata la carne alla fiamma del focolare (quale finezza).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-p_BcZEmttL8/TeJ1YCAA0jI/AAAAAAAAAp0/CZmLdotqBkQ/s1600/odissea_6.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612177141371294258" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-p_BcZEmttL8/TeJ1YCAA0jI/AAAAAAAAAp0/CZmLdotqBkQ/s400/odissea_6.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Finito il pasto leggero, tra un rutto e uno sbadiglio, l'amministratore delegato si corica (vestito) e per addormentarsi conta gli agnelli che saltano nel cerchio di fuoco. Ma noi lo sappiamo, Nessuno possiede le chiavi dell'universo e ancora una volta Nessuno salverà i compagni.&lt;br /&gt;Poi tra porci proci e prodi e il povero Argo l’Odissea praticamente è bell’e finita. Più o meno, no? Restano deserte le vie del mondo, restano in malinconica attesa di nuovi vagabondi. Ulisse è tornato a casa.&lt;/p&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-3872980363669282050?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/3872980363669282050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/all-roadrunning-cico-n4.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/3872980363669282050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/3872980363669282050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/all-roadrunning-cico-n4.html' title='All the Roadrunning (CICO n.4)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-REtoLd7sKpA/TeJzjfvA8lI/AAAAAAAAApk/ABvquXTt-sU/s72-c/odissea_5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-693450741193059686</id><published>2011-05-29T11:10:00.008+02:00</published><updated>2011-05-29T11:36:56.238+02:00</updated><title type='text'>Panel test su viste panoramiche nel cinema (n.4)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Lf4as6bCEc8/TeIOKUOYVJI/AAAAAAAAApU/uV31bS9H5U4/s1600/odissea_3.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612063656047563922" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-Lf4as6bCEc8/TeIOKUOYVJI/AAAAAAAAApU/uV31bS9H5U4/s400/odissea_3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Il re dei Feaci si è accorto che il suo ospite, lo &lt;em&gt;Straniero Misterioso&lt;/em&gt;, sta piangendo e improvvisamente ferma il canto dell’aedo (ma nooo! proprio sul più bello, proprio mentre stava cantando dello sgozzamento di Priamo, avrà esclamato il &lt;em&gt;Bambino Alberto&lt;/em&gt; di quei tempi là).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dice il re dei Feaci (di nonno socialista)...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L’ospite e il supplice valgono quanto un congiunto&lt;br /&gt;per l’uomo che abbia anche solo un poco di senno.&lt;br /&gt;Perciò ora tu non celare con scaltri pensieri&lt;br /&gt;ciò che ti chiedo: è più bello se parli.&lt;br /&gt;Di’ il nome col quale ti chiamano la madre, il padre,&lt;br /&gt;gli altri in città e quelli che abitano nei luoghi vicini,&lt;br /&gt;perché nessun uomo è privo di un nome…&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-XSM3FYpOmgE/TeIPHRDbe2I/AAAAAAAAApc/W87xNsF3Qwo/s1600/odissea_4.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 368px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5612064703168346978" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-XSM3FYpOmgE/TeIPHRDbe2I/AAAAAAAAApc/W87xNsF3Qwo/s400/odissea_4.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Panoramica Odissea&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Presa dall’Odissea televisiva (1969, regia di Franco Rossi e Mario Bava).&lt;br /&gt;La telecamera non scorre parallela alla scena, inquadra quel che vede Ulisse: in basso, tre donne osservano lo &lt;em&gt;Straniero Misterioso&lt;/em&gt; per poi allontanarsi quando Ulisse si accorge di loro; in alto, dalla cima di una torre, tre uomini osservano SM per poi ritirarsi, quando Ulisse guarda in alto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il software Autostich unisce insieme i frames della scena, e l’immagine panoramica risultante ricorda misteriosamente, come un'immagine onirica, l’&lt;em&gt;Ecce Homo&lt;/em&gt; del Pontormo (Val d’Ema, certosa del Galluzzo).&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-693450741193059686?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/693450741193059686/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/panel-test-su-viste-panoramiche-nel_29.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/693450741193059686'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/693450741193059686'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/panel-test-su-viste-panoramiche-nel_29.html' title='Panel test su viste panoramiche nel cinema (n.4)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Lf4as6bCEc8/TeIOKUOYVJI/AAAAAAAAApU/uV31bS9H5U4/s72-c/odissea_3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-4147236697093737083</id><published>2011-05-27T19:14:00.001+02:00</published><updated>2011-05-27T19:15:36.669+02:00</updated><title type='text'>Gypsy Biker (CICO n.3)</title><content type='html'>&lt;div&gt;Facendo molta attenzione, aguzzando l’udito al di là della sensibilità del cane Argo, oltre il livello paranormale di un panel test di assaggiatori del pane del sogno, certo non sfuggirà al turista convenzionale questa conversazione sopra le righe (anche se molto danneggiata dal rumore del tempo), pure con un lampo di visione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Man mano che ci allontanavamo dal fiume, il sole si faceva più forte. La terra era più arsa. Sentivamo un profumo secco nell’aria, un profumo di fiori. E arrivammo in un villaggio abitato da uomini che si nutrivano di quei fiori, pestandoli dentro mortai. Ero preparato a trovare i miei uomini morti o in pericolo e invece erano là, tra gente di pelle scura e stranamente vestita, come se ci fossero stati sempre, come fossero loro fratelli…&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-czAWzZgRljA/Td_aOoFbPfI/AAAAAAAAApM/bUrjkra1urE/s1600/odissea_2.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5611443605540126194" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-czAWzZgRljA/Td_aOoFbPfI/AAAAAAAAApM/bUrjkra1urE/s400/odissea_2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una cucina indigena, una cucina all’aria aperta, senza fuoco senza acqua, un semplice piatto preparato da mani nere. I tre compagni di Ulisse hanno la faccia imbiancata con la farina del sogno, gli occhi bianchi rivolti ad un cielo bianco sgombro di dèi. Perché il &lt;a href="http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&amp;amp;id=6576"&gt;motociclista zingaro &lt;/a&gt;ha fatto scappare a gambe levate i buoni indigeni? Immaginate delle silhouette dal profilo negroide tutte in corsa, nella classica corsa in ginocchio, girano per l'eternità in cerchio sopra la superficie di un vaso greco (indigeni che nei fumetti di zio Paperone e Paperino, quando erano in giro per paesi esotici, erano chiamati autoctoni, disegnati come tonti, buoni volenterosi, ma tonti). &lt;em&gt;Ulisse perché li hai spaventati?&lt;/em&gt; Questi buoni selvaggi non conoscono il mare, non conoscono il male. Che cale tornare in patria, tra le formiche aliene, i genitori morti o peggio rimbambiti, i figli cresciuti con altri padri, privi di fratelli… germani, meglio restare qui per sempre a cantare con le cicale in una eterna estate. Così li faceva parlare quella polvere dolcissima che li illudeva (sarà mica stata una droga?) di non essere mai partiti da Itaca, di non aver mai preso il vento sulle navi dalle vele nere. Ma Ulisse getta lontano la ciotola colma di quella polvere dolcissima; promette loro che non dimenticheranno mai la loro patria, volenti o nolenti torneranno sul mare tra sirene meduse seppie oloturie e sgombri, torneranno a casa (fosse pure dentro una bara).&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-4147236697093737083?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/4147236697093737083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/gypsy-biker-cico-n3.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/4147236697093737083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/4147236697093737083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/gypsy-biker-cico-n3.html' title='Gypsy Biker (CICO n.3)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-czAWzZgRljA/Td_aOoFbPfI/AAAAAAAAApM/bUrjkra1urE/s72-c/odissea_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-1537676767881109318</id><published>2011-05-24T17:42:00.006+02:00</published><updated>2011-05-24T18:05:42.523+02:00</updated><title type='text'>Ulisse vs. amministratore delegato</title><content type='html'>Facendo molta attenzione, aguzzando l’udito al di là della sensibilità del cane Argo, oltre il livello paranormale di un panel test di assaggiatori di panzanella, certo non sfuggirà al turista convenzionale questa conversazione sopra le righe (anche se molto danneggiata dal rumore del tempo), pure con un lampo di visione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Avevo calcolato dalle stelle che quella doveva essere la Libia, la costa più lontana da noi, ai confini estremi dell'oceano, dove il sole si inabissa. E se questo era vero, venivamo trascinati via dalla terra dei nostri padri anziché avvicinarci. I miei uomini non lo sapevano, eppure erano timorosi, inquieti, come se lo intuissero, anche perché avevamo trovato cose che sembravano segnali lasciati lì da qualcuno.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-5hs6CP-d-ow/TdvTWABXzBI/AAAAAAAAApE/SDOSwm3nd7w/s1600/odissea_1.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5610310135736421394" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-5hs6CP-d-ow/TdvTWABXzBI/AAAAAAAAApE/SDOSwm3nd7w/s400/odissea_1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ulisse manda tre uomini in esplorazione. Tre uomini a zonzo per le vie della Libia, per tacere del cane (anche perché il cane non c'era). Passano le ore, è quasi il tramonto; e i tre uomini non fanno ritorno (sembra quasi una scena dell'Isola dei Famosi, e invece è l'Odissea, film RAI del 1969).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;...Tre compagni si erano perduti, lasciarli alla loro sorte voleva dire che &lt;strong&gt;ci univa solo la paura. La paura di ognuno per la propria esistenza, la paura che non ha amici, ma solo nemici&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Senza una meta, senza ordine né speranza&lt;/strong&gt;. Ma vinsero la prova &lt;/em&gt;[i compagni di Ulisse]&lt;em&gt; e mi vennero dietro, tutti. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra loro nessun colletto bianco della FIAT... pare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-1537676767881109318?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/1537676767881109318/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/ulisse-vs-amministratore-delegato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/1537676767881109318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/1537676767881109318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/ulisse-vs-amministratore-delegato.html' title='Ulisse vs. amministratore delegato'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-5hs6CP-d-ow/TdvTWABXzBI/AAAAAAAAApE/SDOSwm3nd7w/s72-c/odissea_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-765622781671215441</id><published>2011-05-19T17:00:00.000+02:00</published><updated>2011-05-19T17:19:12.973+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gildo gildo'/><title type='text'>Gildo Gildo</title><content type='html'>Pochi minuti prima delle 5 della sera, su Radio24, c'è un bambino (Alberto) che ha un amico immaginario (Gildo). Il Bambino Alberto, è figlio di genitori comunisti a Milano. Esprime le sue sensazioni e le sue emozioni solo attraverso il &lt;a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=freestyling-bambino-alberto-esprimere-sensazioni-emozioni"&gt;freestyling&lt;/a&gt;, insieme al fantasma Gildo.&lt;br /&gt;Le voci dei politici digitalizzate e infantilizzate danno il meglio di sé, compreso Berlusconi, che doveva essere un bambino &lt;em&gt;molto&lt;/em&gt; intelligente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-765622781671215441?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/765622781671215441/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/gildo-gildo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/765622781671215441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/765622781671215441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/gildo-gildo.html' title='Gildo Gildo'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-2508728658524976473</id><published>2011-05-16T18:48:00.000+02:00</published><updated>2011-05-16T18:48:47.426+02:00</updated><title type='text'>Io sono comò (SECO VII)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-jtZ5CngL9DE/TdFUemcP9aI/AAAAAAAAAo0/0iSPgtXyatY/s1600/guerrieri_della_notte_1.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; FLOAT: left; HEIGHT: 225px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5607355895744820642" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-jtZ5CngL9DE/TdFUemcP9aI/AAAAAAAAAo0/0iSPgtXyatY/s400/guerrieri_della_notte_1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Seco VII non era un faraone d'Egitto ma è un acronimo, e sta per &lt;em&gt;Scene esoteriche nel cinema occidentale&lt;/em&gt;, e VII per settimo post della serie).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così siamo arrivati al settimo post di quello che potrebbe sembrare il tema di una tesina universitaria in &lt;em&gt;Storia del Cinema&lt;/em&gt;, e invece è il filo conduttore di una serie di post dedicati all’elencazione di scene esoteriche nel cinema occidentale, elencazione piuttosto che svelamento delle stesse, perché essendo appunto esoteriche mi restano di significato oscuro. Be’, c’è qualcosa in queste scene che sto prendendo in esame, un deposito di conoscenza dedicato non al grosso pubblico ma ad un'élite…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Con il termine élite si designa un ristretto sottogruppo di un sovraordinato gruppo o categoria sociale, a tale sottogruppo viene attribuita una specifica o generica superiorità rispetto alla restante parte del corpo sociale di riferimento; il consenso a tale attribuzione può essere più o meno generale e, al limite, circoscritto agli stessi membri della élite. Benché il termine sia intrinsecamente elogiativo, quando è adoperato da coloro che non ne condividono l'attribuzione assume un connotato dispregiativo (es: le auto-nominate élite).” (da Wikipedia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gira e rigira i Nostri (&lt;em&gt;Guerrieri della Notte&lt;/em&gt;, 1979) stanno tornando a Coney Island. Ingiustamente incolpati dell’attentato al Bin Laden di quel tempo là, che boss della gang delle gang, aveva un sogno fisso in testa (congiungersi carnalmente, ma senza amore, come le suore e i frati al tempo del Boccaccio, con tutta la cittadinanza di New York, notte e dì), e invece si era preso un colpo di pistola nel cuore e, è… è morto (come Bin Laden). Dopo una notte di fughe e duelli, i Nostri, sudici stanchi affamati, salgono sul primo treno che li porterà a casa. Loro ospite, una tipa fuggita e/o rapita dalla banda degli Orfani; anche lei non è messa bene (se nel palcoscenico della vita il vagabondo Huck Finn avesse avuto una sorella, ebbene, lei è proprio nata e sputata per quella parte). Ma, improvvisamente salgono sul metrò due coppie di ragazzi in bianco vestiti, forse un’élite? E siedono, loro ridenti, loro comunicativi (ma sempre all’interno dell’élite), &lt;em&gt;proprio&lt;/em&gt; davanti alla coppia torvamente muta, cioè il Capo Guerriero e l’Orfana fuggitiva. I Quattro dell’Èlite quando si accorgono di essere davanti all’antimateria di Zichichi prima non credono ai loro occhi, poi un vago &lt;em&gt;desassossego&lt;/em&gt; si forma nei loro cervelli panici, indi palesemente si manifesta nei loro sguardi disapprovanti e forcaioli appuntati, più che altro, sui panni sudici e la morale dubbia della ragazza. E l’Orfana, chiude gli occhi per non vedere ciò che vede negli occhi dei 4 P.M..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-fNgKesIFz64/TdFUqDt5woI/AAAAAAAAAo8/go8SybevrCc/s1600/guerrieri_della_notte_2.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; FLOAT: left; HEIGHT: 225px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5607356092582052482" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-fNgKesIFz64/TdFUqDt5woI/AAAAAAAAAo8/go8SybevrCc/s400/guerrieri_della_notte_2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Quando la ragazza riapre gli occhi, le coppie sono per incanto svanite (ma il regista ci fa vedere, a noi spettatori con il barattolone del pop-corn in mano, che i quattro hanno preferito scendere qualche fermata prima). Indi il regista inquadra la faccia della ragazza, stupita delle proprie doti sciamaniche, e la dissolve, la faccia non la ragazza, nel disco del Sole nascente.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E’ l’alba.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Adesso, se c’è un legame esoterico che lega l’Orfana al disco del Sole, io non lo so… forse i quattro non erano P.M. ma vampiri?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Vasco Ronchi avrebbe saputo rispondere all’enigma, ma… è morto.&lt;br /&gt;Pure lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;- Nata in Egitto. Mai sentito parlare di Egitto prima d’ora. Una terra straniera, forse. Mummia, Mummia. Che calma, che dignità. E’… è morta?&lt;br /&gt;- Oh, sacré bleu. Morta da tremila anni !&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;(turisti americani al museo egizio, Mark Twain, &lt;em&gt;Gli Innocenti all’estero&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-2508728658524976473?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/2508728658524976473/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/io-sono-como-seco-vii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/2508728658524976473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/2508728658524976473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/io-sono-como-seco-vii.html' title='Io sono comò (SECO VII)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-jtZ5CngL9DE/TdFUemcP9aI/AAAAAAAAAo0/0iSPgtXyatY/s72-c/guerrieri_della_notte_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-4181476477615294114</id><published>2011-05-11T18:02:00.001+02:00</published><updated>2011-05-16T18:33:37.560+02:00</updated><title type='text'>Io sono credenza (CICO n.2)</title><content type='html'>(CICO sta per &lt;em&gt;Cucina Iconologica nel Cinema Occidentale&lt;/em&gt;, e n.2 per secondo post della serie).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ok, immaginatevi nei panni, anzi nei cenci e negli stracci, di un pianista ebreo polacco, o se preferite di un ebreo polacco che suonava il piano, oppure di un polacco ebreo che comunque suonava il piano alla radio di Varsavia, proprio all'inizio della II Guerra Mondiale (1939-1945). E’ pure bravo, e d’aspetto gentile. Con il viso affilato di quell’attore che contendeva la bella a King Kong (il gorillone non il famigerato re Congo Leopoldo del Belgio).&lt;br /&gt;Adesso, immaginatevi girare raminghi tra le macerie di una Varsavia bombardata dagli americani (&lt;em&gt;è una naturale conseguenza&lt;/em&gt; avrà detto anche allora Napolitano alla maestra, in quei giorni là). A proposito di &lt;em&gt;là&lt;/em&gt; (e qui apro e chiudo una parentesi). Avrete certamente notato che le persone che vivono in quei posti là sono sempre amichevoli e ospitali, certo non hanno le mutande e neppure il fazzoletto per asciugarsi le lacrime, ma sono &lt;em&gt;sempre&lt;/em&gt; felici (è uno stereotipo); son genti che vivono nel fondo del fondo della boscaglia negra ma si fanno fotografare (col flash) dal turista sciroccato, col sorriso sciropposo, che poi vivrà &lt;em&gt;sempre&lt;/em&gt; nostalgico di quei posti là. Genti che vivono di rituali e di fatture, il corpo tempestato di tatuaggi di satani e draghi e amministratori delegati, sono veramente felici o fingono in posa pose per il turista? E qui si torna (io sono qui!) a bomba.&lt;br /&gt;Cerca e ricerca alla fine il pianista ha scovato nella credenza di una cucina un barattolone… di pop-corn? No, di rape in salamoia. Troppa grazia Sant’Antonio, infatti, cerca e ricerca nei cassetti ma l’apriscatole non trova. Alla fine usa un attizzatoio, ma il barattolone scivola dalle mani del pianista e cade in terra e lì rotola rotola fino ai piedi di una scala. E qui il regista Roman Polansky afferra gli occhi del disgraziato e lo costringe sadicamente a guardare piano piano dal basso in alto. Un uffiziale tedesco, fermo e in posa sui primi (o ultimi) gradini della scala, sta osservando, chissà poi da quanto tempo, i maneggi dell’affamato ebreo polacco pianista. E’ possibile fare un discorso serio su questa immagine? Un nazista che medita sul sogno del proprio Führer di conservare in vita, chiuso in una gabbia, l'ultimo ebreo superstite, per poter rispondere all'ospite: &lt;em&gt;lui? lui è leggenda!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ilxeL0xWYkE/TcqyDR3rLiI/AAAAAAAAAos/n_Q-khi1Lfg/s1600/il_pianista.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 278px; FLOAT: left; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605488455622274594" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-ilxeL0xWYkE/TcqyDR3rLiI/AAAAAAAAAos/n_Q-khi1Lfg/s400/il_pianista.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Autostitch ha generato un'immagine da una serie di frames del film &lt;em&gt;Il Pianista&lt;/em&gt;, ottenendo una visione della scena filtrata dalla retorica del regista e dalla paura del protagonista. L’ufficiale è una ridicola effigie del potere e delle paure di 3000 anni di storia occidentale, e di naturali conseguenze, e allora, come un tempo gridò il vecchio Joan Mirò quand'era giovane, diciamo: &lt;em&gt;a culo il Mediterraneo…&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Be', W la Scozia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-4181476477615294114?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/4181476477615294114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/io-sono-credenza-cico-n2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/4181476477615294114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/4181476477615294114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/io-sono-credenza-cico-n2.html' title='Io sono credenza (CICO n.2)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ilxeL0xWYkE/TcqyDR3rLiI/AAAAAAAAAos/n_Q-khi1Lfg/s72-c/il_pianista.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-8343961321035941251</id><published>2011-05-10T18:38:00.000+02:00</published><updated>2011-05-10T18:38:59.412+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='criogenetica del premier'/><title type='text'>Panel test su viste panoramiche nel cinema (n.3)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-JVstECsT3GU/TcllbXwpszI/AAAAAAAAAoc/uEtkxZa-dr8/s1600/pano.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 313px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605122732148241202" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-JVstECsT3GU/TcllbXwpszI/AAAAAAAAAoc/uEtkxZa-dr8/s400/pano.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Voi che avete l'intelletto sano non portate il vostro cervello all'ammasso, fatelo scivolare piano, dopo le 5 della sera, da quel magico flatter in un silente deposito di scienza e consolazione. E' una consolazione sapere che domani il cervello di Berlusconi tornerà a vivere nel corpo di una Creatura: la maggioranza degli italiani ha già in mano il fazzoletto (per un motivo o per un altro). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-8343961321035941251?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/8343961321035941251/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/panel-test-su-viste-panoramiche-nel_10.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/8343961321035941251'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/8343961321035941251'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/panel-test-su-viste-panoramiche-nel_10.html' title='Panel test su viste panoramiche nel cinema (n.3)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-JVstECsT3GU/TcllbXwpszI/AAAAAAAAAoc/uEtkxZa-dr8/s72-c/pano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-5388064657285502706</id><published>2011-05-10T18:10:00.001+02:00</published><updated>2011-05-10T18:14:55.386+02:00</updated><title type='text'>Cucina Iconologica nel Cinema Occidentale (n.1)</title><content type='html'>Potrebbe sembrare il tema di una tesina universitaria in &lt;em&gt;Storia del Cinema&lt;/em&gt;, e invece, ahivoi, è il titolo di una serie di post dedicati all’elencazione di scene ambientate in cucina: cucine nella filmografia occidentale; cucine iconologiche oltre che economiche; sarà elencazione piuttosto che esplorazione delle stesse, perché essendo appunto cucine (iconologiche) mi restano di significato oscuro, ché raramente accendo il gas (anche se mio nonno materno faceva il cuoco all'ospedale, e da bambino ci giocavo in cucina). Ma prima di partire con la prima scena, qualche parolina sulla parola&lt;em&gt; iconologia&lt;/em&gt;, copiate pari pari da Wikipedia (e qui le analogie con una tesina universitaria e/o da esame di maturità si infittiscono come un “umido velo di tenebre”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Iconologia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. “L'iconologia (dal greco &lt;em&gt;eikōn&lt;/em&gt;, immagine e &lt;em&gt;Logía&lt;/em&gt; discorso, quindi descrizione approfondita dell'immagine) è una branca della storia dell'arte che si occupa di ricercare la spiegazione delle immagini, dei simboli e delle figure allegoriche dell'arte. Da segnalare la simbologia degli studi esoterici e degli animali del bestiario, numerosi quelli medioevali derivati dal &lt;em&gt;Physiologus&lt;/em&gt;, un testo che risale probabilmente al secondo secolo, e i &lt;em&gt;Bestiari di Cristo&lt;/em&gt;, ossia i simboli animali dell'incarnazione di Cristo, l'iconologia cristiana, in particolare l'enciclopedia &lt;em&gt;Il Bestiario del Cristo&lt;/em&gt; di Louis Charbonneau-Lassay (1871-1946) con 1.100 incisioni, tradotta dal francese anche in italiano. Le simbologie degli animali umanizzati restano i protagonisti indiscussi non solo delle favole antiche e delle fiabe più recenti ma specialmente dei cartoni animati. L'iconologia si differenzia dall'iconografia, perché questa si occupa della descrizione dei temi presenti nell'opera d'arte, mentre l'iconologia ha lo scopo di interpretare gli stessi temi.” (fonte Wikipedia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, c’è qualcosa in queste scene che prenderò in esame, come un deposito sepolto di conoscenze, dedicato e destinato non al grosso grasso pubblico con barattolone di pop-corn in grembo, ma al pubblico minuto magro scaltro (che lui sì che se ne intende), quello che mordicchia nevroticamente semi di zucca con gli incisivi davanti che ci sono anche quelli ai lati (quanti sono gli incisivi? 8). Si parte con un classico De Funes: &lt;em&gt;3 uomini in fuga&lt;/em&gt; (1966).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-oyUPAOBSZbg/TclgGWhkWEI/AAAAAAAAAoU/9AT_fPjzNgQ/s1600/3_uomini_in_fuga_credenza.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 175px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605116873481148482" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-oyUPAOBSZbg/TclgGWhkWEI/AAAAAAAAAoU/9AT_fPjzNgQ/s400/3_uomini_in_fuga_credenza.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il Nostro è riuscito a forzare, con un attizzatoio, i battenti di una scansia-credenza, incassata nel muro della cucina dell’albergo dove pernotta una notte sotto false spoglie (comunque in una camera dell’albergo, non in cucina). Ora, è in religiosa contemplazione della straziante bellezza del creato, e se fosse un pesce non riuscirebbe a tener ferme le branchie! Si scrive credenza ma dovrei scrivere tabernacolo, anzi ricettacolo del gusto, ricettacolo divino e di vino e avanzi di una cena, meglio di un pasto sacro in onore di un Generale Tedesco; il Generale svetta in effigie sopra i poveri resti di una torta di compleanno, dall'aspetto di molare cariato. Chiaro, al Nostro dell’effigie del generale gliene importa quanto all’avatar di una bella giornata di sole. A meno che non sia l’effigie plasmata nella glassa di zucchero, mio Generale sei proprio una cassata, e infine commestibile, così è il caso. Cannibale!&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-5388064657285502706?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/5388064657285502706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/cucina-iconologica-nel-cinema.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5388064657285502706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5388064657285502706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/cucina-iconologica-nel-cinema.html' title='Cucina Iconologica nel Cinema Occidentale (n.1)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-oyUPAOBSZbg/TclgGWhkWEI/AAAAAAAAAoU/9AT_fPjzNgQ/s72-c/3_uomini_in_fuga_credenza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-3209465801318754059</id><published>2011-05-08T09:43:00.010+02:00</published><updated>2011-05-10T17:44:04.732+02:00</updated><title type='text'>Panel test su viste panoramiche nel cinema (n.2)</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-M193EO2CDZs/TcZKKF_zS2I/AAAAAAAAAoE/9GzyAec_-hI/s1600/omega_man_oz1.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 217px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5604248323578088290" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-M193EO2CDZs/TcZKKF_zS2I/AAAAAAAAAoE/9GzyAec_-hI/s400/omega_man_oz1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Panoramica Omega Man,&lt;/em&gt; ovvero la strada dei mattoni gialli che porta al mago di Oz.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardare un film con il sonoro originale (e ahimè i sottotitoli in italiano) è come vedere un panorama dal vero invece che su una cartolina (in bianco e nero).&lt;br /&gt;Un esempio di questo cambio di prospettiva. E' notte a Los Angeles. La Famiglia staziona sotto la casa dello scienziato pazzo Robert Neville. Si è portata il barbecue da casa, tutto ciò che serve per grigliare tra amici: quadri, libri, mobili, ecc., e tra un rogo e l'altro così va commentando (tra sé e sé) la situazione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Matthias&lt;/em&gt; - Un essere intrappolato in un posto quando fa buio. Solo contro centinaia. Il suo unico motivo di vita, i ricordi. I suoi unici compagni di vita, aggeggi, macchine, pistole, tranelli. Neanche tutta la Famiglia riesce a farlo uscire da…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-igN7nSMujyQ/TcZLRwlbilI/AAAAAAAAAoM/m-hwCKm7ORg/s1600/omega_man_oz2.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 212px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5604249554780916306" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-igN7nSMujyQ/TcZLRwlbilI/AAAAAAAAAoM/m-hwCKm7ORg/s400/omega_man_oz2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- Da quel paradiso per bianchi, fratello? (Invece nel doppiaggio: &lt;em&gt;da quel paradiso artificiale?&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Matthias&lt;/em&gt; - Dimentica il tuo passato, fratello. Il tuo odio, il tuo dolore. Dimentica. E ricorda… che la Famiglia è una. A parte lui, quell’essere…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I convinti assertori che il doppiaggio migliora un film sempre e comunque, adesso mi devono spiegare il senso della replica di Matthias al fratello ex nero e adesso albino con gli occhi bianchi! Vedi da una parte il Tutto, la Famiglia, e dall’altra l’Uno, il Male Assoluto. Quando Neville scopre di non essere solo (si imbatte tra i manichini in una "bambola sexy" in carne e ossa, e di pelle nera), l'Uno si spezza, e i dialoghi acquistano in colore. Neville non è più il Dio che pensa a se stesso pensante, ha trovato pane per i suoi denti: una ragazza che si esprime come una nipotina di Fred Sanford, il rigattiere. Una tipa che all'inizio non si fida di un Medico che ha fatto morire 200 milioni di pazienti, poi si sa, quando c'è poco da scegliere... Invece nel remake del film la pacificazione è completa, non esiste più il razzismo, l’America è di fatto Una Grande Famiglia, lo scienziato pazzo è finalmente un nero (forse cugino alla lontana di Obama?) e residente in un “ex paradiso per bianchi”. Però esiste ancora Il Male Assoluto, ma è fuori, out! Corrono nella notte uomini lupo che di umano hanno solo e vagamente l’aspetto e la postura, cioè sono bipedi, più che umani sono indiani, discendenti di Geronimo, ributtanti vermi rossi... ma no, alla fine si scopre che in fondo in fondo non sono vermi, ma bruchi…&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-3209465801318754059?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/3209465801318754059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/panel-test-su-viste-panoramiche-nel_08.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/3209465801318754059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/3209465801318754059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/panel-test-su-viste-panoramiche-nel_08.html' title='Panel test su viste panoramiche nel cinema (n.2)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-M193EO2CDZs/TcZKKF_zS2I/AAAAAAAAAoE/9GzyAec_-hI/s72-c/omega_man_oz1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-7976678068306283705</id><published>2011-05-01T18:17:00.003+02:00</published><updated>2011-05-01T18:26:08.386+02:00</updated><title type='text'>Panel test su viste panoramiche nel cinema (n.1)</title><content type='html'>Qualche parola sul &lt;em&gt;panel test&lt;/em&gt; nel titolo del post.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno studio scientifico doc ha accertato che gruppi umani di 10 unità, badate bene persone scelte a caso, pre&amp;shy;sentano una "soglia media di gruppo ripetitiva", cioè una soglia analoga a quella di altri gruppi di 10 anime della stessa popolazione umana. Dunque un gruppo di 10 persone può essere utilizzato come un valido strumento di misura per ottenere dati che saranno validi per tut&amp;shy;ta la popolazione. Ora non pensate che le dieci persone devono essere esperte in olio d'oliva o ferrati nella vita e miracoli di Berlusconi, il risultato non cambierà comunque; e se poi nel &lt;em&gt;panel&lt;/em&gt; (gruppo in inglese) c'è un vero intenditore e un mistico indù (loro sì che se ne intendono) ugualmente il risultato non cambierà, lo studio scientifico doc attesta che il risultato non può cambiare.&lt;br /&gt;Almeno &lt;em&gt;un&lt;/em&gt; lettore del panel dei lettori adesso si chiederà, come? come è possibile parlare di panel test se il blogger è uno solo? Ma il risultato non camb... cioè, mi piaceva il titolo di questa serie di post per cambiarlo in corso d'opera. Perché prima ho pensato al titolo e poi ho cercato su Internet il significato di panel test. Be', &lt;em&gt;vedremo&lt;/em&gt; di far tornare i conti alla fine della serie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per le viste panoramiche ho usato (abbiamo usato) un programma freeware, Autostitch. E' un software per la creazione di immagini panoramiche da foto digitali. Io lo uso per generare un'immagine da una serie di frames di un film, catturati con il lettore dvd del mio portatile, e salvati nel formato JPG, ottenendo così una visione della scena filtrata dalla retorica del regista. Più o meno. Ora, spiego perché. Perché + o - spiego.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-cTKs_YI_Ea0/Tb2DotMZ4qI/AAAAAAAAAn0/PbSkJqxGc7c/s1600/ElleryQueen_BluntInstrument.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 108px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5601778246868394658" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-cTKs_YI_Ea0/Tb2DotMZ4qI/AAAAAAAAAn0/PbSkJqxGc7c/s400/ElleryQueen_BluntInstrument.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Panoramica Ellery Queen.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;La prima immagine panoramica l’ho presa da un episodio dell’unica stagione televisiva (1975-1976) di &lt;em&gt;Ellery Queen&lt;/em&gt;. E’ una veduta di due strade di New York, nell’anno 1947.&lt;br /&gt;La telecamera scorre parallela alla scena. L’occhio che osserva la scena è l’occhio della telecamera. Un semplice occhio al di là di un giudizio di bene male, giusto sbagliato, ecc. un po’ come la pittura di Monet. E cosa c’è di più lontano dal realismo della pittura di Monet? La telecamera registra una&lt;em&gt; impressione&lt;/em&gt; visiva e uditiva di una veduta ricostruita di New York, nel 1947, cioè di fatto una scenografia. Le strade sono fiumi in secca sul fondo di canyon d’ombra di terra di siena bruciata e di arenaria bianca. Le persone che vi si agitano dentro sono simili a quelle figurine dipinte sullo sfondo nei teleri di Vittore Carpaccio, inconsapevoli dell’accadere di un evento miracoloso in primo piano, San Girolamo conduce nel monastero il leone ammansito, Ellery Queen indaga su un martello insanguinato (probabile strumento di un efferato delitto - anche se non ha provocato sdegno né allarme sociale, anzi erano tutti contenti - di uno scrittore di gialli narratore compiaciuto di efferati delitti), dicevo inconsapevoli perseguono le loro attività quotidiane, là tendono i panni alle finestre, qui passeggiano leggendo il giornale, portano a spasso il cane, c’è chi in faccende affaccendato pesta una molle deiezione canina, il cui Autore, portato fuori da un padrone dimentico di paletta e sacchetto, sta girando l’angolo della strada e s’intravede appena, nella limpida brillantezza di un attimo di luce impressionista, l’agitare festoso della coda (macchia di colore). Uomini calvi e glabri (macchie bianche) in costume giallo (macchie gialle) cantano e danzano sul marciapiede al ritmo di un tamburello indiano. Brahma Shiva Vishnù cantano danzano e disfano il mondo, o forse sono solo piccioni in volo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-SfR5TRURMNE/Tb2GgosUpVI/AAAAAAAAAn8/Lq7lqj8lfH4/s1600/Brancaleone.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 117px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5601781406756021586" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-SfR5TRURMNE/Tb2GgosUpVI/AAAAAAAAAn8/Lq7lqj8lfH4/s400/Brancaleone.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Panoramica Brancaleone&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Questa invece l’ho presa dal primo Brancaleone. Una cittadina medievale disabitata, non si sa perché, usci finestre e botteghe spalancate. La telecamera non scorre parallela alla scena, inquadra ciò che vede e approva Brancaleone (c’è del realismo!): a sinistra uno sale le scale con i gradini di pietra serena consumati dall’uso, poi s’affaccerà alla finestra gettando un sacco, in basso un altro della allegra brigata ruzzola da una porta una forma tonda di cacio predato, nel vicolo il vecchio rigattiere ebreo Abacuc raccatta qualcosa da terra (realismo alla Courbet!). Ma poi l’attenzione di Brancaleone è distratta da una impressione sonora. Una voce di donna fuori campo, canta una canzone. Così il Duce volta le spalle ai compagni e si avvia lungo la stradina che mena a destra (per chi guarda la scena), e la telecamera lo segue, in verità restando immobile. Nella scena seguente egli passerà davanti, senza vederlo (&lt;em&gt;né lo spettatore&lt;/em&gt;) a un cadavere giallo d’appestato. Ma il software Autostich nel generare l’immagine documenta in nero i movimenti della camera da presa, che come un cane da presa scuote tra i denti la visione frammentandone l’immagine, e palesando l’imbroglio scenografico.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-7976678068306283705?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/7976678068306283705/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/panel-test-su-viste-panoramiche-nel.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/7976678068306283705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/7976678068306283705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/05/panel-test-su-viste-panoramiche-nel.html' title='Panel test su viste panoramiche nel cinema (n.1)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-cTKs_YI_Ea0/Tb2DotMZ4qI/AAAAAAAAAn0/PbSkJqxGc7c/s72-c/ElleryQueen_BluntInstrument.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-5993361628655883063</id><published>2011-04-26T12:12:00.000+02:00</published><updated>2011-04-26T12:12:07.321+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vecchi mestieri'/><title type='text'>E' arrivato l'avatar (Seco VI)</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Italia. Anno 1922&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. L’umanità è in pratica sulla via del non ritorno, la voglia di progredire, di ricercare, di sperimentare nuove vie, insomma la fiaccola del progresso si è spenta, l'umanità ha appeso le scarpe al chiodo. Resiste qua e là qualche sparuta frangia di resistenza, disperati uomini e donne sopravvivono accanto ai topi, nelle città e nei paesi in rovina, crudelmente assottigliati per mano di servi facinorosi dei proprietari terrieri (a sud) e degli industriali (a nord); servi condotti da un brutale e spiritato già maestro di scuola elementare e ora maggiordomo di un re hobbit. Luca Marano, giovane studente universitario, è a caccia di libri di storia e politica, e li cerca proprio nel suo paese, in Molise. Ma non era facile trovare libri per studi personali. I professionisti del posto, avvocati, medici, notai, leggevano e rileggevano sempre gli stessi vecchi libri. Luca allora chiede aiuto all’intellettuale del paese, don Benedetto Ciampitti. La biblioteca di don Benedetto è ricca ma singolare, circa quattromila volumi, dal Quattrocento fino all’Ottocento. Dopo, il deserto dei Tartari, che non è il romanzo di Buzzati ma un modo di dire, per dire nulla. Legge con metodo, don Benedetto, ma il suo metodo è assai singolare, ha iniziato da ragazzo con il Quattrocento e ora che è un vecchio grillo grullo saggio è arrivato al Seicento. Ora, proprio adesso, sta leggendo i &lt;em&gt;Ragguagli di Parnaso&lt;/em&gt; di Traiano Boccalini. Che culo! Il vecchiaccio dice: “Mio nonno fece scarsi acquisti, mio padre e io non abbiamo comprato niente. Io penso che è inutile acquistare libri quando se ne hanno migliaia da leggere. Io leggo da quarant’anni, con ordine; sono arrivato al Seicento...” (F. Jovine, &lt;em&gt;Le terre del Sacramento&lt;/em&gt;). Ma don Benedetto è uno spirito balzano; accoglie il giovane Luca offrendogli sigarette, vino rosso e marroni arrostiti su un fornello, ma alla prima richiesta di Luca di leggere "qualche classico di storia e politica" lo caccia fuori a colpi di libri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Oceano (da qualche parte sotto il mare). Anno 1866&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. Il capitano Nemo mostra con orgoglio la sua biblioteca personale al professore di scienze naturali: “…il mondo per me ebbe fine, il giorno in cui il mio Nautilus si immerse per la prima volta in mare. In quel giorno ho comperato i miei ultimi volumi, i miei ultimi opuscoli e giornali, e dopo di allora voglio credere che l’umanità non abbia più né pensato, né scritto.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;28 giorni dopo nel futuro (da qualche parte nella campagna inglese)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. Cavalli, cavalli liberi corrono nei prati, cavalli bianchi e neri, piccoli e adulti, galoppano nella campagna inglese, almeno &lt;em&gt;loro&lt;/em&gt; sono normali. Una famiglia allargata (padre, figlia e due ragazzi), forse unici superstiti dal contagio con un virus che ha reso succuba di uno stato permanente di furia omicida (bombardiamo la Libia, bruciamo le stoppie, arrostiamo il vitello grasso, ecc.) il resto dell’umanità, fa pic-nic accanto ai sassi di un pittoresco rudere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-IbkiJwekIt8/TbaY4DGzOCI/AAAAAAAAAns/v4rLDmRBmI4/s1600/28_giorni_dopo.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 225px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5599831275355715618" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-IbkiJwekIt8/TbaY4DGzOCI/AAAAAAAAAns/v4rLDmRBmI4/s400/28_giorni_dopo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Al caffè, la ragazza dice al ragazzo: “Sai a cosa stavo pensando?”&lt;br /&gt;“Che non sentirai più una musica originale. Che non leggerai mai un libro che non sia già stato scritto, e non vedrai mai un film che non sia già stato girato.”&lt;br /&gt;Improvvisamente da dietro il rudere sbuca fuori un tizio alto due metri e ½ con coda prensile e pelle blu, chiede allegro: “Stavate parlando di me?”, quindi estrae dalla schiena una valigia e grida: "Donne è arrivato l'avatar (e l'ombrellaio). Aggiustiamo gli ombrelli. Ripariamo cucine a gas. Avete un ombrello rotto? Noi lo ripariamo…"&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-5993361628655883063?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/5993361628655883063/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/04/e-arrivato-lavatar-seco-vi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5993361628655883063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5993361628655883063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/04/e-arrivato-lavatar-seco-vi.html' title='E&apos; arrivato l&apos;avatar (Seco VI)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-IbkiJwekIt8/TbaY4DGzOCI/AAAAAAAAAns/v4rLDmRBmI4/s72-c/28_giorni_dopo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-7773429188305665860</id><published>2011-04-25T17:21:00.003+02:00</published><updated>2011-04-25T17:24:38.062+02:00</updated><title type='text'>Francesco 1000 per mille (Seco V)</title><content type='html'>&lt;div&gt;Ok, si parte. E si arriva a pochi chilometri da Assisi dove “si erge” la Basilica di Santa Maria degli Angeli, “sorta tra il 1569 e il 1679 inglobando l'insieme delle strutture del conventino francescano costruito a ridosso della Porziuncola, toponimo che almeno dal 1045 individuava la zona ai piedi della cittadina (nota più propriamente come &lt;em&gt;Cerqueto de Portiuncula&lt;/em&gt;, a causa della sua collocazione tra le selve). Il nome indicava anche l'antica cappella di Santa Maria degli Angeli che, come narra san Bonaventura da Bagnoregio nella Legenda major, Francesco scelse a sua dimora perché 'in quel luogo erano frequenti le visite degli spiriti celesti'. I biografi di Francesco riportano all'unanimità che questo luogo fu amato dal santo più di ogni altro, tanto che vi scelse di morire e lo raccomandò ai suoi frati come uno dei più cari alla Vergine.”&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;O almeno, così c'è scritto in Wikipedia, che a sua volta prende (copia, cita) da vari siti tematici.&lt;br /&gt;Facendo molta attenzione, aguzzando l’udito al di là della sensibilità dei cani, oltre il livello paranormale di un panel test di assaggiatori di abbacchio pasquale, certo non sfuggirà al turista convenzionale questa conversazione sopra le righe (anche se molto danneggiata dal rumore del tempo), pure con qualche lampo di visione:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-g7QJeBOd2Vk/TbWPKN4SWqI/AAAAAAAAAnU/WD1dgdgqztM/s1600/fgd_1.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5599539117392288418" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-g7QJeBOd2Vk/TbWPKN4SWqI/AAAAAAAAAnU/WD1dgdgqztM/s400/fgd_1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;- Eccoli, Francesco!&lt;br /&gt;- Sono qui.&lt;br /&gt;- Eccoli!&lt;br /&gt;- Abbiamo trovato poca gente, nessuno ha accettato la nostra elemosina. Dicono che siamo poveri.&lt;br /&gt;- Venite. Noi partiamo e vi lasciamo in consegna il nostro orticello.&lt;br /&gt;- Quanti bei regali!&lt;br /&gt;- Portateli su, forza.&lt;br /&gt;- Io ho 84 anni. Il prossimo aprile, 85.&lt;br /&gt;- Auguri.&lt;br /&gt;- Che bella la vostra cappellina.&lt;br /&gt;- Dell’olio, del pane e delle noci. Sono povere cose, ve le lasciamo. Voi, però, abbiate cura della nostra cappellina… noi andiamo nel mondo a predicare.&lt;br /&gt;- Non posso venire…&lt;br /&gt;- Perché?&lt;br /&gt;- Non posso venire col mantello!&lt;br /&gt;- Hai ragione, un apostolo non ha né mantello né scarpe.&lt;br /&gt;- Bravo, li diamo ai poveri?&lt;br /&gt;- Sì, dalli ai poveri!&lt;br /&gt;Il pianto di un uomo.&lt;br /&gt;- Dio vi benedica, figlioli. Addio!… Parto da voi con la fede soltanto, ma vi lascio il mio cuore. Addio, fratello usignolo. Addio, fratello albero che ci ospitasti sotto la tua ombra. Addio terra benedetta. Addio, fratelli uccellini… Addio, Santa Maria degli Angeli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-tr3GeEP_Z2o/TbWPxoDnxKI/AAAAAAAAAnc/quRpNPtWjj0/s1600/fgd_2.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5599539794434049186" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-tr3GeEP_Z2o/TbWPxoDnxKI/AAAAAAAAAnc/quRpNPtWjj0/s400/fgd_2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;El Pueblo de la Iglesia de Nuestra Señora la Reina de Los Angeles de Porciúncola.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Ma che scena esoterica, assolutamente indecifrabile, da un film capolavoro di tutti i tempi (e non solo quelli cinematografici): &lt;em&gt;Francesco giullare di Dio&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-7773429188305665860?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/7773429188305665860/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/04/francesco-1000-per-mille-seco-v.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/7773429188305665860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/7773429188305665860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/04/francesco-1000-per-mille-seco-v.html' title='Francesco 1000 per mille (Seco V)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-g7QJeBOd2Vk/TbWPKN4SWqI/AAAAAAAAAnU/WD1dgdgqztM/s72-c/fgd_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-3836292558870248054</id><published>2011-04-12T17:13:00.006+02:00</published><updated>2011-04-26T11:59:17.189+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='miracolo a Los Angeles'/><title type='text'>La bottega del robivecchi con un buco nel tetto (Seco IV)</title><content type='html'>Un tema tipico nel cinema di fantascienza è &lt;em&gt;il mondo senza di noi&lt;/em&gt;, che guarda caso è anche il titolo di un saggio d’Alan Weisman (numero uno nelle classifiche di vendita americane per molti mesi). Un tipico saggio americano frequentato da scienziati seriosi e preoccupati, ma con la barbetta brizzolata, snelli e giovanili a più d’ottant’anni per gamba, con occhi vispi che disegnano una mezzaluna quando riflettono, che si stringono nelle spalle, e forse si torcono le mani, in pratica il buon Veronesi. Be’, in quel saggio c’è scritto che per distruggere un fienile è sufficiente fare un buco di un centinaio di centimetri quadrati nel tetto del fienile, e poi stare a guardare (se a bocca aperta non è scritto) e lasciare fare alla natura. Il giorno dopo la scomparsa dell’uomo la natura già prenderà il sopravvento (e senza incentivi): un esile filo d’erba lasciato a se stesso si trasformerà, piano piano, anno dopo anno, in un possente albero che sbriciolerà il marciapiede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ancora una volta ci si ritrova in questa Los Angeles post-qualcosa-di-terrificante, nel caso particolare post terremoto del 1998. L’anno però è il 2013, e un certo Kurt Russell percorre la notte e le strade sbriciolate della città in rovina, alla ricerca della figlia del presidente. Stanco si siede al confine della notte e di Beverly Hills, volta le spalle ad un negozio di robivecchi, a qualcuno che vende mappe per le stelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/--c4rxJgDi2c/TaRtTgJpkrI/AAAAAAAAAnE/OrEsXBes9-E/s1600/fuga_da_los_angeles_1.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 239px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5594716818916348594" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/--c4rxJgDi2c/TaRtTgJpkrI/AAAAAAAAAnE/OrEsXBes9-E/s400/fuga_da_los_angeles_1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sono passati 42 anni, ma il negozio non è affatto cambiato, come le mummie della cripta dei cappuccini che guardate... gli manca solo la parola (o almeno questo è ciò che Alberto Angela immancabilmente osserva), così il negozio è sempre quello, indimenticabile, di Sanford &amp;amp; Son.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-bVb-T6pva_0/TbaXPeOHF6I/AAAAAAAAAnk/yRixnl2GoOk/s1600/S%2526S.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5599829478747871138" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-bVb-T6pva_0/TbaXPeOHF6I/AAAAAAAAAnk/yRixnl2GoOk/s400/S%2526S.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Certo, il terremoto del 1998 deve avere aperto almeno un buco nel tetto, tuttavia è un miracolo, un miracolo a Los Angeles, che sia rimasto in piedi e aperto (anche di notte).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-3836292558870248054?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/3836292558870248054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/04/la-bottega-del-robivecchi-con-un-buco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/3836292558870248054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/3836292558870248054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/04/la-bottega-del-robivecchi-con-un-buco.html' title='La bottega del robivecchi con un buco nel tetto (Seco IV)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/--c4rxJgDi2c/TaRtTgJpkrI/AAAAAAAAAnE/OrEsXBes9-E/s72-c/fuga_da_los_angeles_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-7587094768052967356</id><published>2011-04-05T18:40:00.001+02:00</published><updated>2011-04-05T18:49:25.350+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='omega 3'/><title type='text'>The Omega Fish (Seco III)</title><content type='html'>Scrivevo ieri di un classico Warner Bros, &lt;em&gt;The Omega Man&lt;/em&gt; (1971), in italiano il mitico &lt;em&gt;Occhi bianchi sul pianeta Terra&lt;/em&gt;, straordinaria trasposizione filmica del romanzo di Richard Matheson, &lt;em&gt;Io sono leggenda&lt;/em&gt;. Nel film la parte dello scienziato matto Robert Neville alla ricerca di un vaccino miracoloso appartiene di diritto a Charlton Heston. E scrivevo sempre ieri del disgraziato che vagava solitario, ma più o meno sereno, in una magica Los Angeles deserta e assolata e poi monologava, a casa la sera, con un busto ortopedico di Cesare, avversario sconfitto di mille partite a scacchi (ne avrà vinta almeno una?), mentre nello spazio cucina bollivano un paio di salsicciotti. Nessun cane dallo sguardo malinconico a tener compagnia all’eroe della città solitaria, in ogni modo non un cane lupo né tantomeno il cane triste dal pelo rosso in posa nel quadro di Piero di Cosimo, &lt;em&gt;morte di Procri&lt;/em&gt;, visto il carattere del personaggio forse ci stava un boxer scodinzolante. Quando inizia la storia, raccontata nel film, lo scienziato matto si è stancato di passare il tempo in laboratorio testando vaccini su giustamente ribelli (a farsi testare) uomini in nero con gli occhi bianchi, preferisce passare al setaccio i quartieri alla ricerca del covo della banda. E proprio durante un pattugliamento in un cestino, collocato dietro il bancone della reception di di un albergo a quattro stelle, nota una scatoletta aperta di sgombri. Una mitica scatoletta di sgombri con la chiavetta incorporata nel cestino dietro il bancone della reception di un albergo a quattro stelle stona come le parole dell'Art. 10 della Costituzione in bocca al Bossi (però quello si riprende con l'Art. 11). &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-2-d5_bRuylw/TZtDUAQCuxI/AAAAAAAAAm0/GqmJS7eMWbA/s1600/Omega_Man_1.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 226px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5592137373254335250" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-2-d5_bRuylw/TZtDUAQCuxI/AAAAAAAAAm0/GqmJS7eMWbA/s400/Omega_Man_1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; Eppure Neville vuole fare la prova del nove (Neville rimane uno scienziato), perché il contenuto della scatoletta potrebbe essere stato l’ultimo pasto clandestino di un addetto alla reception oltre due anni prima. E la tira su, e l’olio cola dalla scatoletta nel cestino… &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-I4Mbt_0ATo4/TZtEpUnnNPI/AAAAAAAAAm8/-SipjkG9-D0/s1600/Omega_Man_2.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 242px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5592138839010784498" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-I4Mbt_0ATo4/TZtEpUnnNPI/AAAAAAAAAm8/-SipjkG9-D0/s400/Omega_Man_2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; Il contenuto, ricco d’omega 3, è stato consumato da poco, da un mutante nerovestito con la mente piena di manie medioevali, ma si sa la teoria è una cosa la pratica è un’altra. E tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Ora, se esiste un legame esoterico che lega Neville, l’ultimo uomo sulla Terra, omega man, ad una scatoletta vuota di sgombri naturalmente ricchi d’omega 3, io non lo so.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-7587094768052967356?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/7587094768052967356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/04/omega-fish-seco-iii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/7587094768052967356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/7587094768052967356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/04/omega-fish-seco-iii.html' title='The Omega Fish (Seco III)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-2-d5_bRuylw/TZtDUAQCuxI/AAAAAAAAAm0/GqmJS7eMWbA/s72-c/Omega_Man_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-6463857105089827301</id><published>2011-04-04T18:30:00.005+02:00</published><updated>2011-04-04T18:37:42.705+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='omega 3'/><title type='text'>The Omega Man (Seco II)</title><content type='html'>&lt;p&gt;(Seco sta per &lt;em&gt;Scene esoteriche nel cinema occidentale&lt;/em&gt;, e II per secondo post della serie).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E così siamo già al secondo post di quello che potrebbe sembrare il tema di una tesina universitaria in &lt;em&gt;Storia del Cinema&lt;/em&gt;, e invece è il filo conduttore di una serie di post dedicati all’elencazione di scene esoteriche nel cinema occidentale, elencazione piuttosto che svelamento delle stesse, perché essendo appunto esoteriche mi restano di significato oscuro. Be’, c’è qualcosa in queste scene che ho iniziato a prendere in esame, un deposito di conoscenza dedicato non al grosso pubblico ma ad un pubblico di élite…&lt;/p&gt;&lt;p&gt;"Con il termine élite si designa un ristretto sottogruppo di un sovraordinato gruppo o categoria sociale, a tale sottogruppo viene attribuita una specifica o generica superiorità rispetto alla restante parte del corpo sociale di riferimento; il consenso a tale attribuzione può essere più o meno generale e, al limite, circoscritto agli stessi membri della élite. Benché il termine sia intrinsecamente elogiativo, quando è adoperato da coloro che non ne condividono l'attribuzione assume un connotato dispregiativo (es: le auto-nominate élite).” (da Wikipedia)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oggi tocca ad un classico Warner Bros, &lt;em&gt;The Omega Man&lt;/em&gt; (1971), in italiano il mitico &lt;em&gt;Occhi bianchi sul pianeta Terra&lt;/em&gt;, straordinaria trasposizione filmica del romanzo di Richard Matheson, &lt;em&gt;Io sono leggenda&lt;/em&gt;, niente di che con il comunque bello &lt;em&gt;Io sono leggenda&lt;/em&gt;, con uno schizzato Will Smith e uno struggente cane lupo (film ambientato nel futuro, a New York). Nel film WB la parte dello scienziato matto alla ricerca di un vaccino miracoloso appartiene a Charlton Heston. Nessun cane a fargli da spalla (a Heston erano bastate e avanzate le scimmie del Pianeta delle Scimmie). Il disgraziato - che vaga solitario ma più o meno sereno in una magica Los Angeles deserta e assolata - monologa la sera con un busto di Cesare, avversario invalido in una partita a scacchi, mentre in cucina bollono allegramente un paio di salsicciotti. L’eroe è, come nel romanzo, una leggenda da raccontare la sera al fuoco alimentato dai libri della biblioteca di quartiere ai bambini dei mutanti. Nessun disegno divino assistito al computer e nessuna umanità militarizzata e asserragliata dietro un vallo di Adriano, in una sorta di campo di concentramento, in attesa del vaccino liberatore, ma solo una piccola comunità di ragazzi/e e bambini/e in campagna. Erano altri tempi, oggi sembrano il futuro e questo tempo presente un passato remoto. Be’, continuo domani…&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-6463857105089827301?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/6463857105089827301/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/04/omega-man-seco-ii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/6463857105089827301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/6463857105089827301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/04/omega-man-seco-ii.html' title='The Omega Man (Seco II)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-6486681502979808301</id><published>2011-04-03T18:25:00.000+02:00</published><updated>2011-04-03T18:25:34.907+02:00</updated><title type='text'>Scene esoteriche nel cinema occidentale (I)</title><content type='html'>Potrebbe sembrare il tema di una tesina universitaria in Storia del Cinema, e invece è il titolo di una serie di post dedicati all’elencazione di scene esoteriche nel cinema occidentale, elencazione piuttosto che svelamento delle stesse, perché essendo appunto esoteriche mi restano di significato oscuro. Ma prima di partire con la prima scena, qualche parola sul termine esoterismo, copiata pari pari da Wikipedia (e qui le analogie con una tesina universitaria e/o da esame di maturità si infittiscono come un “umido velo di tenebre”). Esoterismo “deriva dal greco esoterikos (interno, dentro) e storicamente si riferisce ai sacri misteri presenti in tutti i paganesimi e nel cattolicesimo. In Grecia esistevano i misteri eleusini, orfici e dionisiaci. Nell'impero romano si diffusero pure quelli di Mitra e Iside. […] Nel linguaggio filosofico, il termine ‘esoterico’ caratterizza l'insegnamento riservato dagli antichi filosofi greci, specialmente da Pitagora e Aristotele ai soli discepoli, in contrapposizione ad exoterico, con il significato di ‘esterno’, destinato cioè ai profani, ovvero a quanti non erano iniziati alla comprensione del linguaggio degli adepti. Exoteriche erano definite le lezioni della scuola peripatetica di più facile ascolto, da cui l'attributo passò poi alle opere aristoteliche destinate al grosso pubblico.” (Wikipedia) Dunque, c’è qualcosa in queste scene che prenderò in esame, come un deposito di conoscenza dedicato e destinato non al grosso grasso pubblico (non necessariamente greco), cioè per chiarire lo spettatore con il barattolone di pop-corn in grembo che pastura e rumina per tutti i tempi del film, ma al pubblico minuto magro scaltro e indagatore, quello che mordicchia nevroticamente semi di zucca con gli incisivi. Si parte con un classico Disney, &lt;em&gt;F.B.I. Operazione gatto&lt;/em&gt; (1965). &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-5LmUoeMVzps/TZiCmRUXoSI/AAAAAAAAAls/yAKQOfXjwP8/s1600/FBI_operazione_gatto_1.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 225px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591362531375948066" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-5LmUoeMVzps/TZiCmRUXoSI/AAAAAAAAAls/yAKQOfXjwP8/s400/FBI_operazione_gatto_1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; La prima inquadratura è dedicata alla casa del protagonista del film (un gatto siamese); è una tipica casa con le pareti di legno e il giardino tutto attorno. Sembra una scena di un cartone animato e la casa potrebbe essere quella di Paperino, ma improvvisamente da un flatter esce il gatto D.C., abbreviazione di Darn Cat, e tutto ci diventa reale concreto. Il film inizia con la passeggiata serale di D.C. lungo le strade deserte di un quartiere periferico di una cittadina americana, negli anni sessanta del secolo scorso. Sono da poco passate le ore 9 di una sera di inizio autunno o fine estate. Nel programma serale è prevista una sosta con spuntino alla ciotola di un bulldog tonto, vicino di casa, tonto ma capace di esprimersi con le consuete maniere della sua terra di origine, in inglese; dice: &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-8clzhQQWxEw/TZiC-Fsh1XI/AAAAAAAAAl0/JbIYcDDcA4I/s1600/FBI_operazione_gatto_2.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 225px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591362940572915058" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-8clzhQQWxEw/TZiC-Fsh1XI/AAAAAAAAAl0/JbIYcDDcA4I/s400/FBI_operazione_gatto_2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; Traducibile con un po’ di approssimazione e tutte le cautele del caso in “föra di ball”, o anche “föra da i ball” o “föra de ball”, che comunque si pronuncia “foeura di ball”, un po’ come Pompei che in inglese si pronuncia Pom-pay. Olimpicamente indifferente al malumore provocato nel legittimo proprietario del giardino viciniore (con tanto di pedigree) il Nostro si insinua, senza chiedere permesso, da una finestra con le imposte semichiuse, in una tipica cucina americana anni 60 e afferra un osso di pollo, pollo defunto nel 1965, osso di coscia di pollo che sporge da una pila di piatti all’apparenza usati. Una pila di piatti in equilibrio precario e che sembrano disegnati da Carl Barks, l’uomo dei paperi e dei manager con l’aristocratico profilo di cinta senese. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-1K-zlKyMiS0/TZiDXxma8iI/AAAAAAAAAl8/RVjAxEyKbkU/s1600/FBI_operazione_gatto_3.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 225px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591363381855187490" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-1K-zlKyMiS0/TZiDXxma8iI/AAAAAAAAAl8/RVjAxEyKbkU/s400/FBI_operazione_gatto_3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; Il furto del piccolo extracomunitario nero causa il crollo della pila di piatti (simbolo della fine del consumismo occidentale?). Notate come la forma della coda del gatto fuggitivo corrisponda a quella della cannella dell’acquaio, disegnata così da un acuto designer per versare l’acqua a destra o a manca, e già questo è un segnale, una bandierina che sventola all’orizzonte sul crinale di una collina azzurra, il segno che stiamo entrando in terra di esoterismi magie e fattucchiere. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-68B6Yzv3iro/TZiDvVDEPRI/AAAAAAAAAmE/vxhJyer2-WU/s1600/FBI_operazione_gatto_4.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 225px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591363786507566354" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-68B6Yzv3iro/TZiDvVDEPRI/AAAAAAAAAmE/vxhJyer2-WU/s400/FBI_operazione_gatto_4.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; Ma il gatto prosegue serafico il suo itinerario, come il tram 8 barrato rosso. Ecco che fruga in un bidone della spazzatura, e indi stampa le sue impronte sul tetto di un’auto in sosta, poi visita una gattina azzurrina al di là del vetro di una finestra, e finalmente guata, nella vetrina del droghiere del quartiere, un salmone (fresco) decapitato. Notare come nell’immagine si legge il cartello riflesso nel vetro, in un gioco di dentro e fuori, preda e predatore, oggetto e soggetto, ecc. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-LQH5uZhuphI/TZiEFC4hFwI/AAAAAAAAAmM/RFyhJFZUDdg/s1600/FBI_operazione_gatto_5.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 225px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591364159588603650" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-LQH5uZhuphI/TZiEFC4hFwI/AAAAAAAAAmM/RFyhJFZUDdg/s400/FBI_operazione_gatto_5.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; Ed ecco che il regista inquadra un essere umano; per pochi secondi mette in primo piano, in campo, le mani del droghiere che incarta due fette di salmone fresco (decapitato) in veline azzurre e in un foglio di carta gialla. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-6OQPUvrseRI/TZiEdgEyTGI/AAAAAAAAAmU/_f72d-oTpx4/s1600/FBI_operazione_gatto_6.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 225px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591364579741551714" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-6OQPUvrseRI/TZiEdgEyTGI/AAAAAAAAAmU/_f72d-oTpx4/s400/FBI_operazione_gatto_6.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; E non si può non notare che l’unghia del dito medio della mano destra del droghiere è di un sospetto colore azzurro, un po’ come le veline che avvolgono le fette di salmone, come le ombre che avvolgono la casa già di Paperino e come gli occhi del gatto che avvolgono la scena dell’incartamento con un incantamento magico. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-_zZk3KbRMV0/TZiE769i1wI/AAAAAAAAAmc/fmuh3sL20JY/s1600/FBI_operazione_gatto_7.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 225px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591365102355011330" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-_zZk3KbRMV0/TZiE769i1wI/AAAAAAAAAmc/fmuh3sL20JY/s400/FBI_operazione_gatto_7.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; C’entra forse l’estetica di Policleto? Il realismo socialista? Il neorealismo di &lt;em&gt;Ladri di biciclette&lt;/em&gt; o il realismo magico di &lt;em&gt;Miracolo a Milano&lt;/em&gt;? O cosa? &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-QLTzsqiaJok/TZiFPlsBvLI/AAAAAAAAAmk/3QMbp3m8YXk/s1600/FBI_operazione_gatto_8.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 225px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591365440241777842" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-QLTzsqiaJok/TZiFPlsBvLI/AAAAAAAAAmk/3QMbp3m8YXk/s400/FBI_operazione_gatto_8.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; Ma quel dannato gatto se la ride di ipotesi e congetture e teorie che vorrebbero trasformare una scena esoterica in una battuta spensierata, un riferimento galante alla moglie del pizzicagnolo, nella bagattella di un momento, piuttosto decide di seguire il cliente con il suo sacchetto di carta ecologico (cioè le due fette di salmone) fuori dal negozio… e il resto è una storia con il finale già scritto. &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Fp8PqlzoHzk/TZiFpHkFKII/AAAAAAAAAms/V-jYdTHyvGM/s1600/FBI_operazione_gatto_9.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 246px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5591365878831982722" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-Fp8PqlzoHzk/TZiFpHkFKII/AAAAAAAAAms/V-jYdTHyvGM/s400/FBI_operazione_gatto_9.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-6486681502979808301?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/6486681502979808301/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/04/scene-esoteriche-nel-cinema-occidentale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/6486681502979808301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/6486681502979808301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/04/scene-esoteriche-nel-cinema-occidentale.html' title='Scene esoteriche nel cinema occidentale (I)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-5LmUoeMVzps/TZiCmRUXoSI/AAAAAAAAAls/yAKQOfXjwP8/s72-c/FBI_operazione_gatto_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-7372649136022178884</id><published>2011-04-02T18:34:00.016+02:00</published><updated>2011-04-03T18:26:40.347+02:00</updated><title type='text'>Lampedusa Felix</title><content type='html'>I bootlegger hanno registrato tutto lo spettacolo del Boss, che si è esibito oltre 60 ore fa davanti ad un pubblico in delirio di &lt;em&gt;fans&lt;/em&gt;, che non è l'acronimo dell'espressione farmaci anti-infiammatori non steroidei per individuare una classe di farmaci dall'effetto anti-infiammatorio, analgesico ed antipiretico, ma il plurale forse non usuale della parola &lt;em&gt;fan&lt;/em&gt;, infatti Wikipedia scrive a proposito di fan: "Un fan (IPA:ˈfæn; plurale "fan" o "fans") è un appassionato di un particolare tema. I fan spesso si organizzano in gruppi più o meno formali noti come fan club. La comunità dei fan nel suo complesso è invece detta fandom. La parola fan è talvolta usata con un sottile connotato negativo, associandola al termine fanatismo". Insomma una fandomatica fandom di fan ha applaudito il Boss oltre 60 ore fa a Lampedusa. Il Boss ha iniziato con un classico sparato a tutto volume, &lt;em&gt;La promessa (di sgravi fiscali per auto fiat, prima casa, ristrutturazioni, evasori fiscali, extracomunitari clandestini e rifugiati)&lt;/em&gt;, seguita a ruota dalla sempre verde &lt;em&gt;Ho comprato una casetta anche qua&lt;/em&gt;, e ha subito chiuso con un pezzo nuovo, lento e sentimentale, &lt;em&gt;Premio Nobel per la Pace (a Lampedusa)&lt;/em&gt;. Ovviamente ci sono stati vari bis, &lt;em&gt;In cambio di un conquibus&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Pagami il lesso&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Finocchi lessi ho mangiato alla mensa negli asili di Stato&lt;/em&gt;, finalmente il concerto si è chiuso su una lunghissima, e in parte strumentale, summer song, &lt;em&gt;Chi non salta comunista è è è&lt;/em&gt;... Il Boss ha cenato al ristorante Lampredotto con una ristretta cerchia di invitati, gente del posto; fedele al soprannome ha pagato Lui il conto, poi presenterà il conto allo Stato (mica si sta parlando di Springsteen). Prossimo spettacolo del Boss a Chioggia dove è prevista l'apertura di una bellissima centrale nucleare, s'intende dopo l'anno sabbatico del Veronesi, i biglietti sono già esauriti, intanto i chioggiani fischiettano &lt;em&gt;Ha comprato una casetta anche qua qua qua&lt;/em&gt;... &lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-7372649136022178884?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/7372649136022178884/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/04/lampedusa-felix.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/7372649136022178884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/7372649136022178884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/04/lampedusa-felix.html' title='Lampedusa Felix'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-7447422952908772740</id><published>2011-03-13T09:39:00.004+01:00</published><updated>2011-03-13T09:45:55.036+01:00</updated><title type='text'>Lettura di un sigillo cilindrico e di un pesino</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Favbrillhà, casa del posacenere.&lt;br /&gt;Lapislazzuli, 3x1.9, diam. Foro 0.35&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;È una scena di lotta fra eroe e animali e una scena di libagione, con vari riempitivi e una scritta in orzoweiano classico corsivo.&lt;br /&gt;A sinistra si vede l’eroe nudo, con la mano destra tiene sollevata la zampa posteriore destra di un quadrupede erbivoro a testa in giù, forse una gazzella, il braccio sinistro gira intorno al collo di un cervide rampante sulle zampe posteriori, con ampie corna ramificate e volgente il muso indietro. Il piede destro dell’eroe insiste sulla schiena di un leone azzannante il collo dell’erbivoro a testa in giù. La gamba sinistra di Berlumeš è piegata all’indietro, nella tipica posa della corsa in ginocchio dell’eroe. Alla destra e alla sinistra della testa dell’eroe sono presenti due quadrifogli come riempitivi. L’eroe Berlumeš è rappresentato con capelli fluenti e ondulati e una lunga barba lanosa che scende fino a toccare terra.&lt;br /&gt;A destra è presente una scena di libagione. Davanti a un arbusto con rami a spina di pesce si vede una figura di vecchio glabro. Il vecchio è seduto verso sinistra, su uno sgabello a zampe incrociate. Il vecchio è a torso nudo, una gonna o coperta pieghettata gli scende fino a coprire i piedi. La mano destra del vecchio è poggiata sul ventre. La mano sinistra regge una lunga cannuccia che esce da un vaso collocato a mezz’aria, l’altra estremità della canna è infilata nella bocca del vecchio che palesemente aspira una sostanza contenuta nel vaso.&lt;br /&gt;Una seconda cannuccia ritorta fuoriesce dal vaso in direzione opposta per servire un secondo personaggio appena abbozzato, forse raffigura il semieroe Skakajolo, l’essere mostruoso, l’orco delle montagne, il divoratore di bambini, insomma il “compagno” di Berlumeš. Tra le due canne sul fondo è inciso un trifoglio.&lt;br /&gt;Sopra la scena del banchetto una iscrizione in orzoweiano classico corsivo. Vi si legge &lt;em&gt;Ahytéé&lt;/em&gt;, traducibile con un po’ di approssimazione e tutte le cautele del caso in: “Ahimè, come una lumaca sgusciata siedo e piango lagrime amare sul mio passato”.&lt;br /&gt;Superficie lievemente concava, foro decentrato. Lapislazzuli con molte venature. Esecuzione fine, alquanto dettagliata e naturalistica nelle figure; molto schematici invece i simboli in campo. Lievi le tracce d’uso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Favbrillhà, casa del posacenere.&lt;br /&gt;Ematite traslucida, 2.45x1x1.05; gr. 5.735.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pesino a forma di anatra. Base appiattita. Faccia superiore modellata in forma di anatra con corpo allungato, coda sporgente, collo lungo ripiegato indietro, testa appoggiata sul dorso, becco appuntito reso in modo schematico. Iscrizione di “Paper-YOGA En-lil-là”.(&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;) “Lettura di un sigillo cilindrico e di un pesino dalla Casa del Posacenere a Favbrillhà”, di Silver S. Spikspan. Estratto dal vol. I, 1° sem., fasc. 4, dei “Rendiconti della Accademia degli Orzoweiani”, anno 1954.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-7447422952908772740?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/7447422952908772740/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/03/lettura-di-un-sigillo-cilindrico-e-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/7447422952908772740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/7447422952908772740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/03/lettura-di-un-sigillo-cilindrico-e-di.html' title='Lettura di un sigillo cilindrico e di un pesino'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-152996787433638426</id><published>2011-03-13T09:24:00.001+01:00</published><updated>2011-03-13T09:35:59.151+01:00</updated><title type='text'>Meditazioni sopra una moneta dell'Impero</title><content type='html'>Visto, questa domenica mattina, un vecchio straordinario documentario in bianco e nero sul lavoro minorile a Napoli. L'anno terribile era il 1970. La RAI pagava con gli interessi il suo debito di servizio pubblico finanziato dal canone degli italiani.&lt;br /&gt;Qualche domenica fa un conduttore su rai 3 ha chiesto ad un divulgatore di scienze e storia perché nelle monete romane le teste guardano ostinatamente sempre a sinistra (c'è forse un significato politico? ih ih ih). E quello gli ha risposto che mica sempre è così, e poi si è messo a divagare come un giovane bello studente abbronzato alla maturità...&lt;br /&gt;Eppure pare assodato che le teste dei romani sono generalmente rivolte a destra, e solo eccezionalmente a sinistra (c'è forse un significato politico?). Dipende dal fatto che l'incisione del conio era più facile e naturale a sinistra, o il motivo era un altro? Mistero.&lt;br /&gt;Probabilmente nel 1970 alla RAI sapevano tutti rispondere in qualche modo alla domanda senza divagare come uno studente barbuto alla maturità; e a quei tempi là aveva un senso pagare il canone alla RAI; forse lo pagava pure Borghezio (o lo pagavano per lui i suoi genitori, che è più plausibile, che lui era piccino). Poi il diluvio. Sono arrivati in tv i barbari urlanti, guidati da ghignanti  anchormen.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-152996787433638426?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/152996787433638426/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/03/meditazioni-sopra-una-moneta-dellimpero.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/152996787433638426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/152996787433638426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/03/meditazioni-sopra-una-moneta-dellimpero.html' title='Meditazioni sopra una moneta dell&apos;Impero'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-97346018416545609</id><published>2011-03-06T17:12:00.006+01:00</published><updated>2011-03-06T17:24:21.236+01:00</updated><title type='text'>Spaesamenti tra i gelati e le bandiere</title><content type='html'>Un americano del Connecticut alla corte di re Berlù... cioè no, l'anno era il 1904, dunque alla corte di re Vittorio Emanuele III:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;a href="http://www.classicreader.com/book/257/1/"&gt;Very well&lt;/a&gt;. I saw at a glance that the Florentine paper would suit me: five out of six of its scandals and tragedies were local; they were adventures of one's very neighbors, one might almost say one's friends. In the matter of world news there was not too much, but just about enough. I subscribed. I have had no occasion to regret it. Every morning I get all the news I need for the day; sometimes from the headlines, sometimes from the text. I have never had to call for a dictionary yet. I read the paper with ease. Often I do not quite understand, often some of the details escape me, but no matter, I get the idea. I will cut out a passage or two, then you see how limpid the language is:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritorno dei Beati d'Italia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elargizione del Re all' Ospedale italiano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The first line means that the Italian sovereigns are coming back-- they have been to England. The second line seems to mean that they enlarged the King at the Italian hospital. With a banquet, I suppose. An English banquet has that effect. Further:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritorno dei Sovrani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a Roma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 24, ore 22,50.--I Sovrani e le Principessine Reali si attendono a Roma domani alle ore 15,51.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Return of the sovereigns to Rome, you see. Date of the telegram, Rome, November 24, ten minutes before twenty-three o'clock. The telegram seems to say, "The Sovereigns and the Royal Children expect themselves at Rome tomorrow at fifty-one minutes after fifteen o'clock."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I do not know about Italian time, but I judge it begins at midnight and runs through the twenty-four hours without breaking bulk. In the following ad, the theaters open at half-past twenty. If these are not matinees, 20.30 must mean 8.30 P.M., by my reckoning.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spettacolli del di 25&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teatro della Pergola--(Ore 20,30)--Opera. Boh`eme. Teatro Alfieri.--Compagnia drammatica Drago--(Ore 20,30)--La Legge. Alhambra--(Ore 20,30)--Spettacolo variato. Sala Edison-- Grandiosoo spettacolo Cinematografico: Quo Vadis?--Inaugurazione della Chiesa Russa--In coda al Direttissimo--Vedute di Firenze con gran movimeno--America: Transporto tronchi giganteschi--I ladri in casa del Diavolo--Scene comiche. Cinematografo--Via Brunelleschi n. 4.--Programma straordinario, Don Chisciotte--Prezzi populari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The whole of that is intelligible to me--and sane and rational, too-- except the remark about the Inauguration of a Russian Chinese. That one oversizes my hand. Give me five cards.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;This is a four-page paper; and as it is set in long primer leaded and has a page of advertisements, there is no room for the crimes, disasters, and general sweepings of the outside world--thanks be! Today I find only a single importation of the off-color sort:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una Principessa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che fugge con un cocchiere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parigi, 24.--Il Matin ha da Berlino che la principessa Schovenbare-Waldenbure scomparve il 9 novembre. Sarebbe partita col suo cocchiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Principessa ha 27 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Twenty-seven years old, and scomparve--scampered--on the 9th November. You see by the added detail that she departed with her coachman. I hope Sarebbe has not made a mistake, but I am afraid the chances are that she has. Sono Dispiacentissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;There are several fires: also a couple of accidents. This is one of them:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grave disgrazia sul Ponte Vecchio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stammattina, circe le 7,30, mentre Giuseppe Sciatti, di anni 55, di Casellina e Torri, passava dal Ponte Vecchio, stando seduto sopra un barroccio carico di verdura, perse l' equilibrio e cadde al suolo, rimanendo con la gamba destra sotto una ruota del veicolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Sciatti fu subito raccolto da alcuni cittadini, che, per mezzo della pubblica vettura n. 365, lo transporto a San Giovanni di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ivi il medico di guardia gli riscontro la frattura della gamba destra e alcune lievi escoriazioni giudicandolo guaribile in 50 giorni salvo complicazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;What it seems to say is this: "Serious Disgrace on the Old Old Bridge. This morning about 7.30, Mr. Joseph Sciatti, aged 55, of Casellina and Torri, while standing up in a sitting posture on top of a carico barrow of vedure (foliage? hay? vegetables?), lost his equilibrium and fell on himself, arriving with his left leg under one of the wheels of the vehicle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Said Sciatti was suddenly harvested (gathered in?) by several citizens, who by means of public cab No. 365 transported to St. John of God."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paragraph No. 3 is a little obscure, but I think it says that the medico set the broken left leg--right enough, since there was nothing the matter with the other one--and that several are encouraged to hope that fifty days well fetch him around in quite giudicandolo-guaribile way, if no complications intervene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I am sure I hope so myself.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;There is a great and peculiar charm about reading news-scraps in a language which you are not acquainted with--the charm that always goes with the mysterious and the uncertain. You can never be absolutely sure of the meaning of anything you read in such circumstances; you are chasing an alert and gamy riddle all the time, and the baffling turns and dodges of the prey make the life of the hunt. A dictionary would spoil it. Sometimes a single word of doubtful purport will cast a veil of dreamy and golden uncertainty over a whole paragraph of cold and practical certainties, and leave steeped in a haunting and adorable mystery an incident which had been vulgar and commonplace but for that benefaction. Would you be wise to draw a dictionary on that gracious word? would you be properly grateful?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;After a couple of days' rest I now come back to my subject and seek a case in point. I find it without trouble, in the morning paper; a cablegram from Chicago and Indiana by way of Paris. All the words save one are guessable by a person ignorant of Italian:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Revolverate in teatro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parigi, 27.--La Patrie ha da Chicago:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il guardiano del teatro dell'opera di Walace (Indiana), avendo voluto espellare uno spettatore che continuava a fumare malgrado il diviety, questo spalleggiato dai suoi amici tir`o diversi colpi di rivoltella. Il guardiano ripose. Nacque una scarica generale. Grande panico tra gli spettatori. Nessun ferito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Translation.--"Revolveration in Theater. Paris, 27th. La Patrie has from Chicago: The cop of the theater of the opera of Wallace, Indiana, had willed to expel a spectator which continued to smoke in spite of the prohibition, who, spalleggiato by his friends, tir'o (Fr. tir'e, Anglice pulled) manifold revolver-shots; great panic among the spectators. Nobody hurt."&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Google Traduttore:&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Molto bene. Ho visto a colpo d'occhio che la carta fiorentina mi andrebbe bene: cinque su sei dei suoi scandali e tragedie erano locali, erano le avventure dei propri vicini di casa molto, si potrebbe quasi dire i propri amici. In materia di notizie del mondo non era troppo, ma quasi sufficiente. Mi sono iscritto. Non ho avuto occasione di pentirsene. Ogni mattina mi alzo tutte le notizie che mi serve per il giorno, a volte dai titoli di testa, a volte dal testo. Non ho mai avuto a richiedere un dizionario ancora. Ho letto il giornale con facilità. Spesso io non capisco, spesso alcuni dettagli mi sfuggono, ma non importa, ho l'idea. Io tagliare un passaggio o due, poi si vede come il linguaggio è limpido:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritorno dei Beati d'Italia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elargizione del Re all 'Ospedale italiano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima riga significa che i sovrani italiani stanno tornando - sono stati in Inghilterra. La seconda riga sembra voler dire che hanno ampliato il re presso l'ospedale italiano. Con un banchetto, suppongo. Un banchetto inglese ha in tal senso. Per ulteriori informazioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritorno dei Sovrani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a Roma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 24, ore 22,50 .-- I Sovrani e le Principessine Reali SI attendono a Roma domani Alle ore 15,51.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ritorno dei sovrani a Roma, si vede. Data del telegramma, Roma, 24 novembre, dieci minuti prima 23 in punto. Il telegramma sembra dire: "La Sovrani e il Royal Children si aspetta domani a Roma a 51 minuti dopo quindici ore."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non so ora italiana, ma io giudico comincia a mezzanotte e passa attraverso le 24 ore senza rotture di carico. In seguito l'annuncio, i teatri aperti a metà ultimi venti. Se questi non sono matinées, ore 20.30 deve significare 20:30, secondo i miei calcoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spettacolli del di 25&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Teatro della Pergola - (Ore 20,30) - Opera. Boh `eme. Teatro Alfieri .-- Compagnia Drammatica Drago - (Ore 20,30) - La Legge. Alhambra - (Ore 20,30) - Spettacolo variato. Sala Edison - Grandiosoo spettacolo Cinematografico: Quo Vadis - Inaugurazione della Chiesa Russa - In coda al Direttissimo - Vedute di Firenze con movimeno gran - America: Transporto Tronchi giganteschi - I ladri in casa del Diavolo - Scene comiche . Cinematografo - Via Brunelleschi n. 4 .-- Programma straordinario, Don Chisciotte - Prezzi populari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'intera che è comprensibile per me - e sano e razionale, anche - se non l'osservazione circa l'inaugurazione di un cinese russo. Quello maggiorazioni mia mano. Dammi cinque carte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di un documento di quattro pagine, e come si trova in fondo a lungo con piombo e ha una pagina di pubblicità, non c'è spazio per i delitti, disastri e spazzatura generale del mondo esterno - grazie! Oggi ho trovato solo una importazione unico del genere off-color:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una Principessa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che fugge con cocchiere delle Nazioni Unite&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parigi, 24 .-- Il Matin ha da Berlino Che la principessa scomparve Schovenbare-Waldenbure il 9 novembre. Sarebbe partita col Suo cocchiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Principassa ha 27 Anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ventisette anni, e scomparve - scampered - il 9 novembre. Si vede dal dettaglio ha aggiunto che se ne andò con il suo cocchiere. Spero Sarebbe non ha fatto un errore, ma temo che le probabilità sono che lei ha. SONO Dispiacentissimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono diversi incendi: anche un paio di incidenti. Questo è uno di loro:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grave Disgrazia sul Ponte Vecchio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stammattina, Circe le 7,30, MENTRE Giuseppe Sciatti, di Anni 55, di Casellina e Torri, Passava dal Ponte Vecchio, Standoflex Seduto sopra delle Nazioni Unite Barroccio Carico di Verdura, Perse l 'Equilibrio e Cadde al Suolo, rimanendo con la gamba Destra Sotto Come una ruota del veicolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Sciatti fu Subito Raccolto da alcuni Cittadini, il Che, per mezzo della Pubblica Vettura n. 365, lo Transporto a San Giovanni di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ivi il medico di guardia Gli riscontro la Destra Frattura della gamba e alcune Lievi escoriazioni giudicandolo guaribile in 50 Giorni complicazioni Salvo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che sembra di dire è questo:. "Serious Disgrace sul Vecchio Ponte Vecchio Questa mattina circa 7,30, il signor Giuseppe Sciatti, 55 anni, di Casellina e Torri, mentre in piedi in posizione seduta sulla cima di un tumulo Carico di vedure (fogliame? fieno? verdura?), ha perso il suo equilibrio e cadde su se stesso, arrivando con la sua gamba sinistra sotto una delle ruote del veicolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Said Sciatti fu improvvisamente raccolta (raccolti nel?) Da diversi cittadini, che per mezzo di n. cabina pubblico 365 trasportati al San Giovanni di Dio".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il paragrafo n. 3 è un po 'oscuro, ma credo che dice che il medico impostare la frattura alla gamba sinistra - abbastanza a destra, dal momento che non c'era nulla la questione con l'altro - e che molti sono incoraggiati a sperare che ben cinquanta giorni prenderlo in giro in modo del tutto giudicandolo guaribile-, se non intervengono complicazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono sicuro che mi auguro anch'io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è un grande fascino e particolare sulla lettura di news-scarti in una lingua che non si è a conoscenza - il fascino che va sempre con la misteriosa e incerta. Non si può mai essere assolutamente sicuri del significato di qualsiasi cosa si legge in tali circostanze; siete a caccia di un avviso e gamy enigma tutto il tempo, e la trasforma sconcertante e schivate della preda rendere la vita della caccia. Un dizionario dovrebbe rovinare. A volte una sola parola di dubbio significato si gettano un velo di incertezza sognante e d'oro nel corso di un intero paragrafo di certezze freddo e pratico, e lasciare immersi in un inquietante mistero adorabile e un incidente che era stata volgare e banale, ma che per beneficenza. Sarebbe saggio per disegnare un dizionario su quella parola gentile? Vuoi essere adeguatamente riconoscente?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un paio di giorni di riposo 'ora tornare al mio argomento e cercare un esempio calzante. Lo trovo senza problemi, sul giornale del mattino, un cablogramma da Chicago e Indiana a titolo di Parigi. Tutte le parole tranne uno sono da indovinare da una persona ignorante della lingua italiana:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Revolverate in teatro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parigi, 27 .-- La Patrie ha da Chicago:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Guardiano del Teatro dell'Opera di Walace (Indiana), avendo voluto espellare UNO spettatore Che continuava uno Fumare malgrado il diviety, NB Tutti gli ingredienti spalleggiato Dai Suoi Amici tir `o diversificazione Colpi di Rivoltella. Il Guardiano ripose. Nacque UNA Generale scarica. Grande Panico TRA Gli spettatori. Nessun ferito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione .-- "Revolveration in Teatro Parigi, 27 La Patrie ha da Chicago:.. Il poliziotto del teatro dell'opera di Wallace, Indiana, ha voluto espellere uno spettatore che ha continuato a fumare nonostante il divieto, che, spalleggiato dai suoi amici, tir'o (tir'e P., Anglice tirato) collettore di colpi di rivoltella;. grande panico tra gli spettatori Nessuno male ".&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-97346018416545609?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/97346018416545609/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/03/spaesamenti-tra-i-gelati-e-le-bandiere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/97346018416545609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/97346018416545609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/03/spaesamenti-tra-i-gelati-e-le-bandiere.html' title='Spaesamenti tra i gelati e le bandiere'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-7541788736671584185</id><published>2011-01-23T18:15:00.000+01:00</published><updated>2011-01-23T18:16:25.623+01:00</updated><title type='text'>People Have The Power</title><content type='html'>Come già scritto su questo blog da una wunderkammer si può uscire se si scopre al suo interno un bestiario, e che è indubitabile la connessione tra wunderkammer e bestiario, se traduciamo la parola "wunderkammer" in "labirinto".&lt;br /&gt;Il labirinto è per definizione il palazzo cretese di Minosse dove, imprigionato al suo centro, era in agguato il Minotauro (bestiario e bestio allo stesso tempo).&lt;br /&gt;E cos’è il labirinto cretese se non la razionalizzazione della caverna, luogo per eccellenza delle meraviglie. In fondo alla caverna pitture di animali attendevano il visitatore per meravigliarlo e spaventarlo. Caverna, labirinto, ricerca di un centro, viaggio iniziatico e più che altro fisico alla volta della Terra Santa sulle strade labirintiche del mondo, tra mille meraviglie e mille mostri in agguato, talvolta, per i pigri e troppo indaffarati borghesi che si scaldavano i piedi al sacro fuoco del dio-denaro, era il labirinto, inciso sul pavimento dei consigli di amministrazione, il succedaneo del viaggio come l'orzo del caffè.&lt;br /&gt;Il labirinto era il caos che sognava l’ordine (l'ordine delle wunderkammern), era la ricerca del centro, del nocciolo segreto delle cose. Ma non esistono mappe aggiornate e non esistono nomi. Le strade non hanno nomi. Non esistono procedure per toccare il centro del labirinto: “La via non ha un nome; la Via che ha un nome non è la vera via” (&lt;em&gt;Tao Te Ching&lt;/em&gt;). La via per toccare il centro del labirinto (il centro della Terra) non è la stessa per andare all’Osmannoro, o forse sì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una fabbrica (Officina G) distante &lt;em&gt;n&lt;/em&gt; anni tenebrosi dal nostro presente di luce, fabbrica abitata da operai, impiegati e un Ingegnere Creativo con il singhiozzo psicosomatico (in un classico episodio di Star Trek: &lt;em&gt;People Have The Power&lt;/em&gt;), fabbrica all’apparenza disabitata da forme di vita aliena, improvvisamente un mostro, una creatura dell'oscurità, esce da una &lt;em&gt;n&lt;/em&gt; dimensione spaziotemporale e semina terrore (e amore) tra operai, impiegati e l'ansioso &lt;em&gt;IC&lt;/em&gt;; terrore e amore che dalla Torre e dal reparto M dell’Officina G si diffonde, al suono già nostalgico di una sirena nel meriggio, fino alle palazzine prossime al confine assolato di un quartiere di periferia. Urge il pronto intervento e il soccorso dell’Enterprise, nei panni del capitano James T. Kirk, del signor Spock e del dottor McCoy. Essi hanno il compito di debellare il mostro che muovendosi liberamente in molteplici dimensioni spaziotemporali trasforma operai e impiegati in fluidi esseri prigionieri di amorfe silhouette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Be', tra un singhiozzo e l'altro &lt;em&gt;IC&lt;/em&gt; informa i nostri eroi di un dato di fatto: c’è un mostro che si aggira nella fabbrica e deve essere al più presto &lt;em&gt;americanizzato&lt;/em&gt;; ma come ha scritto Cesare Pavese a proposito di Tom Sawyer, “il reale non è un dato, ma una scoperta inesausta”, così il signor Spock, dopo tre anni passati in giro nello spazio profondo, ad incontrare assassini, creature mutaforma, artisti dell’inganno e dello sghignazzo, divinità dell’Olimpo e del deserto, pazzi batteristi, vagabondi e indiani in estate, proprio lui, il signor Spock, nonostante non sia più il ragazzo appena diplomato di umore nero e con gli orecchioni a punta eccolo che si meraviglia di un pezzo meccanico appoggiato sulla scrivania di &lt;em&gt;IC&lt;/em&gt;. E chiede cos'è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il signor Spock, che avrà tanti difetti (ogni giorno il dottor McCoy gliene scopre uno nuovo) ma non è il nano arzillo nella fiaba del bel paese, esclama che il pezzo meccanico “è indubbiamente una straordinaria curiosità tecnica.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riflessione ad alta voce del vulcaniano suscita un attacco di singhiozzite a &lt;em&gt;IC&lt;/em&gt;; lui che smania per i bigliettoni di carta moneta che migrano via dal portafoglio ogni secondo che scatta sul contatore dell’Enterprise, non può sopportare un alieno con le orecchie a punta che si trastulla con un banale pezzo meccanico in mano; gliene importa ‘na beata minchia della “straordinaria curiosità tecnica”, lui quel pezzo lo usa come fermacarte!&lt;br /&gt;&lt;em&gt;IC&lt;/em&gt; estrae singhiozzando da un portafoglio unto il risultato del referendum imposto dall’Amministratore delegato dal mostro multidimensionale (trasferimento della fabbrica a casa del mostro ovvero il licenziamento): il 90% degli operai e il 60% degli impiegati avevano rifiutato il trasferimento ed erano stati licenziati (fatto storico, Wikipedia può controllare quanto vuole).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niente paura. Alla fine dell’avventura, dopo che il signor Spock è stato dismesso su Vulcano, che il dottor McCoy ha &lt;em&gt;americanizzato&lt;/em&gt; il mostro con impacchi freddi di pepsi cola, che il capitano James T. Kirk si è commosso per la triste storia dell'Amministratore Delegato (era stato un bambino timido e un adolescente quasi sempre 'briaco), tanti piccoli eloi - sorvegliati e guidati con amore (e terrore) dai morlock dell'&lt;em&gt;Ufficio Tempi e Metodi&lt;/em&gt; - assemblano giorno e notte inutili macchinine tridimensionali per la gioia di &lt;em&gt;IC&lt;/em&gt; e dell’Amministratore Delegato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indubbiamente la fabbrica era una wunderkammer, e il mostro dell'oscurità era il suo bestiario (ma nel corso della storia si è perso per strada qualcosa).&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-7541788736671584185?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/7541788736671584185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/01/people-have-power.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/7541788736671584185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/7541788736671584185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/01/people-have-power.html' title='People Have The Power'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-5288388549347770108</id><published>2011-01-16T18:33:00.000+01:00</published><updated>2011-01-16T18:34:00.027+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FIAT LUX'/><title type='text'>Paths That Cross</title><content type='html'>All'inizio del 1911, un gruppo di bambini della scuola elementare di Fiesole sigillò una scatola di metallo, una capsula del tempo, destinata ai bambini del lontano anno 2011. Una volta aperta, 100 anni e 120 minuti dopo (i minuti necessari a quattro babbi lì presenti per scardinarla), all'interno sono stati trovati: 2 chewing-gum scartocciati al gusto di menta, una foto della classe 1911, una scatoletta ricoperta dalla stagnola che avvolgeva la gomma da masticare con dentro due monetine da un cent, perfettamente lucidate e messe una sopra l’altra (teste di re del millenovecentosei), un gomitolo di spago grigio, 2 figurine scolpite nel sapone raffiguranti un bambino e una bambina, una medaglia annerita premio scolastico per l’ortografia, un orologio da tasca legato insieme con un temperino di alluminio a una catena, un frammento di manifesto, probabilmente staccato da un cantiere edile dal babbo di uno scolaro, con sopra scritto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;PRIMA DI RIPRENDERE IL LAVORO I DIPENDENTI DI QUESTA IMPRESA SONO TENUTI A SOTTOSCRIVERE LA SEGUENTE DICHIARAZIONE:&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;1) riconosco eque e legittime e come tali accetto, le tariffe fissate dall’A.C.E. (Associazione Costruttori Edili).&lt;br /&gt;2) Mi impegno per l’avvenire a non partecipare a qualsivoglia manifestazione, promossa dalla Camera d. L.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;LA FIRMA SI METTE IN DIREZIONE.&lt;br /&gt;CHI NON HA INTENZIONE DI FIRMARE PUO’ TORNARE A CASA.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dietro il frammento c'era scritto questo messaggio: “Se la scienza vi ha insegnato quello che molti di noi credono sarà uno degli elementi più diffusi delle vs. conoscenze, ovvero il potere di comunicare con il mondo invisibile dal quale saremo osservando il vs. destino vi preghiamo, voi egregi amministratori delegati del bene Comune, di accendere tutte le luci dei lampioni in una notte di luna piena."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*** FIAT LUX (s.r.l.) ***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-5288388549347770108?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/5288388549347770108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/01/fiat-lux.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5288388549347770108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5288388549347770108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/01/fiat-lux.html' title='Paths That Cross'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-1239304452191668991</id><published>2011-01-02T17:29:00.018+01:00</published><updated>2011-01-02T18:25:27.418+01:00</updated><title type='text'>Distant Fingers</title><content type='html'>Indice e medio analitico dei post che formano serie poco serie (per formare una serie sono sufficienti 2 post) nell'anno 2010. Le serie ancora attive nel 2011 (&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;hot spot&lt;/span&gt;) hanno il titolo in rosso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A. &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Bestiario&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; (&lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/01/bestiario-quasi-un-patetico-bootstrap.html"&gt;0&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/01/bestiario-n1-luomo-nero-imbalsamato.html"&gt;1&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/01/bestiario-n-2-gertrude.html"&gt;2&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/01/bestiario-n-3-ludo.html"&gt;3&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/01/bestiario-n-5-tutti-mostri-libera-tutti.html"&gt;4&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/01/bestiario-n-4-tutti-besti-liberi-tutti.html"&gt;5&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/01/bestiario-n-6-lumache-e-colombe.html"&gt;6&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/01/bestiario-n-7-la-lucertolina-e-il.html"&gt;7&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/02/bestiario-n-8-mefisto.html"&gt;8&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/02/bestiario-n-9-internet-i-ventintestini.html"&gt;9&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/02/bestiario-n-10-bruce.html"&gt;10&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/02/bestiario-n-12-magico-primario_26.html"&gt;11&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/02/bestiario-n-11-yojo.html"&gt;12&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/bestiario-n-13-butter-fly-butterfly.html"&gt;13&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/ultimo-bestiario.html"&gt;14&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/06/bestiario-n-15-bluto-brufolo.html"&gt;15&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;Il bestiario era il cugino anziano e canuto, di secondo grado, della wunderkammer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;B. &lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;no free dogs&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/01/no-free-dogs-1.html"&gt;1&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/no-free-dogs-ii.html"&gt;2&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/no-free-dogs-iii.html"&gt;3&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/05/no-free-dogs-errata-vision.html"&gt;4&lt;/a&gt; - ?)&lt;br /&gt;Sull’educazione di un cane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C. &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Commento a un commento ai Promessi Sposi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; (... - &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/01/commento-un-commento-ai-ps-n-7.html"&gt;8&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/02/commento-un-commento-ai-ps-n-8.html"&gt;9&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/05/commento-un-commento-ai-ps-n-9.html"&gt;10&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/05/commento-un-commento-ai-ps-n-10.html"&gt;11&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;Una serie di post dedicati al commento di una serie di note poste a commento in una vecchia edizione dei Promessi Sposi.&lt;br /&gt;La serie dei post si è chiusa improvvisamente e Renzo-Mosè è rimasto fermo a rimirare il duomo di Milano da lontano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D.&lt;strong&gt; &lt;span style="color:#000099;"&gt;Immagini del Tempo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; (&lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/02/immagini-del-tempo-n-1-il-prestigiatore.html"&gt;1&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/02/immagini-del-tempo-n-2-topi-in-soffitta.html"&gt;2&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/02/immagini-del-tempo-n-3-morning-has.html"&gt;3&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/02/immagini-del-tempo-n-4-funghi-peyote.html"&gt;4&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;Siete viaggiatori del Tempo, perché avete vinto al Lotto e avete tutto il tempo del mondo; camminate nella città olandese di Hertogenbosch, qui vive un pittore di nome Hieronymus Bosch, proprio ieri ha terminato di dipingere un quadro...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E. &lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;Incontri con l’Arte&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/02/cavallo-di-unanatra-spennata-incontri.html"&gt;1&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/cavallo-di-unanatra-zoppa-incontri-con.html"&gt;2&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/cavallo-di-unanatra-inquieta-incontri.html"&gt;3&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/cavallo-di-unanatra-frittellata.html"&gt;4&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;A cavallo di una anatra spennata, zoppa, inquieta e frittellata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;F. &lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;Anabasi di una parola&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/01/anabasi-di-una-parola-i.html"&gt;1&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/01/anabasi-di-una-parola-ii.html"&gt;2&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/01/anabasi-di-una-parola-iii.html"&gt;3&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/01/anabasi-di-una-parola-finale.html"&gt;4&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bootleggers, roll your tapes.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;G. &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Corrispondenza esterna e interna di uno staterello dell'Asia Anteriore Antica&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; (&lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/02/corrispondenza-interna-ed-esterna-di.html"&gt;1&lt;/a&gt;- &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/02/ceisaaa-ii.html"&gt;2&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/02/ceisaaa-iii.html"&gt;3&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/ceisaaa-iv.html"&gt;4&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/ceisaaa-v.html"&gt;5&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/ceisaaa-vi_27.html"&gt;6&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/05/ceisaaa-vii.html"&gt;7&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/05/ceisaaa-viii.html"&gt;8&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;Ignoto il nome dello staterello ma ci stanno lavorando su (notte e dì), sappiamo solo che era situato nell'Asia Anteriore Antica (ah, già l'ho scritto!) e qualche millennio prima i fatti raccontati nei Vangeli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;H. &lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;strong&gt;Case in capo al mondo&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; (&lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-i.html"&gt;1&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-ii.html"&gt;2&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-iii.html"&gt;3&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-iv.html"&gt;4&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-v.html"&gt;5&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-vi.html"&gt;6&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-vii.html"&gt;7&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-viii.html"&gt;8&lt;/a&gt; – &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/09/case-in-capo-al-mondo-ix.html"&gt;9&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;Chi non ha sognato, guardando fuori dal finestrino di un treno regionale che corre sferragliando in un pomeriggio d’estate, di scendere alla prima stazione e dopo pochi metri di strade sconosciute entrare in un portone di una casa, passare da stanza a stanza come se fosse nostra. Case in capo al mondo, case dietro l’angolo, case nascoste da un muro di giardino. Case vuote ma familiari, con il frigorifero spento e la spina sul pavimento e nella credenza qualche barattolo polveroso di pomodori, piselli, e scatole di pasta e ovviamente il caffè... be’ certo, anche marmellate e confetture di tutti i frutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2010/01/ritornati-dalla-polvere-n-5-indice.html"&gt;&lt;strong&gt;Indice precedente&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;(della mano sinistra).&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-1239304452191668991?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/1239304452191668991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/01/distant-fingers.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/1239304452191668991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/1239304452191668991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2011/01/distant-fingers.html' title='Distant Fingers'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-425973521251596085</id><published>2010-12-21T17:48:00.003+01:00</published><updated>2010-12-21T17:57:38.223+01:00</updated><title type='text'>Follow that Dream</title><content type='html'>Una comitiva di turisti sosta ai margini di una magica città. È il tempo dei saluti. Tra scambi di cellulari, indirizzi, email, ricordi, il cuore è già sulla via di casa. In fondo siamo solo turisti.&lt;br /&gt;Scarabocchiato sul margine di un foglio del taccuino di viaggio, resta un barlume di visione. Come se il viaggio potesse essere ripreso, dopo una breve pausa, il tempo di un caffè o di una stagione. Ma le prime gocce di un temporale ci bagnano la faccia, ci portano via quel barlume di visione, ci lasciano in cambio l’odore di terra bagnata.&lt;br /&gt;Nuvole all’orizzonte (isole sconosciute) scivolano su e giù per le colline. Una nuvola bianca si guarda nello specchio oscuro della strada: sorride; dimentica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Firenze, fino alla fine dell’Ottocento alte muraglie, a volte formate dalle stesse case che si affacciavano sull’Arno, si ergevano lungo le sponde, e nascondevano alla vista il fiume e l’opposta parte della città; e da qui, forse, l’origine psicologica del termine Oltrarno, quasi a significare un altrove, un’altra città. Solo quando Firenze divenne capitale d’Italia, nel 1865, si formarono i lungarni attuali (anni settanta), che mutarono per sempre la visione di Firenze e il rapporto dei fiorentini con il fiume.&lt;br /&gt;Solo pochi anni prima Mark Twain ammirava la vista dell’Arno dai ponti: "Ci piaceva fermarci sui ponti ad ammirar l’Arno. È un grande fiumiciattolo, intriso di storia, profondo quattro piedi e solcato da alcune chiatte che andavano su e giù. Potrebbe chiamarsi plausibilmente fiume se ci pompassero dentro l’acqua. Questi neri e maledetti fiorentini lo definiscono fiume, e pensano che lo sia davvero. Sostengono l’illusione costruendovi sopra ponti monumentali. Non capisco come non siano capaci di guardarlo con obiettività". E poi si perde per i vicoli del vecchio centro, e gira per la cittadina tutta una notte. Uno straniero in terra straniera. Alieno come l'indiano Lakota davanti all'affresco del Trionfo della Morte nel Camposanto di Pisa, qualche anno dopo.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-425973521251596085?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/425973521251596085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/12/follow-that-dream.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/425973521251596085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/425973521251596085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/12/follow-that-dream.html' title='Follow that Dream'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-5378932508908452802</id><published>2010-12-21T17:13:00.010+01:00</published><updated>2010-12-21T17:47:26.510+01:00</updated><title type='text'>Con un forte senso di spaesamento</title><content type='html'>La deformazione di una notizia deriva sempre da una lettura parziale di questa, e questo è vero anche nell’arte figurativa. Un classico esempio è il passaggio dal figurativo all’astratto nelle varie coniazioni di una moneta d’oro coniata tra il 359 e il 336 a.C. sotto Filippo il Macedone, padre di Alessandro Magno. Questa moneta reca sul dritto una testa di Apollo coronata di alloro, resa di profilo, e sul rovescio una biga. La moneta all’origine presenta un disegno figurativo di «forma compatta, organica e sensibile alle qualità della materia nel modellato del viso come anche nella rigidità quasi metallica delle foglie d’alloro». (Ranuccio Bianchi Bandinelli, &lt;em&gt;Dall’Ellenismo al Medioevo&lt;/em&gt;, Editori Riuniti, 1978, p. 183). Le popolazioni celtiche della Gallia vennero in contatto con la monetazione macedone e l’imitarono. «Ma ben presto furono introdotte varianti: la testa perde il suo carattere di rappresentazione di divinità; nel rovescio la biga, tipo di attacco estraneo alla Gallia, è sostituita dalla scena familiare di una giumenta con il suo puledro, al di sopra un emblema: il drago alato delle insegne militari galliche». (o&lt;em&gt;p. cit&lt;/em&gt;, p. 184). Ad ogni nuova coniazione si assiste ad una trasformazione degli elementi naturalistici. Bianchi Bandinelli rifiutava la spiegazione semplicistica di un’incapacità formale dell’artigiano, notava che la prima tappa della trasformazione dell’immagine (in questo e in altri esempi) «è il dissolvimento della forma naturalistica in elementi non collegati fra loro», (&lt;em&gt;op. cit&lt;/em&gt;. p.185). Ogni elemento subisce quindi trasformazioni indipendenti. Alla fine il risultato è una composizione di elementi geometrici del tutto astratta. Ma prima di arrivare all'astratto si assiste ad una generazione di motivi fantastici, grilli, bizzarrie e mostri favolosi, draghi e teste con gambe, che aspettavano solo il dissolvimento della figurazione greco-romana per riemergere in tutta la vitalità di un Medioevo fantastico, dove la conchiglia (&lt;em&gt;nautilus&lt;/em&gt;) è generatore di mostri, di animali favolosi o quotidiani. E «se la si trova su una montagna, v'è stata creata dalle costellazioni. Leonardo da Vinci attesta ancora l'esistenza di questa leggenda», (J. Baltrusaitis, &lt;em&gt;Medioevo fantastico&lt;/em&gt;, Adelphi,1997). La conchiglia fossile è cosa aliena, di un altro tempo, di un altro luogo. Genera un forte senso di spaesamento, come se per esempio padre Cristoforo, tra strida di mastini e cagnolini, borbottii, flatulenze e meteorismi vari di un vecchio servitore sgrullo, e le argute ciacole dei due bravi caccolosi alla porta della bicocca di don Rodrigo, fosse finalmente introdotto al cospetto del magnifico signore, il capitano &lt;em&gt;Nemo&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-5378932508908452802?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/5378932508908452802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/12/con-un-forte-senso-di-spaesamento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5378932508908452802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5378932508908452802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/12/con-un-forte-senso-di-spaesamento.html' title='Con un forte senso di spaesamento'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-151144479789128468</id><published>2010-12-19T11:19:00.001+01:00</published><updated>2010-12-21T18:04:55.510+01:00</updated><title type='text'>La Ghost Dance tra Pisa e Milano</title><content type='html'>America. Un pomeriggio di un mite ottobre dell’anno 1886. Sulla terra delle lunghe ombre e dei lunghi coltelli sono rimasti solo ragazzi e ragazze, coperti di leggere vesti estive, dipinte con i colori eterni del Pontormo. Vivono giorni gloriosi e felici, nuotano e ballano, giocano e ridono e amoreggiano tutto il dì, e quando viene la notte si nascondono, come bambini che hanno paura del buio, dentro una materna tenda del circo di Buffalo Bill.&lt;br /&gt;Si definiscono Lakota, e sono vegetariani (ma non per libera scelta), anzi fruttivori, infatti, mangiano solo esotici frutti colorati con i colori del Rosso Fiorentino, e bevono pura acqua di fonte, in coppe di bianco vetro opaco. Ma, nonostante la dieta fruttivora e la fede assoluta in una massima pavesiana (Lavorare stanca) nessun Lakota, o quasi nessuno, arriva alla senilità, e perché? Oibò, è presto detto, perché tutt’attorno scavano, bazzicano e cercano un metallo giallo, dentro nere e oleose padelle, brutti mostri albini e pelosi. Sono chiamati (dai Lakota) &lt;em&gt;Wasichu&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;I &lt;em&gt;Wasichu&lt;/em&gt; non sono vegetariani (ché sarebbe stato chiedere troppo alla Divina Provvidenza), anzi hanno appena accoppato e sbranato l’ultimo bisonte sacro ai Lakota. Sbranerebbero anche i Lakota se il prete di turno distogliesse lo sguardo quanto basta, solo quel tanto che basta per poterli sterminare tutti (che un indiano buono era un indiano morto).&lt;br /&gt;Ma una banda di Lakota fu portata quell’anno dai &lt;em&gt;Wasichu&lt;/em&gt; al di là dall’acqua grande su un battello di fuoco, fino ad una città immensa, ed era Londra. La Nonna preparò torte salate e crostate di albicocche per i ragazzi e le ragazze Lakota. La Nonna era piccola ma grassa, e piacque subito ai Lakota perché fu buona con loro. I Lakota danzarono in suo onore. E allora la Nonna disse qualcosa come: “&lt;em&gt;Ho sessantasette anni. In tutto il mondo ho visto ogni specie di gente; ma oggi ho visto la più bella gente che conosco. Se voi apparteneste a me, non permetterei che vi portassero in giro in uno spettacolo come questo&lt;/em&gt;” (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;)&lt;br /&gt;Ma il circo prosegue il Grand Tour per le città d’Europa. Imprigionati in un incanto maligno i Lakota arrivano a Manchester e lì si smarriscono, in un bosco di strade e case di mattoni. Tre Lakota perdono così il battello di fuoco. Tornano a Londra, e come in sogno arrivano a Parigi. Una ragazza &lt;em&gt;Wasichu&lt;/em&gt; si innamora di uno dei tre, lo porta a casa, gli fa conoscere il padre e la madre. La ragazza &lt;em&gt;Wasichu&lt;/em&gt; imparò alcune parole in Lakota. Da Parigi i tre andarono in Germania, dalla Germania arrivarono in un luogo dove la terra bruciava da sempre (e nessuno sapeva come spengere il fuoco). “&lt;em&gt;C’era un monte alto, che finiva a forma di tenda, e lassù bruciava. Sentii dire che molto tempo fa una grossa città e molte persone erano scomparse nella terra, in quel luogo&lt;/em&gt;.” (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;)&lt;br /&gt;In seguito i Lakota tornarono a &lt;em&gt;casa&lt;/em&gt;, ma forse prima visitarono il Camposanto di Pisa. Sostarono come turisti qualsiasi davanti all’affresco con il Trionfo della Morte. Videro i tre stadi del corpo dopo la morte. Videro le danze macabre medioevali. Uno di loro sarà in futuro uno sciamano: vedrà l’inferno di neve a Wounded Knee. Le immagini dei morti danzanti erano il tributo che l’occidente cristiano pagava al Bodhisattva. I nove stadi di disfacimento del cadavere nel buddismo erano: (&lt;em&gt;1&lt;/em&gt;) viso livido; (&lt;em&gt;2&lt;/em&gt;) corpo gonfio; (&lt;em&gt;3&lt;/em&gt;) corpo tumefatto; (&lt;em&gt;4&lt;/em&gt;) corpo in putrefazione; (&lt;em&gt;5&lt;/em&gt;) il corpo è preda dei vermi; (&lt;em&gt;6&lt;/em&gt;) il corpo diventa verde, lo scheletro si vede è tinto di sangue; (&lt;em&gt;7&lt;/em&gt;) scheletro in connessione anatomica; (&lt;em&gt;8&lt;/em&gt;) ossa spezzate, sparse e in polvere; (&lt;em&gt;9&lt;/em&gt;) solo una vecchia tomba in mezzo alla vegetazione, nient’altro che gocce di rugiada sull’erba.&lt;br /&gt;Il settimo stadio è il rito di passaggio che deve affrontare lo sciamano del mondo orientale ed americano.&lt;br /&gt;Dunque i Lakota tornarono a &lt;em&gt;casa&lt;/em&gt;. E iniziarono subito a danzare per la rigenerazione del mondo, per la fine del mondo, per l’avvento di una nuova terra. Una danza che durava giorni e notti. Era la cosiddetta &lt;em&gt;Ghost Dance Religion&lt;/em&gt; degli storici occidentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TQ42Dy9O_3I/AAAAAAAAAlY/tvqfkb4zwv0/s1600/Pisa_Camposanto_trionfo_della_morte.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 169px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5552434829440515954" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TQ42Dy9O_3I/AAAAAAAAAlY/tvqfkb4zwv0/s400/Pisa_Camposanto_trionfo_della_morte.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Pochi anni dopo, al di là dall'acqua grande, in una città chiamata Milano, i soldati spareranno con fucili e cannoni su una folla di quarantamila persone (in gran parte donne, vecchi e bambini): protestavano contro il raddoppio del prezzo del pane. Era un giorno di maggio dell'anno 1898.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;) &lt;em&gt;Alce Nero parla&lt;/em&gt;, J.G. Neihardt (Adelphi, 1983)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-151144479789128468?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/151144479789128468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/12/la-ghost-dance-pisa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/151144479789128468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/151144479789128468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/12/la-ghost-dance-pisa.html' title='La Ghost Dance tra Pisa e Milano'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TQ42Dy9O_3I/AAAAAAAAAlY/tvqfkb4zwv0/s72-c/Pisa_Camposanto_trionfo_della_morte.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-6891462074299748924</id><published>2010-12-18T11:37:00.008+01:00</published><updated>2010-12-18T11:56:55.088+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='camposanto di firenze'/><title type='text'>Venerdì 17</title><content type='html'>Primo pomeriggio di un giorno di dicembre, tra monte Morello e Pian de’ Giullari (è il caso di dirlo? la storia si ripete). Il centro della città è bloccato in una morsa di ferro, macchine scatenate, guidate da vesciconi gonfi, sfilano in fila piano piano, &lt;em&gt;trespiano.&lt;/em&gt; Sta nevicando da un cielo bianco calce, &lt;em&gt;‘un la mangiare via!&lt;/em&gt;, ed ecco tutto si ferma, come un insetto nell’ambra, come un cristallo di ghiaccio. Si ferma il tram e si ferma la tramvia, si fermano pure i treni, e gli aerei si fermano a mezz’aria, e la gente a Peretola dorme su una sedia. La gente disfatta, poca ce n’è - oramai - ad aspettare sfatta alla fermata del tram, pensa se lor signori dell’ataf prendessero anche una sola volta una il tramme forse capirebbero qualcosa; ma che colpa hanno loro, non hanno il potere degli sciamani di far nevicare e far venire il sole, o il potere di cangiare le automobili dei vesciconi gonfi in ferrivecchi lasciati ad arrugginire in un prato di periferia, dove un tempo dimoravano i “greci” e le galline. Loro possono solo moltiplicare le linee dei tram, e mutare le rotte come più gli aggrada. Loro hanno da combattere i piacciconi e i lamentoni che non pagano il biglietto, pure. Vedi una giunta comunale giovane-giovane promettere severe punizioni vecchie-vecchie nel caso ovviamente caso per caso, casomai. Vedi il primo cittadino rottamatore di una città di ferrivecchi e crateri per le strade mettere le mani avanti che cade (nota di colore: ha la cravatta intonata alle gengive).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lamentazioni, solo lamentazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I turisti guatano, mirano, sghignazzano, e scattano istantanee per l'Eterno. Nulla di simile v’avvenga, o voi che passate di qui! Ecco le ambulanze al trotto per torregalli, per careggi, per gli allegri segaioli del cto, per santa maria nuova, per monna tessa, per dove capita capita. Firenze stende le mani, non v’è alcun che la consoli; circondata da tutte le parti da vesciconi gonfi di fiele è come cosa impura; è questa la città che la gente chiamava una bellezza perfetta, la gioia di tutta la terra? Tutti i tuoi nemici aprono, a culo di gallina (causa la neve a vento), la bocca contro di te, fischiano, digrignano i denti, dicono l’abbiamo inghiottita, sì questo è il giorno che aspettavamo; ci siamo giunti, lo vediamo!&lt;br /&gt;O meraviglia delle meraviglie, sta nevicando, e &lt;strong&gt;nessuno&lt;/strong&gt; lo aveva previsto. Zitto, astrologo del caxo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il poeta torna a casa a piedi, e canta:&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ma tu che stai, perché rimani?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Un altro inverno tornerà domani&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;cadrà altra neve a consolare i campi&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;cadrà altra neve sui camposanti.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-6891462074299748924?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/6891462074299748924/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/12/venerdi-17.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/6891462074299748924'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/6891462074299748924'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/12/venerdi-17.html' title='Venerdì 17'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-2422454736263511093</id><published>2010-12-05T09:59:00.013+01:00</published><updated>2010-12-05T10:27:46.771+01:00</updated><title type='text'>La città dei morti</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TPtXQj30LAI/AAAAAAAAAlI/59QOZnVxD7o/s1600/tomba_rilievi_4.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 127px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547123308055768066" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TPtXQj30LAI/AAAAAAAAAlI/59QOZnVxD7o/s400/tomba_rilievi_4.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TPtXAFdGfxI/AAAAAAAAAlA/QeoNtkCQi-k/s1600/tomba_rilievi_3.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 156px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547123025012752146" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TPtXAFdGfxI/AAAAAAAAAlA/QeoNtkCQi-k/s400/tomba_rilievi_3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TPtWsBCx8yI/AAAAAAAAAk4/rSHxK7gOi1c/s1600/tomba_rilievi_2.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 146px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547122680231228194" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TPtWsBCx8yI/AAAAAAAAAk4/rSHxK7gOi1c/s400/tomba_rilievi_2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TPtWVCVN6PI/AAAAAAAAAkw/8EgicjhxTKQ/s1600/tomba_rilievi_1.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 137px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547122285440002290" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TPtWVCVN6PI/AAAAAAAAAkw/8EgicjhxTKQ/s400/tomba_rilievi_1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Come passa il tempo! Appena ieri era il 1865, e Firenze era la capitale del &lt;em&gt;Regno&lt;/em&gt; d’Italia. Ma i fiorentini non stavano proprio come i &lt;em&gt;ragni&lt;/em&gt;, ché la discesa dei piemontesi scatenò una grandiosa e memorabile, per quei tempi, speculazione edilizia. Decollarono gli affitti delle case (e da allora non sono mica più atterrati). Pigionali, ragazzaglia e gentaglia assortita si ritrovarono dalla mattina alla sera sotto i bei ponti sull'Arno. Ma il Municipio pensò bene di stipulare un contratto con la Società Edificatrice di Case Operaie (e produttrice di sego). La Società si mise subito all’opera, tirando su dalla sera alla mattina ben 3000 stanze. Subito prese in affitto da famiglie del medio ceto borghese. Suonavano da quelle stanze i pianoforti verticali a tutta randa, con sottofondo dei grilli delle Cascine. E già l’Ingegner Poggi arrotava i suoi coltelli. Numerosi bottegai torinesi accorsero ad accaparrarsi i migliori locali del centro, come oggi i cinesi; non sia mai (o come direbbe Topo Gigio, &lt;em&gt;ma cosa mi dici mai?!&lt;/em&gt;) ché questi erano francesi, europei, be’, certo al limite forse italiani. Sparivano così le "mescite di minestre", le "canove di vino", le vecchie botteghe con la porta con il muricciolo rialzato da un lato, con gli sportelloni verdi coperti di grossi chiodi, e il chiavistello che riuniva gli sportelli attraversando a sghembo da una parte all’altra. Poi certo sparirà anche il Mercato Vecchio, ma siamo già quasi alle soglie dell'età moderna.&lt;br /&gt;Resta di quel tempo là qualche immagine in bianco e nero... impressionante. Sembrano le vecchie botteghe risalire al tempo, che è solo leggenda, delle città etrusche dei morti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TPtYbkD75FI/AAAAAAAAAlQ/VU9enwHuOdE/s1600/firenze_vecchia.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 398px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547124596596794450" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TPtYbkD75FI/AAAAAAAAAlQ/VU9enwHuOdE/s400/firenze_vecchia.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;Immagini 1,2,3,4: suppellettili, utensili e animali domestici rappresentati con stucchi dipinti sulle facce di due pilastri della tomba dei Rilievi di Cerveteri, da &lt;em&gt;Etruscologia&lt;/em&gt; di M. Pallottino, 1984.&lt;br /&gt;Immagine n.5: una bottega del vecchio centro di Firenze, da &lt;em&gt;Firenze capitale (1865-1870)&lt;/em&gt;, di U. Pesci, 1904.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-2422454736263511093?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/2422454736263511093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/12/la-citta-dei-morti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/2422454736263511093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/2422454736263511093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/12/la-citta-dei-morti.html' title='La città dei morti'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TPtXQj30LAI/AAAAAAAAAlI/59QOZnVxD7o/s72-c/tomba_rilievi_4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-4005257131985427549</id><published>2010-10-17T12:10:00.000+02:00</published><updated>2010-10-17T12:10:45.113+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='zio gomma'/><title type='text'>A tavola con king congo</title><content type='html'>Chi si lagna per Cartagine in fiamme? chi s’indigna per l’assassinio di Cesare? Penso nessuno. Cesare, infatti, è dovunque sul mercato, probabilmente esiste anche una linea di spugne e saponette con il suo nome. Oggi, presentatrici e presentatori s'indignano e s'immusoniscono (e non è un bel vedere) tutto il giorno in tv per lo &lt;em&gt;zio orco,&lt;/em&gt; embè? be', il problema è che esiste anche una maionese Orco, e ai direttori marketing dell'azienda italiana gli devono girare e non poco...&lt;br /&gt;Presentatrici e presentatori tv (per tacere degli opinionisti doc) perché questa mancanza di fantasia, questa assoluta mancanza di tatto per gli amanti della buona tavola? Il mostro chiamatelo &lt;a href="http://www.mazzetta.splinder.com/post/10721426"&gt;zio leopoldo &lt;/a&gt;o zio adolfo o zio balilla o zio gomma, tanto gli esempi non mancano nella storia recente della razza umana.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-4005257131985427549?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/4005257131985427549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/10/tavola-con-king-congo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/4005257131985427549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/4005257131985427549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/10/tavola-con-king-congo.html' title='A tavola con king congo'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-1842667175046769590</id><published>2010-10-03T09:09:00.007+02:00</published><updated>2010-10-03T09:37:41.830+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='remake'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Eco'/><title type='text'>Destini incrociati: il pellicano nel petrolio</title><content type='html'>A proposito di remake, cioè di copie o fotocopie o cloni. Rivedere un film dopo non dico quarant’anni, non dico vent’anni, ma appena due anni dopo (che tra parentesi è anche il titolo di un LP di Francesco Guccini) può avere due funzioni, o profili.&lt;br /&gt;Una è la riunione dei nostalgici del film, più spesso di una serie televisiva, esempio classico Star Trek, che si ritrovano tutti assieme perché vorrebbero che il tempo tornasse indietro, ai mitici anni ottanta, settanta, sessanta… cinquanta… quaranta? L’altro è la riunione dei vecchi compagni della terza Z, nel corso della quale è bello rievocare il tempo perduto proprio perché si sa che non ritornerà più: nessuno pensa che si voglia tornare indietro, semplicemente si sta recitando il proprio &lt;em&gt;longtemps je me suis couché de bonne heure&lt;/em&gt;, (qualunque cosa questo voglia dire, ma sto copiando Eco) e ciascuno assapora nei discorsi degli altri la propria madeleine inzuppata nell’infuso di tiglio.&lt;br /&gt;Be', per farla breve, ieri sera ero lì che zitto zitto inzuppavo una madeleine in un infuso di rosmarino (detto anche arromaniu, gusparin, osmari, ramerino, romarin, rosmarin, rosmaren, rosmarinu, rosparein, sgulmarin, stammerino, tresmarino, trisomarino, usmaren e zipiri, infuso di 1 grammo in 100 ml di acqua, ottimo contro la tosse e il torcicollo, usato anche come colluttorio per i gargarismi due o tre volte al dì) quando m’imbatto in uno spot pubblicitario di un film italiano che è il clone di &lt;em&gt;Giù al Nord&lt;/em&gt; di Dany Boon (&lt;em&gt;Dany Boon&lt;/em&gt;). Uno spot di solito è come un incubo ma questo è peggio (un metaincubo?). Un direttore delle Poste Italiane "è costretto" a lasciare la Lombardia (lo vediamo che abbraccia un cartello indicatore che testimonia la fine dell'amata terra nordica per eccellenza) e trasferirsi in un paesino del caliente Sud, per lavoro… Un film encomiabile, regista autori attori caratteristi precari e maestranze locali hanno evitato di raccontare il solito Sud, fra immondizia camorra e mafia, che in tivù è diventato invece un cliché come il pellicano nel petrolio.&lt;br /&gt;Un bellissimo film di arcadia e metafisica italiana (a ruota seguirà il dividi, ho già messo da parte gli euri).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TKgxM9UygDI/AAAAAAAAAko/iGSMNSdaoZk/s1600/DK_ispettore_generale.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 315px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5523719041659863090" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TKgxM9UygDI/AAAAAAAAAko/iGSMNSdaoZk/s400/DK_ispettore_generale.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Vivi e lascia vivere, però, fateci un po' caso, i dvd dei film originali sono quasi sempre fuori catalogo! E così sono arrivato al nocciolo del post (strano, avrei potuto finire lì con gli euri e invece continuo ancora un po'). Alla ricerca dell'introvabile dvd (fuori catalogo), il meraviglioso &lt;em&gt;Sogni proibiti&lt;/em&gt; di Danny Kaye (&lt;em&gt;Danny Kaye&lt;/em&gt;), invece il suo clone volgarotto e italico - guarda caso - c'è, ed è &lt;em&gt;Sogni mostruosamente proibiti&lt;/em&gt; di Paolo Villaggio (&lt;em&gt;Paolo Villaggio&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;Scusate l'eco.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-1842667175046769590?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/1842667175046769590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/10/destini-clonati.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/1842667175046769590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/1842667175046769590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/10/destini-clonati.html' title='Destini incrociati: il pellicano nel petrolio'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TKgxM9UygDI/AAAAAAAAAko/iGSMNSdaoZk/s72-c/DK_ispettore_generale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-1317086911264014302</id><published>2010-10-01T18:20:00.005+02:00</published><updated>2010-10-03T09:08:56.351+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='autunno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anni luce'/><title type='text'>Gli anni luce</title><content type='html'>&lt;em&gt;Panta rei os potamòs (dal greco πάντα ῥεῖ), tradotto come&lt;/em&gt; Tutto scorre come un fiume &lt;em&gt;è il celebre aforisma attribuito ad Eraclito, ma in realtà mai esplicitamente formulato in ciò che dei suoi scritti conosciamo, con cui la tradizione filosofica successiva ha voluto identificare sinteticamente il pensiero di Eraclito con il tema del divenire, in contrapposizione con la filosofia dell'Essere propria di Parmenide&lt;/em&gt; (da &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Panta_rei"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;). Sì, sempre quando mi imbatto nell'assistente tecnico Eraclito, nel prof Parmenide e nel collaboratore scolastico supplente Terzo Aristotele Escluso davanti alla macchinetta del caffè ecosostenibile, cappuccino, caffè d'orzo e tè, sempre mi sovviene nella mente vaga un film anni cinquanta, semplicemente intitolato &lt;em&gt;The Blob.&lt;/em&gt; Contro un cielo nero di lavagna lavata con metodo e pazienza e acqua sapone ed una spazzola si profila la testa di un eroe americano, qui veste i panni di un sempliciotto ma coraggioso buon figliuolo di provincia, eppure malvisto dalla miope forza dell’ordine locale, un poliziotto reduce di guerra. Eroe cogitabondo, eroe tabagista di nascosto, fermo al semaforo verde con la sua macchinetta (non penso fosse targata 313), davanti - e per sempre come in un sogno - a uno che gli urla sputacchiando saliva: &lt;em&gt;famo‘nagara&lt;/em&gt; (curiosamente questo è anche il nome di un pilota giapponese di formula uno ai tempi di Patrese). Comunque, non è questo il punto, il protagonista – in negativo – del film è un amorfo essere alieno precipitato dentro un meteorite, che rotta la crosta (alieno in crosta), pian piano si impegna a inghiottire tutto ciò che gli scappa urlante davanti (che sia su quattro, due e tre zampe non gli importa),in pratica è il &lt;em&gt;blob&lt;/em&gt;, o com’è meglio noto a Pistoia il pillotto. Bene, il signor Pillotto ingoia di tutto e di più, è in continuo divenire, nel senso che diventa sempre più grosso (non grasso, grosso), eppure non scorre, piuttosto è un amorfo ammasso di rossa materia gelatinosa vivente aliena (forse comunista?). Il signor Pillotto non fa un caxxo dalla mattina alla sera, manco secernere un materiale duro (una conchiglia colorata), non si preoccupa di nulla, Essere o Non Essere un oggetto d'arredamento per Lui non è un problema, cangiarsi in uno strumento per udire le onde del mare?, figurati... Il blob non è alla base della scala evolutiva, e il suo posto nella piramide alimentare temo che sia proprio in cima, proprio sulla testa di Zachi Havash (forse cercavi &lt;em&gt;Zahi Hawass&lt;/em&gt;, grazie Gooogle, molto obbligato). Il pillotto è più antico del panierino di scuola elementare di Mosè, del rancoroso Bruto, più antico della sbornia di Noè, probabilmente più antico anche del Rex.&lt;br /&gt;Il suo magico regno è un cinema di una cittadina di periferia in una calda notte d’estate…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TKYFuwPnR6I/AAAAAAAAAkg/ZNR6cSrImrA/s1600/Forbidden_Planet.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 215px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5523108293799004066" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TKYFuwPnR6I/AAAAAAAAAkg/ZNR6cSrImrA/s400/Forbidden_Planet.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;That pure American brother&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dull-eyed and empty-faced&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;esce dal cinema e si infila dentro una notte di inizio estate dell’anno millenovecentocinquantasette.&lt;br /&gt;Notte che avrebbe potuto essere una delle tante notti d’estate di quell'anno perso tra gli anni luce.&lt;br /&gt;Ma una locandina di un film horror e fantascienza è lì fuori dal cinema, imita (o plagia) un'altra locandina di un film passato alla storia (non nei cataloghi dei dvd), &lt;em&gt;Il pianeta proibito. &lt;/em&gt;Film prodotto dalla M.G.M e distribuito nel 1956, lo sceneggiatore si era ispirato ad un racconto di Irving Block e Allen Adler, a sua volta libera interpretazione in chiave fantascientifica del dramma &lt;em&gt;La Tempesta&lt;/em&gt; di William Shakespeare. Il film è ambientato nel XXIII secolo, narra la storia della missione di salvataggio dell’astronave C-57D, diretta sul pianeta Altair IV, sul quale era approdata, venti anni prima, l’astronave Bellerofonte. Il pianeta è deserto, sconfinato, sembra privo di vita o quasi, gli unici esseri umani sono il professor Morbius e sua figlia Altaira. Morbius racconta al capitano dell’astronave la tragica sorte dei componenti del Bellerofonte straziati da una misteriosa forza naturale, e di come poté salvarsi grazie alla scoperta della tecnologia dei Krell, gli antichi abitanti del pianeta misteriosamente scomparsi, milioni di anni prima, in una sola notte d’estate. La tecnologia Krell era capace di generare l’energia sufficiente ai bisogni dell’intero pianeta con il solo aiuto del pensiero amplificato da una Macchina. Sotto la superficie silenziosa del pianeta si estendeva per una profondità vertiginosa la Macchina silente e autistica, talvolta una spia si accendeva, la Macchina registrava il volo di un’ape attorno a un fiore, il lento dipanarsi delle nuvole nel cielo.&lt;br /&gt;La Macchina era l’ultimo vestigio dell’antica civiltà dei Krell, delle città maestose con torri di metallo splendente non restava traccia sul suolo del pianeta, e non esistevano immagini dei Krell, si poteva fantasticare sul loro aspetto osservando la forma di una porta Krell.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Si pensi a un grande triangolo col vertice in alto ma i cui lati, prima di raggiungere la base, si pieghino anch’essi ad angolo e in maniera sghemba, verso la base stessa. Il vertice era circa a due metri da terra, e la larghezza massima del vano toccava i tre.&lt;/em&gt; (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morbius si era sottoposto ad una Macchina del Sostegno, capace di sviluppare le facoltà intellettive nei bambini Krell tardivi, ed era riuscito ad aumentare la sua intelligenza al punto di decifrare l’antica lingua dei Krell e a costruire un robot capace di sintetizzare qualsiasi sostanza, naturale o artificiale: dalla cioccolata fondente a quella al latte, dalla Coca-Cola alla Coca-Cola decaffeinata, dai pezzi di vetro ai diamanti naturali, dal caffè d’orzo al caffè ecosostenibile. Robby, così si chiamava il robot, era dotato di una forza straordinaria ma vincolato ad una Legge ancora più straordinaria, la Legge gli proibiva di nuocere ad ogni essere umano, da Silvio Berlusconi a Terzo Aristotele Escluso, compreso.&lt;br /&gt;Le petulanti insistenze del capitano dell’astronave nel convincere Morbius a tornare sulla Terra fanno inevitabilmente precipitare gli eventi, e agitare la trama della storia. Una notte un misterioso essere invisibile visita l’interno dell’astronave e compie un atto di sabotaggio. Il mattino dopo da un’impronta della creatura si ricava il calco in gesso. Il calco, che avrebbe colmato di mistica letizia il cuore del Fisiologo ma anche trafitto dolorosamente il fianco di Darwin con una spina, causa dubbi e perplessità nella mente del medico di bordo.&lt;br /&gt;L’amore che avviluppa il Capitano e Altaira oltre che stizzire Morbius pare misteriosamente potenziare l’aggressività dell’informe creatura. Gli attacchi alla nave si susseguono, sempre più violenti e rabbiosi. Finalmente, dopo un ultimo attacco alla nave la creatura sceglie di colpire il bersaglio grosso, la casa di Morbius, dove si sono asserragliati, insieme al professore, il Capitano e Altaira, che si è decisa a lasciare il pianeta per seguire l’amato. Robby, l’unica difesa attiva contro la creatura, misteriosamente si rifiuta di attaccarla e si autofulmina. I tre si rifugiano nel laboratorio, difeso da porte di un impenetrabile metallo krell. Mentre la creatura è occupata a fondere il metallo krell delle porte, che tengono duro come un panetto di burro krell lasciato al sole di Altair in un pomeriggio d’estate, Morbius è incalzato e infilzato dalle domande impietose del Capitano, che ha compreso la vera natura del mostro (non più informe), grazie al sacrificio del medico di bordo che, di nascosto, curioso come una scimmia (o il gatto) o un qualsiasi scienziato degno di questo nome o ricercatore alla ricerca del nome, si era sottoposto alla Macchina del Sostegno danneggiandosi irreparabilmente il cervello, se è vero che la curiosità uccide il gatto questa volta è il medico a lasciarci lo zampino, ma non prima di svelare la verità al Capitano. Così Morbius scopre che la misteriosa creatura sterminatrice della civiltà Krell era stata generata dai loro stessi desideri inconsci e belluini, amplificati e materializzati dalla Macchina. Poveri Krell sterminati in una sola tragica notte d’estate, dalla loro natura animale repressa ed inconscia e dimenticata, come un fiore tra le pagine di un libro, nel fondo del fondo del cuore dai loro antenati selvaggi. Ma non esiste più un solo Krell su Altair, ribatte trionfante il professore al Capitano, come spiegare allora la presenza del mostro? Il Capitano scuote la testa, Morbius ancora non è in grado di affrontare tutta la terribile verità: il mostro che sterminò l’equipaggio del Bellerofonte e ora sta per penetrare nel laboratorio per farli a pezzettini è della materia dei sogni e degli incubi del professore. È il demone di Morbius alla porta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella notte l'umanità di quel tempo là, lontana anni luce, fu salvata dal coraggio di un singolo eroe, dalla solidarietà di tutti (compreso il reduce) e anche dal freddo. Tutti perduti, via nel diluvio.&lt;br /&gt;Oggi, noi, molto meno ingenui di quella gente di quei tempi là (prima del diluvio), siamo qui fermi al semaforo, sotto un'uggiosa pioggia d'autunno, sognando l'estate, con le gocce di pioggia che scivolano sopra gli ombrelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;) W. J. Stuart,&lt;em&gt; Il Pianeta Proibito&lt;/em&gt;, Mondadori Urania, 1977, pp. 105-106&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-1317086911264014302?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/1317086911264014302/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/10/gli-anni-luce.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/1317086911264014302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/1317086911264014302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/10/gli-anni-luce.html' title='Gli anni luce'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TKYFuwPnR6I/AAAAAAAAAkg/ZNR6cSrImrA/s72-c/Forbidden_Planet.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-8554355442941449116</id><published>2010-09-30T18:05:00.000+02:00</published><updated>2010-09-30T18:05:31.059+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='estate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pillotto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blob'/><title type='text'>Molto obbligato, Gooogle</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TKSyXL4nK5I/AAAAAAAAAkQ/GTxUYuu9vAE/s1600/blob1.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5522735154460044178" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TKSyXL4nK5I/AAAAAAAAAkQ/GTxUYuu9vAE/s400/blob1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Panta rei os potamòs (dal greco πάντα ῥεῖ), tradotto come&lt;/em&gt; Tutto scorre come un fiume &lt;em&gt;è il celebre aforisma attribuito ad Eraclito, ma in realtà mai esplicitamente formulato in ciò che dei suoi scritti conosciamo, con cui la tradizione filosofica successiva ha voluto identificare sinteticamente il pensiero di Eraclito con il tema del divenire, in contrapposizione con la filosofia dell'Essere propria di Parmenide&lt;/em&gt; (da Wikipedia, per il link vedi il post precedente). Sì, sempre quando mi imbatto nell'assistente tecnico Eraclito, nel prof Parmenide e nel collaboratore scolastico supplente Terzo Aristotele Escluso davanti alla macchinetta del caffè ecosostenibile, cappuccino, caffè d'orzo e tè, sempre mi sovviene nella mente vaga un film anni cinquanta, semplicemente intitolato &lt;em&gt;Blob&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sotto un cielo nero di lavagna lavata con una spugna (nuova) bagnata in acqua di sorgente di torrente amerikano anni cinquanta si profila la testa di un divo amerikano, qui vestente i semplici panni di un sempliciotto ma coraggioso buon figliuolo di provincia, eppure malvisto dalle miopi forze dell’ordine locali, cioè un poliziotto reduce di guerra. Eroe cogitabondo, eroe tabagista di nascosto, fermo al semaforo verde con la sua macchinetta (non penso fosse targata 313), davanti - e per sempre come in un sogno - a uno che gli urla sputacchiando saliva: &lt;em&gt;famo‘nagara&lt;/em&gt; (curiosamente questo è anche il nome di un pilota giapponese di formula uno al tempo di Patrese). Comunque, non è questo il punto, il protagonista – in negativo – del film è un amorfo essere alieno precipitato dentro un meteorite, che rotta la crosta (alieno in crosta), pian piano si impegna a inghiottire tutto ciò che gli scappa urlante davanti che sia su quattro, due e tre zampe non gli importa,in pratica è il &lt;em&gt;blob&lt;/em&gt;, o com’è meglio noto a Pistoia il &lt;em&gt;pillotto&lt;/em&gt;. Bene, il signor Pillotto ingoia di tutto, è in continuo divenire, nel senso che diventa sempre più grosso (non grasso, grosso), eppure non scorre, piuttosto è un amorfo ammasso di rossa materia gelatinosa vivente aliena (forse comunista?). Il signor Pillotto non fa un caxxo dalla mattina alla sera, manco secernere un materiale duro (una conchiglia colorata), non si preoccupa di nulla, Essere o Non Essere un oggetto d'arredamento per Lui non è un problema, cangiarsi in uno strumento per udire le onde del mare?, figurati... Il blob non è alla base della scala evolutiva. E il suo posto nella piramide alimentare temo che sia proprio in cima, sulla testa di Zachi Havash (forse cercavi &lt;em&gt;Zahi Hawass&lt;/em&gt;, grazie Gooogle, molto obbligato). Il pillotto è più antico delle piramidi d’Egitto, non si fa prendere per il naso da Cleopatra come Antonio, è più antico del cesto di Mosè, del rancore di Bruto, più antico della sbornia di Noè, probabilmente più antico anche di Rex.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il suo magico regno è un cinema di una cittadina di periferia in una calda notte d’estate (però con l'aria condizionata). &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TKSymT2elLI/AAAAAAAAAkY/4lxDZgV3yCE/s1600/blob2.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 239px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5522735414296614066" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TKSymT2elLI/AAAAAAAAAkY/4lxDZgV3yCE/s400/blob2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-8554355442941449116?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/8554355442941449116/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/09/molto-obbligato-gooogle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/8554355442941449116'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/8554355442941449116'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/09/molto-obbligato-gooogle.html' title='Molto obbligato, Gooogle'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TKSyXL4nK5I/AAAAAAAAAkQ/GTxUYuu9vAE/s72-c/blob1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-5765742807132989614</id><published>2010-09-28T17:50:00.001+02:00</published><updated>2010-09-28T17:59:44.378+02:00</updated><title type='text'>Tutto scorre (come un fiume)</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TKC0lJNoYMI/AAAAAAAAAkA/4WP6LtS2U3U/s1600/grandi_vacanze01.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 166px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5521611693377478850" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TKC0lJNoYMI/AAAAAAAAAkA/4WP6LtS2U3U/s400/grandi_vacanze01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Panta rei os potamòs (dal greco πάντα ῥεῖ), tradotto come&lt;/em&gt; Tutto scorre come un fiume &lt;em&gt;è il celebre aforisma attribuito ad Eraclito, ma in realtà mai esplicitamente formulato in ciò che dei suoi scritti conosciamo, con cui la tradizione filosofica successiva ha voluto identificare sinteticamente il pensiero di Eraclito con il tema del divenire, in contrapposizione con la filosofia dell'Essere propria di Parmenide&lt;/em&gt; (da &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Panta_rei"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;). Sì, sempre quando mi imbatto nell'assistente tecnico Eraclito e nel prof Parmenide davanti alla macchinetta del caffè ecosostenibile, cappuccino e caffè d'orzo, sempre mi sovviene nella mente vaga un fumetto disegnato dalla matita di Scarpa anni sessanta (probabilmente 1966, ma le chine di chi?) di un Paperino cogitabondo e fermo al semaforo verde con la sua macchinetta targata 313, e dietro - e per sempre come in un sogno - c'è uno che gli urla sputacchiando saliva chiedendogli se sta meditando sull'Essere e sul Divenire. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma oggi il &lt;em&gt;tutto scorre&lt;/em&gt; è inteso in senso negativo, cioè quel libro, quel programma della lavatrice, quel film, non fa presa, non addenta i colori, non ingrana la marcia, scorre come gocce d'acqua sulle penne di un papero bagnato. Be', siamo o non siamo figli di una civiltà industriale, una delle tante sparse qua e là nel vasto mondo, insomma nell'universo... e allora.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A proposito di civiltà industriale come dimenticare Dickens, &lt;em&gt;David Copperfield&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Grandi speranze&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Tempi difficili&lt;/em&gt;, e soprattutto il &lt;em&gt;Circolo Pickwick&lt;/em&gt;? Be' l'ho dimenticato... nel post precedente, ovvio. E a proposito di tutto scorre e Paperino fermo al semaforo con la sua 313 come ho fatto a dimenticare Carl Barks?! (o anche !?), sempre nel post di ieri, ovvio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Forse perché tutto scorre come il grande fiume dove navigano Huck Finn e Jim, e come in quel fiume talvolta ci si impantana, poi si prende il largo, scansando ippopotami e galline a bagno e talaltra ci si infila in un banco... di nebbia, ma sempre in fuga da maestri e redentori... Be', forse si dimenticano i Maestri (Dickens e Barks) perchè &lt;em&gt;ci&lt;/em&gt; piace pensare, noi poveri grulli, che pensare è come attingere l'acqua da un fiume che talvolta è in secca, come nella canzone di Bruce Springsteen (&lt;em&gt;The River&lt;/em&gt;), talaltra tracima come il Terzolle nel 1966, mentre Loro, i Maestri (Dickens e Barks, ovvio) producevano opere come gli antichi artigiani greci e medioevali, una cattedrale in 5 anni, un romanzo in 20 mesi, una storia a fumetti in 3 settimane. Poi si guardavano un po' attorno, magari un po' di tv, un dividi di vampiri e zombi e alé al lavoro sull'Opera Immortale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Forse perché, come disse lo zio scemo di Pedro Calderón de la Barca che poi emigrò in Argentina (lo zio &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; Pedro), la vita è sogno, aspetta che non ho finito la vita è &lt;em&gt;un&lt;/em&gt; sogno leggero e breve &lt;em&gt;e&lt;/em&gt; peso ed interminabile...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TKC493vWzkI/AAAAAAAAAkI/SX3JIykwYM4/s1600/grandi_vacanze02.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 171px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5521616516230336066" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TKC493vWzkI/AAAAAAAAAkI/SX3JIykwYM4/s400/grandi_vacanze02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;...dipende dai punti di vista.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Compañeros, oh, oh, &lt;/em&gt;cioè&lt;em&gt; Olé!&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-5765742807132989614?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/5765742807132989614/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/09/tutto-scorre-come-un-fiume.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5765742807132989614'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5765742807132989614'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/09/tutto-scorre-come-un-fiume.html' title='Tutto scorre (come un fiume)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TKC0lJNoYMI/AAAAAAAAAkA/4WP6LtS2U3U/s72-c/grandi_vacanze01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-5368916425793662192</id><published>2010-09-26T08:18:00.005+02:00</published><updated>2010-09-26T08:36:57.842+02:00</updated><title type='text'>io sono qui</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TJ7n5W-5d_I/AAAAAAAAAj4/CvCGO-Vl-lo/s1600/sanford_son.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; DISPLAY: block; HEIGHT: 204px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5521105165810759666" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TJ7n5W-5d_I/AAAAAAAAAj4/CvCGO-Vl-lo/s400/sanford_son.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;io sono qui, voi dove siete? Tozzi e Kafka e Saramago Mark Twain e Thurber Calvino e Campanile Achille d'egitto e il bruno Cicognani con la bianca barba... bianca e ovvio lo scimmiotto Meneghello e certo il Fante e poi Steinbeck piuttosto che Savaaage?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Voi dove siete? E dove se ne è andata l'ochetta Martina...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L’imperatore – così si racconta – ha inviato a te, a un singolo, a un misero suddito, minima ombra sperduta nella più lontana delle lontananze dal sole imperiale, proprio a te l’imperatore ha inviato un messaggio dal suo letto di morte. Ha fatto inginocchiare il messaggero al letto, sussurrandogli il messaggio all’orecchio; e gli premeva tanto che se l’è fatto ripetere all’orecchio. Con un cenno del capo ha confermato l’esattezza di quel che gli veniva detto. E dinanzi a tutti coloro che assistevano alla sua morte (tutte le pareti che lo impediscono vengono abbattute e sugli scaloni che si levano alti ed ampi son disposti in cerchio i grandi del regno) dinanzi a tutti loro ha congedato il messaggero. Questi s’è messo subito in moto; è un uomo robusto, instancabile; manovrando or con l’uno or con l’altro braccio si fa strada nella folla; se lo si ostacola, accenna al petto su cui è segnato il sole, e procede così più facilmente di chiunque altro. Ma la folla è così enorme; e le sue dimore non hanno fine. Se avesse via libera, all’aperto, come volerebbe! e presto ascolteresti i magnifici colpi della sua mano alla tua porta. Ma invece come si stanca inutilmente! ancora cerca di farsi strada nelle stanze del palazzo più interno; non riuscirà mai a superarle; e anche se gli riuscisse non si sarebbe a nulla; dovrebbe aprirsi un varco scendendo tutte le scale; e anche se gli riuscisse, non si sarebbe a nulla: c’è ancora da attraversare tutti i cortili; e dietro a loro il secondo palazzo e così via per millenni; e anche se riuscisse a precipitarsi fuori dell’ultima porta – ma questo mai e poi mai potrà avvenire – c’è tutta la città imperiale davanti a lui, il centro del mondo, ripieno di tutti i suoi rifiuti. Nessuno riesce a passare di lì e tanto meno col messaggio di un morto.&lt;br /&gt;Ma tu stai alla finestra e ne sogni, quando giunge la sera.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;F. Kafka&lt;em&gt; (La costruzione della muraglia cinese)&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-5368916425793662192?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/5368916425793662192/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/09/io-sono-qui.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5368916425793662192'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5368916425793662192'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/09/io-sono-qui.html' title='io sono qui'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TJ7n5W-5d_I/AAAAAAAAAj4/CvCGO-Vl-lo/s72-c/sanford_son.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-3069590211420627801</id><published>2010-09-23T17:25:00.001+02:00</published><updated>2010-09-23T17:27:44.137+02:00</updated><title type='text'>Coprendo Federico Moccia</title><content type='html'>Un &lt;a href="http://www.malvestite.net/2009/07/23/federico-moccia-scusa-ma-ti-voglio-sposare/"&gt;link&lt;/a&gt; trovato sulla rete per uno scrittore vivente (in Italia?) e un film ordinario, infatti c'è già il dvidi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Copio dal post del link due citazioni dal romanzo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Io farei tutto mare… Ma se qualcuno è allergico?”&lt;br /&gt;“Al pesce? Non lo invitiamo!”&lt;br /&gt;“Ma dai, non è carino!”&lt;br /&gt;“E i fritti?”&lt;br /&gt;“Ci devono essere!”&lt;br /&gt;“E un po’ di prosciutto crudo?”&lt;br /&gt;“Ci deve essere!”&lt;br /&gt;E un po’ di parmigiano?”&lt;br /&gt;“Ci deve essere!”&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Be'?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi nel libro c'è una che si chiama Olimpia e si meraviglia di uno che si chiama Egidio:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;Egidio. Che razza di nome. Ma chi è, uno del Mille avanti Cristo? E’ un nome troppo antico&lt;/em&gt;."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fermo restando che non ho mai letto Moccia, il titolo di questo post potrebbe far pensare, a qualche lettore malizioso, alla lettiera del gatto (magari quella che poi si appalla) soprattutto se connesso il titolo al titolo del mio post precedente. Addirittura di Thurber ho letto un racconto (1) sulla carta (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;L'età degli scrittori&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, in &lt;em&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Gli uomoristi moderni&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;, Garzanti &lt;span style="color:#009900;"&gt;1971&lt;/span&gt;). Ma non è così. Perché voglio spezzare una lancia in difesa dell'umorismo forse involontario ma comunque presente in Moccia, come del resto nei film di Dario Argento.&lt;br /&gt;Purtroppo Argento non è Carpenter né Moccia è Thurber: i due non ci hanno mai pensato e ora è troppo tardi.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-3069590211420627801?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/3069590211420627801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/09/coprendo-federico-moccia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/3069590211420627801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/3069590211420627801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/09/coprendo-federico-moccia.html' title='Coprendo Federico Moccia'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-2559405609932790885</id><published>2010-09-18T16:32:00.002+02:00</published><updated>2010-09-18T16:39:00.900+02:00</updated><title type='text'>Scoprendo James Thurber (2)</title><content type='html'>Una &lt;a href="http://www.cleopa.it/2009/10/18/la-falena-e-la-stella-di-james-thurber/"&gt;favola&lt;/a&gt; di Thurber.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-2559405609932790885?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/2559405609932790885/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/09/scoprendo-james-thurber-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/2559405609932790885'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/2559405609932790885'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/09/scoprendo-james-thurber-2.html' title='Scoprendo James Thurber (2)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-5860871742347389619</id><published>2010-09-12T15:12:00.001+02:00</published><updated>2010-09-12T15:13:04.499+02:00</updated><title type='text'>Scoprendo James Thurber</title><content type='html'>Un &lt;a href="http://www.booksblog.it/post/5069/5069"&gt;link&lt;/a&gt; trovato sulla rete per uno &lt;a href="http://it.wikiquote.org/wiki/James_Thurber"&gt;scrittore&lt;/a&gt; estinto (in Italia) e una &lt;a href="http://avereventanni.blogspot.com/2008/02/amarcord-il-fantastico-mondo-di-mr.html"&gt;serie tv straordinaria&lt;/a&gt;, infatti mai più trasmessa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-5860871742347389619?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/5860871742347389619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/09/scoprendo-james-thurber.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5860871742347389619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5860871742347389619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/09/scoprendo-james-thurber.html' title='Scoprendo James Thurber'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-4724682692193121405</id><published>2010-09-04T18:44:00.002+02:00</published><updated>2010-09-05T08:35:10.356+02:00</updated><title type='text'>Case in capo al mondo, IX</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TIJvYwqn43I/AAAAAAAAAjg/_N3SkTLSNVo/s1600/grande-vadrouille1.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 173px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5513091365026128754" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TIJvYwqn43I/AAAAAAAAAjg/_N3SkTLSNVo/s400/grande-vadrouille1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Toh&lt;/em&gt;, due sempliciotti sui tetti di Parigi. Uno dei due è un aviatore inglese “generico”, mentre l’altro è uno "specialista" nell’arte di miscelare i colori e pitturare con pennelli e pennellesse i muri e le facciate delle case. E' proprio con un pennello (e non con una pennellessa), tenuto saldo e leggero nella mano, il pittore, quella mattina passate da poco le 9 di un giorno di inizio estate, toccava e ritoccava la superficie da verniciare senza uno sbaffo di colore. Il pittore stava in equilibrio, sospeso ad un paranco, tra precisione e determinazione, e nel caso contingente dipingeva una griglia di verde. Il lavoro per quanto fino non gli impediva di guardare attorno e anche giù in basso, dove la Storia, tra stracci penduli e divise ariane, se ne stava, come un levigato sasso nero addormentato sul fondo di un torrente montano, nell’attesa non di un salmone né di una trota salmonata ma nientepopodimenoche di un obergruben fűhrer qualunque, oggi novantenne pensionato sbrodolone. Il generico si picca, fin da quando è atterrato con il paracadute sulla testa del pittore francese (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;A&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;) di essere messo in salvo dal pittore, (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;B&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;) essere accompagnato ai bagni turchi (a quel punto, esaudite le desiderata A e B, il pittore potrebbe anche cavarsi il gusto di fumare un sigaro toscano e chiamare l’aviatore Ismaele o Melampo). Lo specialista si chiama Agostino (o &lt;em&gt;Agostina&lt;/em&gt;), del generico adesso mi sfugge il nome (tanto è un generico). I due sono stranamente amici e s’incoraggiano a vicenda nella ricerca di una via di fuga sopra i tetti di Parigi (che la città sia proprio Parigi e non Peretola è provato dalla torre Eiffel - coordinate: 48°51′30″N 2°17′40″E﻿ come scriverebbe Verne - visibile in lontananza). Al loro passaggio sui tetti tutti i tedeschi del posto giù in basso sgranano tanto d’occhi, non alla vista dell’imbianchino, gliene importa assai ai tedeschi occupanti (ce l’hanno uno a casa che vocia alla radio dal millenovecentotretatre), ma perché li vedono (il generico e lo specialista) così vicini vicini e pure così lontani lassù in alto sopra i tetti di Parigi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TIJvMWxvG9I/AAAAAAAAAjY/d0S2e6l0fPQ/s1600/grande-vadrouille2.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 172px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5513091151918210002" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TIJvMWxvG9I/AAAAAAAAAjY/d0S2e6l0fPQ/s400/grande-vadrouille2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Bene, dai e dai i due fuggitivi vedono un utile abbaino e vi si calano, poi scendono le scale di un palazzo, intenzionati ad approdare al piano stradale. Scendono di corsa al sesto piano e poi al quinto. Afferrando la ringhiera della prima rampa di scale che mena al quarto (ci sarebbe anche un ascensore volendo ma è ignorato dai due, causa la trama) i due odono il rumore di stivali tedeschi che calpestano gli scalini della prima rampa di scale al piano terreno, uno sgradevole rumore che li fa desistere dall’impresa di approdare al piano terra, che fare? stare per sempre sui tetti? be', mentre risalgono la prima rampa di scale che porta al sesto piano la porta dell’appartamento del quinto si apre ed esce una ragazza preoccupata per un possibile rastrellamento tedesco (si preoccupa per il prossimo e pure per i vicini), i due la vedono e vedono la porta aperta e vedono la salvezza, a portata di mano questa volta e non di piede, e scendono ed entrano dentro l’appartamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TIJwOYdQUAI/AAAAAAAAAjo/KaQYw1F2A3M/s1600/grande-vadrouille3.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 171px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5513092286240542722" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TIJwOYdQUAI/AAAAAAAAAjo/KaQYw1F2A3M/s400/grande-vadrouille3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ai due tapini basterà farfugliare qualche parola e saranno salvi. Tutti salvi, anche gli animali con la clonazione, e il resto è Storia... cioè è una commedia francese (&lt;em&gt;Tre uomini in fuga&lt;/em&gt;, 1966). Resterà un mistero come la rappresentazione imbastita lì per lì o là per lì o lì per là di una scenetta familiare di un litigio fra marito e moglie, con l'aviatore in bilico sul tetto dell'ascensore, possa confondere e deragliare l'attenzione di esseri così superiori e razionali come erano i tedeschi di una volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, chi non ha sognato, guardando fuori dal finestrino di un treno che corre sferragliando in un pomeriggio d’estate, di scendere alla prima stazione e dopo pochi metri di strade sconosciute entrare in un portone di una casa, passare da stanza a stanza come se fosse nostra. Case in capo al mondo, case dietro l’angolo, case nascoste da un muro di giardino. Case sconosciute eppure familiari, case come ultimo rifugio sicuro o il primo (dipende dai punti di vista).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Egli trasse un profondo respiro. “Sono tornato”, disse.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-4724682692193121405?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/4724682692193121405/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/09/case-in-capo-al-mondo-ix.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/4724682692193121405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/4724682692193121405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/09/case-in-capo-al-mondo-ix.html' title='Case in capo al mondo, IX'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TIJvYwqn43I/AAAAAAAAAjg/_N3SkTLSNVo/s72-c/grande-vadrouille1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-4775438919148309004</id><published>2010-08-28T18:57:00.002+02:00</published><updated>2010-08-28T19:09:13.263+02:00</updated><title type='text'>Case in capo al mondo, VIII</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/THk4DAI7BhI/AAAAAAAAAjQ/F3Qgm_eYk08/s1600/Armata_Brancaleone.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 225px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5510497243292698130" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/THk4DAI7BhI/AAAAAAAAAjQ/F3Qgm_eYk08/s400/Armata_Brancaleone.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La strada tutta sepolta tra due crinali di colline, fangosa, sassosa, solcata da rotaie profonde, che, dopo una pioggia divenivan rigagnoli; e in certe parti più basse s’allagava tutta, che si sarebbe potuto andarci in barca, o almeno così avrebbe scritto il Manzoni, e nella fanga passano e sostano cose, persone e animali; ecco per esempio un bianco bove che trascina un carretto, dappresso quattro portantini con cappelli bianchi trasportano una portantina, e un vecchierello canuto poco distante sta strascinando un baule fornito di quattro ruote cigolanti e in fondo alla strada c’è un pastore dietro un branco di pecore (anch'esse bianche), un pellegrino dal cuore nero è diretto in Terra Santa, ma per ora sta seduto su un sasso e si riposa. I crinali delle colline disegnano il profilo di una città perduta, forse etrusca, dalla quale, estrema propaggine, si dirama quel che resta di un muro e di una fonte con una vasca d’acqua fangosa, o forse nascondono i crinali le vertebre e le membra di un drago azzurro. Al confine con il cielo radi alberelli stanno di sentinella ad avvisare il drago dell’invisibile presenza di una tigre bianca che sbadiglia e si stira, appena dietro le colline. E’ un paesaggio che nemmeno alla lontana assomiglia a quel luogo perso nei meandri della memoria, silenzioso, verde ombroso e arcadico che i nonni forzisti di una volta sognavano essere l’Italia-Magica, piuttosto è un paesaggio brullo, un tempo antropizzato e ora perennemente fatiscente, pare masticato e sputacchiato da generazioni di barbari, barboni e barbagianni in saio. Paesaggio ingombro di rovine e ruderi di una estinta civiltà, da innumerevoli secoli i ruderi hanno preso il colore della terra, semiaffioranti tra i sassi e le erbe aromatiche che crescono spontanee nei campi incerti sono solo d’inciampo al pellegrino e agli sparuti coltivatori diretti.&lt;br /&gt;La figurina che trascina il baule, che poi è la sua casa e la sua bottega (e chi non ha sognato almeno una volta di girare il mondo in roulotte), su ruote cigolanti si chiama Abacuc, è un robivecchi ebreo, vecchio più del cucco. Si dice di un oggetto o di un essere animato che è &lt;em&gt;vecchio come il cucco&lt;/em&gt; quando è di molto ma di molto vecchio. E’ possibile usare il cucco come pietra di paragone per datare un oggetto o un essere vivente: un macinino del caffè, una macchina per cucire a manovella, Abacuc. Notate bene, questo modo di dire è usato solo in senso peggiorativo, se non dispregiativo. Infatti, non si dirà mai di un Commodore 64 con 48 K di Ram capace di generare il grafico a fil di ferro di una sinusoide dopo appena cinquanta minuti di calcolo che è vecchio come il cucco, ma di un vecchio PC 486 certamente sì. Un ragionamento analogo vale anche per un essere animato: il cane incontinente dei vicini di casa, il gatto spelacchiato della zia, il chiarissimo professore ottuagenario, e così via, sono classificabili vecchi come il cucco.&lt;br /&gt;Una domanda sorge a questo punto spontanea: quanto è vecchio il cucco? E’ possibile trovare su ebay un cucco usato ma ancora in buono stato? E come riconoscere un cucco originale da una vile imitazione, solo dal prezzo esoso? O esistono parametri oggettivi, razionali, una lista razional-tipologica del cucco. E l’esperienza sul campo aiuta? Come quella che consente, per esempio, di distinguere a colpo d’occhio un fungo porcino da un fungo che sembra commestibile al profano ma non lo è. Già, esistono cucchi velenosi?&lt;br /&gt;Per trovare una risposta a queste e simili domande si deve, per prima cosa, sgombrare il campo da un equivoco, duro a morire e anch’esso vecchio come il cucco: il cucco non è un oggetto, il cucco non è un essere animato, il cucco non è un animale o una pianta. Il cucco è un monte, o meglio era un colle, anzi era una collina situata nei dintorni di Firenze, in Oltrarno. Poco dopo la metà del XV secolo, sul pendio di quella collina, chiamata per l’appunto Montecucco, fu fatto costruire da tale Luca Pitti, pare su progetto del Brunelleschi, un palazzo che da allora in poi fu sempre conosciuto come Palazzo Pitti, nonostante i molteplici passaggi di proprietà (vi abitò anche Vittorio Emanuele II). Si potrebbe quindi affermare che Abacuc è vecchio almeno quanto Palazzo Pitti. Ma si può andare ancora più indietro nel tempo. Sembra che Luca Pitti fece pesare tutta la sua autorità per ottenere i permessi necessari per l’edificazione del suo palazzo, ché non poteva vivere altrimenti. In quel tempo di Rinascimento incipiente la mancanza di abitazioni popolari era già notevole, ciò nonostante Luca Pitti fece demolire le case che esistevano su Montecucco. I proprietari delle case, invitati a far fagotto delle loro quattro prugne (un altro modo di dire) e sgomberare, non ebbero né un compenso né un nuovo alloggio, ecco che prendeva campo una consuetudine, vecchia come il cucco. Le macerie di quelle case costituiscono, di fatto, il &lt;em&gt;terminus post quem&lt;/em&gt; per datare il nostro macinino del caffè e il cane dei vicini, mentre Palazzo Pitti è il &lt;em&gt;terminus ante quem&lt;/em&gt; del cucco.&lt;br /&gt;Possiamo sicuramente datare Abacuc all'Alto Medioevo, prima del cucco.&lt;br /&gt;A que’ passi, un piccol sentiero erto, a scalini, sulla riva, indicava che altri passeggieri s’eran fatta una strada ne’ campi, osserva il Manzoni. E da quei campi scendevano 3 fuggitivi urlanti come se cavalcassero 3 mountain bike usate o rampichini: un grassone, un mercenario dei paesi del nord e un ragazzino residente in un villaggio limitrofo appena passato a ferro e fuoco. Essi correvano contro il vecchio rigattiere già tremolante di suo e adesso arciconvinto di terminare i suoi giorni davanti a una vasca battesimale piena più di fango che d’acqua; a scanso di equivoci si serra il vecchio a chiave dentro la sua roulotte, ma i tre figuri si rivelano essere ridenti, anche se un po’ selvaggi, venditori di cianfrusaglie. Cosa vendevano e cosa compravano i rigattieri di quei tempi là? Almeno una testa con gambe e strane bestie lumacose fuoriuscenti da seriche conchiglie e il canto di una sirena intrappolato in una conchiglia, e poi piante zoomorfe e facce lunari e ali di pipistrello e creste di drago e code di rospo, forse un carapace di testuggine marina, i denti incisivi persi a scuola dai bambini in un anno scolastico, piattole e ragni (sia vivi sia morti) in abbondanza, erbe aromatiche, erbe medicinali, fiori di Bach, pidocchi, incubi e demoni con ali d’angelo e demoni cinocefali e demoni con proboscide d’elefante, un ornitorinco imbalsamato, la pelle di un tapiro, il cranio di un polifemo siculo, pietre del fulmine, la mappa del tesoro di Teodorico, la dentiera di Attila, le foglie della Sibilla, un prisma ottico, lenti per vecchi e per vedere lontano, tappeti e stracci penduli, vasi ming e attici, cappelli piramidali, un coniglio nel cilindro, tarocchi e carte da gioco, statuette di Budda, barattoli di miele d'acacia e misteriosi animaletti e pesci degli abissi marini conservati in vasi di vetro colmi di alcool, la testa sotto spirito dell’imperatore buono Traiano e interi universi dentro palle di vetro, rocce zoomorfe, il corno di un unicorno, un ciocorì, macchie di muffa sui muri, la vasca con la fontana, una copia autografa della Bibbia e qualche mummia di santo, larve e coleotteri, nere farfalle e maschere polinesiane, polverose uova di emù e di gallina mugellana, uova quadre e una cartapecora con l’autorità di assegnare titolo e feudo al portatore della stessa.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-4775438919148309004?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/4775438919148309004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-viii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/4775438919148309004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/4775438919148309004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-viii.html' title='Case in capo al mondo, VIII'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/THk4DAI7BhI/AAAAAAAAAjQ/F3Qgm_eYk08/s72-c/Armata_Brancaleone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-7325264408672186869</id><published>2010-08-26T18:27:00.000+02:00</published><updated>2010-08-26T18:28:01.848+02:00</updated><title type='text'>Case in capo al mondo, VII</title><content type='html'>Siete turisti atterrati, in una calda mattina di fine estate dell’anno 1971 (o forse 1972), nella città degli angeli. E dopo poche miglia scarpinate lungo piccole e grandi strade assolate ecco che v’imbattete in un cantastorie. E sta cantando. &lt;em&gt;Los Angeles, dammi qualcosa di te! Los Angeles, vienimi incontro come ti vengo incontro io, i miei piedi sulle tue strade, tu, bella città che ho amato tanto, triste fiore nella sabbia. Salve, vecchie case, hamburger succulenti che cantano nei caffè di infimo ordine, salve Bing Crosby, che canti anche tu&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;E’ vero, qualcuno sta proprio cantando (a parte il cantastorie) ma non è &lt;em&gt;Bing&lt;/em&gt;. Dietro una parete di legno di una casa in stile "casa-di-Paperino" qualcuno sta effettivamente cantando. &lt;em&gt;Bang!&lt;/em&gt; Meraviglia delle meraviglie meravigliose, state per incontrare un mito della vostra infanzia bruciata davanti al televisore a colori nel corso dei mitici (per voi) anni ottanta, del secolo scorso.&lt;br /&gt;Vi infilate in una backstreet, ancora qualche passo strascicato, tra muri di calce bianca e pittura rosa e sotto un cielo azzurro senza una nuvola, e siete entrati da una porta finestra nella spaziosa e luminosa cucina di un vecchio robivecchi canterino. E’ lui che sta cantando, Fred Sanford, mentre cucina per il suo primogenito e unico figlio, Lamont. Il vecchio sta preparando la sua “ricetta speciale” per la prima colazione del figlio. Tirate fuori da una delle 100 tasche del vs. giacchetto alla pescatora il vs. taccuino con la copertina nera e prendete appunti della procedura, ché ‘ste occasioni sono da afferrare al volo, capita solo una volta nella vita di incontrare una &lt;em&gt;cesarina&lt;/em&gt; così speciale come Fred Sanford (e vi siete già persi la ricetta dei colli di pollo fritti, con la storiella del cugino goloso di colli di pollo fritti che fu punito dagli dèi per la sua smodata avidità, infatti inghiottiva gli ossicini dei colli di pollo invece di risputarli nel piatto come esige il &lt;em&gt;bon ton&lt;/em&gt; e così una notte nera e tempestosa gli spuntò un puntuto gozzo di pollo, tanto che da allora non potè più radersi il pomo d’Adamo ma se lo doveva fare spennare tutti i sabati del villaggio dal pollivendolo sotto casa; storiella che pare scappata per la disperazione dalle pagine delle &lt;em&gt;Origini delle buone maniere a tavola&lt;/em&gt; di Claude Lévi-Strauss).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;La ricetta speciale del vecchio robivecchi per la prima colazione del figlio, Lamont.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Affettate &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;1&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; cipollotto bianco e inciotolatelo in una bella ciotola fonda (tipo pappa per mastino napoletano);&lt;br /&gt;affettate &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;½&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; pomodoro rosso da insalata, inciotolate;&lt;br /&gt;spezzate &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;3&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; uova intere nella ciotola;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/THTiaVAJHpI/AAAAAAAAAiY/oaPVrfS1YUw/s1600/Sanford_Son_ricetta1.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509277186123177618" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/THTiaVAJHpI/AAAAAAAAAiY/oaPVrfS1YUw/s400/Sanford_Son_ricetta1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;pepate e salate in abbondanza, indi mettete in scena un rito scaramantico per il sale versato;&lt;br /&gt;mescolate gli ingredienti con brio, fino a formare un composto eterogeneo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/THTiosxXPpI/AAAAAAAAAig/E6Nm2E0-YR8/s1600/Sanford_Son_ricetta2.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509277433021808274" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/THTiosxXPpI/AAAAAAAAAig/E6Nm2E0-YR8/s400/Sanford_Son_ricetta2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;versate il buglione in una padella e date fuoco al gas;&lt;br /&gt;mescolate, dall’esterno all’interno della padella, con un mestolo di legno per ben 35 secondi;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/THTi2Mnl-LI/AAAAAAAAAio/Afq9t_pbWO0/s1600/Sanford_Son_ricetta3.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509277664909064370" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/THTi2Mnl-LI/AAAAAAAAAio/Afq9t_pbWO0/s400/Sanford_Son_ricetta3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;impiattate sopra &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;2&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; stringhe di pancetta, precedentemente (chissà quando) rosolate in un po’ di strutto;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/THTjB5sDGAI/AAAAAAAAAiw/3xO-VHRnrjk/s1600/Sanford_Son_ricetta4.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509277865985906690" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/THTjB5sDGAI/AAAAAAAAAiw/3xO-VHRnrjk/s400/Sanford_Son_ricetta4.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;grattate il bruciaticcio in eccesso da un paio di fette di pane in cassetta dimenticate nel vecchio fornetto elettrico, quindi spezzatele a metà;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/THTjNxV1uWI/AAAAAAAAAi4/7oVCaGD1a5A/s1600/Sanford_Son_ricetta5.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509278069903702370" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/THTjNxV1uWI/AAAAAAAAAi4/7oVCaGD1a5A/s400/Sanford_Son_ricetta5.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;decorate il piatto con i ¾ dei toast, mi raccomando con modi &lt;em&gt;alla francese&lt;/em&gt; (e intascate il restante ¼ di toast caduto in terra).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giudizio estemporaneo di Lamont: &lt;em&gt;ha un aspetto orribile!&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Giudizio organolettico di Lamont: non pervenuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/THaNlycHnFI/AAAAAAAAAjA/J_TUCiH4rgc/s1600/Sanford_Son_finestra1.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 208px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509746874468768850" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/THaNlycHnFI/AAAAAAAAAjA/J_TUCiH4rgc/s400/Sanford_Son_finestra1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La finestra scomparsa nella casa dei Sanford è quella a destra nell’immagine-collage, sembra che l’immagine abbia catturato anche lo spettro irrequieto del vecchio rigattiere, si agita qua e là, ovviamente sta solo fingendo di spazzare un tappeto. Niente paura, ché non c'è da aver paura dell'uomo nero... a meno che non siate leghisti, ma in questo caso sono ben altre le paure, be' comunque non siate tristi, piuttosto date un'occhiata fuori dalla finestra. Si vede la parete esterna della casa, e al di là della parete ci sarà ovviamente la cucina. Ma, come si è visto nel post n. 6 (punto A) non siamo in un interno borghese, quindi la cucina diventa ben presto uno spazio vivibile e autonomo, il cuore della casa, il &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2009/12/mystery-of-dirty-drawers.html"&gt;focolare&lt;/a&gt; dove Lamont trascina il padre in accese discussioni. Ma la finestra in quel punto limitava fortemente il nuovo spazio scenico. &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/THaPuPBMAYI/AAAAAAAAAjI/KcekqpBM_Zs/s1600/Sanford_Son_finestra2.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5509749218602647938" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/THaPuPBMAYI/AAAAAAAAAjI/KcekqpBM_Zs/s400/Sanford_Son_finestra2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;E sicché scomparve la finestra e fu come se non ci fosse mai stata. &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-7325264408672186869?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/7325264408672186869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-vii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/7325264408672186869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/7325264408672186869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-vii.html' title='Case in capo al mondo, VII'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/THTiaVAJHpI/AAAAAAAAAiY/oaPVrfS1YUw/s72-c/Sanford_Son_ricetta1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-8038695804787266323</id><published>2010-08-18T19:09:00.003+02:00</published><updated>2010-08-20T07:57:02.481+02:00</updated><title type='text'>Case in capo al mondo, VI</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGwOmRDAZVI/AAAAAAAAAiQ/V4QYM6_SZF0/s1600/Sanford%26Son_apertura.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 136px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5506792494941103442" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGwOmRDAZVI/AAAAAAAAAiQ/V4QYM6_SZF0/s400/Sanford%26Son_apertura.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Chi non ha sognato, guardando fuori dal finestrino di un aereo che vola sferragliando sopra le nuvole bianche e le nuvole bigie, di atterrare a Los Angeles in un azzurro e troppo lungo pomeriggio d’estate dell’anno 1971. E dopo poche miglia di strade sconosciute entrare da una porta finestra in una casa di legno, passare da stanza a stanza, aprire il frigorifero e versarsi un bicchiere di succo di mela. Case in capo al mondo, case dietro l’angolo, case capovolte, case nascoste da una collina di materiale di scarto.&lt;br /&gt;Il &lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2009/08/stanze-parallele-louverture-del.html"&gt;collage di frame&lt;/a&gt; che apre questo post mostra una veduta panoramica, quasi veneta, quasi fiamminga, della casa-baracca-magazzino di Fred Sanford e figlio, Lamont. E' la scenografia del primo episodio della prima stagione (1971-1972) della serie tv, ed è già perfetta così. Un uomo canta allegramente con accompagnamento di pianoforte. A sinistra c'è una porta finestra, la telecamera ruota e mostra una stanza che nemmeno alla lontana assomiglia a quel luogo perso nei meandri della memoria, silenzioso e in penombra e quasi atemporale e magico che i nonni buoni di una volta definivano il &lt;em&gt;salotto-buono&lt;/em&gt;, piuttosto è una stanzaccia assolata, illuminata da 3 finestre e 1 porta finestra. Stanza perennemente crollante pare masticata e sputacchiata da un boxer di ventuno mesi, ingombra di oggetti che hanno preso il colore della tappezzeria, e viceversa, di cianciafruscole guaste e sparpagliate sui tappeti sbiancati dai soli di innumerevoli estati. E' il vecchio Fred Sanford, il robivecchi, che canta e suona; ma poi il cameraman muove la telecamera in avanti quanto basta per permetterci di vedere: meraviglia, il vecchio sta solo spolverando il piano, di fatto una pianola. E' abbiamo già capito che (&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;A&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;) non siamo in un interno borghese e (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;B&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;) che è una radicata abitudine quella del vecchio di passare il tempo in ozio canicolare, libero il vecchio come un usignolo o il giglio del campo da preoccupazioni gioie e doveri borghesi (ben presto al posto della pianola spunterà un suonato televisore in bianco e nero, nella seconda stagione Lamont porterà a casa un divano spelacchiato e alé al vecchio resterà solo di sognare un tv-color con telecomando a tre tasti). Tanto è il figlio Lamont che lavora e suda, scrutando dall'ombra del suo pick-up giacimenti di materiali di scarto ai bordi delle strade di Los Angeles, e accumula indifferentemente &lt;em&gt;dentro&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;fuori&lt;/em&gt; casa hardware, porcellane inglesi e bare e mode e manie e nere radici d’Africa di religioni vagamente orientali.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Eppure, anche nella casa luminosa dei Sanford si agita il mistero di una finestra che prima c’era e poi non c’è più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Continua…&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-8038695804787266323?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/8038695804787266323/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-vi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/8038695804787266323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/8038695804787266323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-vi.html' title='Case in capo al mondo, VI'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGwOmRDAZVI/AAAAAAAAAiQ/V4QYM6_SZF0/s72-c/Sanford%26Son_apertura.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-6814236349996492644</id><published>2010-08-14T18:37:00.001+02:00</published><updated>2010-08-14T18:41:20.850+02:00</updated><title type='text'>Case in capo al mondo, V</title><content type='html'>Torniamo ancora una volta all’interno dell’appartamento, situato al primo piano di una palazzina del primo novecento, stile eclettico moderno, situata chissà dove nella città di Tokyo, per effettuare un ultimo rilievo all’appartamento. Con la macchina del tempo torniamo indietro nel tempo a venerdì e nello spazio del soggiorno...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGa7V3KLrwI/AAAAAAAAAho/F_KrBWpO3BA/s1600/camminanoncorrere_9.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 171px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505293578765315842" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGa7V3KLrwI/AAAAAAAAAho/F_KrBWpO3BA/s400/camminanoncorrere_9.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Steve seduto su un letto improvvisato, messo al corrente dell’importo in Yen, del cambio in Sterlina Inglese (British Pound), e del cambio in Dollaro USA, dal cambia valute Sir William, del valore di 1/8 dell’affitto mensile pagato dall’inquilina inglese allo sconosciuto padrone di casa giapponese, convince Sir William a subaffittargli per qualche giorno la metà della sua metà dell’appartamento in cambio di 1/16 dell’affitto mensile. Solo una tradizionale parete in legno e carta di riso difende dai ragionamenti contabili dell’atleta americano il silenzio orientale della stanza accanto, la camera da letto della ragazza. In primo piano un acquario e a destra e al di là del muro c'è la cucina, la porta del soggiorno si apre su un disimpegno: alla nostra destra c'è la porta d’ingresso dell’appartamento, a sinistra la camera e in fondo al disimpegno (o corridoio) e dopo qualche scalino in discesa, il bagno. Nessun’altra stanza né finestra sembra esistere nell’appartamento 2A, che potrebbe essere locabile come &lt;em&gt;bilocale&lt;/em&gt;; bazzecole, pinzillacchere, insomma niente che possa finire nella scatola dei gioielli di famiglia (o nel &lt;a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;amp;safe=off&amp;amp;q=sacco+di+juta&amp;amp;btnG=Cerca&amp;amp;aq=f&amp;amp;aqi=g1&amp;amp;aql=&amp;amp;oq=&amp;amp;gs_rfai="&gt;sacco di juta&lt;/a&gt;) di qualche parente, parentastro, affine, anfibio con le branchie o collaterale della banda Bass… cioè di un &lt;em&gt;eroe locale&lt;/em&gt; della politica italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGa7tUuscmI/AAAAAAAAAhw/A4w6nOR-W8E/s1600/camminanoncorrere_10.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 172px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505293981840077410" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGa7tUuscmI/AAAAAAAAAhw/A4w6nOR-W8E/s400/camminanoncorrere_10.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sabato mattina. Una veduta del soggiorno visto dalla camera da letto, come se la tradizionale parete in legno e carta di riso fosse aperta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGa8Aoyg9iI/AAAAAAAAAh4/iEKPIFs9mcw/s1600/camminanoncorrere_11.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 171px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505294313642325538" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGa8Aoyg9iI/AAAAAAAAAh4/iEKPIFs9mcw/s400/camminanoncorrere_11.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sabato pomeriggio. Una veduta del soggiorno, lato ingresso. Steve, in compagnia di un atleta dell’Unione Sovietica, invita a cena Sir William che accetta ben volentieri non avendo niente di meglio da fare, a parte leggere un libro con la copertina rigida di colore rosso, e che fine ha fatto la sovraccoperta? (per tacere di Monica Vitti e Luca Pitteri).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGa8Ojp_wxI/AAAAAAAAAiA/39Ch-tJpaw8/s1600/camminanoncorrere_12.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 101px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505294552782586642" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGa8Ojp_wxI/AAAAAAAAAiA/39Ch-tJpaw8/s400/camminanoncorrere_12.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Rieccoci alla mattina di sabato. Sir William ha appena bussato alla finestra del bagno, dove l'inquilina inglese è appena uscita dalla doccia. L’&lt;a href="http://cg-cad.blogspot.com/2009/08/curiose-applicazioni-di-autostitch-n4.html"&gt;immagine-collage&lt;/a&gt; mostra il prospetto dell’appartamento lato strada: la finestra appannata del bagno (con il tondo fatto con la mano dall'inglesina), la finestra misteriosa, la finestra della camera dove entrerà Sir William con la bottiglia del latte per la prima colazione e finalmente la porta finestra del soggiorno, dove Steve sta rifacendosi il letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGa8hHUZ4BI/AAAAAAAAAiI/BQj0wR9jbAc/s1600/camminanoncorrere_13.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 171px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505294871593345042" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGa8hHUZ4BI/AAAAAAAAAiI/BQj0wR9jbAc/s400/camminanoncorrere_13.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cary Grant passando accanto alla finestra misteriosa getta un’impossibile occhiata curiosa dentro la stanza fantasma dell’appartamento 2A situato al primo piano di una palazzina, primo novecento stile eclettico moderno, a Tokyo, &lt;em&gt;235 Osako Road&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Solo un'occhiatina metastorica e la trama è salva.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-6814236349996492644?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/6814236349996492644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-v.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/6814236349996492644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/6814236349996492644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-v.html' title='Case in capo al mondo, V'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGa7V3KLrwI/AAAAAAAAAho/F_KrBWpO3BA/s72-c/camminanoncorrere_9.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-6325697606985902421</id><published>2010-08-13T18:56:00.000+02:00</published><updated>2010-08-13T18:56:17.933+02:00</updated><title type='text'>Case in capo al mondo, IV</title><content type='html'>Dove eravamo rimasti? avevamo appena lasciato Sir Rutland e l’atleta della disciplina misteriosa Steve, un venerdì dell’anno 1964, nell’atrio fatiscente, eppure luminoso, di una palazzina del primo novecento, stile eclettico moderno, situata chissà dove in un quartiere della città di Tokyo, e nell’ultima immagine del post precedente si intravedeva appena la prima rampa di scale, e nel vano scale era allocata una bicicletta, probabilmente di un inquilino, e dalle etichette attaccate con la colla uhu sopra le rosse cassette postali il blogger aveva scommesso, in palio un torroncino di Fred Sanford, che gli appartamenti occupati erano i 5/6 del totale, probabilmente abitati per la maggioranza da genti strane strambe (senza dio), perché né San Francesco né Gesù hanno mai avuto un pied-a-terre a Tokyo: si sono fermati in un Bed &amp;amp; Breakfast in India, e con tutti quegli inviti a pranzo e a cena e a colazione di cugini di secondo, terzo, quarto grado (e dire che il nonno di Gesù, dio della tempesta, lo aveva avvertito, guarda, te lo dico con esperienza non accettate mai quegli inviti di dei di second'ordine, per lo piu ti molestano, ti minacciano, ti insultano, ti si attaccano alle vesti piangendo un'elemosina) alla fine hanno pensato bene di tornare a Eboli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Strano ma vero, in quella terra senza misericordia ci vivono creature misericordiose, i bambini. Volendo bastava guardare un frame più là ed eccone due esemplari piccini picciò, maschio e femmina, seduti su un gradino della prima rampa di scale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGVxEkp5VAI/AAAAAAAAAhI/lKz_c0hSKt4/s1600/camminanoncorrere5.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 170px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5504930442903114754" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGVxEkp5VAI/AAAAAAAAAhI/lKz_c0hSKt4/s400/camminanoncorrere5.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ebbene sì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGVxljsORzI/AAAAAAAAAhQ/HP4mGNx_E20/s1600/camminanoncorrere6.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 170px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5504931009580123954" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGVxljsORzI/AAAAAAAAAhQ/HP4mGNx_E20/s400/camminanoncorrere6.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sabato mattina. Sir Rutland mandato a prendere il latte è rimasto fuori casa, causa la porta di casa chiusa per sbaglio da un assonnato Steve, e il destino si è compiuto, il frame ce lo mostra in atto di uscire in vestaglia per strada (e i bambini - come le stelle - stanno a guardare).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGVyFZQtdPI/AAAAAAAAAhY/t2X5Li8WGLk/s1600/camminanoncorrere7.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 170px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5504931556536186098" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGVyFZQtdPI/AAAAAAAAAhY/t2X5Li8WGLk/s400/camminanoncorrere7.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Anzi lo seguono in strada, e mentre Rutland guarda la porta-finestra di legno e carta del soggiorno (e a destra nell'immagine si vede la finestra piccola rettangolare della cucina) loro guardano Rutland come se fosse una commedia con Ginger Rogers e Fred Astaire (ma con il tip tap sottotitolato in giapponese, è ovvio). La tettoia in primo piano cela le finestre del lato ovest.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è il mistero, il mistero di una finestra in più nell’appartamento che dà a questa casa un fascino unico? O è il suo essere fragile di carta e legno, un riparo di muri fatti di niente e nonostante è una casa, una casa all’angolo di due vie calpestate da gente orientale notoriamente indaffarata, ma ci siamo distratti e intanto Sir Rutland sta scalando la parete ovest della palazzina (in ciabatte).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGV0WTuEp4I/AAAAAAAAAhg/NB4acUn7M64/s1600/camminanoncorrere8.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 173px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5504934046129760130" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGV0WTuEp4I/AAAAAAAAAhg/NB4acUn7M64/s400/camminanoncorrere8.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A sinistra la finestra che dà aria e luce ad una stanza misteriosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Continua…&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-6325697606985902421?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/6325697606985902421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-iv.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/6325697606985902421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/6325697606985902421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-iv.html' title='Case in capo al mondo, IV'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TGVxEkp5VAI/AAAAAAAAAhI/lKz_c0hSKt4/s72-c/camminanoncorrere5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-425206358914298130</id><published>2010-08-08T20:04:00.001+02:00</published><updated>2010-08-14T18:26:27.728+02:00</updated><title type='text'>Case in capo al mondo, III</title><content type='html'>La casa di questo post è un appartamento a Tokyo, preso in affitto da tale Christine Easton (Samantha Eggar), fidanzata con un tizio ampolloso e saccentino, segretario della locale ambasciata inglese. L’appartamento è al primo piano di una palazzina del primo novecento, stile eclettico moderno, un po’ fatiscente, palazzina situata da qualche parte a Tokyo. Ok, e fin qui, tutto bene. E’ un giovedì (&lt;em&gt;non&lt;/em&gt; nero) dell’anno millenovecentosessantaquattro. E allora? Ebbene, era il 1964 l’anno delle Olimpiadi Moderne a Tokyo. Ecco, con due giorni in anticipo sulla prenotazione in un grande albergo della città nipponica approda l’industriale inglese Sir William Rutland (Cary Grant), ma viene subito rimbalzato fuori dalla reception dell'albergo con tante scuse e inchini. La sorte benigna vuole che l’industriale legga sulla bacheca dell’ambasciata inglese, dove dietro un bancone staziona l’ampolloso segretario di cui sopra, un messaggio scritto di proprio pugno della Easton, dove offre la condivisione di appartamento e affitto (implicitamente l’offerta era dedicata solo ad esponenti del sesso femminile). Rutland convince la riluttante Christine alla condivisione dell’appartamento per una settimana; nessun gossip per le malelingue, Rutland, come l'anziano pard di Tex Willer, si aggira attorno alla sessantina, infatti viene subito scambiato dall’amica giapponese di lei per un anziano parente in visita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TF6D3qJDgTI/AAAAAAAAAgo/TQa47XeDR7M/s1600/camminanoncorrere_1.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 171px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5502980786921636146" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TF6D3qJDgTI/AAAAAAAAAgo/TQa47XeDR7M/s400/camminanoncorrere_1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Rutland, la mattina di venerdì, mentre si prepara un caffè &lt;em&gt;all’inglese&lt;/em&gt;: una tazzina d’acqua e il filtro del caffè pieno oltre l’orlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TF6Eafn0NxI/AAAAAAAAAgw/rozY2LBmu0o/s1600/camminanoncorrere_2.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 170px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5502981385393288978" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TF6Eafn0NxI/AAAAAAAAAgw/rozY2LBmu0o/s400/camminanoncorrere_2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Rutland con un foglietto in mano, vi legge i rigidi orari nell’utilizzo del bagno dettatigli dalla coinquilina e affittuaria. Alle sue e nostre spalle c’è il bagno, a sinistra la porta d’ingresso dell’appartamento 2A e a destra la porta della camera della ragazza; in fondo al disimpegno (o corridoio) alla nostra destra si apre il piccolo ma luminoso soggiorno, riattato per l’occasione in stanza da letto di Sir Rutland.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TF6F3OxDl5I/AAAAAAAAAg4/qhoYBysTsFE/s1600/camminanoncorrere_3.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 171px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5502982978596476818" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TF6F3OxDl5I/AAAAAAAAAg4/qhoYBysTsFE/s400/camminanoncorrere_3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Rutland nella stanza da bagno mentre si guarda attorno (notare il foglietto con le note orarie appiccicato allo specchio): calze appese, calendario giapponese e una presa elettrica che oggi in Italia non sarebbe a norma ma forse lo era in Giappone nel 1964.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre la sorte vuole che il venerdì mattina l’industriale si imbatta in certo Steve Davis (Jim Hutton, l’attore della serie televisiva &lt;em&gt;Ellery Queen&lt;/em&gt;), architetto e atleta americano, olimpionico di una misteriosa disciplina e ora in attesa di entrare in possesso di una camera nel villaggio olimpico, beccato dalla sicurezza di un edificio, sede di un produttore di transistor con cui l’industriale inglese è in affari, a tracciare schizzi su un taccuino da disegno, in compagnia di un atleta sovietico. Risolto l’equivoco, Steve è interessato alla forma e non ai segreti celati all'interno della costruzione architettonica, esempio notevole di vecchio moderno antico Giapp in nuovo stile occidentale, con originali soluzioni in occorrenza d'eventi sismici (eventi che accadono sempre e solo all’altro capo del mondo), l’atleta convince ben presto Rutland a subaffittargli per qualche giorno metà della metà (qui non è un quarto ma un terzo) dell’appartamento, proprio quello che il giorno prima l'inglese aveva preso in affitto, però pagandogli metà della metà di ¼ dell’affitto che la ragazza una volta al mese paga al proprietario di casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TF6JAugYRLI/AAAAAAAAAhA/EH-yajhaFhQ/s1600/camminanoncorrere_4.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 171px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5502986440270169266" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TF6JAugYRLI/AAAAAAAAAhA/EH-yajhaFhQ/s400/camminanoncorrere_4.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Rutland e Steve mentre entrano nell’atrio della palazzina, a sinistra si intravede la prima rampa di scale (nel vano scala è allocata una bicicletta, probabilmente di un inquilino, dalle etichette appiccate sopra le cassette postali si evince che gli appartamenti occupati sono 5 su 6).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il resto della storia è una commedia americana (&lt;em&gt;Cammina, non correre&lt;/em&gt;, 1966) e ai fini dei post di questa serie non c’interessa sapere come andrà a finire la storia (non bene per il segretario dell'ambasciata). C'interessa denunciare (purtroppo non risolvere) un mistero, il mistero di una finestra in più nell’appartamento giapponese, comunque un mistero affatto tenebroso, siamo in una classica commedia americana anni sessanta del secolo scorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Continua...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-425206358914298130?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/425206358914298130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-iii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/425206358914298130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/425206358914298130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-iii.html' title='Case in capo al mondo, III'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TF6D3qJDgTI/AAAAAAAAAgo/TQa47XeDR7M/s72-c/camminanoncorrere_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-163882734470115495</id><published>2010-08-02T18:40:00.001+02:00</published><updated>2010-08-02T18:42:42.705+02:00</updated><title type='text'>Case in capo al mondo, II</title><content type='html'>Da dove si comincia? Da una casa che non è una "casa" ma una capanna, costruita con materiali portati dal mare e raccattati sulla spiaggia, materiali di scarto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TFbycUysQMI/AAAAAAAAAgY/9qId1Trcgpw/s1600/local_hero_1.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 177px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5500850563311222978" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TFbycUysQMI/AAAAAAAAAgY/9qId1Trcgpw/s320/local_hero_1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Attenzione, in questa casa si entra dalla finestra, difatti da una porta-finestra, che si apre su un “giardino” che in effetti non è un &lt;em&gt;giardino&lt;/em&gt; ma una spiaggia situata in Scozia, in altre parole in capo al mondo (dal nostro relativo punto di vista, s'intende).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TFbypPUBjpI/AAAAAAAAAgg/z00ZKkWxp-A/s1600/local_hero_2.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 84px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5500850785178717842" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TFbypPUBjpI/AAAAAAAAAgg/z00ZKkWxp-A/s320/local_hero_2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Chi non ha sognato, almeno una volta nella vita, di possedere una spiaggia in Scozia? Be’, il protagonista del film &lt;em&gt;Local Hero&lt;/em&gt; (1983) ne possiede una, e non la vuole vendere. Il magnate del petrolio Felix Harper, erede della dinastia dei petrolieri Knox, spedisce un suo collaboratore, un certo Mac, in capo al mondo con il compito di comprare spiaggia, villaggio e terreni attorno alla spiaggia, perché proprio lungo quel tratto di costa dovrà essere costruito un impianto per la raffinazione del greggio. Tutti sono più che felici all'idea di vendere le proprie proprietà, anche il prete (però è un prete protestante), cioè tutti meno uno, il proprietario della capanna (in quanto legittimo proprietario della spiaggia), un certo Ben Knox. Perché non vuole vendere la spiaggia? Non è importante ai fini di questo post. Spiagge esotiche da cartolina in cambio di una grigia e umida spiaggia scozzese sono rifiutate dall’eccentrico personaggio. Valigie zeppe di dollari sono respinte al mittente. Che importa sapere perché. Importa la contrapposizione visuale tra un elicottero, una grigia spiaggia deserta e una capanna priva di porta ma con una “porta-finestra”. Ora, noi non sappiamo com’è fatto l’interno della capanna, perché noi guardiamo con gli occhi di Mac e Mac non entra mai nella capanna… Ma i vincoli di questa serie di post sono rispettati (anche quelli edilizi), perché esiste forse un dentro e un fuori in una capanna costruita con materiali di scarto? In altri termini, mica stiamo parlando del mulino bianco della pubblicità o dei fienili riattati a villini…&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-163882734470115495?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/163882734470115495/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-ii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/163882734470115495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/163882734470115495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-ii.html' title='Case in capo al mondo, II'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TFbycUysQMI/AAAAAAAAAgY/9qId1Trcgpw/s72-c/local_hero_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-3788418241341645973</id><published>2010-08-01T12:56:00.002+02:00</published><updated>2010-08-14T18:27:28.257+02:00</updated><title type='text'>Case in capo al mondo, I</title><content type='html'>Chi non ha sognato, guardando fuori dal finestrino di un treno regionale che corre sferragliando in un pomeriggio d’estate, di scendere alla prima stazione e dopo pochi metri di strade sconosciute entrare in un portone di una casa, passare da stanza a stanza come se fosse nostra. Case in capo al mondo, case dietro l’angolo, case nascoste da un muro di giardino. Case vuote ma familiari, con il frigorifero spento e la spina sul pavimento e nella credenza qualche barattolo polveroso di pomodori, piselli, qualche scatola di pasta e ovviamente il caffè... be’, certo anche la marmellata e poi via, c’è il forno proprio sotto casa; un gatto salta il muro in &lt;em&gt;opus incertum&lt;/em&gt; del giardino e ci viene a fare visita in cucina, mentre il cane resta fuori ad abbaiare. Case viste nei film e impresse per sempre nella memoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mettiamo subito un vincolo: queste case non sono wunderkammern. Ci sono tanti esempi di wunderkammern nel cinema ma non sono poi molte le case mostrate da cima a fondo nella cinematografia mondiale. Ok, qualche volta la casa si riduce ad una camera ammobiliata in affitto dove l’assassino scrive una lettera (anonima) alla polizia, ma al regista interessa mostrare la mano grassoccia dell’assassino che scrive la lettera (anonima) mica la camera… Spesso il protagonista è lì che si torce le mani, chiuso in una cella, uno studio, un laboratorio, un ufficio statale, oppure gira, con le mani in tasca, le sale di un museo di storia naturale, ma cosa c’è dietro quella porta e dove portano quelle scale e cosa c’è nelle altre stanze della casa, noi non lo sappiamo e probabilmente (salvo un sempre possibile remake) non lo sapremo mai. E se la stanza è mostrata nei minimi dettagli allora è una wunderkammer, non una immagine del tempo ma una capsula del tempo. Una stanza delle meraviglie, separata per sua natura dalle altre stanze quotidiane di una casa che può essere fatta di nebbia (&lt;em&gt;Solaris&lt;/em&gt; di Tarkowskij) o di cartapesta o di finzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora poniamo il secondo vincolo. E’ vero, esistono case che il regista ci mostra da cima a fondo ma noi non ci vorremmo mai abitare (&lt;em&gt;La Casa&lt;/em&gt; di Raimi), mica per altro ma gli spettri sono presenze troppo ingombranti e inquinanti, ti deformano la visuale in un'assurda prospettiva, non ti lasciano mai bere in pace un caffè… dunque siamo alla ricerca (nella cinematografia mondiale) di case luminose, case serene anche sotto cieli neri di tempesta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora l'ultimo vincolo. Il protagonista di una canzone di Guccini (&lt;em&gt;Argentina&lt;/em&gt;), immagina di entrare a caso in un portone, &lt;em&gt;di fresco, scale e odori abituali, posar la giacca, fare colazione e ritrovarsi in giorni e volti uguali&lt;/em&gt;… tutto ok fin quando &lt;em&gt;disegnando un labirinto di passi tuoi per quei selciati alieni ti accorgi con la forza dell’istinto che non son tuoi e tu non gli appartieni&lt;/em&gt;. Città aliene, e quindi per definizione città deserte di esseri umani (o scarsamente abitate da scarsamente umani), città del dopo bomba, virus, a ferragosto, città canicolari o autunnali, finalmente città metafisiche. Le città sono conglomerati di case, scuole, uffici, banche, ospedali, musei… e soprattutto di persone. L’ultimo superstite in una città deserta entra in una casa, scavalcando la mummia grigia di una vecchietta rattrappita sul pianerottolo, guarda nella credenza in cucina, è alla ricerca oziosa di qualche barattolo di pelati, ceci, caffè; è ozioso perché l’intera città gli appartiene. L’ultimo eroe superstite cammina senza fretta su strade solitarie, attraversa piazze metafisiche… vivere in un quadro metafisico sarà affascinante per qualche giorno, forse un paio di settimane, ma alla lunga sopravvivere in un quadro di De Chirico deve essere di una noia mortale… dunque, cerchiamo esempi di case in mezzo a quartieri affollati (anche se in capo al mondo), anche se nascoste dagli alberi di un giardino mediterraneo, o sul confine di un villaggio di pescatori.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-3788418241341645973?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/3788418241341645973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/3788418241341645973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/3788418241341645973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/08/case-in-capo-al-mondo-i.html' title='Case in capo al mondo, I'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-3554284251172051308</id><published>2010-07-30T16:22:00.012+02:00</published><updated>2010-07-31T16:06:36.255+02:00</updated><title type='text'>Il dramma dell'amministratore delegato</title><content type='html'>Come ho scritto su questo blog da una wunderkammer si può uscire se si scopre al suo interno un &lt;em&gt;bestiario&lt;/em&gt;, e che è indubitabile la connessione tra wunderkammer e bestiario, se traduciamo la parola "wunderkammer" in "labirinto". Il labirinto è per definizione il palazzo cretese di Minosse dove, imprigionato al suo centro, era in agguato il Minotauro (&lt;em&gt;bestiario&lt;/em&gt; e bestio allo stesso tempo). E cos’è il labirinto cretese se non la razionalizzazione della caverna, luogo per eccellenza delle meraviglie, in fondo alle caverne pitture di animali attendevano il visitatore per meravigliarlo e spaventarlo. Caverna, labirinto, ricerca di un centro, viaggio iniziatico e più che altro fisico alla volta della Terra Santa sulle strade labirintiche del mondo, tra mille meraviglie e mille mostri in agguato, talvolta, per i pigri e troppo indaffarati borghesi che si scaldavano i piedi al sacro fuoco del dio-denaro, era il labirinto, inciso sul pavimento dei consigli di amministrazione, il succedaneo del viaggio come l'orzo del caffè.&lt;br /&gt;Il labirinto era il caos che sognava l’ordine (l'ordine delle wunderkammern), era la ricerca del centro, del nocciolo segreto delle cose. Ma non esistono mappe aggiornate e non esistono nomi. Le strade non hanno nomi. Non esistono procedure per toccare il centro del labirinto: “La via non ha un nome; la Via che ha un nome non è la vera via” (Tao Te Ching). La via per toccare il centro del labirinto (il centro della Terra) non è la stessa per andare a Pistoia o forse sì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un pianeta-miniera distante &lt;em&gt;n&lt;/em&gt; anni luce dalla Terra dell’anno 2264, abitato da minatori, un ingegnere e un amministratore delegato (in un classico episodio di Star Trek: &lt;em&gt;The Devil in the Dark&lt;/em&gt;), pianeta all’apparenza disabitato da forme di vita aliena, improvvisamente un mostro, una creatura dell'oscurità, semina il terrore tra i minatori, l’ingegnere e l’amministratore delegato; terrore che nasce nelle gallerie più profonde del pianeta-miniera e si diffonde fino alle gallerie prossime alla superficie desolata del pianeta. Urge il pronto intervento e il soccorso dell’Enterprise, nei panni del capitano James T. Kirk, del signor Spock e del dottor McCoy. Essi hanno il compito di debellare il mostro che nascondendosi nell’oscurità trasforma i malcapitati minatori in pozzanghere grigie e fumanti, tali e quali a smoccolature di candele, residui carbonizzati e fluidi all'interno di macabre silhouette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Be', tra un moccolo e l’altro l’amministratore delegato informa i nostri eroi di un dato di fatto: c’è un mostro che si aggira nelle gallerie del pianeta-miniera e deve essere eliminato; ma come ha scritto Cesare Pavese a proposito di &lt;em&gt;Tom Sawyer&lt;/em&gt;, “il reale non è un dato, ma una scoperta inesausta”, così il signor Spock, dopo tre anni passati in giro nello spazio profondo, ad incontrare assassini, creature mutaforma, artisti dell’inganno e dello sghignazzo, divinità dell’Olimpo e del deserto, pazzi batteristi, vagabondi e indiani in estate, lui, il signor Spock, nonostante non sia più il ragazzo appena diplomato di umore nero e con gli orecchioni (a punta) eccolo che si meraviglia di una palla appoggiata sulla scrivania dell’amministatore delegato. E chiede cos'è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TFLjoiIRNaI/AAAAAAAAAf4/Vj1wIX56NMc/s1600/Devil_Dark1.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5499708380468557218" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TFLjoiIRNaI/AAAAAAAAAf4/Vj1wIX56NMc/s400/Devil_Dark1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il signor Spock, che avrà tanti difetti (ogni giorno il dottor McCoy gliene scopre uno nuovo) ma non è l’ottavo nano della minera, esclama che la palla "è indubbiamente una curiosità geologica".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TFLkJEfrQvI/AAAAAAAAAgI/yiyBBmA63zA/s1600/Devil_Dark2.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5499708939449352946" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TFLkJEfrQvI/AAAAAAAAAgI/yiyBBmA63zA/s400/Devil_Dark2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La riflessione ad alta voce del vulcaniano suscita un’iperemia congiuntivale all’amministratore delegato, lui che smania per i bigliettoni di carta moneta che svolazzano via dal portafoglio ogni secondo che scatta sul contatore dell’Enterprise, non può sopportare un alieno con le orecchie a punta che si trastulla con una sfera di silicio in mano. L’amministratore delegato sfodera dalla parete dell'ufficio la mappa della miniera: un labirinto di gallerie che traforano uno scrigno di pietre preziose, la mappa del tesoro adesso è un frutto proibito, con un baco all’interno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TFLktvJyDOI/AAAAAAAAAgQ/keYN_p-mPRo/s1600/Devil_Dark3.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5499709569375538402" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TFLktvJyDOI/AAAAAAAAAgQ/keYN_p-mPRo/s400/Devil_Dark3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Alla fine dell’avventura, dopo che il signor Spock è entrato in contatto empatico con la creatura, che il dottor McCoy ha curato la creatura con impacchi freddi di calcina, che il capitano James T. Kirk si è commosso per la triste storia (sempre della creatura), tante piccole creaturine sgusciate fuori dalle sfere di silicio scavano innumerevoli gallerie per la gioia dei minatori, dell’ingegnere e dell’amministratore delegato che ha impresso nelle pupille il simbolo del dollaro.&lt;br /&gt;Indubbiamente la labirintica miniera è una wunderkammer e la creatura, il mostro dell'oscurità, è il suo &lt;em&gt;bestiario&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-3554284251172051308?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/3554284251172051308/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/07/il-dramma-dellamministratore-delegato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/3554284251172051308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/3554284251172051308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/07/il-dramma-dellamministratore-delegato.html' title='Il dramma dell&apos;amministratore delegato'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TFLjoiIRNaI/AAAAAAAAAf4/Vj1wIX56NMc/s72-c/Devil_Dark1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-5765618275175771521</id><published>2010-07-19T19:59:00.001+02:00</published><updated>2010-07-19T20:03:22.146+02:00</updated><title type='text'>Di cinema, di wunderkammern e di distopie: un link</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Pubblico questa interessante pagina di riflessioni sulla wunderkammer nel cinema di fantascienza, copiata dal sito di Patrizio D'Amico: &lt;a href="http://www.fantascienzasenzarte.135.it/"&gt;FantascienzaSenzArte&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Questo particolare spazio espositivo nasce nel Cinquecento in Germania per poi divenire frequente in tutto il mondo occidentale fino al Settecento. Le Wunderkammer erano stanze private create da collezionisti che raccoglievano qualsiasi oggetto destasse stupore in quegli anni, da oggetti naturali ad artefatti umani e opere d'arte, con l'intento di racchiudere il mondo in una stanza. Questi elementi venivano esposti senza un preciso ordine sulle pareti delle Wunderkammer, destando così meraviglia nell'osservatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho individuato una precisa somiglianza tra questi proto-musei e alcune stanze presenti in &lt;em&gt;Equilibrium&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;V per Vendetta&lt;/em&gt;, con l'aiuto delle descrizioni presenti nelle sceneggiature dei suddetti. Nella trama, questi luoghi hanno lo scopo di risvegliare l'animo dei personaggi e renderli coscienti di cosa l'umanità sta gradualmente perdendo, ovvero il proprio passato e la propria cultura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre che per una somiglianza visiva, ho accostato le Wunderkammer a questi luoghi nelle distopie anche per la loro funzione di generare meraviglia, e per l'azione di preservazione della cultura umana. Questa seconda tipologia di analisi della Wunderkammer, che esula quindi dalla sua mera composizione di spazio espositivo, mi ha dato modo di individuare una tendenza alla collezione e preservazione della cultura in altri racconti distopici nei quali non è presente, a livello visivo, una vera e propria Wunderkammer. Ad esempio, nel romanzo &lt;em&gt;Il mondo nuovo&lt;/em&gt; di A. Huxley, il protagonista della storia proviene da una riserva protetta nella quale gli uomini vengono fatti nascere e crescere senza l'uso dell'ingegneria genetica e senza condizionamenti mentali da parte dello stato, pratiche descritte nella storia come abituali nella formazione degli individui di tutto il mondo. Questa riserva è stata creata e viene mantenuta dal governo per motivi turistici e di studio delle antiche civiltà. Presenta quindi una idea di Wunderkammer. Se si pensa poi che il ragazzo proveniente da questa riserva proverà a mettere in discussione il governo della civiltà moderna, si denota anche la funzione antagonista della Wunderkammer. Ancora, nel finale di &lt;em&gt;Fahrenheit 451&lt;/em&gt; si scopre, con grande sollievo e meraviglia da parte degli spettatori, una comunità di uomini-libro che imparano a memoria i testi, vietati invece nella società, con l'intento di preservare la letteratura e donarla un giorno all'umanità futura. Anche qui questo elemento ha la funzione di Wunderkammer sia per il concetto di meraviglia che la collezione suscita nello spettatore, sia per la funzione di preservare la cultura. Infine, nel film &lt;em&gt;L'esercito delle dodici scimmie&lt;/em&gt;, il protagonista rivela una sorta di Wunderkammer all'interno della sua mente, che raccoglie e incamera in maniera disordinata informazioni e immagini provenienti da un passato ormai distrutto. L'intento di andare contro la perdita della cultura è quindi presente anche nei racconti in cui le Wunderkammer appaiono non come vere e proprie stanze ma solo come concetto di preservazione e salvaguardia di un mondo passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ampliando quindi l'idea di Wunderkammer da semplice spazio espositivo a elemento di collezione e memoria, ho cercato di evidenziare come questa caratteristica sia ricorrente nei racconti distopici e giochi un ruolo importante anche nella struttura narrativa della storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Wunderkammer appare nei racconti distopici e di science-fiction forse inconsapevolmente per mano degli stessi autori. Sotto varie forme, questa pratica di collezione mantiene la sua natura di memoria e protezione della cultura, con lo scopo di ribaltare, arrestare o mettere in discussione il destino agghiacciante al quale una distopia condanna l'umanità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A commento di queste interessanti riflessioni sulla funzione salvifica della wunderkammer riscrivo parte del contenuto di un mio post del 19 gennaio 2010:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse da qualche parte, o nel profondo mondo di Internet, è già stato scritto che da una qualunque wunderkammer si può uscire se si scopre al suo interno un “bestiario”, o forse no, non è mai stato scritto né detto né e va da sé (come il moto perpetuo) pensato. E tuttavia è indubitabile la connessione tra wunderkammer e bestiario, se si traduce, con un po' di equilibrismo sul filo, la parola "wunderkammer" in "labirinto". E il labirinto è per definizione il palazzo cretese di Minosse dove, imprigionato al suo centro, era in agguato il Minotauro (bestiario e bestio allo stesso tempo). E cos’è il labirinto cretese se non la razionalizzazione della caverna, luogo per eccellenza delle meraviglie, in fondo alle caverne pitture di animali attendevano il visitatore per meravigliarlo e spaventarlo.&lt;br /&gt;Caverna, tela di ragno, ricerca di un centro, viaggio iniziatico e più che altro fisico alla volta della Terra Santa sulle strade labirintiche del mondo, tra mille meraviglie e mille mostri in agguato, ma talvolta, per i pigri e troppo indaffarati borghesi della parrocchia che si scaldavano i piedi al sacro (&lt;em&gt;sacer&lt;/em&gt;?) fuoco della beneficenza, era il labirinto inciso sul pavimento delle cattedrali il surrogato - la ciofeca - del "viaggio reale" (sudore e sangue del prossimo tuo e istantanee per l'Eterno, olé).&lt;br /&gt;Il labirinto è caos che sogna l’ordine (l'ordine, ovviamente, delle wunderkammern), ricerca del centro, del nocciolo delle cose. Ma non esistono mappe, non esistono nomi. Le strade non hanno nomi. Non esistono procedure per toccare il centro del labirinto: “La via non ha un nome; la Via che ha un nome non è la vera via” (Tao Te Ching). La via per toccare il centro del labirinto (il centro della Terra) non è la stessa per andare in Centro o per girare con il carrello tra gli scaffali della Coop, o forse sì.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quindi non tanto nella wunderkammer c'è la salvezza quanto nella rottura della stessa, nel "bestiario" che fugge dallo zoo - dalle gabbie delle meraviglie messe al sicuro (vedi ad esempio il museo zoologico del &lt;em&gt;Pianeta delle Scimmie&lt;/em&gt;) per il visitatore domenicale, e corre libero le strade (come nel film &lt;em&gt;L'esercito delle 12 scimmie &lt;/em&gt;o&lt;em&gt; Io sono leggenda&lt;/em&gt;).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TESLpVYCP3I/AAAAAAAAAfo/2OT8yjoQ5KE/s1600/Miri.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5495670987527700338" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TESLpVYCP3I/AAAAAAAAAfo/2OT8yjoQ5KE/s400/Miri.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ultimo esempio: in un pianeta-specchio della Terra, abitato da bambini (in un classico episodio di Star Trek: &lt;em&gt;Miri&lt;/em&gt;) che giocano da trecento anni all'interno di una wunderkammer, cioè l'intero pianeta disabitato dagli adulti, i teletrasportati sembrano fantasmi futuristi in fuga da un quadro di Schifano.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il capitano Kirk, il signor Spock, il dottor McCoy hanno il compito di debellare il virus (il bestio)  che trasforma i bambini sulla soglia della pubertà in mostri, cioè hanno il solito compito di sconfiggere il "bestiario".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Eppure il dottor McCoy è consapevole che la città disabitata "è il più orribile conglomerato di architettura antica che abbia mai visto".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TESRZf1ZmqI/AAAAAAAAAfw/nzhay44vnMk/s1600/Miri2.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5495677312527080098" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TESRZf1ZmqI/AAAAAAAAAfw/nzhay44vnMk/s400/Miri2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;&lt;span style="color:#000000;"&gt;Infatti è una wunderkammer, un po' come la Los Angeles di &lt;em&gt;Occhi bianchi sul pianeta Terra&lt;/em&gt;...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-5765618275175771521?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/5765618275175771521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/07/di-cinema-di-wunderkammern-e-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5765618275175771521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5765618275175771521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/07/di-cinema-di-wunderkammern-e-di.html' title='Di cinema, di wunderkammern e di distopie: un link'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TESLpVYCP3I/AAAAAAAAAfo/2OT8yjoQ5KE/s72-c/Miri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-8333071398584543178</id><published>2010-06-27T09:52:00.002+02:00</published><updated>2010-06-27T09:55:36.696+02:00</updated><title type='text'>Bestiario n. 15 (Bluto-brufolo)</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TCcDrKDiapI/AAAAAAAAAfg/wUQATXVHvWE/s1600/Bluto_brufolo.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 217px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5487358710942689938" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TCcDrKDiapI/AAAAAAAAAfg/wUQATXVHvWE/s400/Bluto_brufolo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Considerate la Vs. scemenza&lt;br /&gt;fatti non foste a viver come Bluto&lt;br /&gt;ma per seguir virtute e conoscenza&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-8333071398584543178?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/8333071398584543178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/06/bestiario-n-15-bluto-brufolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/8333071398584543178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/8333071398584543178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/06/bestiario-n-15-bluto-brufolo.html' title='Bestiario n. 15 (Bluto-brufolo)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/TCcDrKDiapI/AAAAAAAAAfg/wUQATXVHvWE/s72-c/Bluto_brufolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-2945744742851087073</id><published>2010-06-25T16:27:00.007+02:00</published><updated>2010-06-27T09:50:58.561+02:00</updated><title type='text'>Considerate la Vs. scemenza</title><content type='html'>Stavo aspettando, che il rosso divenisse verde o piaga e denso pus e suppurasse e mai più fosse bianco, fermo in attesa di attraversare la strada, ed ecco che il mio occhio anabasilico era stato catturato dal contenuto di un volantino in parte svolazzante e in parte attaccato con lo scotch a un palo. Oltre al solito fritto misto di email, sito web e associazione di lamentosi queruli sullo stato precario della Fondazione, ecc, il centro dello spazio del foglietto era occupato da una citazione, testuale e stravolta, di due versi della Divina Commedia; questi, estrapolati dal luogo (Inferno) e dal dannato di turno (Ulisse):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;em&gt;Fatti non foste(r)&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;per &lt;/strong&gt;viver come bruti&lt;br /&gt;ma per seguir virtute e conoscenza&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il batrace che aveva partorito la spiritosa battuta forse sta ancora ridendo su un sasso del torrente Mugnone. Una mano professorale (forse di un commissario di maturità in pausa pranzo?) dotata di pennarello nero, aveva corretto il “per” in “a”, pur valutando nell’insieme giusto e spiritoso il testo.&lt;br /&gt;Io invece, meno che alla ortografia vorrei pensare un po’ più al senso di “Fatti non foste(r)”; che è una battuta?&lt;br /&gt;Com’è che provo sempre più affinità con il mio cane boxer che la mattina alle 6 si sveglia e canta, cioè gioca con la palla di corda nuova, la prende in bocca e la fa saltare in aria e poi... basta, il gioco è tutto lì, non è difficile, si deve solo provare, provare e provare (un po' come scrivere). Scusate, se il gioco vi sembrerà puerile e da poco, ma almeno (il cane) non se ne sta a gonfiarsi di sé su un sasso del torrente Mugnone o dietro una cattedra. Ma, probabilmente, i casi personali non convincono né commuovono il lettore distratto e occasionale e dunque non resta che citare il maestro…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Tutte le volte che a questi viene presentato qualcuno di nome Terry, essi brillano come il sole che spunta improvvisamente da dietro una nuvola e dicono: “Non voglio farti niente, non essere così &lt;em&gt;terri&lt;/em&gt;ficato!” e poi quasi muoiono dal ridere starnazzando per quel piccolo uovo marcio che hanno covato. Perché non viene loro in mente che in realtà Terry lo ha visto deporre tutti i giorni da quando è nato? Twain… Twain… come era il suo nome? Mike, penso fosse Mike, ma è passato tanto tempo, secoli da quando ne sentivo parlare in quel mondo quasi dimenticato in cui abitavo; lessi anche i suoi libri ma non ricordo di cosa parlassero, dunque… no, non era uno scrittore, era un pittore o agricoltore… agri… si &lt;em&gt;era&lt;/em&gt; un agricoltore. Me lo ricordo perfettamente adesso. […] una volta […] gli fu presentato uno straniero che, splendente come il sole che spunta da dietro una nuvola, esclamò: “Aha! Ah-ah-ah! Se un uomo ti chiede di andare con lui per un miglio, va’ &lt;em&gt;con&lt;/em&gt; lui, Twain!”&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ovvio, è Mark Twain (“3000 anni fra i microbi”, 1906, ed. Feltrinelli), un secolo prima di Eugenio Scalfari e la fine dell'ETA’ MODERNA, e - soprattutto - qualche anno avanti all’&lt;em&gt;Ulisse&lt;/em&gt; di Joyce.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-2945744742851087073?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/2945744742851087073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/06/considerate-la-vs-scemenza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/2945744742851087073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/2945744742851087073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/06/considerate-la-vs-scemenza.html' title='Considerate la Vs. scemenza'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-6205389087226029416</id><published>2010-05-23T09:20:00.000+02:00</published><updated>2010-05-23T09:20:23.705+02:00</updated><title type='text'>Commento a un commento ai PS (n. 10)</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Uscite dalla fanga et io farò di voi un'Armata (veloce) et ardita&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ventinovesima nota del capitolo XI: Renzo esce dalla fanga e si fa ardito (ma ancora non lo sa).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...] La strada era allora tutta sepolta tra due alte rive, fangosa, sassosa, solcata da rotaie profonde, che, dopo una pioggia divenivan rigagnoli; e in certe parti più basse s’allagava tutta, che si sarebbe potuto andarci in barca. A que’ passi, un piccol sentiero erto, a scalini, sulla riva, indicava che altri passeggieri s’eran fatta una strada ne’ campi. Renzo salito per un di que’ valichi sul terreno più elevato, vide quella gran macchina del duomo sola sul piano, come se, non di mezzo a una città, ma sorgesse in un deserto; e si fermò su due piedi, (29) dimenticando tutti i suoi guai, a contemplare anche da lontano quell’ottava meraviglia, di cui aveva tanto sentito parlare fin da bambino. [...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;(29) &lt;em&gt;e si fermò su due piedi&lt;/em&gt;. Renzo non avrebbe saputo analizzare le sue impressioni alla vista improvvisa di quella gran mole, di “quell’ottava meraviglia” del mondo, ma contemplandola &lt;em&gt;dimenticò tutti i suoi guai&lt;/em&gt;, e questo dice tutto. Ci tornano a mente quei vecchi troiani che dimenticarono tutti i loro guai alla vista d’Elena la bellissima.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Notare l'allusione del Manzoni al vecchio nome del protagonista maschile del romanzo, e cioè Fermo (probabilmente il M. era sempre lì con il bianchetto in mano, cambio o non cambio, quasi quasi ti ribattezzo Renzo in Fermo e cancello tutti i Renzo che ho scritto qua e là, ohi ohi, no! che sono già all’undicesimo capitolo).&lt;br /&gt;Manzoni scriveva in italiano, anzi in toscano, forse in fiorentino, ma per l’anonimo commentatore (&lt;em&gt;ac&lt;/em&gt;) il Manzoni (che forse si illudeva di pensare in milanese) pensava in greco antico, e ciò visto l’ardito paragone tra il duomo di Milano e l’&lt;em&gt;Elena la bellissima.&lt;/em&gt; E proseguendo nella lettura - con la nota ventinovesima alla mano - una domanda sorge spontanea: che se Renzo è come un vecchio troiano e di quella ottava meraviglia ne aveva sentito parlare fin da bambino, o quante primavere aveva visto allora l’Elena la bellissima?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Ma infine haberemo castella, ricchezze et bianche femmine dalle grandi puppe!&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-6205389087226029416?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/6205389087226029416/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/05/commento-un-commento-ai-ps-n-10.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/6205389087226029416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/6205389087226029416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/05/commento-un-commento-ai-ps-n-10.html' title='Commento a un commento ai PS (n. 10)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-1219456762816734480</id><published>2010-05-16T16:30:00.000+02:00</published><updated>2010-05-16T16:30:05.178+02:00</updated><title type='text'>CEIsAAA, VIII</title><content type='html'>&lt;em&gt;Se hai figlie femmine sei fortunato, se hai figli maschi sei disgraziato. L’imperatore tutti li vuole a costruire la Grande Muraglia. Non ne vedi le fondamenta, vedi solo biancheggiare ossa di morti.&lt;/em&gt; Così recita una antica canzone dedicata a Qin Shihuangdi, colui che, unificata la Cina, assunse il titolo di imperatore (il numero uno), ovviamente della Cina. Strano ma vero, Qin Shihuangdi non fu amato dai contemporanei. Eppure fece un sacco di cose: creò la guardia civile, unificò pesi e misure, battè moneta, uniformò la scrittura, costruì reti di canali e strade; come i faraoni era ossessionato dalla morte, appena salito al trono era già lì che progettava la sua tomba. Una vera fissazione. Fonti cinesi narrano che la tomba del primo imperatore era come una città sotterranea, con case giardini e negozi, campi sportivi e parcheggi per i carri, la città era attraversata da due fiumi di mercurio. Una tomba leggendaria che probabilmente non è mai esistita. Ma che c’entra Qin Shihuangdi con i nostri amati studi di storia dell’Asia Anteriore Antica? Ebbene, questa premessa era necessaria per presentare un eroe leggendario, forse il primo re di Orzowei, un sovrano che ben duemila anni prima del primo imperatore della Cina, si agitava giorno e notte per lasciare ai posteri un ricordo indelebile, il leggendario Berlumesc. E’ vero, l’epos lo raffigura come un tiranno che sottopose a lavoro forzato tutti i suoi sudditi nella costruzione delle ciclopiche mura che circondavano la favolosa città scomparsa, riscoperta negli anni trenta, scavando nel sito di Favbrillhà. La capitale di un regno scomparso e misterioso, fino al fatidico giorno in cui O.K. Allright riempì il nostro animo di stupore identificando il sito di Favbrillhà con la capitale del regno di Orzowei (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;1&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;). Quel giorno tutti i pesci salirono a galla e finirono nella rete del grande filologo orientalista, così che le tavolette di Favbrillhà potevano risplendere di luce propria, illuminando, con una corrispondenza sia interna sia esterna, un apparato statale formidabile, che trattava da pari a pari con le potenze del tempo, compreso l’Egitto del misterioso faraone Pupo I, dalla vita lunghissima e dal regno, se fosse possibile, ancora più lungo: si stima un centinaio di anni o forse più. Purtroppo non è più fra noi il nostro carissimo collega Arne Otto Saknussen, perdutosi – prematuramente - tra le nevi del Tibet la scorsa estate, ché (potremo mai scordare la sua voce chioccia?) l’avremmo già visto balzare su, urlante una domanda (che non essendo mai stata formulata mai avrà una risposta) e cioè come si spiega una così lunga vita in tempi in cui l’igiene era un optional e non esisteva ancora la medicina ufficiale?&lt;br /&gt;Nel 193* la stampa mondiale potè dare notizia che nell’archivio di Favbrillhà era stata scoperta una tavoletta contenente l’epopea di Berlumesc, ma, data la cronica scarsità degli addetti ai lavori, nel campo dell’orzoweiologia, sono passati troppi anni prima che se ne sia potuto ricavare un barlume di interpretazione, e ne passeranno altrettanti, temo, prima di poter procedere ad una doverosa pubblicazione organica ed esaustiva su queste pagine. Ma un egregio esempio di lettura della tavoletta, ci viene offerto dal lavoro del Socio Silver S. Spikspan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come gli antichi scribi riuscissero a fare entrare in una tavoletta, per la precisione la tavoletta 313.c dell’Archivio orientale di Favbrillhà (una tavoletta del formato di un francobollo), un intero inno, è una questione tuttora da risolvere. Si ipotizza che nel III millennio precristiano lo scriba palatino utilizzasse lenti di ingrandimento (è un fatto assodato che le lenti di ingrandimento erano vendute nelle mesticherie come utensili per accendere il fuoco) per leggere i segni incisi sulla tavoletta, fortuna vuole che le tavolette erano di argilla e non di cera. Be’ chi era Berlumesc? Noi non lo sappiamo, anche se sospettiamo che sia stato il primo re della dinastia dei re di Orzowei. L’epopea inizia con un peana e un lamento alla luna, Berlumesc è presentato come un despota che rincorre le fanciulle ed infligge agli uomini lavori estenuanti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;em&gt;Cantami o Luna, di Berlumesc la risata funesta,&lt;br /&gt;tutte le cose prese e ci lasciò una lisca.&lt;/em&gt; &lt;span style="color:#000000;"&gt;(&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;*&lt;/span&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Egli con occhio neghittoso vide ciò che era segreto,&lt;br /&gt;con occhio voglioso scoprì ciò che era celato,&lt;br /&gt;non lasciò in pace né vecchi né bimbi,&lt;br /&gt;tutti li volle sotto, a macinare orzo, per farsi la birra,&lt;br /&gt;la sera ebbro raccontava, a Skakajolo, storie di prima del diluvio.&lt;br /&gt;Egli rincorse diecimila fanciulle, tremila pecore e un fagiano,&lt;br /&gt;finché stremato, perse i capelli e trovò la pace,&lt;br /&gt;fece incidere tutte le sue fatiche su una tavoletta di argilla: codesta!&lt;br /&gt;(ma “codesta” non lo scrivere, o scriba maldestro!).&lt;br /&gt;Egli fece costruire le mura di Orzo-il fienile,&lt;br /&gt;e del santo Orzo-il covile, dove custodiva sacri tesori.&lt;br /&gt;Mira le mura dai fregi intrecciati come lana caprina.&lt;br /&gt;Calpesta la soglia a gradini di età antica.&lt;br /&gt;Sali sopra le mura di Orzo-il fienile e percorrile in tondo.&lt;br /&gt;Assaggia le fondazioni, annusa la base di mattoni.&lt;br /&gt;Non furono le sue pizze davvero cotte in un forno a legna?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Berlumesc è uno strano miscuglio di Davide e Golia, un gigante astuto, con una copiosa chioma corvina e riccioluta, e una gran barba nera che arriva fino all’ombelico, l’eroe ha un timbro di voce che sembra un tuono in aperta campagna, ed è dotato di una grande parlantina:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;em&gt;Berlumesc, alto, logorroico e terribile,&lt;br /&gt;che aprì passi nelle montagne tirando una ciabatta,&lt;br /&gt;che scavò pozzi con i denti sui fianchi delle montagne,&lt;br /&gt;che attraversò il grande mare aperto e non si bagnò le ginocchia;&lt;br /&gt;che esplorò il mondo alla ricerca della brillantezza (eterna).&lt;br /&gt;Chi potrà eguagliare il suo portamento regale (già chi?),&lt;br /&gt;e dire come Berlumesc con voce di tuono in aperta campagna: « Io sono unto»?&lt;br /&gt;Berlumesc era destinato alla fama dalla nascita:&lt;br /&gt;per 3/4 è dio, per 1/3 uomo, per 2/8 è un mistero tremendo.&lt;br /&gt;Fu il Sole a disegnarne la forma,&lt;br /&gt;e l'acconciatura dei capelli fluenti, e la barba nera fino all’ombelico, e l'aspetto radioso, e...&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;lacuna&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Gli abitanti supplicano la dea Luna, e la Luna ci pensa un po’ su e decide di creare Skakajolo, un essere mostruoso, un idiota di proporzioni gigantesche, un gigante ottuso e ignorante ma forse capace di affrontare e vincere Berlumesc:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Tutto il suo corpo è ricoperto di peli rossi,&lt;br /&gt;i capelli del suo capo crescono come orzo.&lt;br /&gt;Ma non conosce la birra né le leggi del suo paese;&lt;br /&gt;egli è vestito come un venditore di almanacchi dell’anno passato,&lt;br /&gt;egli è calzato come la serpe del fosso riarso.&lt;br /&gt;Con le capre egli bruca l'erba,&lt;br /&gt;con i bovi beve nelle pozze d'acqua,&lt;br /&gt;con i gatti gioca a nascondino.&lt;br /&gt;E’ acclarato che è un povero tapino.&lt;br /&gt;Egli non ha un riparo, si bagna la zucca quando piove.&lt;br /&gt;La Luna protegge e difende i suoi interessi&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; [ ]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due eroi si affrontano in aperta campagna, dunque fuori le mura di Orzo-il fienile. Berlumesc vince, ma prova subito dopo una calda amicizia per il povero gigante disgraziato e ne fa il proprio maggiordomo di palazzo. Lasciato il palazzo nelle mani capaci di Skakajolo, d’ora innanzi Berlumesc prodigherà il suo indomito vigore in opere pie ed imprese eroiche, come abbattere una intera foresta di cedri, uccidere il toro sacro della dea Luna, disegnare sulla sabbia reti di canali e di strade, ecc. Mentre Berlumesc è alle prese con le sue eroiche imprese, il clero invidioso, del tempio Orzo-il covile, convince Skakajolo dell’approssimarsi di una terrificante tempesta e di un diluvio universale. Skakajolo fugge atterrito nel bosco, regredendo ben presto ad una semplice vita pastorale. Infatti, a questo punto del poema, c’è una lunga digressione sui tentativi infruttuosi di Skakajolo di convincere il dio Lira a sostituire il suo strumento musicale con uno zufolo, o ciufolo, dal latino sibilus, sibilo; ma la divinità s’infuria e trasforma Skakajolo in un piccione bianco (da qui l’origine dei piccioni skakaioli). Gli dèi esaudiscono la falsa profezia del clero del tempio Orzo-il covile e una terrificante tempesta si scatena sulla terra, e la terra è inondata: tutta l’umanità è ridiventata argilla, cioè quasi tutta, si salvano Berlumesc, una dozzina di fanciulle, tre pecore e un fagiano. Spunta l’arcobaleno e improvvisamente Berlumesc perde i capelli, ma non si rassegna all’evidenza e prende a lamentarsi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;em&gt;Che fare, dove andare?&lt;br /&gt;Un demone ha preso possesso della mia testa;&lt;br /&gt;capelli&lt;/em&gt; [ ]&lt;em&gt; cuscino&lt;/em&gt; [ ]&lt;em&gt;&lt;br /&gt;capelli&lt;/em&gt; [ ]&lt;em&gt; pettine&lt;/em&gt; [ ]&lt;em&gt;&lt;br /&gt;capelli&lt;/em&gt; [ ] &lt;em&gt;zuppa&lt;/em&gt; [ ]&lt;em&gt;&lt;br /&gt;capelli ovunque io vada&lt;/em&gt; [ ]&lt;br /&gt;&lt;em&gt;capelli&lt;/em&gt; [ ]&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;lacuna&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Un mago locale impietositosi del lamento del sovrano regala all’eroe la “pianta della brillantezza”; tutto felice l’eroe, con la piantina stretta nel pugno, si dirige fischiettando verso Orzo-il fienile, saltellando come una capretta in primavera e cantando strofe licenziose, accompagnandosi col liuto. Ma arrivato ad uno stagno, tutto accaldato, non esita a buttarsi dentro, e una biscia, attratta dal profumo della pianta, esce dall’acqua, mangia la piantina e si ricopre di peli. Berlumesc definitivamente sconfitto, arriva, singhiozzando amaramente, alla città deserta. E invita il mago locale (che lo ha seguito tenendosi a distanza) a salire sulle mura della città per ammirarne le fondamenta… A questo punto il testo si interrompe bruscamente, perché la tavoletta 313.c purtroppo è spezzata in basso a sinistra. (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;2&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;) Berlumesc fondatore della lingua orzoweiana classica?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;1&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;) &lt;em&gt;Atti dell’Assemblea di Primavera dei Soci Fondatori&lt;/em&gt;, tenuta nella soffitta della sede distaccata, di New Bedford, della Pierpont Morgan Library, il 1 marzo 1944.&lt;br /&gt;(&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;2&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;) &lt;em&gt;Un Gilgameš a Orzowei?&lt;/em&gt;, Nota del Socio Silver S. Spikspan, presentata dal Socio C. Pancalakaprakampa, nella seduta del 28 febbraio 1954. Estratto dal vol. I, 1° sem., fasc. 1, dei "Rendiconti della Accademia degli Orzoweiani".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-1219456762816734480?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/1219456762816734480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/05/ceisaaa-viii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/1219456762816734480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/1219456762816734480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/05/ceisaaa-viii.html' title='CEIsAAA, VIII'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-5505166491243199784</id><published>2010-05-11T18:35:00.004+02:00</published><updated>2010-05-11T18:41:48.245+02:00</updated><title type='text'>no free dogs (errata vision)</title><content type='html'>Posto questo frammento della &lt;em&gt;Coscienza di Zeno&lt;/em&gt; di Svevo, come prova che in piena età moderna Svevo era già oltre il post-moderno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;E il dottore registrava. Diceva: «Abbiamo avuto questo, abbiamo avuto quello». In verità, &lt;strong&gt;noi non avevamo piú che dei segni grafici, degli scheletri d'immagini.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Fui indotto a credere che si trattasse di una rievocazione della mia infanzia perché la prima delle immagini mi pose in un'epoca relativamente recente di cui avevo conservato anche prima un pallido ricordo ch'essa parve confermare. C'è stato un anno nella mia vita in cui io andavo a scuola e mio fratello non ancora. E pareva fosse appartenuta a quell'anno l'ora che rievocai. Io mi vidi uscire dalla mia villa una mattina soleggiata di primavera, passare per il nostro giardino per scendere in città, giú, giú, tenuto per mano da una nostra vecchia fantesca, Catina. Mio fratello nella scena che sognai non appariva, ma ne era l'eroe. Io lo sentivo in casa libero e felice mentre io andavo a scuola. Vi andavo coi singhiozzi nella gola, il passo riluttante e, nell'animo, un intenso rancore. Io non vidi che una di quelle passeggiate alla scuola, ma il rancore nel mio animo mi diceva che ogni giorno io andavo a scuola ed ogni giorno mio fratello restava a casa. All'infinito, mentre in verità credo che, dopo non lungo tempo, mio fratello piú giovine di me di un anno solo, sia andato a scuola anche lui. Ma allora la verità del sogno mi parve indiscutibile: io ero condannato ad andare sempre a scuola mentre mio fratello aveva il permesso di restare a casa. Camminando a canto a Catina calcolavo la durata della tortura: fino a mezzodí! Mentre lui è a casa! E ricordavo anche che nei giorni precedenti dovevo essere stato turbato a scuola da minaccie e rampogne e che io avevo pensato anche allora: a lui non possono toccare. Era stata una visione di un'evidenza enorme. Catina che io avevo conosciuta piccola, m'era parsa grande, certamente perché io ero tanto piccolo. Vecchissima m'era sembrata anche allora, ma si sa che i giovanissimi vedono sempre vecchi gli anziani. E sulla via che io dovevo percorrere per andare a scuola, scorsi anche i colonnini strani che arginavano in quel tempo i marciapiedi della nostra città. Vero è che io nacqui abbastanza presto per vedere ancora da adulto quei colonnini nelle nostre vie centriche. Ma nella via che io con Catina quel giorno percorsi, non ci furono piú non appena io uscii dall'infanzia.&lt;br /&gt;La fede nell'autenticità di quelle immagini perdurò nel mio animo anche quando, presto, stimolata da quel sogno, la mia fredda memoria scoperse altri particolari di quell'epoca. Il principale: anche mio fratello invidiava me perché io andavo a scuola. Ero sicuro d'essermene avvisto, ma non subito ciò bastò ad infirmare la verità del sogno. Piú tardi gli tolse ogni aspetto di verità: la gelosia in realtà c'era stata, ma nel sogno era stata spostata.&lt;br /&gt;La seconda visione mi riportò anch'essa ad un'epoca recente, benché anteriore di molto a quella della prima: una stanza della mia villa, ma non so quale, perché piú vasta di qualunque altra che vi è realmente. È strano che io mi vedevo chiuso in quella stanza e che subito ne seppi un particolare che dalla semplice visione non poteva essere risultato: la stanza era lontana dal posto ove allora soggiornavano mia madre e Catina.&lt;br /&gt;Ed un secondo: io ancora non sono stato a scuola.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La stanza era tutta bianca ed anzi io non vidi giammai una stanza tanto bianca né tanto completamente illuminata dal sole. Il sole di allora passava traverso le pareti?&lt;/strong&gt; Esso era certamente già alto, ma io mi trovavo tuttavia nel mio letto con in mano una tazza da cui avevo sorbito tutto il caffelatte e nella quale continuavo a lavorare con un cucchiaino traendone lo zucchero. Ad un certo punto il cucchiaio non arrivò piú a raccoglierne altro ed allora &lt;strong&gt;io tentai di arrivare al fondo della tazza con la mia lingua&lt;/strong&gt;. &lt;strong&gt;Ma non vi riuscii&lt;/strong&gt;. Perciò finii col tenere la tazza in una mano e il cucchiaio nell'altra e stetti a guardare mio fratello coricato nel letto accanto al mio come, tardivo, stava ancora sorbendo il caffè col naso nella tazza. Quando levò finalmente la faccia, io la vidi tutta come si contrasse ai raggi del sole che la colpirono in pieno mentre la mia (Dio ne sa il perché) si trovava nell'ombra. &lt;strong&gt;Il suo viso era pallido ed un poco imbruttito da un lieve prognatismo&lt;/strong&gt;. Mi disse:&lt;br /&gt;- Mi presti il tuo cucchiaio?&lt;br /&gt;Allora appena m'avvidi che Catina aveva dimenticato di portargli il cucchiaio. Subito e senz'alcuna esitazione gli risposi:&lt;br /&gt;- Sí! Se mi dài in compenso un poco del tuo zucchero.&lt;br /&gt;Tenni in alto il cucchiaio per farne rilevare il valore. Ma subito la voce di Catina risuonò nella stanza:&lt;br /&gt;- Vergogna! Strozzino!&lt;br /&gt;Lo spavento e la vergogna mi fecero ripiombare nel presente. Avrei voluto discutere con Catina, ma lei, mio fratello ed io, come ero fatto allora, piccolo, innocente e strozzino, sparimmo ripiombando nell'abisso.&lt;br /&gt;Rimpiansi di aver sentita tanto forte quella vergogna da aver distrutta l'immagine cui ero arrivato con tanta fatica. Avrei fatto tanto bene di offrire invece mitemente e gratis il cucchiaino e non discutere quella mia mala azione ch'era probabilmente la prima che avessi commessa. Forse Catina avrebbe invocato l'ausilio di mia madre per infliggermi una punizione ed io finalmente l'avrei rivista.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La coscienza futura sarà come la coda del cane... o di un opossum :)&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-5505166491243199784?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/5505166491243199784/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/05/no-free-dogs-errata-vision.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5505166491243199784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5505166491243199784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/05/no-free-dogs-errata-vision.html' title='no free dogs (errata vision)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-6869532708923962001</id><published>2010-05-10T19:02:00.000+02:00</published><updated>2010-05-10T19:02:48.942+02:00</updated><title type='text'>CEIsAAA, VII</title><content type='html'>In numerose lettere provenienti dall’archivio di Favbrillhà, soprattutto dell’ambito della corrispondenza interna, si ritrovano al termine della tavoletta dei post scripta, separati dalla lettera principale da due linee orizzontali ben evidenziate.&lt;br /&gt;Il Socio C. Pancalakaprakampa ha chiaramente dimostrato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che questo tipo particolare di corrispondenza si svolge fra scribi di palazzo, ma purtroppo questo mondo non è un mondo perfetto, e il professor Pio de Pio ha sostenuto con un’energia inversamente proporzionale alla sua intelligenza che tale corrispondenza privatizia “potrebbe non essere da attribuire a scribi di palazzo bensì a personaggi della nobiltà locale, proprietari di fondi e feudi” (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;1&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;), riscuotendo un immeritato ma largo credito nella stampa più popolare (quella a fumetti), tanto che il Socio C. Pancalakaprakampa ha definito l'interpretazione del de Pio una "idea completamente sbagliata e tuttavia largamente diffusa".&lt;br /&gt;Si tratta per lo più di saluti, rivolti dallo scriba del mittente allo scriba dell’altra cancelleria; talvolta però da questi post scripta si possono ricavare notizie utili sulle altre funzioni attribuite agli scribi, oltre a notizie sull’ordinamento interno della categoria, grazie ad una attenta disamina del formulario ivi contenuto. Con riferimento al primo caso ci sembrano degni di attenzione due post scripta provenienti dall’archivio di Favbrillhà, che mostrano come probabilmente gli scribi potessero avere accesso all’amministrazione del Palazzo di Favbrillhà:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Così parla Ululì,&lt;br /&gt;A Uzzubombo, mio caro cugino, dì!&lt;br /&gt;Fino a te possa essere tutto in ordine.&lt;br /&gt;Gli dèi possano proteggere la tua buona salute.&lt;br /&gt;Ehm, Ululà mi ha promesso un bue.&lt;br /&gt;Ora, il mio caro cugino lo tiene legato lì.&lt;br /&gt;Lascialo uscire.&lt;br /&gt;Mandamelo.&lt;br /&gt;Possano gli dèi avere pietà di te.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E il secondo post scripta, sempre indirizzato a Uzzubombo, lo scriba più importante del luogo che risulta avere anche una residenza a Favbrillhà (con vista panoramica sull’acropoli templare), recita così:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Così parla Ululà,&lt;br /&gt;A Uzzubombo, mio caro cugino, dì!&lt;br /&gt;Mandami quel bue che mi hai promesso.&lt;br /&gt;Che l’ho promesso a quel rompitavolette di Ululì (per un debito a conchino).&lt;br /&gt;Lascialo uscire!&lt;br /&gt;Mandamelo!&lt;br /&gt;E non scrivere più che c’hai fatto il lesso!&lt;br /&gt;Che se dovessi acclarare che il bue è andato dal Grande Nonno nel campo di segale... (?)&lt;br /&gt;allora che gli dèi possano avere pietà di te.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Come possiamo facilmente arguire, in questo caso, Uzzubombo ha la possibilità di inviare i doni sia promessi da lui stesso, che da un suo superiore, Ululà. Doni che almeno in un caso ha abilmente sottratto al legittimo destinario con una misteriosa trasformazione alchemica.&lt;br /&gt;Fuori dubbio che gli scribi avessero funzioni più importanti del banale leggere e del triviale scrivere, essi erano: auguri; addestratori di piccioni viaggiatori; maestri nelle arti metallurgiche, già ai tempi del funzionario di palazzo Karciuphinu e del vecchio sovrano Shuppipandira'hinukhaliya; esperti conoscitori di ignote procedure alchemiche nella trasformazione di metalli ferrosi in oro. In effetti, la parola orzoweiana UzzU significa con qualche approssimazione "bue”, ma con l’aggiunta del suffisso -bo si legge, a seconda del contesto della frase, “lesso” o “oro” o “tangente”. Volendo fare un po’ di gossip si potrebbe tradurre il nome dello scriba Uzzubombo in “vecchio bue che defeca oro”.&lt;br /&gt;Anche fra scribi esisteva disparità di rango e parità, sia dovuta alla loro posizione all’interno della scuola scribale sia a motivi di anzianità, Uzzubombo era uno dei più vecchi scribi del periodo in esame, infatti è apostrofato con l’epiteto di cugino. L’uso di epiteti familiari (pischello, zio, cugino) è teoricamente frequente all’interno del formulario di saluto nell’archivio di Favbrillhà, ma “cugino” è l’unico che si ritrova effettivamente, almeno nei post scripta dell’archivio di Favbrillhà. (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;2&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;1&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;) &lt;em&gt;Atti dell’Assemblea di Primavera dei Soci Fondatori&lt;/em&gt;, tenuta nella soffitta della sede distaccata, di Pontito (Pescia), della Pierpont Morgan Library, il 1 marzo 1948.&lt;br /&gt;(&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;2&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;) &lt;em&gt;Post scripta&lt;/em&gt;, Nota del prof. O.K. Allright, presentata dal Socio Silver S. Spikspan, nella seduta del 10 maggio 1954. Estratto dal vol. I, 1° sem., fasc. 3, dei "Rendiconti della Accademia degli Orzoweiani".&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-6869532708923962001?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/6869532708923962001/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/05/ceisaaa-vii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/6869532708923962001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/6869532708923962001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/05/ceisaaa-vii.html' title='CEIsAAA, VII'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-883525908095894319</id><published>2010-05-07T18:51:00.003+02:00</published><updated>2010-05-07T18:59:16.928+02:00</updated><title type='text'>errata vision</title><content type='html'>Ieri: Berlusconi: chi vota a sinistra è un &lt;a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;amp;safe=off&amp;amp;ei=qETkS7SfB9XcsAay8aka&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=spell&amp;amp;resnum=0&amp;amp;ct=result&amp;amp;cd=1&amp;amp;ved=0CBYQBSgA&amp;amp;q=berlusconi+chi+vota+a+sinistra+%C3%A8+un+coglione&amp;amp;spell=1"&gt;coglione&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi: &lt;a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;amp;safe=off&amp;amp;q=scajola+colosseo&amp;amp;btnG=Cerca&amp;amp;aq=f&amp;amp;aqi=&amp;amp;aql=&amp;amp;oq=&amp;amp;gs_rfai="&gt;Scajola&lt;/a&gt;: appartamento con vista su grazioso rudere romano di 180 mq (l'appartamento, non il rudere romano), comprato a poco più di 3000 Euro al mq. Io ci (gli) credo al povero ex ministro, che mica la vista era sulla casa di Totti, che altrimenti il povero ministro, ex, ne avrebbe spesi e volentieri il doppio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-883525908095894319?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/883525908095894319/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/05/errata-vision.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/883525908095894319'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/883525908095894319'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/05/errata-vision.html' title='errata vision'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-8586056279813249154</id><published>2010-05-07T18:34:00.000+02:00</published><updated>2010-05-07T18:35:04.982+02:00</updated><title type='text'>Commento a un commento ai PS (n. 9)</title><content type='html'>&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Uscite dalla fanga et io farò di voi un'Armata ardita&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste una patologia che fa sì che allo specchio si veda un mostro? Be' intanto con questo post continuo una serie di post dedicati al commento di una serie di note poste a commento a una vecchia edizione dei Promessi Sposi (PS). Il libro, comprato nel lontano 1997 è una ristampa di una vecchia edizione, commentata quasi virgola per virgola da un petulante e anonimo commentatore, probabilmente vivente e operante nella prima metà del secolo scorso.&lt;br /&gt;Come dire, un modo come un altro per (a) consumare la vista: i caratteri che compongono le note di commento sono assai minuti; (b) rileggere i PS; (c) capire perché professori di scuola superiore invitano alla compera di PS che costano una sassata perché contengono almeno 10.000 note.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piccola legenda alla lettura dei post:&lt;br /&gt;[…] testo dei PS […]&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;(x) commento dell’anonimo commentatore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da dove si continua? Ovvio, dalla terza nota del capitolo XI, cioè dal soliloquio di don Rodrigo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...] In quanto ai sospetti, - pensava, - me ne rido. Vorrei un po’ sapere chi sarà quel voglioso che venga quassù a veder se c’è o non c’è una ragazza. Venga, venga quel tanghero, che sarà ben ricevuto. Venga il frate, venga. La vecchia? Vada a Bergamo la vecchia. La giustizia? Poh la giustizia! Il podestà non è un ragazzo, né un matto. E a Milano? Chi si cura di costoro a Milano? Chi gli darebbe retta? (3) Chi sa che ci siano? Son come gente perduta sulla terra; non hanno né anche un padrone: gente di nessuno. Via, via, niente paura [...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;(3) &lt;em&gt;Chi gli darebbe retta?&lt;/em&gt; Non è una sgrammaticatura (come afferma il Rigutini), ma ha esempi anche classici ed è dell’uso (nessuno direbbe in Toscana&lt;em&gt; chi loro darebbe retta&lt;/em&gt;). &lt;em&gt;Gli&lt;/em&gt; è stata sempre forma comune per il singolare e per il plurale, per il maschile e per il femminile; e le maestre farebbero bene a essere un po’ più indulgenti, su questo punto, coi poveri ragazzetti di terza elementare.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Manzoni scriveva in italiano, anzi in toscano, forse in fiorentino, infatti, Renzo che vive da qualche parte nei pressi del lago di Como ciarla liberamente con mezzo mondo, e con genti di città e con genti di campagna e tutte le terre porgono orecchio e, soprattutto, lo capiscono, anche gli asini e i maiali lo capiscono (e viceversa), e se farfuglia fra i denti una frase con i puntini di sospensione l'oste della malora fa subito sì con la testa, e non solo ma Renzo chiama tutti buoni figliuoli; un po’ come succede in Star Trek (dove anche l'alieno di forma e sostanza di un sasso con il muschio sopra è un bravo figliuolo, infatti, comunica con Spock e prima o poi farà piangere il Capitano per qualcosa o per qualcuno o per qualcosa che ha perso qualcuno da qualche parte, benedetti 'sti alieni distratti), però Manzoni era nato a Milano, mentre dell’anonimo commentatore (&lt;em&gt;ac&lt;/em&gt;) che incombe, narcisticamente parlando, sul povero Manzoni come un pipistrello spelacchiato priapescamente ossessionato dalla grammatica anche quando fa il superiore e il lascivo, non conosciamo né data né luogo di nascita. Noi avanziamo una peregrina teoria, cioè che dietro &lt;em&gt;ac&lt;/em&gt; ci sia il nostro buon figliuolo Omero Redi (quello delle &lt;em&gt;pìstole&lt;/em&gt; al buon lucertolo, il Vamba).&lt;br /&gt;Sempre così refrattario a declinare indirizzo e mostrare carta d'identità e codice fiscale, tanto da inventarsi un nome &lt;em&gt;Ermenegildo&lt;/em&gt;, un cognome, &lt;em&gt;Pistelli&lt;/em&gt;, e una professione, &lt;em&gt;il prete&lt;/em&gt;, palesemente e spudoratamente falsi, l'Omero Redi è stato a suo tempo elogiato da Tullio De Mauro in &lt;em&gt;Parlare italiano&lt;/em&gt; (Laterza, 1972): “dietro l’apparenza umoristica vi troviamo analisi esemplari della condizione dell’insegnamento e proposte, ancora oggi positive o addirittura d’avanguardia, per una educazione libera, critica, non autoritaria” (pag. 395).&lt;br /&gt;Ecco subito un esempio di proposta positiva o addirittura d'avanguardia per una educazione libera, critica, non autoritaria e che svela l'identità del nostro anonimo commentatore (&lt;em&gt;nac&lt;/em&gt;): “mentre dei professori ce n’è tanti che fuori di scuola parlano come me e come te, che nessuno di noi direbbe mai come una professoressa &lt;em&gt;e io dissi loro&lt;/em&gt;, ma si dice &lt;em&gt;gli dissi&lt;/em&gt; maschio e femmina singolare e plurale, anzi io, come ti sarai accorto, anche quando scrivo scrivo sempre &lt;em&gt;gli dissi&lt;/em&gt;…” (Pìstola LV), e conclude: “…professoresse io non ne ho avute mai, e in fondo son contento che sia così perché a me mi pare che per un omo sia sempre un po’ di vergogna farsi insegnare qualcosa da una donna, fuorché dalla mamma”. Ancora, quando l'Omero, accompagnato dal prete, che gli sta sempre alle costole (che poi è sempre lui), assiste a una conferenza sui “Principii fondamentali della pedagogia scientifica”, ancora prima di mettersi a sedere già prende per il culo l’aspetto fisico del povero conferenziere: “era uno spilungone con gli occhiali e aveva un palandrone nero che il suo corpo striminzito ci nuotava dentro e quando si presentò in mano aveva una gran tuba che a tempo del re Pipino sarà stata nuova” (Pìstola LVI). Seduto, ben presto s'addormenta, cullato dalla “vocetta agra in falsetto che pareva quando arrotano i denti a una sega” del conferenziere. Al risveglio l'Omero non ricorda nulla della conferenza e non può fare una sintesi all’amico lucertolo, che ha la bava alla bocca perché ha un&lt;em&gt; Giornalino&lt;/em&gt; che morde il freno in tipografia, ed è sempre assetato di notizie e di gossip; cioè una cosa Omero la ricorda: una riflessione del segaiolo stringaforme sulla triste situazione dell’edilizia scolastica di quei tempi là, con la sentita speranza che tutte le scuole del regno - allora non era un modo di dire - avrebbero dovuto avere (o sul davanti o sul didietro) un fiocco rosso e un bel giardino verde verdino, con tanti alberi da ombra, sempreverdi - dicesi sempreverdi tutte quelle piante che, contrariamente alle caducifoglie, non lasciano cadere le foglie durante la stagione avversa. Sono normalmente legnose (alberi, arbusti, cespugli); la caduta fogliare ed il conseguente rinnovo, avvengono gradualmente, di norma durante la formazione delle gemme. Le foglie possono persistere funzionali sulla pianta per più anni. Sono comuni, spesso prevalenti, nei climi tropicali umidi oppure nei climi freddi, dove, per motivi opposti, la persistenza delle foglie non mette in pericolo la sopravvivenza della pianta (Wikipedia) - e fin qui anche l'Omero è d’accordo, sia con il conferenziere nastriforme che con la citazione da Wikipedia, ma i giardini non sono lì per bellezza, con quel che costa il suolo urbano soprattutto con vista su rudere romano, perché ogni cinquanta minuti di lezione, i giardini verdolini, avrebbero accolto gli alunni bianchi, verdi, rossi e gialli “a prendere aria”, così che, con la mente svagata, sarebbero stati attenti alla lezione successiva del maestro o professore. E Omero ride, come rideva Franti. Uno solo poteva ridere mentre Derossi diceva dei funerali del Re, e Franti rise. Io detesto costui. È malvagio. Da orecchia a orecchia ride l'Omero con la faccia nascosta sull'omero e se ne vanta con lucertolo, che mica è Franti (povero Franti espulso da tutte le scuole del regno); ride l'Omero malvagio, pensando agli urli di gallina stretta all’uscio del direttore scolastico, tutte le mattine feriali del mondo, per fare entrare gli alunni nelle classi, ride pensando all’impossibilità dei maestri o professori di fare lezione il primo giorno di scuola dopo le vacanze di Natale di Pasqua o il lunedì, insomma ride.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Omero aveva ragione? E io che ne so... Ma mi pare a me di aver provato, a sufficienza, che &lt;em&gt;ac&lt;/em&gt; è Omero Redi, ma da quella nota di &lt;em&gt;ac&lt;/em&gt; del capitolo XI possiamo ancora macinare farina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’usanza di tanti maestri di raccogliere temi e componimenti e giustificazioni di forche fatte dagli scolari, così come le collezioni di francobolli da parte di giudici e avvocati, risale probabilmente al tempo del codice di Hammurabi, ma per macinare la farina non serve spingersi fin là, ché basta arrivare all'anno 1918, in Italia, con ben due citazioni. La prima citazione è presa dalle &lt;em&gt;Pìstole di Omero&lt;/em&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tra i documenti che in tanti anni ha messo assieme il mio professore, ce n’è uno così buffo che gli ho domandato di poterlo pubblicare. Un caro bambino di terza elementare – che ora è un bravo ingegnere ed è stato anche un valoroso ufficiale nella nostra guerra, che si chiamava Cecchino e il mio professore lo chiama ancora così – una mattina riuscì a imbrogliare la donna di servizio che l’accompagnava e invece di andare a scuola andò dalla nonna, e le diede a intendere che quel giorno era vacanza. Come rimediarla la mattina dopo? Scrisse da sé una scusa, a nome della mamma, e la portò al maestro. Ve la copio tal quale, perché è un piccolo capolavoro:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Caro signor maestro,&lt;br /&gt;Lei deve sapere che il mio bambino ieri non venne a scuola perché aveva mangiato troppe ciliege coi noccioli e io gli feci prendere un purgante e lo feci stare a letto. Il purgante era molto cattivo ma la mamma mi promise di portarmi a prendere un gelato, e allora lo bevvi tutto d’un fiato e mi ha fatto l’effetto benone. Dunque scusi e mi creda la sua&lt;br /&gt;affezionata serva M. P.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Vi potete immaginare quel che accadde. Il maestro sulle prime voleva star serio ma non gli riusciva. Mandò a chiamare il Direttore, che era molto severo, e gli dette la lettera. Quello la lesse, tentò di fare un predicozzo, ma sul più bello gli venne da ridere e dovè scappare. Gli altri ragazzi fecero una baldoria che non vi saprei descrivere […] il peggio fu che da quel giorno i compagni ogni mattina quando arrivava gli andavano incontro a domandargli: - Cecchino, come sta l’affezionata serva? – E lui ci piangeva di rabbia”. (Pìstola LXII).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la seconda citazione è una lettera scritta dalla vedova di un soldato fucilato nella guerra del 1915-1918, lettera allegata agli atti processuali, rimasta senza risposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;em&gt;29 gennaio 1918&lt;br /&gt;Eccellenza,&lt;br /&gt;Sono due mesi, daché il mio consorte U.C., soldato del 39° reggimento fanteria, è stato fucilato, ed io fino ad oggi era ignara di tutto; però se egli ha meritata tale pena, perché ha tradito la Patria, allora io mi rassegno a tutto ciò che hanno fatto i suoi superiori, i quali non agiscono né sbadatamente e né per vendetta; ma se poi è stato per mero errore o per false denunzie, allora mi permetto di pregare la S.V. perché assuma tutte le informazioni possibili e si ricordi che sono vedova con un figlio e sono digiuna nel vero senso della parola. Attendo riscontro e La saluto&lt;br /&gt;Dev.ssima Serva A.C&lt;/em&gt;." (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;1&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le due giustificazioni hanno molte cose in comune, entrambe sono state scritte non dal soggetto ma da qualcuno che ha cercato di esprimere concetti virtuosi stando immerso fino al collo in un mare di merda. In un tempo quando i gamberottoli di buona famiglia borghese si vergognavano quasi come figli di emigrante o di spazzacamino di avere uno zio imboscato o traditore, piuttosto orgogliosi di avere un parente in marina e uno appostato sui tetti a sparare ai passanti, e prendevano in giro i figli della povera gente almeno due volte al giorno (noi fortunati che viviamo in un presente democratico e radioso, ecc. ecc.), tentare di scrivere una giustificazione su qualcosa che non era possibile giustificare era un'impresa degna del Barone di Münchausen, ché a quei tempi là i figli della gente comune erano come gente perduta sulla terra, e guai a chi veniva scambiato per uno di loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora esiste o non esiste una patologia che fa sì che allo specchio si veda un mostro? Probabilmente sì, di sicuro di tale patologia non ne doveva soffrire il buon Omero né ne soffre il nostro amato Silvio (&lt;em&gt;nas&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;1&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;) Tullio De Mauro, &lt;em&gt;Parlare italiano&lt;/em&gt;, pag. 626 (Laterza, 1972)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-8586056279813249154?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/8586056279813249154/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/05/commento-un-commento-ai-ps-n-9.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/8586056279813249154'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/8586056279813249154'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/05/commento-un-commento-ai-ps-n-9.html' title='Commento a un commento ai PS (n. 9)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-915452023238221947</id><published>2010-04-28T18:03:00.000+02:00</published><updated>2010-04-28T18:03:42.684+02:00</updated><title type='text'>no free dogs (III)</title><content type='html'>Come passa il tempo solo ieri andavamo in giro con maglioni di lana e sciarpe e scarponi con sotto la mota e cappottoni da milite ignoto e oggi c'è questo sole polveroso, promessa di una stagione di leggerezza infinita e vediamo le strade secondarie deserte libere correre i cani senza guinzaglio…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo ieri...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi c’erano quelle strisce abitate da insopportabili gamberottoli con la testa tonda, che parlavano e pensavano come vecchi pensionati disillusi delle donne e dal governo; menavano a spasso un bracchetto senza guinzaglio, saggio e petulante nella sua mutezza di sfinge egizia. Dormiva il bracchetto nasuto, sdraiato a pancia all’aria sul tetto della cuccia in giardino, e sognava di essere l’eroico avversario in combattimenti del barone rosso in un cielo di piombo.&lt;br /&gt;Poi con gli anni Ottanta sono venuti i Simpson: codesta famigliola americana con padre obeso infartuato teledipendente, madre idiota blaterante con capelli blu ritti in testa come un cespuglio ardente, e due figli metodicamente inetti, in un verso o nell'altro, più una bimba ancora libera nella sua incapacità di parlare davanti agli esami della vita. Cane, gatto e nonno con dentiera sbrodolosa completano la serie della famiglia delle figurine gialle. Attorno un contorno di umanità metodicamente assurda, il barista racchio, il ciccione sbronzo, il preside ex berretto verde con madre arpia, la maestra tabagista, l’ispettore scolastico pomposo, il vecchio padrone della centrale nucleare e il suo affezionato portaborse, ecc. Dall’altra parte del secolo passato, in Italia, c’era un certo Vamba e il suo &lt;em&gt;Giornalino&lt;/em&gt; con le pìstole di Omero Redi, e tanti altri collaboratori più o meno illustri: “Pirandello, Serao, Salgari, Fucini, Mascagni, Ojetti, Pascoli, Capuana, Aleramo e molti altri” (&lt;a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/03/05/educazione-dei-fanciulli-da-gian-burrasca.html"&gt;L' &lt;em&gt;educazione dei fanciulli&lt;/em&gt; da Gian Burrasca ai Simpson&lt;/a&gt;, M. Serra, Repubblica, 05 marzo 2006). Dietro il &lt;em&gt;Giornalino di Gian Burrasca&lt;/em&gt; c'era tutta la letteratura d'evasione del "ragazzo cattivo" di radice americana (&lt;a href="http://www.letteraturadimenticata.it/badboys.htm"&gt;Bad Boys&lt;/a&gt;), così, anche se in tono minore, nelle &lt;em&gt;Pìstole di Omero&lt;/em&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“…era dispettoso, come anche col gatto che lo verniciava di verde da persiane quando gli riusciva sulla schiena e quella povera bestia restava delle settimane rimbecillita” (Pìstola di Omero, VII).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe interessante sapere nella lettura di quale numero romano di lettera di Omero Redi, Vamba capì che l'autore non era un ragazzino delle elementari ma un adulto, anzi peggio un letterato, papirologo e professore di greco e latino (oltre che prete), cioè l'interventista e poi fascista Ermenegildo Pistelli. Forse fu allora che le pìstole si appesantirono di allusioni e citazioni e visite a poeti, e tanti nomi di ragazzi, ex lettori del pedagogico &lt;em&gt;Giornalino&lt;/em&gt; e poi per sempre medaglie d’oro alla memoria.&lt;br /&gt;Buon vecchio pipistrello, il Pistelli e le sue citazioni allusive a grappolo, sembra sia stato il maestro di tutta l'intelligenza italiana di quei tempi là, e chi l'ebbe alle elementari e chi all'università: nessuno scampò: tutti andarono - convinti - alla guerra (la Grande Guerra). I contadini, i popolani, la gente del Quartiere, insomma quelli che non leggevano il &lt;em&gt;Giornalino&lt;/em&gt; di Vamba (come i poco svegli che non hanno mai letto &lt;em&gt;Linus&lt;/em&gt;, preferendogli &lt;em&gt;Topolino&lt;/em&gt;) poi alla Guerra ci andarono comunque, ma a calci in culo.&lt;br /&gt;Buon vecchio lucertolo, il Vamba, così scrive di lui l'Omero, nella pìstola LIX: "Se tu t'accosti a un gruppo di bambine, senti che anche loro parlano della guerra, ma la mescolano con mille argomenti molto panciafichisti... A proposito: solamente per avere inventata questa parola ti dovrebbero caro Vamba fare accademico della Crusca". Uno più, uno meno.&lt;br /&gt;E quell’immagine incombente del buon prete dietro le spalle del ragazzino cattivo O.R. che assorto scrive la pìstola al Vamba (come si vede sulla copertina del libro, disegnata da Vittorio Corcos), oggi non sarebbe più editabile: &lt;em&gt;pedofilo docet&lt;/em&gt;? Eppure il Serra scrive: “il mezzo secolo che va dal &lt;em&gt;Giornalino&lt;/em&gt; &lt;em&gt;di Gian Burrasca&lt;/em&gt; (l' opera più celebre di Vamba) alla comparsa della televisione fu assai più breve del mezzo secolo che va da Giovanna la nonna del corsaro nero ai reality show, al wrestling, a M-tv. Come dire che due guerre mondiali, il fascismo, la rivoluzione russa, hanno potuto incidere sui costumi e sulle attitudini dell' Occidente assai meno di quanto sono riusciti a fare il consumismo e la società dello spettacolo.” E poi conclude tutto contento con una “buona notizia”, una buona novella, che ancora esiste una pedagogia, in queste storie in carta e in digitale, infatti, se ieri il cognato socialista di Gianburrasca si sposava in chiesa di nascosto, oggi Bart Simpson potrebbe guardarsi le spalle nell'entrare in una chiesa cattolica. Eppure io ci vedo sempre codesto prete sorridente, appostato come un grosso grillo saggio, alle spalle del ragazzino cattivo, sempre lì che batte sull'incudine. Sempre questa coscienza deformata nella forgia oggi del marketing ieri delle ideologie e sempre con modello un Bene a lunga scadenza... già, come il latte parmalat.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scusate, ma io preferisco Calvin &amp;amp; Hobbes.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi, una così lampante illuminante folgorante evoluzione nei costumi in Italia, boh... mica la vedo, basta guardare &lt;em&gt;Striscia la notizia&lt;/em&gt; con uno dei tanti servizi sui canili-lager.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il gatto o il cane o il diversamente abile vengono sempre allegramente spennellati sulla schiena con vernice verde da persiana e messi su youtube da simpatiche canaglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se un cuore intatto e una coscienza deformata entrano in conflitto allora la coscienza viene sconfitta (Mark Twain).&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-915452023238221947?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/915452023238221947/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/no-free-dogs-iii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/915452023238221947'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/915452023238221947'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/no-free-dogs-iii.html' title='no free dogs (III)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-5169989786140292652</id><published>2010-04-19T17:30:00.004+02:00</published><updated>2010-04-19T17:38:35.081+02:00</updated><title type='text'>Assurdo diario di mago Merlino</title><content type='html'>Siamo turisti in giro per le strade di una magica città; una città che alterna larghe e lunghe vie, come magliette a trippa di gatto, a strette e contorte viuzze, viottole, e antichi palazzi non finiti a condomini di cinque e sei e trentasei piani, polverosi musei e tronfie gallerie a botteghe di cianciafruscole sparpagliate sul marciapiede. All’orizzonte le torri rosse delle officine si stagliano nel blu del cielo estivo. Sulla strada si affacciano banche e banchi di ortolani, grassi pizzicagnoli e ombrosi fornai, librerie antiquarie e straccivendoli, enigmatiche insegne, pizzerie da asporto, mestiche e mesticherie. Tiriamo fuori la nostra magica macchina digitale e cominciamo a scattare istantanee: ad una fontanella secca posta sul canto di una stradina che s’affina nell’ombra fresca e umida; ad un monumento equestre pazientemente zebrato da generazioni di piccioni stanziali; ad un portico in prospettiva (luci e ombre, ombre e luci); ad un pittoresco muro crostoso e ammuffito che ci nasconde la vista di un silente giardino di periferia; alle nuvole che si dipanano lente in alto nel cielo blu.&lt;br /&gt;È una sera d’estate. Dall’ombra profonda e blu planano, sopra le nostre teste, le misteriose parole quotidiane, e suoni di piatti e di posate, Chopin su un Yamaha B3 scherza e ride con un Hendrix digitale, e uno isterico speaker divide e impera sui fatti del giorno quasi andato, &lt;em&gt;Filippo ha le placche in gola&lt;/em&gt;. In strada, all’ombra di un albero, sonnecchia indifferente un gatto soriano. Filippo ha le placche in gola, e allora? e con questo? embè? &lt;em&gt;E dove, dove sta Zaza?&lt;/em&gt; Un cane boxer maschio si accuccia per urinare l’orina accumulata in un pomeriggio di tedio e noia, prima guarda assorto all'orizzonte poi lancia un'occhiata al padrone che gli dice, bravo, bravo, bravo, è che non ha ancora imparato che deve alzare la zampa se vuole segnare il territorio. E una ragazza ci passa accanto, &lt;em&gt;Tutte le kose k hai detto sn vere sekondo me&lt;/em&gt;, ma non lo dice a noi, che siamo solo turisti in giro per le strade di questa magica città, ecc. E le ombre della sera si allungano e sembrano ghignanti demoni etruschi, ci circondano e ci proteggono, e anche a noi si allungano le gambe e sembriamo tanti ragni in giro per le strade di questa magica città, ecc. Coloriamo le strade di un assurdo blu oltremare.&lt;br /&gt;Il demone etrusco avvolge le nere e membranose ali in posizione di riposo e ci squittisce come un topo nelle orecchie; chiediamo a Renzo Tramaglino di tradurre i versi del demone, dice, è ora di porre immediatamente alla guida la domanda che avete pensato e sognato stanotte: ma ‘sta città immortale è una wunderkammer, cioè un labirinto, o è un frattale? E se è una wunderkammer, allora dove dov’è la via di fuga? (se la storia della Vita è un database di storie Grandi e piccine, ed ogni singola storia è un elenco di mosse e contromosse sulla scacchiera del Mondo, e le cui azioni e reazioni non sono mai isolate ma sempre vincolate ad altre mosse e contromosse di storie passate, presenti e future, allora questo presente esiste solo se è esistito il passato, e solo se è possibile&lt;strong&gt; raccontare il passato&lt;/strong&gt;, con un tempo imperfetto? solo se è possibile immaginare &lt;em&gt;un&lt;/em&gt; futuro).&lt;br /&gt;Ma noi manco ascoltiamo la risposta della barbarica guida con la patata in bocca, che si sta pure incartando nel tentativo di meravigliarci con la Visione di una rovina etruscogrecoromanapisciosa in controluce e nella luce di aprile, manco morti, piuttosto ci guardiamo attorno, alla ricerca di un bestiario, di un bestio, di uno zoo alieno, alé ecco sotto l’albero un opportunista gatto, soriano. Che fa testo? chiediamo al demone etrusco con nere ali, di pipistrello. Ratto e brusco ci risponde, &lt;em&gt;e che sono io mago Merlino?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-5169989786140292652?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/5169989786140292652/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/assurdo-diario-di-mago-merlino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5169989786140292652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5169989786140292652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/assurdo-diario-di-mago-merlino.html' title='Assurdo diario di mago Merlino'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-4765202875269252343</id><published>2010-04-13T11:10:00.001+02:00</published><updated>2010-04-13T11:10:41.079+02:00</updated><title type='text'>Con quello sguardo neghittoso negli occhi</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S8QPTP0d9LI/AAAAAAAAAfY/H5m8tPj020Q/s1600/pktex_o11_ac21_500.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 247px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5459505471618413746" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S8QPTP0d9LI/AAAAAAAAAfY/H5m8tPj020Q/s400/pktex_o11_ac21_500.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Con quello sguardo neghittoso negli occhi,&lt;br /&gt;Odx sospeso per sette (7) giorni&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;salta la palizzata a ore undici e scivola su laccature ematiche pavimentose,&lt;br /&gt;mi dice, tra congiuntivi e congiuntive,&lt;br /&gt;io spero che me la cavo.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.cg-cad.com/pktex.htm"&gt;pkTEX&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Texture: O-11 su texture A-c (zoom=21, punti=500)&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-4765202875269252343?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/4765202875269252343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/con-quello-sguardo-neghittoso-negli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/4765202875269252343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/4765202875269252343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/con-quello-sguardo-neghittoso-negli.html' title='Con quello sguardo neghittoso negli occhi'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S8QPTP0d9LI/AAAAAAAAAfY/H5m8tPj020Q/s72-c/pktex_o11_ac21_500.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-3791475716057724024</id><published>2010-04-06T18:12:00.003+02:00</published><updated>2010-04-06T18:22:18.338+02:00</updated><title type='text'>Festa del grillo</title><content type='html'>Come corre il tempo, ieri era appena Pasqua con la colombina e l’ovetto kinder di cioccolato (ché l'estate batte alle porte), è oggi mancano meno di 40 giorni alla festa del grillo alle Cascine.&lt;br /&gt;Esiste ancora una minoranza di alieni interessati solo all’arte e alle tradizioni popolari? Un tempo c’era sempre qualche alieno in giro per gli Uffizi, su e giù per il Ponte Vecchio, per via Tornabuoni, per Corso Tintori, per via degli Avelli, in giro ad assistere a qualche genuina manifestazione cittadina che si perdeva nella notte dei tempi, per esempio la festa del grillo.&lt;br /&gt;I babbi etruschi già nel 59 a.C. cacciavano i grilli nel prato delle Cascine, e dopo averli chiusi in gabbiette li recavano in dono ai bimbi. Ritornavano dalla polvere, i bimbi, e uscivano dalle urne di pozzolana per ascoltare il cri-cri del grillo. Un’antica consuetudine, più forte della Costituzione Leopoldina, più antica del cucco, più magica di un incantesimo di mago Merlino, esigeva che il ragazzino buono, allo scoccare della mezzanotte, liberasse il povero grillino nei verdi prati delle Cascine, o nel giardinetto di fronte casa, o sulle piastrelle in cotto dell’Impruneta del terrazzino di pozzolana, o nel secchio marrone della spazzatura organica, cri-cri, ringraziava il grillino riconoscente, con la lacrima al ciglio. Allo scoccare della mezzanotte in punto il ragazzino cattivo aveva da un pezzo schiacciato il grillo sotto il tacco, cri-cri-&lt;em&gt;krok&lt;/em&gt;! Libero, tutta la notte, di giocare con la playstation in travertino, o manducare gelati all’&lt;em&gt;Etruscheria&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Con il passare degli anni, impoverendosi i polverosi prati cittadini di grilli e allargandosi le cinte della città e delle brache bianche dei babbi romani e tardomedievali (quest'ultimi nerovestiti e con gli occhi bianchi), svegli commercianti in lenticchie di vetro s’inventarono un mestiere: cacciatori di grilli sul monte Cantagrilli; li vendevano sfusi o in gabbietta per la gioia dei bimbi, ferocemente selettivi nello scegliere il sesso del grillo, rigorosamente maschile, e la lunghezza spropositata delle antenne. Era capitato più di una volta che un alieno grilloforme del sistema di Saiph fosse catturato sul monte Cantagrilli, ingabbiato e venduto come uno schiavo babilonese in catene al mercatino del martedì alle Cascine. Non in grado, l’alieno, di evocare il tipico suono benaugurale, come i suoi morfologici compagni di sventura, trascorreva in ambasce e angosce (con le galosce?) la nottata, tra scuotimenti e sbatacchiamenti alla casetta-gabbietta; ma non era solo - purtroppo - accanto c’era il suo Carma, che vegliava e studiava, studiava e sudava tra telescopio, alambicchi e antichi trattati di magia, chiromanzia, alchimia, egittologia ermetica, settimana enigmistica. Studiava, il signor Carma, se liberare l’alieno-grillo alle Cascine, nel giardinetto di fronte casa, sulle mattonelle in cotto dell’Impruneta, nel secchio marrone della spazzatura organica, o mandarlo al tacchificio.&lt;br /&gt;Quello del grillaio, era un mestiere tramandato con orgoglio di padre in figlio. Un mestiere di cui Firenze era famosa nel mondo, ma un triste giorno del 1999 un assessore comunale, malato di “fondamentalismo animalista, malpancista e smanioso di liberare il mondo tutto e subito” (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;), decise di cancellare, vietando il mercato dei grilli, con la motivazione di crudeltà mentale nei confronti dell’insetto (i grilli furono sostituiti da simulacri in ceramica, sonori o muti).&lt;br /&gt;Nessuno sa con precisione cosa ci poteva vedere un alieno pipistrelliforme di Rigel nel Tondo Doni di Michelangelo (e neppure Stendhal), o in un tondone di farina gialla, e che dire della festa della rificolona e della cantonata presa dall’alieno pidocchioforme del sistema di Aldebaran? &lt;em&gt;La mia la ci ha i fiocchi, ma la tua la ci ha i pidocchi&lt;/em&gt;, cantavano i ragazzini in strada, e l’alieno pidocchioforme, tornato a casa, elogiava la meravigliosa esterofilia dei ragazzini fiorentini, in una lettera al direttore del Giornale di Aldebaran.&lt;br /&gt;Esistevano cunicoli spazio-temporali che si aprivano nella Firenze della rivolta dei Ciompi, nella città rinascimentale immortalata nella Vita del Cellini, cunicoli che permettevano agli alieni di imbattersi in Leonardo da Vinci che piega un ferro di cavallo con le mani; osservare di nascosto Masaccio – maglione a girocollo e berretto col ponpon – dipingere la "Cacciata dal Paradiso", con Masolino, vestito e calzato tutto di verde ramarro, nascosto in un angolo della Cappella Brancacci, che mugugna che è tutto sbagliato che è tutto da rifare. Cunicoli che permettevano di calpestare le strade di fango di un villaggio, in località Rifredi, nell’anno 1002, e incespicare in una gallina dal feroce occhio inquisitore d’ispettore generale, urtare con il ginocchio il groppone di un inquieto, malpancista maialino bianco e nero, alla ricerca di una patata fondamentalista, al di là delle Colonne d’Ercole. Assistere al falò delle vanità, erano bruciati quadri, libri, vesti, mobili intarsiati in scagliola, i panni e i cenci dei partecipanti del Grande Fratello e i partecipanti dell’Isola dei Famosi. Arrostire un &lt;em&gt;Eusthenopteron&lt;/em&gt; sulla spiaggia di Monte Morello davanti a un mare cambriano, dalle acque trasparenti come una lastra di cristallo. Uscir di casa da un portone e sbucare nell’anno 1870, al limitare estremo del parco delle Cascine, dove il torrente Mugnone incontra l’Arno, e assistere, in prima fila tra le autorità cittadine, al rogo di Rajaram Cuttraputti, marajà di Kolepoor, che di ritorno da un viaggio turistico in Inghilterra morì a Firenze, e secondo il rito braminico fu arso alla confluenza dei due fiumi (ok, uno è un torrente, e l’altro &lt;em&gt;finge&lt;/em&gt; di essere un fiume).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;) Così ho letto su un blog tempo fa. Qualche esempio di fondamentalismo animalista, dal &lt;a href="http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/animali/regolamento.htm"&gt;regolamento comunale &lt;/a&gt;sulla tutela degli animali: E’ vietato mettere in atto qualsiasi maltrattamento o comportamento lesivo nei confronti degli animali; E’ vietato tenere gli animali in spazi angusti e/o privi dell’acqua e del cibo necessario o sottoporli a rigori climatici tali da nuocere alla loro salute; E’ vietato tenere animali in isolamento e/o condizioni di impossibile controllo quotidiano del loro stato di salute o privarli dei necessari contatti sociali tipici della loro specie; E’ vietato tenere animali in terrazze o balconi per più di otto ore giornaliere, isolarli in rimesse o cantine oppure segregarli in contenitori o scatole, anche se poste all’interno dell’appartamento; ecc.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-3791475716057724024?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/3791475716057724024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/festa-del-grillo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/3791475716057724024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/3791475716057724024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/festa-del-grillo.html' title='Festa del grillo'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-1913877175380037985</id><published>2010-04-05T10:59:00.003+02:00</published><updated>2010-04-05T11:10:19.205+02:00</updated><title type='text'>Mattina di pasquetta</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S7mob86RDYI/AAAAAAAAAfQ/BFZI44gjNiM/s1600/PkJuM_Julia.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5456577621696515458" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S7mob86RDYI/AAAAAAAAAfQ/BFZI44gjNiM/s320/PkJuM_Julia.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Mattina di pasquetta, sta spiovendo; ma la mattina di pasquetta sono aperti i barbieri? (di sicuro sono chiusi i bar).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cg-cad.com/pkjum_tut1.htm"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;PkJuM&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; 5&lt;br /&gt;Parametri:&lt;br /&gt;(Insieme di Julia di z^2+c)&lt;br /&gt;steps=100&lt;br /&gt;3 colori (ff0000, 0000ff, e7e7e7)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-1913877175380037985?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/1913877175380037985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/mattina-di-pasquetta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/1913877175380037985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/1913877175380037985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/mattina-di-pasquetta.html' title='Mattina di pasquetta'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S7mob86RDYI/AAAAAAAAAfQ/BFZI44gjNiM/s72-c/PkJuM_Julia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-7853965658841256773</id><published>2010-04-05T08:10:00.000+02:00</published><updated>2010-04-05T08:10:36.997+02:00</updated><title type='text'>Sera di Pasqua</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S7l98Me6FkI/AAAAAAAAAfI/u6V2c5aY1so/s1600/pkjum_mandelbrot.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5456530896632550978" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S7l98Me6FkI/AAAAAAAAAfI/u6V2c5aY1so/s320/pkjum_mandelbrot.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sera di Pasqua, portando fuori il cane (poi si è messo a piovere).&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.cg-cad.com/pkjum.htm"&gt;PkJuM 5&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;"&gt;Parametri:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;"&gt;(da qualche parte sul confine del frattale di Mandelbrot)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: DE" lang="DE"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;steps=1000&lt;?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: DE" lang="DE"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;RGB –R&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: DE" lang="DE"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;RGB –G&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;"&gt;RGB +B&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;"&gt;Formula del colore n.7&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-7853965658841256773?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/7853965658841256773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/sera-di-pasqua.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/7853965658841256773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/7853965658841256773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/sera-di-pasqua.html' title='Sera di Pasqua'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S7l98Me6FkI/AAAAAAAAAfI/u6V2c5aY1so/s72-c/pkjum_mandelbrot.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-2179327399488811848</id><published>2010-04-03T20:20:00.003+02:00</published><updated>2010-04-03T20:27:10.557+02:00</updated><title type='text'>Oltre Silvio</title><content type='html'>Un link per ricordarci, non tanto dove avete parcheggiato, ma che - a parte Silvio &amp;amp; Santoro -esistono ancora i piani regolatori delle città e l'&lt;a href="http://improveverywhere.com/"&gt;arte&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;E le due cose dovrebbero coincidere (cioè non Silvio &amp;amp; Santoro, ma le ultime due che ho scritto).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-2179327399488811848?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/2179327399488811848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/oltre-silvio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/2179327399488811848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/2179327399488811848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/oltre-silvio.html' title='Oltre Silvio'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-1722795907972627438</id><published>2010-04-03T20:02:00.000+02:00</published><updated>2010-04-03T20:02:54.547+02:00</updated><title type='text'>Riflessioni davanti a una finestra senza vetri</title><content type='html'>La ricerca in Internet è spesso incerta perché in certi casi è veramente difficile (se non impossibile) ottenere un’informazione in un tempo umano. Ecco un esempio. Nella Cappella Brancacci della Chiesa del Carmine a Firenze è presente in un affresco, dipinto da Masolino (1383-1440), raffigurante un episodio degli atti degli apostoli, una veduta urbana presa dalla vita quotidiana con uno strano particolare di cui dirò più in là. Questa veduta cittadina è attribuita al pittore Masaccio (1401-1428), ed è probabilmente la prima visione realistica di un paesaggio urbano nella storia dell’arte occidentale, anche se «sarebbe impossibile (e arbitrario) procedere ad una precisa localizzazione, nella Firenze dell’epoca, di questa fila di case alte, tetre, addossate l’una all’altra, con le finestre aperte sull’oscurità degli interni e i panni messi a prender aria sui davanzali, di queste viuzze soffocate dai ballatoi». (&lt;strong&gt;1&lt;/strong&gt;)&lt;br /&gt;I palazzi cittadini, nella Firenze a cavallo tra il XIII e il XIV secolo, sono in genere alti tre piani (piano terreno, più due piani). Il piano terreno è destinato ai servizi, e prende luce dall’esterno tramite piccole e rade finestrelle difese da robuste inferriate; il primo piano è il piano nobile, abitato dalla famiglia; il secondo piano è costituito da ambienti meno frequentati, ad esempio camere per ragazzi e alloggi per domestici. Le finestre sono generalmente chiuse da due robuste imposte di legno (gli usci) che ruotavano verso l’interno. Talvolta, nelle case dei ricchi o almeno dei benestanti, oltre alle imposte, c’erano le «impannate», cioè «pezze di tela leggera cerata e oliata e fissata con bullette a telai di legno […]. Per solito si lasciava alle impannate la tinta naturale, il bianco; ma ve n’erano anche di dipinte» (&lt;strong&gt;2&lt;/strong&gt;). L’impiego di lastre di vetro per le finestre era invece molto raro in Italia, ancora nel corso del Cinquecento.&lt;br /&gt;Se osserviamo con attenzione le case dipinte da Masaccio nell’affresco del Carmine, oltre alla fedele rappresentazione visiva di quanto sopra riportato, abbiamo un’ulteriore prova dello straordinario realismo del pittore: all’ultimo piano della casa, situata quasi al centro dell’affresco, è dipinto, sopra la cornice marcapiano, uno strano animaletto, legato ad una catenella; cos’è? Sappiamo che «agli arpioni da stanghe, o alle stanghe stesse [delle case], venivano attaccati al guinzaglio certi animali domestici, come cani e bertucce, lasciati a prendere aria sui davanzali delle finestre» (3).&lt;br /&gt;Dunque è un cane o una scimmietta, forse il compagno di giochi di un ragazzo, che abitava quella camera all’ultimo piano, intorno alla metà del terzo decennio del Quattrocento.&lt;br /&gt;Vi sfido a cercare su Google questa informazione, senza però descrivere – con precisione - lo strano animaletto dipinto: l’impresa sarà vana come cercare uno stuzzicadenti in un raduno di formichieri. E forse l’informazione è presente in Internet: due passi più in là, appena girato l’angolo. (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche riflessione finale. Nella Firenze del Quattrocento solo i benestanti si potevano permettere le pezze di tela alle finestre, i ricchi (i vari strozzi, medici e bischeri assortiti) addirittura i vetri (però con le bolle d’aria), mentre i poveri andavano in giro - allora - con le pezze al culo.&lt;br /&gt;E che dire della miope riservatezza dei fiorentini? Forse è un carattere genetico recessivo collegato - appunto - alla miopia; &lt;em&gt;vedi&lt;/em&gt; il condomino di casa, miope e tignoso, aprire gli scuri e con ancora la cispa agli occhi salutare una mattina di aprile del 1416 (mentre inzuppa un Buondì classico nel cappuccino), restando però nel dubbio se rispondere al saluto del coso peloso sul davanzale: è il figlio del vicino o la sua scimmia al guinzaglio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;) Claudio Piccini, &lt;em&gt;Opus incerta&lt;/em&gt;, Lampi di stampa, 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) Federico Zeri, &lt;em&gt;La percezione visiva dell’Italia e degli italiani&lt;/em&gt;, Einaudi, 1989, p. 6.&lt;br /&gt;(2) Giovanni Fanelli, &lt;em&gt;Firenze architettura e città&lt;/em&gt;, Vallecchi, 1973, pp. 152-153.&lt;br /&gt;(3) Giovanni Fanelli, &lt;em&gt;Op. cit.&lt;/em&gt;, p. 154. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-1722795907972627438?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/1722795907972627438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/riflessioni-davanti-una-finestra-senza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/1722795907972627438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/1722795907972627438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/riflessioni-davanti-una-finestra-senza.html' title='Riflessioni davanti a una finestra senza vetri'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-6576479365382459729</id><published>2010-04-01T18:45:00.000+02:00</published><updated>2010-04-01T18:45:47.095+02:00</updated><title type='text'>Pesce d’Aprile a Firenze</title><content type='html'>Se un navigatore curioso, in prossimità del primo giorno di aprile, inserisse in un motore di ricerca le parole: &lt;em&gt;indiano cremazione firenze +1878&lt;/em&gt;, forse otterrebbe un elenco di pagine riportanti il seguente raccontino sull’origine del Pesce d’Aprile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1878 un giornale italiano annunciò la cremazione all’aperto, in una piazza di Firenze nei pressi del Parco delle Cascine, di un marajà indiano. La cremazione sarebbe dovuta avvenire il primo giorno di aprile. Molti fiorentini accorsero al parco delle Cascine per assistere all’evento, portandosi dietro anche il gatto e la nonna in carrozzina, ma quando, dopo una lunga e vana attesa, un gruppo di ragazzini sbucò da dietro un cespuglio gridando, Pesci d'Arno fritti!, improvvisamente i fiorentini si tirarono su dall’erba scuotendosi di dosso le briciole dei panini al lampredotto e richiamarono i bambini spersi nel vasto prato, Telemachino, Amletino, Nestorino, Annibalino, Barabbino, vien via vien via che si va via e fa freddo, tira vento, piove e c’è il sole, c'è il sole e piove, o i che è, ecc. insomma il babbo di turno faceva finta di nulla, per non passar da grullo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il navigatore riflessivo penserà che non è mai stato bruciato un indiano a Firenze, che vergogna… Ma se spingiamo la nostra ricerca, oltre la prima pagina di pagine suggerite da Google, approderemo a pagine forse più attendibili, purtroppo nascoste tra l’erbaccia delle informazioni ridondanti sul Pesce d’Aprile. Là apprenderemo che verso la fine del marzo 1878 apparve su un quotidiano fiorentino la notizia che il primo d’aprile la cittadinanza tutta avrebbe potuto assistere, nel parco delle Cascine, alla cremazione di un principe indiano morto in quella città pochi giorni prima. E giacché un evento simile era realmente accaduto nel 1870, molti lettori non ebbero dubbi sulla veridicità della notizia, insomma erano passati solo otto anni mica cinquecento. E la notizia passò di bocca in bocca, e una gran folla di boccaloni si riunì speranzosa, peraltro priva di cellulari e di macchine fotografiche digitali, proprio nel punto dove avrebbe dovuto svolgersi la curiosa cerimonia, dove avrebbero dovuto bruciare un secondo indiano. Da lì la storia vera si incolla alla storia falsa, infatti, sbucarono di corsa dalle frasche tre o quattro ragazzini neri e maledetti gridando, Pesci d’Arno fritti, be' per loro non era mica uno scherzo, facevano la reclame ambulante di un friggitore che aveva aperto il baracchino da poco, il friggitore vendeva appunto pesci d’Arno fritti, e anche ranocchi fritti se è per questo e guarda un po’ pure i panini col lampredotto. E allora come avranno fatto i fiorentini a capire che era uno scherzo? (probabilmente molti fiorentini tornarono a casa per la cena con un cartoccio di pesci e di ranocchi fritti)... no, non ci voglio pensare, ma ora che ci penso mica sarà stata un'abile mossa di marketing del venditore di ranocchi fritti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, dunque perché uno scherzo sia creduto vero deve essere edificato su un fondamento di verità, cioè su una storia vera. (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;) Un po’ come la notizia che l'ex presidente onorario della Fiorentina ha lasciato la presidenza onoraria della Fiorentina, tutti hanno creduto vera la notizia (peraltro vera), molti tifosi del gioco del pallone hanno pianto amaramente pensando al tempo in cui - dolore chiama dolore - i Medici si tolsero dalle palle lasciando in eredità, un po’ qui un po’ là, i loro stemmi araldici gratis, con le tre palle e un soldo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;) “Al limite estremo del parco delle Cascine, si giunge al piazzaletto dell’Indiano, pittoresco spazio articolato sulla conoide alla confluenza del torrente Mugnone nell’Arno; vi si dispongono, attorniati da leggiadri elementi di arredo, la casetta e il monumento funebre dell’Indiano, composto da un busto protetto da una cupola a pagoda, opera di Charles Francis Fuller (1874); il luogo è dedicato a Rajaram Cuttraputti marajà di Kolepoor, che di ritorno dall’Inghilterra morì ventenne a Firenze nel 1870 e secondo il rito braminico fu cremato alla confluenza di due fiumi”. Firenze e Provincia, Touring Club Italiano, 2005, p. 436. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-6576479365382459729?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/6576479365382459729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/pesce-daprile-firenze.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/6576479365382459729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/6576479365382459729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/pesce-daprile-firenze.html' title='Pesce d’Aprile a Firenze'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-9157526067789443784</id><published>2010-04-01T10:26:00.005+02:00</published><updated>2010-04-01T10:30:55.064+02:00</updated><title type='text'>American Land</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S7RZAPdAU-I/AAAAAAAAAfA/UNIeJVXnWDA/s1600/AmericanLand.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 322px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5455082909335573474" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S7RZAPdAU-I/AAAAAAAAAfA/UNIeJVXnWDA/s400/AmericanLand.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;What is this land America so many travel there&lt;br /&gt;I'm going now while I'm still young my darling meet me there&lt;br /&gt;Wish me luck my lovely I'll send for you when I can&lt;br /&gt;And we'll make our home in the American land&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Over there all the woman wear silk and satin to their knees&lt;br /&gt;And children dear, the sweets, I hear, are growing on the trees&lt;br /&gt;Gold comes rushing out the rivers straight into your hands&lt;br /&gt;When you make your home in the American Land&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;There's diamonds in the sidewalk the's gutters lined in song&lt;br /&gt;Dear I hear that beer flows through the faucets all night long&lt;br /&gt;There's treasure for the taking, for any hard working man&lt;br /&gt;Who will make his home in the American Land&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I docked at Ellis Island in a city of light and spires&lt;br /&gt;She met me in the valley of red-hot steel and fire&lt;br /&gt;We made the steel that built the cities with our sweat and two hands&lt;br /&gt;And we made our home in the American Land&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;There's diamonds in the sidewalk the's gutters lined in song&lt;br /&gt;Dear I hear that beer flows through the faucets all night long&lt;br /&gt;There's treasure for the taking, for any hard working man&lt;br /&gt;Who will make his home in the American Land&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The McNicholas, the Posalski's, the Smiths, &lt;em&gt;Piccinis&lt;/em&gt;, too&lt;br /&gt;The Blacks, the Irish, Italians, the Germans and the Jews&lt;br /&gt;Come across the water a thousand miles from home&lt;br /&gt;With nothin in their bellies but the fire down below&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;They died building the railroads worked to bones and skin&lt;br /&gt;They died in the fields and factories names scattered in the wind&lt;br /&gt;They died to get here a hundred years ago they're still dyin now&lt;br /&gt;The hands that built the country were always trying to keep down&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;There's diamonds in the sidewalk the gutters lined in song&lt;br /&gt;Dear I hear that beer flows through the faucets all night long&lt;br /&gt;There's treasure for the taking, for any hard working man&lt;br /&gt;Who will make his home in the American Land&lt;br /&gt;Who will make his home in the American Land&lt;br /&gt;Who will make his home in the &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.brucespringsteen.net/songs/AmericanLand.html"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;American Land&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-9157526067789443784?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/9157526067789443784/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/american-land.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/9157526067789443784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/9157526067789443784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/04/american-land.html' title='American Land'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S7RZAPdAU-I/AAAAAAAAAfA/UNIeJVXnWDA/s72-c/AmericanLand.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-4776520984990933227</id><published>2010-03-30T19:26:00.003+02:00</published><updated>2010-03-31T07:47:57.532+02:00</updated><title type='text'>Ultimo bestiario</title><content type='html'>Si vede una rosa, in un barattolo con etichetta illeggibile appoggiato sul davanzale di una finestra chiusa, nell’angolo superiore del rettangolo, quello a sinistra di chi guarda, è una rosa rossa con tre foglie verdi; nell’angolo inferiore del rettangolo o vignetta (sempre a sinistra di chi guarda) c’è un telescopio rifrattore montato su strambe ruote e ingranaggi, forse equatoriali forse per inseguire le stelle forse divinare il futuro; sul telescopio è installato e vincolato un canocchialino galileiano, dicesi cercatore, ma in questo momento il telescopio guarda il soffitto della stanza e il cercatore può solo cercare le mosche; tra il telescopio e la finestra e la rosa rossa c’è uno strano alambicco, in attesa di alambiccare forse composti chimici o forse distillati omeopatici. Al centro del rettangolo si vede un grosso libro aperto, tenuto in mano da un papero balzano (scarsamente barksiano), vestito con un maglione a girocollo e un buffo berretto a ponpon ritto sulla testa; il papero balzano sta seduto in una grande poltrona, ma non appoggia la schiena alla spalliera, dal berretto a ponpon fuoriescono radi lunghi capelli a fil di ferro; una lampadina accesa sopra la testa del papero, è sospesa per aria grazie a due rozze assicelle di legno, illumina e guida il papero elettrico nella lettura del libro che ha per titolo il “Gattalogo”. Il papero non riesce a credere a quello che ha appena letto nel libro, e felicemente incredulo telefona ad un suo lontano cugino, infatti, nella vignetta successiva dice, Paperino, ho appena letto nel mio "Gattalogo" che Malachia è un raro esemplare di gatto tasmaniano. All’altro capo del filo gli risponde un tranquillo e disincantato papero casalingo (con strofinaccio e piatto bagnato in mano, stava rigovernando il suo passato): Malachia, gatto raro? Non dire sciocchezze! E’ solo un grasso gatto casalingo!, nella vignetta seguente il grasso gatto casalingo guarda il papero con il piatto in mano e pensa, Un gatto grasso, eh? Troppo gentile!&lt;br /&gt;E improvvisamente, in questa prima pagina di una storia di Dick Kinney e Al Hubbard, la straordinaria wunderkammer di Carl Barks (1942-1967) scoppia come una bolla di sapone.&lt;br /&gt;Questo papero disperato, questo papero matto e strampalato, figlio dei fiori, figlio di una notte d’estate, cugino alla lontana di un ex giramondo, ex dannato dai mille mestieri e dalle diecimila sfortune – ma che fine hanno fatto Qui Quo Qua? – legge manuali fai-da-te, si cura da sé, inventa diete e filosofie e religioni, non cammina ma corre, perché tra il suo dire e il suo fare c’è solo un singolo battito del cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I contorni non chiudono e rinsaldano la forma, ma acuti e continuamente spezzati la frantumano, le impediscono di realizzarsi in volume, la costringono nella realtà del piano, nella realtà del foglio bianco e delle matite. Le figure sono disarticolate; sono figure allungate, accartocciate, bruciate e bagnate, deformate, sputacchiano saliva in faccia al lettore; vivono accanto a ottusi e feroci cani da caccia all’evaso. Il papero ondivago, creato e disegnato dalla coppia &lt;a href="http://coa.inducks.org/comp2.php?code=&amp;amp;keyw=&amp;amp;keywt=i&amp;amp;exactpg=&amp;amp;pg1=&amp;amp;pg2=&amp;amp;bro2=&amp;amp;bro3=&amp;amp;kind=0&amp;amp;rowsperpage=0&amp;amp;columnsperpage=0&amp;amp;hero=&amp;amp;xapp=paperoga&amp;amp;univ=&amp;amp;xa2=&amp;amp;creat=Hubbard%2CDick+Kinney&amp;amp;creat2=&amp;amp;plot=&amp;amp;plot2=&amp;amp;writ=&amp;amp;writ2=&amp;amp;art=&amp;amp;art2=&amp;amp;ink=&amp;amp;ink2=&amp;amp;pub1=&amp;amp;pub2=&amp;amp;part=&amp;amp;ser=&amp;amp;xref=&amp;amp;mref=&amp;amp;xrefd=&amp;amp;repabb=&amp;amp;repabbc=al&amp;amp;imgmode=2&amp;amp;vdesc2=on&amp;amp;vdesc=it&amp;amp;vit=on&amp;amp;sort1=s.firstpublicationdate"&gt;Kinney &amp;amp; Hubbard&lt;/a&gt;, è come un lampo d’estate, vive solo dal 1964 al 1969. Dopo sarà il deserto dell’accademia disneyana e degli epigoni di Barks.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soltanto Hubbard non tradisce gli schizzi di Kinney: guardate (&lt;a href="http://coa.inducks.org/story.php?c=S+66101"&gt;outducks&lt;/a&gt;) il papero casalingo con il raffreddore, se ne sta tranquillo a letto a leggere un libro, e il gatto grasso sulla coperta tutto contento, e poi guardate il papero spiritato che gli piomba in casa improvvisamente laureato in medicina (e pure esperto in allergie da pelo di gatto), e poi guardate il gatto improvvisamente pelato – il papero soddisfatto con il rasoio di sicurezza in mano – pensa che tutto ciò è imbarazzante... e il papero casalingo si chiude in bagno, prende un’aspirina, e ne esce improvvisamente guarito (la battuta più divertente della storia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, cos’è un bestiario? qui Wikipedia aggiunge una parola in latino, e allora qui ci starebbe bene quel terribile papero di un tempo passato, se ne andava in giro con una scintilla nell'anima, e correndo guardava le pozzanghere sulla strada, improvvisamente abbacinato dal sole d'agosto, e dalla casa alla casa (del cugino e del gatto) ripensava a una paroletta letta in UN LIBRO e poi da quella partiva, con una sermone di due ore e mezza (anche tre, quando era particolarmente divertito, in altre parole "in vena"), al povero cugino infelice e al suo gatto grasso, e dicono andasse così inventando una filosofia dalle fondamenta; il papero sognava di tornare a vivere, un giorno, in un luogo, quasi un'isola di pagani dei mari del sud, là dove un papero e una mosca e l'anima sono uguali, là dove stava e voleva quello che era, ed era quel che voleva, tutti liberi dagli accoliti e dagli epigoni di Barks; e i lettori, alla fine della storia, chi saltava in aria chi batteva i piedi per terra chi parlava tutte le lingue del mondo chi piangeva chi rideva chi gridava, &lt;em&gt;Siamo stati accecati dalla luce liberi come Paperoga, fuggitivi verso le isole dei mari del sud&lt;/em&gt; - tremavano i muri dell’accademia, tremavano le fondamenta della Accademia - e tutti lo imploravano di continuare e gli chiedevano ancora un bis (voi sarete testimoni di tutto ciò, perché non resterà neppure un cartone pirata, &lt;em&gt;bootleggers, roll your tapes!&lt;/em&gt;), e chi nulla: troppo intento a disegnare le orecchie a Topolino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E a noi, in questo tempo senza più fedi né speranze né ideali, cosa ci resta tra la cenere... forse una scintilla, nella cenere degli analfabeti vincenti e delle vite senza sbagli e tra mille sbadigli, una scintilla. Forse.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-4776520984990933227?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/4776520984990933227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/ultimo-bestiario.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/4776520984990933227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/4776520984990933227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/ultimo-bestiario.html' title='Ultimo bestiario'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-8867771411106427060</id><published>2010-03-28T08:47:00.001+02:00</published><updated>2010-03-28T08:50:53.155+02:00</updated><title type='text'>CEIsAAA, VI</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S65DDKJr-OI/AAAAAAAAAe4/ALxnG5TRy-o/s1600/crisi.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; FLOAT: left; HEIGHT: 179px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453369920335902946" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S65DDKJr-OI/AAAAAAAAAe4/ALxnG5TRy-o/s400/crisi.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;)&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La parola orzoweiana per "crisi" (&lt;em&gt;Ahytè&lt;/em&gt; in Orzoweiano Corsivo) è di frequente invocata nei discorsi motivazionali insieme all'affermazione fallace che i due segni di cui è composta rappresentino sia il concetto di "crisi" che quello di "opportunità". In realtà l'affermazione è mutuata dalla errata convinzione diffusa negli Stati Uniti, e poi nel Resto del Mondo, che i due segni significhino uno "pericolo" e l'altro "opportunità".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Socio C. Pancalakaprakampa ha chiamato l'interpretazione popolare di &lt;em&gt;Ahytè&lt;/em&gt; nel mondo anglofono una "idea completamente sbagliata e tuttavia largamente diffusa". In effetti, &lt;em&gt;Ahy&lt;/em&gt; significa approssimativamente "dente cariato, pericolo, assai pericoloso, rappresentare un pericolo, punta di freccia, precario, orante seduto in bilico su un palo, timoroso, sacro, divinità", ma il segno &lt;em&gt;tè&lt;/em&gt; non significa necessariamente "opportunità". E’ vero che la parola &lt;em&gt;Tèeh&lt;/em&gt; significa "opportunità", ma &lt;em&gt;tè&lt;/em&gt; è solo una parte di essa, e la meno significativa. &lt;em&gt;Tè&lt;/em&gt; assume numerosi significati, tra cui "macchina a pressione, cavalletta fritta, occasione adatta, punto cruciale, perno, gradiente termico, nottolino, saliscendi, opportunità, occasione, cesta tra le onde, lumaca sgusciata, esame di coscienza".&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pancalakaprakampa suggerisce che &lt;em&gt;tè&lt;/em&gt; in &lt;em&gt;Ahytè&lt;/em&gt; sia più vicino a "cavalletta fritta", o “lumaca sgusciata”, che a "opportunità". L'archeologo A.O. Saknussen ha interpretato la parola &lt;em&gt;Ahytè&lt;/em&gt; alla luce del contesto del sito archeologico: i rilievi rupestri del monte Montbrillhà. L'archeologo islandese è convinto che le iscrizioni e i rilievi rupestri devono essere letti all'interno di uno schema topografico, grazie al quale sarà possibile ricostruire una catena sintattica organica, in quest'ottica &lt;em&gt;Ahytè&lt;/em&gt; è un sintagma-fossile, e deve essere letto come "ricerca del tempo passato", o "ricerca delle ossa degli avi".&lt;br /&gt;Pancalakaprakampa ha percorso a ritroso la storia della fortuna di &lt;em&gt;Ahytè&lt;/em&gt; nell'inglese addirittura fino a un editoriale del 13 gennaio 1946, firmato dal prof. Pio de Pio, in un giornale per missionari del Tao a Lamporecchio.&lt;br /&gt;L'uso del termine ha probabilmente guadagnato la sua immeritata fama quando il famoso chirurgo omeopata Benjamin B. B. House Senior tenne un memorabile discorso all’ospedale universitario Princeton-Plainsboro Teaching Hospital, nel New Jersey, il 1 Gennaio 1947:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Scritta in orzoweiano corsivo la parola “crisi” è composta di due segni.&lt;br /&gt;Uno rappresenta “pericolo” ma l'altro rappresenta un’opportunità (per noi).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Benjamin B. B. House Senior utilizzava questo tropo regolarmente nei suoi discorsi di capodanno, nell’ospedale universitario Princeton-Plainsboro Teaching Hospital, nel New Jersey, e tutte le volte otteneva grandi ovazioni e grandi risate, fino alle lacrime, tra i ricoverati, i medici e il personale paramedico tutto. In seguito l’uso del termine è stato adottato da consulenti finanziari, esperti di marketing, santoni di sette, insegnanti di scuola di ogni ordine e grado e oratori motivazionali, guadagnando grande popolarità nelle università, nella stampa popolare e in numerose edizioni radiofoniche del reality show &lt;em&gt;Island for Dummies&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Alcuni linguisti hanno attribuito il successo di questa cattiva lettura della parola al fatto di averla a portata di mano come strumento retorico e come "chiamata alle armi" in chiave ottimistica.&lt;br /&gt;A causa dell'attrazione esercitata da questa pseudoetimologia, Pancalakaprakampa ha suggerito che la sua popolarità sia in parte dovuta al "pio desiderio" ("wishful thinking") del prof. de Pio di rilevare la presenza di un’onomastica biblica nell'archivio di Favbrillhà. (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;**&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;) Rilievo rupestre di Montbrillhà (6 km in direzione S-E dal sito di Favbrillhà), con la parola “crisi” in orzoweiano corsivo classico (foto di P.K. Bark, campagna di scavo 1939).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;**&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;) &lt;em&gt;La parola orzoweiana per "crisi"&lt;/em&gt;, Nota del prof. O.K. Allright, presentata dal Socio S. Spikspan, nella seduta del 7 dicembre 1959. Estratto dal vol. VI, serie 6°, 2° sem., fasc. 10, dei "Rendiconti della Accademia degli Orzoweiani". (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;***&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;***&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;) Libera interpretazione di &lt;em&gt;La parola cinese per “crisi”&lt;/em&gt;, da &lt;/span&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parola_cinese_per_%22crisi%22"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Wikipedia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-8867771411106427060?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/8867771411106427060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/ceisaaa-vi_27.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/8867771411106427060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/8867771411106427060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/ceisaaa-vi_27.html' title='CEIsAAA, VI'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S65DDKJr-OI/AAAAAAAAAe4/ALxnG5TRy-o/s72-c/crisi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-5404745256236101941</id><published>2010-03-27T17:53:00.001+01:00</published><updated>2010-03-27T17:54:54.393+01:00</updated><title type='text'>Ora legale</title><content type='html'>Se sarà un maschio, lascerà il cordone ombelicale sui tegoli e i coppi del tetto, perché sia portato via dai merli neri, per la sua fortuna e per la sua gloria, ma se sarà una femmina allora lo pianterà in un vaso di terra nera, perché possa mettere radici in una storia.&lt;br /&gt;Domani qualcuno darà da mangiare ai gatti del giardino abbandonato.&lt;br /&gt;Nel cielo di fine di marzo corrono nembi neri e bianchi cirri, piove fitto fitto per qualche minuto e poi di nuovo via, il sole asciuga con un sorriso la strada e gli stracci penduli.&lt;br /&gt;Domani verrà con un’ora in meno; &lt;em&gt;ohi ohi&lt;/em&gt;, un’ora in meno anche per votare, come si farà, come si farà… &lt;span id="SPELLING_ERROR_0" class="blsp-spelling-error"&gt;ché&lt;/span&gt; domani avrà un'ora in meno per &lt;span id="SPELLING_ERROR_1" class="blsp-spelling-error"&gt;alambiccare&lt;/span&gt; intrugli di buoni e altruistici pensieri e far di conti per recuperare un'ora in meno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-5404745256236101941?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/5404745256236101941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/ora-legale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5404745256236101941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5404745256236101941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/ora-legale.html' title='Ora legale'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-3779772581750391962</id><published>2010-03-19T18:01:00.002+01:00</published><updated>2010-05-07T19:01:45.857+02:00</updated><title type='text'>A cavallo di un'anatra frittellata (Incontri con l'arte, 4)</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;Frittelle di riso di San Giuseppe&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Ingredienti e dosi:&lt;br /&gt;100 gr. di riso&lt;br /&gt;½ litro di latte&lt;br /&gt;2 cucchiai scarsi di zucchero&lt;br /&gt;scorza di un limone grattugiato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;H. 14.15&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. Versate il latte in una pentola e accendete il fuoco. Aggiungete lo zucchero e la scorza di un limone. Grattugiate il limone nel latte, se il limone cade nel latte pescatelo con un cucchiaio (pulite i fori ostruiti della grattugia dai pezzetti di scorza di limone con un po’ di latte caldo, oppure inzuppate la grattugia nel latte). Quando il latte bolle versate dentro il riso. Girate spesso e volentieri per evitare che il riso si attacchi al fondo della pentola. Attenzione a non fare uscire il latte dalla pentola! Dopo qualche minuto aggiungete un pezzetto di burro (aggiungere alla lista degli ingredienti). Dovete girare il riso fino a quando non lo sentite denso, il cucchiaio deve girare a fatica, quasi deve restare ritto da solo se piantato nel latte e riso. Insomma si deve formare una pastetta bella densa.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;H. 14.50&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. Spegnete il fuoco (sotto la pentola).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;h. 18.00.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; Scolate il riso in una ciotola, capace di contenere il riso, indi aggiungere 2 tuorli d’uovo (aggiungere alla lista degli ingredienti). Ah, anche le due chiare, precedentemente montate a neve.&lt;br /&gt;Volendo un po’ di uvetta prima ammollata e poi ben asciugata (allontanate, con le buone maniere, l’anatra dalla cucina).&lt;br /&gt;Friggete in abbondante olio di oliva; attenti agli schizzi! Usate una pentola fonda, per friggere. La pastella raccolta in un cucchiaio andrà a fondo come il Nautilus, aspettate qualche secondo e poi staccate la frittella dal fondo della pentola fonda con una forchetta non bagnata, come per miracolo la frittella galleggerà sulla superficie dell’olio. Fate passare ancora qualche secondo poi rigirate la frittella nell’olio. Levate la frittella quando il colore della frittella sarà di un bel fulvo dorato, anzi più fulvo che dorato. Terra di Siena Bruciata? Ocra gialla?&lt;br /&gt;Con le frittelle successive non ci sarà bisogno di staccare la pasta dal fondo della pentola con la forchetta.&lt;br /&gt;Lasciate ad asciugare le frittelle su carta gialla; la stessa che usate per tirare fuori i bachini bianchi con la testina nera (o è un granello di pepe?) dai funghi porcini cosparsi di sale e di pepe.&lt;br /&gt;Invitate Magico Primario a tavola, e ascoltate in silenzio il suo giudizio critico sulle frittelle; sosterrà che solo l’esigenza di un recupero etico e formale, solo l’impossessamento formale ed etico di una anatra grigia decapitata spennata e appesa a frollare, solo l’osservazione verticale e orizzontale, della sincronia e diacronia delle cose nello spazio, dello spazio nelle cose, solo e soltanto ciò potrà dare un valore e un senso a queste frittelle di San Giuseppe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Magico Primario si volta e ruota la testa sull'esile collo gommoso, Dr. Frittella di San Giuseppe, se tu fossi un’anatra grigia frittellata, come frittelleresti? All right all right, ma adesso cambiamo di posto? Magico Primario è spinto di lato, fuori quadro, sparisce, inghiottito estatico nella visione di un piatto di frittelle di San Giuseppe. Dove se n’andrà? Dove è già andato? O piccolo e nero calimero, critico d’arte tascabile di una ricetta di frittelle di riso. Vieni, vieni sotto l’ombrello che in cucina l’olio schizza da tutte le parti, sta piovendo dal soffitto olio di oliva. Vieni via, ma mettiti prima il cappottino… vien via, vien via, mettiti il cappottino che si va via, che in cucina fa freddo, tira vento, c’è la finestra aperta per il puzzo di olio bruciato e siamo solo al 19 di marzo. Vien via, piccolo critico d’arte, ma prima mettiti il cappottino… O Magico Primario.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-3779772581750391962?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/3779772581750391962/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/cavallo-di-unanatra-frittellata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/3779772581750391962'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/3779772581750391962'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/cavallo-di-unanatra-frittellata.html' title='A cavallo di un&apos;anatra frittellata (Incontri con l&apos;arte, 4)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-1532197107563289243</id><published>2010-03-15T18:29:00.003+01:00</published><updated>2010-03-15T18:39:29.859+01:00</updated><title type='text'>Bestiario n. 13 (butter-fly, butterfly)</title><content type='html'>Una farfalla sul corno di un camoscio, (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;)&lt;br /&gt;generazioni di farfalle bianche su un corno insanguinato,&lt;br /&gt;di un camoscio che mastica il &lt;em&gt;ciuffo di cima&lt;/em&gt; lasciato sui tronchi d'alberi abbattuti,&lt;br /&gt;e un vecchio cacciatore che soffia via, soffio di vita, dalla canna del fucile una farfalla bianca.&lt;br /&gt;La vita è una tazza di latte dove galleggia una mosca morta?&lt;br /&gt;La vita è una farfalla bianca, petalo di vita nel vento, su un corno insanguinato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;) Erri De Luca, &lt;em&gt;Il peso della farfalla&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-1532197107563289243?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/1532197107563289243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/bestiario-n-13-butter-fly-butterfly.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/1532197107563289243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/1532197107563289243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/bestiario-n-13-butter-fly-butterfly.html' title='Bestiario n. 13 (butter-fly, butterfly)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-9100824706916984998</id><published>2010-03-14T19:55:00.003+01:00</published><updated>2010-03-19T17:57:36.903+01:00</updated><title type='text'>CEIsAAA, V</title><content type='html'>Gli eredi di Oliver (&lt;em&gt;Ollio&lt;/em&gt;) Sassu, direttore degli scavi archeologici a Favbrillhà, offrono al popolo di Internet la trascrizione fedele, da un supporto magnetico – ahimè, ahinoi, ahivoi, purtroppo parzialmente smagnetizzato -, degli atti di una riunione estemporanea della &lt;em&gt;Fondazione Favbrillhà&lt;/em&gt; (FF), tenuta in un giorno di fine estate dell’anno mille novecentoquarantasei, nel retro bottega di una pizzicheria al Mercatino di San Piero, a Firenze.&lt;br /&gt;L’argomento all’ordine del giorno, di quel giorno memorabile di fine estate, fu il seguente:&lt;br /&gt;"lettura e commento della Tavoletta 1111.b", con contributo del Socio Pio de Pio, del Socio O.K. Allright, e in parte (noi eredi sospettiamo) del vino della locale cantina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PIZZI-CHE-RIA-E-CA-NOVA-DI-VI-NI&lt;br /&gt;VEENDITADI-PA-NE-PASSTE-E-GE-NE-RI-ALI-MEN-TA-RI.&lt;br /&gt;Grazie mille, dottor Arne Otto Saknussen ma sappiamo tradurle anche noi le insegne! [rumori, parole intraducibili] Io invece vorrei sapere perché, dovunque ci riuniamo, in ogni modo dobbiamo riunirci o in una soffitta o in una cantina! Questa sembra più una buca scavata nella terra che… non era proprio possibile chiedere ospitalità nel locale museo archeologico cittadino? &lt;em&gt;Vada via! Vada via! un c’è posto!&lt;/em&gt; Non sentite di essere dentro la Storia? &lt;em&gt;O un lo vede che un c’è posto!&lt;/em&gt; Passeggiando per queste antiche strade, passando sotto l’Arco dove un tempo i casigliani arrovesciavano sugli avversari pietre e pece bollente… &lt;em&gt;Vada viaaa!&lt;/em&gt; E le botteghe, son fantastiche le botteghe, guardate! &lt;em&gt;E casco! E’ da stamane che sto in piedi a servire!&lt;/em&gt; Secolari e bui antri, come bocche nere spalancate, alitano su noi il fiato dei millenni di droghe e salami che fermentano e di pesci che si corrompono nell’ombra della sera, &lt;em&gt;O Cencio, non son mica un uomo da pigliarsi in giro io!&lt;/em&gt; E il vino che si tramuta in aceto nei fondi fiaschi, avvoltolati come morti feti nella paglia muffita. &lt;em&gt;Il mommo, amore, un po’ di mommo&lt;/em&gt;… E la macelleria?, ricordate il manzo intero… Spaccato a metà, con sotto la segatura fradicia di sangue nero che ancora sgronda dalla cervice. &lt;em&gt;Bovi bovi dove andate&lt;/em&gt;… E accanto a quell’odore bestiale ricordate i freschi odori dell’orto fuori porta, fuoriuscivano dalla bottega dell'erbaiolo, dal fruttivendolo… &lt;em&gt;Telemachino, non ti mettere il ditino in bocca&lt;/em&gt;… E poi di sotto l’arco passava e ripassava sempre identico a se stesso, il popolo antico… Che si ordina qualche fico? A me, questo odore di formaggi, di insaccati e di baccalà, mi rivolta lo stomaco! …E vino! &lt;em&gt;L’olio ti piace? Razza di topo! T’à a venir ghiotto a caso.&lt;/em&gt; Che peccato dover aspettar tanto, prima di poter mettere un figlio a scuola! Che anni sprecati quelli del seno, dei giochi, del fai ciao con la manina! Ikké ha da bofonchiare il dottor de Pio? Colleghi, vorrei farvi notare la conformazione cranica del padrone della pizzicheria, è un capolavoro ambulante… &lt;em&gt;Bandone! E’ bandone!&lt;/em&gt; Un capolavoro della natura… &lt;em&gt;Poverino! Bisognerebbe ch’io non sapessi&lt;/em&gt;… Meravigliosa testa a pera! Probabilmente l’omacciolo è un diretto discendente delle antiche genti etrusche… &lt;em&gt;E allora forse gli potrei anco credere&lt;/em&gt;... Noi sappiamo… &lt;em&gt;Piuttosto, il segreto della vernice&lt;/em&gt;… Asia Anteriore Antica…&lt;em&gt; Già, la vernice!&lt;/em&gt; Sconosciuto staterello…&lt;em&gt; Gli antichi le avevano certe vernici.&lt;/em&gt; Segretario!…&lt;em&gt; Si potrebbe far un saggio, se lei crede, domani, porto gli acidi!&lt;/em&gt; Segretarioooo cipancalakaprakampaaa!!! &lt;em&gt;Grazie: troppo gentile. Tanto, se lo metta in capo&lt;/em&gt;… Si sta facendo tardi! E io vorrei iniziare… [rumori, parole non tradotte da Google]… &lt;em&gt;la cantinflora la non me la leva di sotto!&lt;/em&gt; ma con la lettura della mia relazione, e che diamine!… Dunque, dunque…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;Così parla Hinscuppapandira’hinu (?), il Gran Re, il Re dello Stagno, il Re di (?):&lt;br /&gt;A P[upo, il Gran Re], il Re di Egitto dì:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino a me tutto è bene. Io sto bene. Possa fino a te essere tutto bene!&lt;br /&gt;Per quanto riguarda le lame di ferro su cui mi hai scritto, buon ferro a (?), nella mia Casa del Sigillo non è disponibile. Tempo non buono, per produrre lame di ferro. (Cmq) quando l’avranno finite, te le manderò. Intanto ti mando una lama di un pugnale di ferro.&lt;br /&gt;Poi tu mi chiedi: “ Quando sarà pronta quella famosa corazza di bronzo?”&lt;br /&gt;Vedi, per quanto riguarda la corazza di bronzo che ti avevo promesso, il mio mas(tro di forno?) Karciuphinu è fuggito a piedi a Lukka, (e) dalla [città di Luk]ka così (mi ha scritto):&lt;br /&gt;“ O Gran Re! la vostra opera si è guasta, e non ci è piú un rimedio al mondo! A Lukka ti rividi!”&lt;br /&gt;Subito che io ho sentito (questo), ho messo un grido tanto smisurato che si sarebbe sentito fino alla Terra del Tramonto (?). E gettato (me) fuori dal letto, a calci e a pugni ho preso i servi, i cani, i gatti e (pure) gli scribi. (Intanto) volgevo guaiti e preci al Dio del Cielo Azzurro Indifferente;&lt;br /&gt;(così mi dolevo): “Ahi vile traditore! Invidioso mastro di forno Karciuphinu! Io giuro, per gli Dei di Egitto, che invaderò tutta la terra di Lukka, e non lascerò vivo neppure un Genio o un pollo, e lo stesso Faraone ne resterà grandemente meravigliato!”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;Ho fatto come te!&lt;br /&gt;Subito dopo andai a vedere la fornace abbandonata dal vile Karciuphinu, e vidi tutto il metallo rappreso che pareva un covaccino.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;Ho sfogato la mia ira su un nano ballerino; l’ho preso per la testa e l’ho sollevato da terra urlando: “Ti farò veder ben io Lukka!”.&lt;br /&gt;Ho ordinato a due servi di far visita al vicino, mastro Kapretta, e chiedere una catasta di legne di quercioli giovani, secchi di piú di 1 anno; legne le quali donna Ginevra, sposa del detto mastro Kapretta, le aveva offerte in dono, in dono al Re dello Stagno, in dono al Gran Re della terra di (?);&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;[…] innumerevoli piatti di stagno […] quando il covaccino cominciò a sentire il terribile fuoco, esso cominciò a schiarire, e lampeggiava&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;[…] ho urlato: “Mosè! e molla codesta (cesta?) che devo sventolare il fuoco!”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;[...] di verso l'orto avevo fatto rizzare tavole e tappeti e pannacci, che mi riparavano all'acqua…&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Qui si interrompe la lettura della lettera, ché la tavoletta 1111.b è visibilmente spezzata…&lt;br /&gt;La tavoletta 1111.b dell’archivio di Favbrillhà è la prova lampante della padronanza di pratiche di lavorazione dei metalli all’inizio del terzo millennio a.C in Anatolia, infatti, riguarda sia la lavorazione del ferro, probabilmente ferro meteorico e la lavorazione di oggettistica artistica in bronzo, (la corazza promessa al Faraone). La lettera comprende un toponimo: la regione di Lukka, occupata probabilmente dal sovrano Hinscuppapandira’hinu, nipote del sovrano Shuppipandira’hinukhaliya, citato nelle lettere 666.b e 969.b, e che noi sappiamo fu spedito in esilio, proprio nella terra di Lukka.&lt;br /&gt;In 1111.b, il sovrano Hinscuppapandira’hinu scrive al Faraone Pupo I (che si lamenta di una corazza promessagli in dono), giustificando il ritardo nella fornitura di lame di ferro; la colpa sarebbe da imputare a un funzionario locale incapace, certo Karciuphinu, che noi sappiamo essere ancora segretamente devoto al nonno del sovrano, il vecchio Shuppipandira'hinukhaliya, i due erano probabilmente ancora alle prime armi nel dominio delle arti metallurgiche; fuggito il funzionario inetto nella regione limitrofa di Lukka, a questo punto tocca al sovrano prendere in mano la situazione, e il forno, e volgere la drammatica questione a suo favore. &lt;em&gt;Bisognerebbe sapere dov’è andato a finire il coperchio della cantinflora… &lt;/em&gt;La tavoletta presenta minime incomprensioni e oscurità, da imputare sicuramente ad uno scriba distratto, &lt;em&gt;Buona, buona la trovata! Vada, vada: la comprerebbe anche così! &lt;/em&gt;Per esempio l’invito del re allo scriba Mosè di lasciare la presa sulla cesta è interpretato come un oscuro ordine al guardiano della fornace, ebbene proprio da questi fraintendimenti appare luminosa la presenza nell’archivio di Favbrillhà di un’aneddotica paleobiblica [rumori, fischi, pugni sul tavolo]… Fondamentale, non lo dirò mai abbastanza, è la copiosa (e per me commovente) presenza di un’onomastica biblica, per esempio in questa lettera i nomi Mosè, Kapretta e Ginevra, nell'archivio di Favbrillhà… [applausi, fischi, rumori] Dal contesto si evince che la lettera è stata scritta in primavera, o al più tardi in estate, ma di quale anno lo sa Iddio! Probabilmente la lavorazione del ferro del cielo era affidata ai contadini. Io invece credo che sia solo un abile espediente diplomatico del re di Orzowei. Dice di non avere lame e intanto ecco ne spunta una dal cilindro, pronta per essere impacchettata e spedita al Faraone…&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Si godèttero, si godèttero e a me nulla, mi dèttero; e’ mi dèttero un uccellino: uccellin verderiò fammi più bello di quel che non so’.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-9100824706916984998?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/9100824706916984998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/ceisaaa-v.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/9100824706916984998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/9100824706916984998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/ceisaaa-v.html' title='CEIsAAA, V'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-4008909944944274297</id><published>2010-03-13T18:18:00.001+01:00</published><updated>2010-03-13T18:34:21.931+01:00</updated><title type='text'>A cavallo di un'anatra inquieta (Incontri con l'arte, 3)</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;color:#000099;"&gt;...(la vita di Cellini la scrissi io quattrocent'anni fa)...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Ottone Rosai, &lt;em&gt;Via Toscanella&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In sogno Magico Primario, prima di lasciarmi ad un sonno profondo e riparatore (fino alle cinque e ½), mi aveva spiegato la causa profonda del malessere, di quella strana inquietudine, che provavo osservando la schiena di &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt; (medico specialista nel reparto del dr. House), schiena coperta da un giaccone &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;rosso&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; fiammante, vale a dire mi ponevo, a me stesso muto, le seguenti domande: perché &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt; mostrava la schiena al cameraman; perché il regista non inquadrava più &lt;em&gt;g&lt;/em&gt; (paziente amico di &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt;); perché le &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;beccacce&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; e le &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;pernici&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; e i &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;pappafichi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; del bosco se ne stavano chiotti chiotti, fingendo peraltro tutti d'essere merli o passerotti, e coi teneri beccucci aperti; perché sentivo che &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt; aveva qualche buona probabilità di finire steso morto fulminato, &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#666600;"&gt;tra le foglie e i funghi del sottobosco&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, con il giaccone &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;rosso&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; fiammante bucato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Colpevole e causa primaria del &lt;em&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/D%C3%A9j%C3%A0_vu"&gt;déjà-vu&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;, secondo Magico Primario, è un famigerato artista manierista, tale Cellini Benvenuto, il quale, plagiando la scena del giaccone rosso, e numerose altre scene della serie tv del dr. House e non solo, era riuscito (con un colpo da maestro di marketing) a convincere gli storici che la sua Vita era antecedente alla serie del dr. House, che lui stesso era il modello ispiratore del cinico clinico zoppo veggente e megalomane, e che la parola americana "pizza" è traducibile in italiano (e in giapponese) solo in modo vago e con un giro di parole, per esempio come una sorta di piatto di pasta con sopra il pomodoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco la prova del plagio (per maggior chiarezza di lettura e per evidenziare i nessi strutturali ho colorato le parole chiave):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Io mi attendevo a tirare le mie artiglierie, e con esse facevo ognindí qualche cosa notabilissima; di modo che io avevo acquistato un credito e una grazia col &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Papa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; inistimabile. Non passava mai giorno, che io non ammazzassi qualcun degli inimici di fuora. Essendo un giorno in fra gli altri, il &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Papa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; passeggiava per il mastio ritondo, e vedeva in Prati un colonello spagnuolo, il quale lui lo conosceva per alcuni contrassegni, inteso che questo era stato già al suo servizio; e in mentre che lo guardava, ragionava di lui. Io che ero di sopra a l'Agnolo, e non sapevo nulla di questo, ma vedevo uno uomo che stava là a fare aconciare trincee con una zagaglietta in mano, vestito tutto di &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;rosato&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, disegnando quel che io potessi fare contra di lui, presi un mio gerifalco che io avevo quivi, il qual pezzo si è maggiore e piú lungo di un sacro, quasi come una mezza colubrina: questo pezzo io lo votai, di poi lo caricai con una buona parte di polvere fine mescolata con la grossa; di poi lo dirizzai benissimo a &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;questo uomo rosso&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, dandogli un arcata maravigliosa, perché era tanto discosto, che l'arte non prometteva tirare cosí lontano artiglierie di quella sorta. Dèttigli fuoco e presi apunto nel mezzo quel &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;uomo rosso&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, il quali s'aveva messo la spada per saccenteria dinanzi, in un certo suo modo spagnolesco: che giunta la mia palla della artiglieria, percosso in quella spada, &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#333300;"&gt;si vidde il ditto uomo diviso in dua pezzi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. Il &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Papa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, che tal cosa non aspettava, ne prese assai piacere e maraviglia, sí perché gli pareva inpossibile che una artiglieria potessi giugnere tanto lunge di mira, e perché quello &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#333300;"&gt;uomo esser diviso in dua pezzi, non si poteva accomodare e come questo caso star potessi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;; e mandatomi a chiamare, mi domandò. Per la qual cosa io gli dissi tutta la diligenza che io avevo osato al modo del tirare; ma &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#333300;"&gt;per esser l'uomo in dua pezzi, né lui né io non sapevamo la causa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. Inginocchiatomi, lo pregai che mi ribenedissi dell'omicidio, e d'altri che io ne avevo fatti in quel Castello in servizio della Chiesa. Alla qual cosa il &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Papa&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;, alzato le mane e fattomi un patente crocione sopra la mia figura, mi disse che mi benediva, e che mi perdonava tutti gli omicidii che io avevo mai fatti e tutti quelli che mai io farei in servizio della Chiesa appostolica. Partitomi, me ne andai su, e sollecitando non restavo mai di tirare; e quasi mai andava colpo vano. Il mio disegnare e i mia begli studii e la mia bellezza di sonare di musica, tutte erano in sonar di quelle artiglierie, e s'i' avessi a dire particularmente le belle cose che in quella infernalità crudele io feci, farei maravigliare il mondo; ma per non essere troppo lungo me le passo" (&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;*&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;) Benvenuto Cellini, &lt;em&gt;Vita&lt;/em&gt; (Libro primo, XXXVII)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-4008909944944274297?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/4008909944944274297/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/cavallo-di-unanatra-inquieta-incontri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/4008909944944274297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/4008909944944274297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/cavallo-di-unanatra-inquieta-incontri.html' title='A cavallo di un&apos;anatra inquieta (Incontri con l&apos;arte, 3)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-4309700589172814250</id><published>2010-03-12T11:36:00.001+01:00</published><updated>2010-03-12T11:40:32.407+01:00</updated><title type='text'>Un giorno da scioperati</title><content type='html'>La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,&lt;br /&gt;siamo noi questo &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#006600;"&gt;prato di aghi&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; sotto il cielo.&lt;br /&gt;La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.&lt;br /&gt;La storia siamo noi, siamo noi queste &lt;strong&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;onde nel mare&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;,&lt;br /&gt;questo rumore che rompe il silenzio,&lt;br /&gt;questo silenzio così duro da masticare.&lt;br /&gt;E poi ti dicono "&lt;em&gt;&lt;span style="color:#666600;"&gt;Tutti sono uguali,&lt;br /&gt;tutti rubano alla stessa maniera&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.&lt;br /&gt;Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,&lt;br /&gt;la storia entra dentro le stanze, le brucia,&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;la storia dà torto e dà ragione&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;La storia siamo noi, &lt;span style="color:#000066;"&gt;siamo noi che scriviamo le lettere&lt;/span&gt;,&lt;br /&gt;siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.&lt;br /&gt;E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)&lt;br /&gt;quando si tratta di scegliere e di andare,&lt;br /&gt;te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,&lt;br /&gt;che sanno benissimo cosa fare.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;&lt;strong&gt;Quelli che hanno letto milioni di libri&lt;br /&gt;e quelli che non sanno nemmeno parlare&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;,&lt;br /&gt;ed è per questo che la storia dà i brividi,&lt;br /&gt;perchè nessuno la può fermare.&lt;br /&gt;La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,&lt;br /&gt;siamo noi, bella ciao, che partiamo.&lt;br /&gt;La storia non ha nascondigli,&lt;br /&gt;la storia non passa la mano.&lt;br /&gt;La storia siamo noi, siamo noi questo &lt;span style="color:#ff9900;"&gt;&lt;strong&gt;piatto di grano&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffff33;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;F. De Gregori, &lt;em&gt;La storia siamo noi&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-4309700589172814250?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/4309700589172814250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/un-giorno-da-scioperati.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/4309700589172814250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/4309700589172814250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/un-giorno-da-scioperati.html' title='Un giorno da scioperati'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-5741995595346592179</id><published>2010-03-10T17:45:00.004+01:00</published><updated>2010-03-15T18:28:38.468+01:00</updated><title type='text'>Il pane del sogno (spin-off di CEIsAAA)</title><content type='html'>Questo post può essere letto come&lt;em&gt; spin-off&lt;/em&gt; della serie dei post dedicati alla corrispondenza esterna e interna di uno staterello dell’Asia anteriore antica (CEIsAAA).&lt;br /&gt;Vorrei spendere qualche parola sul perché questo post sarebbe uno &lt;em&gt;spin-off&lt;/em&gt;. Dicesi spin-off,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;nel mondo dei media, un film, un telefilm, una serie televisiva, un fumetto o una serie fumettistica, un'opera o serie letteraria, un videogioco ricavati elaborando elementi di sfondo di una serie o di un'opera precedente o traendo spunto da uno dei suoi personaggi (da Wikipedia). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Spin&lt;/em&gt; ha il significato di movimento rotatorio, ma può essere usato, in senso figurato, per descrivere una persona in preda al panico. La frase &lt;em&gt;To spin a yarn&lt;/em&gt;, il dizionario, inglese-italiano e italiano-inglese, Hazon-Garzanti la traduce come il raccontare una storia. E &lt;em&gt;off&lt;/em&gt;, fuori, fuori da, esterno, ecc.. Mettendo insieme le due parole si ottiene una storia raccontata al di fuori della storia principale, un po’ come un sentiero nel bosco che ad un certo punto si biforca, ponendo il viandante di fronte all’alternativa se continuare sulla vecchia strada o provare la nuova.&lt;br /&gt;Lo spin-off deve sempre avere un personaggio che nella storia d’origine occupava un ruolo secondario, ma interessante; nel nostro caso il personaggio non è ovviamente né la corrispondenza esterna, né quella interna, e neppure l’Asia anteriore antica, il personaggio di questo post è lo strano modo di mettere insieme le parole in una frase che dovrebbe avere, ma non ci scommetterei sopra un calzino usato e bucato, un senso univoco e compiuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Oh! Le giornate nelle quali ci si sente la testa vuota! E viene a cullarci la voce di un amico completamente nullo!&lt;/em&gt;, così scriveva Charles Cros, mentre preparava il tè e imburrava le tartine (sopra e sotto come Pinocchio), e il tempo si fermava sul binario delle 5 e 3/4, e il gatto del Cheshire aveva appena finito di sparire, solo rimaneva nell’aria il vapore di un sorriso, e il disco di vinile girava sul piatto suonando &lt;a href="http://spazioinwind.libero.it/macman/musica/sim/foxtrot.html"&gt;Foxtrot&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;Il primo lato si apre con Watcher of the skies, scritta sui tetti di una Napoli deserta (il gruppo era in Italia per il tour legato a Nursery Cryme). La desolazione della città campana ispira a Rutherford e a Banks l'idea di un mondo in cui la vita si è ormai estinta, osservato con stupore da visitatori alieni. [...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...] Un futuro distopico è delineato in Get'em out by friday, scritta intorno ad una prepotente operazione di speculazione edilizia, che porta addirittura ad abbassare l'altezza media del genere umano allo scopo di risparmiare spazio e e a far sloggiare gli inquilini meno abbienti dalle loro case per poi collocarli in abitazioni sempre più anguste ed inumane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda facciata si apre con il brano strumentale Horizons, eseguito alla chitarra acustica dal solo Hackett ed ispirato al primo movimento della Suite per violoncello BWV 1007 di Johann Sebastian Bach, ed è poi interamente occupata dalla monumentale suite Supper's Ready, in cui i temi biblici affrontati in From Genesis to Revelation tornano prepotentemente ad affacciarsi. [...] per una narrazione elegante, ricca di riferimenti storici, mitologici e biblici, carica di quei giochi di parole che continueranno ad essere una caratteristica delle liriche del gruppo. A tal proposito i testi dei Genesis furono spesso marcati come "intraducibili"; ciononostante, l'affermazione del gruppo fu pressoché inarrestabile al di fuori del Regno Unito prima che in patria (da Wikipedia).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Quando si ha la testa vuota si gira a caso su Internet e si finisce per leggere un articolo di Umberto Galimberti su Giovanni Semerano. Scrive UG:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;Verso la fine degli anni Settanta Giovanni Spadolini, conosciuto Semerano, gli commissionò una ricerca dell’etimologia della parola "Italia", che allora veniva resa come "terra dei vitelli", da "vitulus" (vitello). Semerano segnalò che la "i" di "vitulus" era breve, mentre la "i" di "Italia" era lunga e perciò era presumibile che la parola venisse dall’accadico "atulu", che significa "terra del tramonto", cui corrispondeva la parola etrusca "hinthial" che vuol dire "ombra".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Terra del tramonto&lt;/em&gt; perché il punto di vista dell'osservatore erano le coste dell’Anatolia. Ecco che accade il miracolo, la testa si svuota completamente come la tazzina da tè della storiella zen; finalmente ci cade di dosso il macigno di vivere in una terra di eterni e allegri vitelli!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è quando UG si mette a parlare male di Pallottino che si accende una scintilla, e anche se Giovanni Semerano non ne avesse azzeccata una in vita sua sai quanto me ne frega!&lt;br /&gt;Straordinaria la fine dell’&lt;em&gt;infinito&lt;/em&gt; di Anassimandro: il mare di Omero non è più la vela nera lontana lontana (quasi all'infinito) all’orizzonte, ma acqua e sabbia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Semerano affermava di basarsi non sul metodo scientifico elaborato dalla linguistica comparata ma su assonanze fonetiche e su affinità di significato, seguendo dunque un procedimento paretimologico (da Wikipedia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qui la testa vuota prende il sopravvento, il cappellaio matto danza sul tavolo, parte lo spin-off, perché non è forse così che è nata la scrittura? Nella scrittura sumerica ad ogni segno o gruppo di segni corrispondeva una parola. La scrittura sumerica si sforzava fin dall’inizio di diventare quotidiana, corsiva e di uso comune (al contrario della scrittura egiziana, però gli egiziani avevano dalla loro parte dottori in marketing, infatti, hanno vinto tutte le battaglie e sono ancora tra noi con mummie e piramidi), come è possibile ciò? Ora come è possibile continuare a parlare dell’Egitto questo io non lo so, e m'importa quanto il mistero della prugna secca trovata in bocca a Tutankamon (a Giacobbo svelare il mistero della prugna secca); la mia domanda è come è possibile esprimere con segni, concetti difficilmente raffigurabili con i disegnini scemi degli egiziani? Elementare Watson, usando segni di parole dallo stesso suono, ma di significato diverso, per esempio il nome di persona &lt;em&gt;En-lil-ti&lt;/em&gt;, tradotto in “Enlil ti conservi in vita”. Il segno per “conservare in vita” è un pittogramma a forma di freccia e, infatti, vuol dire “freccia”, ma ha lo stesso suono di “vita” in sumerico, concetto assai difficile da rappresentare con una figurina stilizzata. :)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giacomo Debenedetti, citando Italo Svevo che citava Joyce, scrive nel &lt;em&gt;Romanzo del Novecento&lt;/em&gt; (p. 581):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;Quando il Joyce mi spiegava che il pane che un bambino sogna di mangiare non può essere lo stesso ch’egli mangia quando è desto perché il bambino non poteva trasportare nel sogno tutte le qualità del pane e che perciò il pane del sogno non poteva essere fatto della solita farina (&lt;em&gt;flour&lt;/em&gt;) ma piuttosto di una farina designata con un suono simile (&lt;em&gt;flower&lt;/em&gt;), fiore, che le toglieva delle qualità e gliene impartiva delle altre più proprie allo stato del sogno, io subito ricordai l’oggettività dell’&lt;em&gt;Ulisse&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Si potrebbe pensare che molte parole scritte sono nate nei sogni degli scribi al lavoro. Chi era quel filosofo che elogiò l’ozio? Oh, che domanda oziosa... ;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma si può spingere ancora avanti la carretta, accoppato Pallottino, esiliati in Anatolia gli etruscologi, fatti svanire – con una formula magica - gli indoeuropei, possiamo sognare un linguaggio comune che ci lega ai nostri compagni, gli altri animali?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;La sensazione che si prova quando si comincia col dire una cosa e si viene a sapere di averne detta un’altra è quanto mai affascinante, una volta abituaticisi.&lt;br /&gt;Un mattino, ricordo, volevo dire: “La fioritura dei ciliegi nel parco di Hibiya è molto bella questa primavera”, quello che in effetti dissi, come Wata-nabe-san mi spiegò più tardi, fu: “Noi uccelli color ciliegia voliamo sempre nel parco di Hibiya a primavera”. E’ un buon esempio di sparizione di parola: la parola “fioritura” era dileguata.&lt;br /&gt;“Che ne è successo di fioritura?” chiesi a Wata-nabe-san quella mattina.&lt;br /&gt;“Fioritura”, mi disse, “è diventata colore”, e combinandosi con la parola ciliegi, è divenuta una frase descrittiva. Vede” aggiunse, “lei ha usato il suffisso per uccelli".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;(McKelway, &lt;em&gt;Un suffisso per uccelli&lt;/em&gt;, in Gli umoristi moderni, Garzanti, 1971).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;C’è stato un tempo, all’inizio della storia, che nessuno cadeva dal pero o si faceva beccare con un panino in mano, ma, come il Renzo del Manzoni che viveva da qualche parte nei pressi del lago di Como e ciarlava liberamente con mezzo mondo, le genti di quel tempo ciarlavano con genti di città e con genti di campagna e tutte le terre porgevano orecchio e, soprattutto, capivano, anche i cani e i gatti capivano (e viceversa). E se Renzo farfugliava fra i denti una frase con i puntini di sospensione l'oste della malora faceva subito sì con la testa, non solo ma Renzo chiamava tutti &lt;em&gt;buoni figliuoli&lt;/em&gt;; un po’ come succede in &lt;em&gt;Star Trek&lt;/em&gt; (dove anche l'alieno di forma e sostanza di un sasso con il muschio sopra è un bravo figliuolo, infatti, comunica con Spock, e prima o poi farà piangere il Capitano per qualcosa o per qualcuno o per qualcosa che ha perso qualcuno da qualche parte, benedetti 'sti alieni distratti), però Manzoni era nato a Milano, mentre i sumeri chissà da dove venivano, ma un bel giorno erano già lì, ad impastare &lt;em&gt;infinite&lt;/em&gt; tavolette di terra e acqua.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-5741995595346592179?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/5741995595346592179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/il-pane-del-sogno-spin-off-di-ceisaaa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5741995595346592179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5741995595346592179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/il-pane-del-sogno-spin-off-di-ceisaaa.html' title='Il pane del sogno (spin-off di CEIsAAA)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-7867071297372279618</id><published>2010-03-07T16:47:00.001+01:00</published><updated>2010-03-07T16:54:18.384+01:00</updated><title type='text'>CEIsAAA, IV</title><content type='html'>Gli eredi di Oliver (&lt;em&gt;Ollio&lt;/em&gt;) Sassu, direttore degli scavi archeologici a Favbrillhà, offrono al popolo di Internet la trascrizione fedele, da un supporto magnetico – ahimè, ahinoi, ahivoi, purtroppo parzialmente smagnetizzato -, degli atti di una risolutiva e definitiva riunione della Fondazione Favbrillhà (FF). La memoria analogica del nastro magnetico custodiva gli Atti dell’Assemblea di Primavera dei Soci Fondatori, tenuta nella soffitta della sede distaccata di Los Angeles, della Pierpont Morgan Library, il sette di marzo dell’anno mille novecentoquarantasei.&lt;br /&gt;Gli argomenti all’ordine del giorno, di quel giorno memorabile, furono i seguenti:&lt;br /&gt;1) lettura della memoria del Socio Pio de Pio, &lt;em&gt;Tavoletta 777.b: ornitomanzia e questioni bibliche&lt;/em&gt;;&lt;br /&gt;2) lettura della memoria del Socio O.K. Allright, &lt;em&gt;Tavoletta 777.b: la scienza tradita in cucina&lt;/em&gt;;&lt;br /&gt;3) varie ed eventuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[…] vorrei sapere perché, dovunque ci riuniamo, in ogni modo dobbiamo riunirci in una soffitta polverosa e piena di topi! Non è proprio possibile affittare l’Auditorium? Manco fossimo comunisti!!!&lt;br /&gt;Segretario, C. Pancalakaprakampa – Di nuovo con ‘sta storia del comunismo… va bene, va bene…&lt;br /&gt;O.K. Allright – Sì?&lt;br /&gt;C.P. – ‘osa?&lt;br /&gt;O.K.A. – Oso?&lt;br /&gt;C.P. – ‘osa osa ‘osa?&lt;br /&gt;O.K.A. – Lei ha detto “&lt;em&gt;osa&lt;/em&gt;”…&lt;br /&gt;C.P. - No, io ho detto “&lt;em&gt;’osa&lt;/em&gt;”…&lt;br /&gt;O.K.A. – Cosa?&lt;br /&gt;C.P. – ‘osa ikke ‘osa!?&lt;br /&gt;O.K.A. – Chi osa cosa, o ch’io’so cosa?&lt;br /&gt;Pio de Pio – [rumori, pugni sul tavolo] Segretario!… Segretarioooo cipancalakaprakampaaa!!! Ascolti!… Si sta facendo notte! E io vorrei iniziare… [rumori, parole intraducibili]… ma con la lettura della mia relazione, e che diamine!… Dunque, dunque… ma dove sono finiti i miei occhiali [risatine in sottofondo]… bah!, sì,… che m’importa a me…&lt;br /&gt;O.K.A. – Per una che va storta una dritta c’è! [rumori, sghignazzi, pugni sul tavolo]&lt;br /&gt;P. de P. - … la tavoletta 777.b io la conosco a memoria, io!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UM.MA LUGAL-MA&lt;br /&gt;A.NA Awauwauwauwauwauwauwaa KI.BI.MA&lt;br /&gt;DINGIR&lt;span style="font-size:78%;"&gt;MEŠ&lt;/span&gt; eš-da aš-su-li PAP-ru…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arne Otto Saknussen – Segretario!… Segretarioooo cipancalakaprakampaaa!!! Io protesto! Non tutti i presenti, e immagino neppure gli assenti, sono disposti ad ascoltare una tavoletta che parla alle 10 di sera! Io chiedo che l’esimio collega e stimato filologo de Pio, ci traduca la tavoletta, in una lingua vivente!&lt;br /&gt;P.de P.- [sottovoce] Che vergogna non conoscere le lingue morte [ad alta voce] Allora, dunque, dunque… sì, nella lettera c’è scritto…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;1.Così parla il re:&lt;br /&gt;2.A Wauwauwauwauwauwauwa, dì.&lt;br /&gt;3.Che il Dio degli Eserciti possa mantenerti in salute!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;&lt;br /&gt;4.Così tu mi hai scritto:&lt;br /&gt;5.“Dalla valle verde una colomba bianca volò via, volò giù al fiume BLUBLUBLU.&lt;br /&gt;6.Un’aquila volò da questa parte, con volo bello e maestoso verso la casa del mio signore.&lt;br /&gt;7.Vi recitiamo lo scongiuro. Ci tocchiamo le ali (?)&lt;br /&gt;8.Poi […] un’aquila svenne (?)”&lt;br /&gt;9.[intraducibile]&lt;br /&gt;10.[…] un’aquila voi (auguri) vedeste,&lt;br /&gt;11.[da questa par]te andò, poi [in avanti] da lontano (con volo) basso andò, poi essa volò via.&lt;br /&gt;12.[intraducibile]&lt;br /&gt;13.Voi (auguri) l’aquila individuaste (e fin qui), tutto buono, ma poi guadaste il fiume, (e quella) piantaste in asso!&lt;br /&gt;14.Poi così ci scriveste:“Gli uccelli bianchi del fiume ci circondarono tutti, mia moglie, i miei figli, i miei servi e (pure) gli scribi,&lt;br /&gt;15.(noi) a quel punto ci buttammo (ci lavammo i vestiti?) giù nel fiume BLUBLUBLU!”&lt;br /&gt;16.[…] ali bianche nel cielo […] casa delle tavolette […]&lt;br /&gt;17.Dunque, (dunque gli auguri) agiscono così, così piantano in asso gli uccelli bianchi del fiume!&lt;br /&gt;18.Se (agli auguri) in un qualche posto un’aquila […] nel posto dove si leva, non l’attendono appunto, là?&lt;br /&gt;19.E (voi) perché l’aquila non attendeste?&lt;br /&gt;20.Se essa fosse venuta in avanti con volo bello, sarebbe poi venuta da questa parte con volo bello.&lt;br /&gt;21.Ecco, (io) la Maestà, (vi) ho perdonato la questione dell’aquila.&lt;br /&gt;22.Marciate dritto e non rifatelo più!&lt;br /&gt;23.Se no, vi capiterà di inciampare sui vostri stessi corpi!&lt;br /&gt;24.In verità, (in verità vi dico) che il fannullone dialoga con la propria testa nel cesto!&lt;br /&gt;25.Su, su, disponete uccelli favorevoli giù nel fiume, per favore.&lt;br /&gt;26.E offrite una colomba al Dio degli Eserciti!&lt;br /&gt;27.Su, di grazia, (la questione della consultazione oracolare e l’ornitomanzia) giù al fiume è MOLTO importante (per me)!&lt;br /&gt;28.Osservate bene uccelli favorevoli giù nel fiume.&lt;br /&gt;29.E guadate il fiume, solo quando il fiume è in secca!&lt;br /&gt;30.Ecco, io l’unto del Signore allo scriba Mosè,&lt;br /&gt;31.e molla codesta cesta! (che non sei più un fantolino abbandonato nel fiume) ho detto.&lt;br /&gt;32.Cordiali saluti, un bacio al tuo bimbo IsaU, e uno alla tua sposa REbeccA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;33.&lt;em&gt;P.s.&lt;/em&gt; Oh! ricordati della testa nel cesto!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La tavoletta 777.b dell’archivio di Favbrillhà è la prova lampante dell’esistenza di pratiche divinatorie ornitomantiche all’inizio del terzo millennio a.C in Anatolia, infatti, riguarda l’ornitomanzia e le consultazioni oracolari. La divinazione era una pratica molto usata dai sovrani ittiti, quindi non ci meraviglia scoprire che anche in epoca paleoittita i sovrani di questo misterioso regno, dal nome tuttora sconosciuto, praticassero tecniche mantiche.&lt;br /&gt;Il re comunicava all’augure i quesiti da porre alla divinità e, avvenuta la consultazione, minuziosamente registrata dagli scribi su questa tavoletta, le risposte erano fornite al re.&lt;br /&gt;Lo stile di questa lettera è caratterizzato da una notevole sobrietà, proprietà di linguaggio e stringatezza formale. La lettera è il resoconto dettagliato di osservazioni fatte dagli auguri sul volo di alcuni uccelli: due aquile e alcuni non meglio identificati uccelli bianchi del fiume. La lettera comprende anche un toponimo: il fiume BLUBLUBLU (scritto in sumerico), da identificare probabilmente con il fiume Imrallaja, distante forse una giornata di marcia dalla futura Hattusa. In 777.b, è il sovrano che scrive agli auguri, tramite il funzionario locale Wauwauwauwauwauwauwa, per rimproverarli, colpevoli di non aver seguito fedelmente le norme stabilite per la consultazione: avvistata un’aquila, che dovevano osservare, avevano invece guadato il fiume senza seguirla, come indicava il rituale (Recto, 13). A questo punto il re spiega come in realtà l’osservazione avrebbe dovuto svolgersi (Recto, 18-20); quindi esorta gli auguri a riprendere le consultazioni senza commettere altre negligenze (Verso, 25-29). Il re si comporta paternamente con il funzionario locale negligente, lo perdona, e lo ammonisce dicendogli di non farlo più, infine per rasserenare il funzionario gli racconta una piccola facezia (Verso, 23-24), quindi lo saluta con affetto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;La tavoletta presenta minime incomprensioni e oscurità, da imputare sicuramente ad uno scriba distratto, per esempio l’invito del re allo scriba Mosè di lasciare la presa sulla cesta è interpretato come un oscuro ordine al funzionario locale, ebbene proprio da questi fraintendimenti appare luminosa la presenza nell’archivio di Favbrillhà di un’aneddotica paleobiblica [rumori, fischi, pugni sul tavolo]… Il poscritto, sul margine sinistro della tavoletta, è un erudito commento dello scriba Mosè... [rumori, mugugni]… Fondamentale, non lo dirò mai abbastanza, è la copiosa (e per me commovente) presenza di un’onomastica biblica, per esempio in questa lettera i nomi Mosè, Isaù e Rebecca, nell'archivio di Favbrillhà… [applausi, fischi, rumori]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[nastro magnetico danneggiato]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O.K. Allright – […] Traduzione e interpretazione della tavoletta 777.b:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;1.Così parla il re:&lt;br /&gt;2.A Wauwauwauwauwauwauwa, dì.&lt;br /&gt;3.Che gli Dei possano mantenerti in salute!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.Così tu mi hai scritto:&lt;br /&gt;5.“Dalla valle verde un piccione bello grasso volò via, volò giù al fiume BLUBLUBLU.&lt;br /&gt;6.O straziante bellezza del creato, altri stupendi e meravigliosi piccioni s-KA-KA.u hanno seguito il primo, in (volo alto e bello) verso la casa del mio signore.&lt;br /&gt;7.Perché io ho recitato una formula magica, che ha incantato le loro ali.&lt;br /&gt;8.[intraducibile]&lt;br /&gt;9.Se tu, mio signore, questi piccioni hai gradito, allora piaccia al mio signore di scrivermi,&lt;br /&gt;10.ed io manderò da te una nube nera di piccioni, e ancora piccioni e ancora e ancora (per te)!”&lt;br /&gt;11.Vedi, i piccioni, che tu mi hai mandato in volo,&lt;br /&gt;12.non solo non li ho assaggiati,&lt;br /&gt;13.ma neppure visti, per dire se fossero buoni o no. Sei proprio un as(ino)!&lt;br /&gt;14.(volando alti tra le nubi) hanno lordato la mia casa, mia moglie, i miei figli, i miei servi e (pure) gli scribi,&lt;br /&gt;15.(essi) si sono buttati (si sono lavate le vesti?) giù nel fiume BLUBLUBLU.&lt;br /&gt;16.Poi i piccioni sono volati via, (sono tornati alla) casa delle tavolette, (da te!)&lt;br /&gt;17.I (funzionari zelanti) non agiscono così, non piantano in asso i piccioni s-KA-KA.u al fiume!&lt;br /&gt;18.Se (ai funzionari zelanti) in un qualche posto, un piccione bello grasso appare, (ebbene) nel posto dove si leva, non l’acchiappano, con le reti, là?&lt;br /&gt;19.E (tu) perché il piccione bello grasso non hai preso?&lt;br /&gt;20.Se esso fosse venuto in avanti con volo bello, sarebbe poi venuto da questa parte, con volo bello.&lt;br /&gt;21.Ecco, (io) la Maestà, (ti) ho perdonato la storia dei piccioni s-KA-KA.u!&lt;br /&gt;22.Marcia dritto e non lo rifare più!&lt;br /&gt;23.Se no, ti capiterà di uccidere (te stesso) con la tua stessa testa!&lt;br /&gt;24.Come sta ZA.ZA?&lt;br /&gt;25.Su, su, non mi mandare più piccioni in volo, per favore.&lt;br /&gt;26.Mandami solo piccioni cotti, (che gli Dei possano mantenerti in salute!)&lt;br /&gt;27.Su, di grazia, cuocere i piccioni in un grande forno, giù al fiume, è MOLTO importante (per me)!&lt;br /&gt;28.E osserva bene il tempo di cottura.&lt;br /&gt;29.E levali dal forno, solo quando la pelle è ben cotta!&lt;br /&gt;30.Ecco, ungili coll’olio!&lt;br /&gt;31.Porgi orecchio a quel che ho detto!&lt;br /&gt;32.Saluti, e baci a Uhu e Bekka.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;33.&lt;em&gt;P.s.&lt;/em&gt; Ah! ricordati della salsa!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dalla lettera 777.b si vede come la monarchia orzoweiana sia stata, in ogni epoca, una monarchia fortemente centralizzata, assolutista, dove qualsiasi questione doveva passare attraverso le mani del re, prima di essere portata a termine. E’ quindi scarsamente supportata dalle lettere, la tesi di uno di noi [&lt;em&gt;n.d.t.&lt;/em&gt;, Arne Otto Saknussen] che vede nello stato di Orzowei, almeno in alcune sue fasi, una monarchia feudale. Al contrario, il re appare interessarsi di tutto, dall’amministrazione della giustizia alla cottura di una coppia di piccioni. La tavoletta 777.b ad una prima lettura sembrerebbe una lettera di argomento gastronomico, ma al suo interno nasconde un vero e proprio dramma storico. Il carattere centralizzato della monarchia orzoweiana impedisce al re di comprendere la portata di una scoperta che avrebbe potuto rivoluzionare il sistema irrigidito delle comunicazioni, e cioè l’addestramento di piccioni viaggiatori (Recto, 7). Il re è vecchio, quasi un bacucco, ed è più interessato alle esigenze del suo triste sacco (Verso, 27), che al radioso progresso nelle comunicazioni, un po’ come il vecchio Nicomaco, nella &lt;em&gt;Clizia&lt;/em&gt; del Machiavelli, che, per trovarsi abile a una giostra amorosa, si proponeva di mangiare &lt;em&gt;uno pippione grosso, arrosto così verdemezzo che sanguigni un poco&lt;/em&gt;. O la miope ottusità della classe dirigente!... quasi pari all'astigmatismo di certi filologi...&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-7867071297372279618?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/7867071297372279618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/ceisaaa-iv.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/7867071297372279618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/7867071297372279618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/ceisaaa-iv.html' title='CEIsAAA, IV'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-3393035592966164489</id><published>2010-03-04T18:39:00.008+01:00</published><updated>2010-03-19T17:58:24.733+01:00</updated><title type='text'>A cavallo di un'anatra zoppa (Incontri con l'arte, 2)</title><content type='html'>&lt;em&gt;Toh&lt;/em&gt;, due pasticcioni a una partita di caccia nel bosco. I due portano i fucili con le canne verso il basso, incespicano fra gli sterpi, tutte le volte che una beccaccia o una pernice si alza in volo quello con l’aria più sveglia chiude gli occhi e spara per aria; qui qualcuno farà pasticcio di carne fredda di qualcun altro, &lt;em&gt;temo&lt;/em&gt;. Infatti, uno dei due, è un medico specialista, e lavora nell’equipe del dr. House, chiamiamolo &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt; per comodità mia e del lettore. Il generico si picca, fin dal primo secondo del telefilm che sto guardando, di essere guarito - e per sempre - da una forma maligna di leucemia fulminante; noi chiameremo il tapino, &lt;em&gt;povero g&lt;/em&gt; (o semplicemente &lt;em&gt;g&lt;/em&gt;). &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt; dà pacche sulle spalle di &lt;em&gt;g&lt;/em&gt;. Adesso non chiedetemi quello che non so; vedo che &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt; attacca ad un tronco d’albero una sacca misteriosa; &lt;em&gt;sento&lt;/em&gt;, anche se non sono un sensitivo (e non ho mai visto prima un episodio della serie), che la sacca fungerà da bersaglio liberatorio. &lt;em&gt;Bang!&lt;/em&gt; La sacca, centrata da un colpo di fucile talebano, esplode, tra le urla e le risate dei due amiconi, finalmente liberi dall'incubo del malaccio pernicioso. Ora vedo &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt; avviarsi calmo verso l’albero, &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt; ci mostra la schiena, coperta da un giaccone rosso fiammante; perché &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt; ci mostra la schiena? E, soprattutto, perché il regista non inquadra più &lt;em&gt;g&lt;/em&gt;? E poi perché tutte le beccacce, le pernici e i pappafichi del bosco se ne stanno zitti zitti, a becco aperto? Sento che &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt; ha qualche buona probabilità di finire steso morto fulminato, tra le foglie e i funghi del sottobosco, con il giaccone rosso fiammante bucato. &lt;em&gt;Bang!&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt; s'appiatta a terra, come covaccino all’olio, e poi si volta illeso ed incredulo verso l’amico, e grida, &lt;em&gt;ma che cavolo mi spari addosso!&lt;/em&gt; Ahimè, &lt;em&gt;g&lt;/em&gt; è disteso nel fango, tra le foglie e i funghi del sottobosco, ha un braccio paralizzato, e il dito indice della mano destra contratto sul grilletto del fucile. &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt; accorre disperato, lanciando alti guati al cielo indifferente azzurro amerikano. &lt;em&gt;G&lt;/em&gt; chiede a &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;che è un ictus?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Sembra quasi di essere in un episodio a se stante di X-files, uno di quelli senza l’uomo che fuma e il complotto con gli omini-verdi; insomma mi chiedo: come faranno i nostri due eroi ad uscire vivi dal bosco?… Macché X-files, &lt;em&gt;g&lt;/em&gt; è già all’ospedale, nel suo bianco lettino, con accanto una bella ragazza, sua compagna di vita (che tutti, misteriosamente, prendono per il culo, perché molto più giovane di &lt;em&gt;g&lt;/em&gt;).La ragazza, presa di mira da medici, paramedici e pappini assortiti, si chiama Lolly Hyta, ma per semplicità di scrittura la chiameremo &lt;em&gt;L&lt;/em&gt; e stop. &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt; consola &lt;em&gt;g,&lt;/em&gt; che consola &lt;em&gt;L_e_stop&lt;/em&gt;; &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt; dice a &lt;em&gt;g&lt;/em&gt; che le analisi del sangue sono OK,&lt;em&gt; &lt;/em&gt;però si gratta perplesso la pera (&lt;em&gt;i che sarà mai?&lt;/em&gt;), ma poi il suo occhio clinico si posa sulle labbra di &lt;em&gt;L_e_stop&lt;/em&gt;. &lt;em&gt;Doc, perché mi guata così?&lt;/em&gt; E il vecchione, punto sul vivo, replica a Susanna, &lt;em&gt;Lei ha un herpes labiale!&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt; saltella di gioia, sospetta, ma più che un sospetto è una certezza, che &lt;em&gt;g&lt;/em&gt; baciando &lt;em&gt;L_e_stop_con_h&lt;/em&gt; si è infettato il midollo osseo. &lt;em&gt;Che è grave?,&lt;/em&gt; farfuglia &lt;em&gt;g,&lt;/em&gt; con la testa sotto le lenzuola.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Macché o un lo vedi che saltello di gioia?&lt;/em&gt; Adesso anche &lt;em&gt;L_e_stop_con_h&lt;/em&gt; saltella di gioia (è proprio una bambina, biascica maligno un pappino verde, in un angolo). Saltellerebbe di gioia anche&lt;em&gt; g&lt;/em&gt;, se non fosse per la gamba destra informicolita. &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt; saltellando di gioia, esce dalla stanza ed entra in un’altra stanza (è come un sogno ameri'ano, questo telefilm ameri'ano). Oibò, il sogno è diventato un incubo; nella camera si agitano 8 medici, 4 infermieri, 3 suore, 2 frati della confraternita del sonno, 1 giuseppino in ciabatte e in libera uscita dalla camera accanto, 2 pappini in pausa pranzo; tutti circondano un urlante grassone, con la pancia all'aria. Il grande obeso è timido ed educato, infatti, urla, &lt;em&gt;Il grasso del fondo dei miei calzoni per 5 minuti di privacy!!!&lt;/em&gt; Urla, l'obeso indifeso, in difesa e a tutela della propria privacy, cioè vorrebbe la camera vuota per flatuleggiare un poco. L’occhio spietato della telecamera inquadra l’eroe della serie, il dr. House; il cinico clinico zoppo, seduto assiste indifferente al dramma esistenziale del campione americano. Lo zoppo dice a &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;ah!, &lt;/em&gt;q&lt;em&gt;uel tuo amico ha il cancro.&lt;/em&gt; &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt; non fa neppure l’atto di toccarsi le palle, ché un rapporto logorante e stagionale con lo zoppo gliele ha piallate tutt’e due. Si ingobba, gira il culo ed esce dalla porta basculante. Alé, altro giro, altra corsa, rieccolo nella stanza di &lt;em&gt;g&lt;/em&gt;. Si direbbe che &lt;em&gt;g&lt;/em&gt; abbia sentito il parere dello zoppo, forse con il bicchiere appoggiato al muro e l’orecchio applicato al culo del bicchiere? Infatti, è un mezzo invalido (e sono passati solo 5 minuti). Il braccio era già andato nel bosco, la gamba sinistra sta seguendo l'esempio. &lt;strong&gt;G&lt;/strong&gt; palpeggia l’arto inferiore e biascica poco convinto, &lt;em&gt;Ma no, ma no, è solo informicolita&lt;/em&gt;. Ecco che &lt;em&gt;g&lt;/em&gt; attacca con la tosse secca, e poi ecco la bava bianca come una bomboletta di panna-spry sgorgare dalla bocca aperta, schizza dal naso un fiotto di sangue nero, le orecchie fremono e si agitano, come se la testa volesse prendere il volo e uscire dalla finestra; &lt;em&gt;g&lt;/em&gt; con una vocina sottile sottile chiede, &lt;em&gt;che è una recidiva?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;E &lt;em&gt;L_e_stop_con_h &lt;/em&gt;piange tra le braccia dell'ex-moglie di &lt;em&gt;g&lt;/em&gt; (è proprio una bambina, biascica maligno lo gnomo verde nell'angolo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora&lt;em&gt;, &lt;/em&gt;come è andata a finire la storia, io non lo so e non lo voglio sapere! Ho mandato a cagare il dr. House e ho spento il televisore. Gli ultimi viandanti della notte passano per strada, urlando. Nulla di simile v’avvenga, o voi che passate di qui! E sento passare le ambulanze per torregalli, per careggi, per gli allegri segaioli del cto, per santa maria nuova, per monna tessa, per dove capita capita, sembra che tutte le ambulanze debbano passare da qui; finalmente mi addormento, esausto. O non ti sogno Magico Primario?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Magico Primario dice che solo l’esigenza di un recupero etico e formale, solo l’impossessamento formale ed etico di una anatra grigia decapitata spennata e appesa a frollare, solo l’osservazione verticale e orizzontale, della sincronia e diacronia delle cose nello spazio, dello spazio nelle cose, potrà dare un senso a questo incubo amerikano.&lt;br /&gt;Ma vediamo, vediamo una che vorrebbe avere un figlio ma nonostante i numerosi metodi a cui fa ricorso non riesce a rimanere incinta; uno specializzato in neurologia, con l’ambizione di essere un medico stimato ma assomiglia sempre più allo zoppo, e spalanca la bocca di meraviglia quando qualcuno glielo fa notare; una vedova di un malato di cancro, che aveva sposato per supportarlo nel dolore della malattia, di cui sarebbe presto morto, e probabilmente è per lo stesso motivo che nelle prime stagioni prova attrazione per lo zoppo, però ha una relazione con il dottor Mascarpone, col quale si sposa nell'ultimo episodio della quinta stagione e poi muore di botulino; uno specializzato in terapia intensiva, figlio di un reumatologo stimato, con cui tuttavia non va d'accordo, in quanto lo ritiene responsabile della morte della madre, a causa della sua vita fedifraga, si sente in dovere di dimostrare di aver ottenuto il posto per bravura e non per pressione del padre, e questo suo carattere lo porta a tradire lo zoppo in più occasioni; un Medico Ebreo, dr. Pan Azzim, di esperienza e specializzato in chirurgia plastica, che ha abbandonato il lavoro da chirurgo per evitare che i suoi colleghi rivelassero alla moglie il suo tradimento con un'infermiera; un giovane medico di origine indiana specializzato in medicina sportiva e riabilitativa, come lo zoppo è disposto a tutto pur di arrivare a una diagnosi, si suicida nella quinta stagione e senza alcun motivo apparente o recondito; uno che ascolta la voce, del giovane medico di origine indiana, dall'oltretomba, vorrebbe affettare una gamba in cancrena, ma non può perché è educato, e il paziente s'invola a braccetto del giovane suicida indiano; ma uno - più moderno - guardate come soffia mentre sega un braccio e con le cuffie ascolta radio radicale. E padre Giuda, amministratore delegato, se ne sta col collo rigido, la testa orgogliosa quasi all’indietro, punta la fluente barba nera come una spada sguainata, lo sguardo ardente è corrucciato, guai a voi anime prave - se non pagate - vi caccio a pedate…&lt;br /&gt;Magico Primario si volta e ruota la testa sull'esile collo gommoso, Dr. Zoppo, se tu fossi un’anatra grigia zoppa, come opereresti? All right all right, ma adesso cambiamo di posto? Magico Primario è spinto di lato, fuori quadro, sparisce, inghiottito estatico nella visione del telefilm. Dove se ne andrà? Dove è già andato? O piccolo e nero calimero, critico d’arte tascabile di un telefilm di uno zoppo primario. Vieni, vieni sotto l’ombrello che nel &lt;em&gt;fittizio&lt;/em&gt; ospedale universitario Princeton-Plainsboro Teaching Hospital, nel New Jersey, stanno piovendo frammenti di osso di zoppo e pezzi di milza di gatto zoppo. Vieni via, ma mettiti prima il cappottino… vien via, vien via, mettiti il cappottino che si va via, che nel New Jersey fa freddo, tira vento, siamo solo al 3 di marzo. Vien via, piccolo critico d’arte, ma prima mettiti il cappottino… O Magico Primario.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-3393035592966164489?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/3393035592966164489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/cavallo-di-unanatra-zoppa-incontri-con.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/3393035592966164489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/3393035592966164489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/cavallo-di-unanatra-zoppa-incontri-con.html' title='A cavallo di un&apos;anatra zoppa (Incontri con l&apos;arte, 2)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-5241324738525606258</id><published>2010-03-02T16:38:00.001+01:00</published><updated>2010-03-02T16:40:04.278+01:00</updated><title type='text'>Bestiario n. 12 (Yojo)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S4VuohVkRuI/AAAAAAAAAeQ/tWoWQKx2AWU/s1600-h/pequod_1.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5441877367169763042" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S4VuohVkRuI/AAAAAAAAAeQ/tWoWQKx2AWU/s320/pequod_1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;Toh&lt;/em&gt;, due marinai a spasso sul molo di Nantucket. Uno dei due, è un marinaio “generico”, l’altro dei due, è uno "specialista" nella caccia alla balena. Il generico si picca, fin dal primo rigo del romanzo di Melville, di essere chiamato &lt;em&gt;Ismaele&lt;/em&gt;; lo specialista invece si chiama semplicemente &lt;em&gt;Queequeg&lt;/em&gt;. Lo specialista è un cannibale, un cannibale dei mari del sud, è nato in un’isola lontanissima. L'isola non è segnata in nessuna carta, ché i posti veri non lo sono mai. I due sono stranamente amici, e spingono a turno una carriola carica della loro roba, su e giù il molo della cittadina fatta di sabbia mescolata dal vento; al loro passaggio tutta la gente del porto sgrana gli occhi, non alla vista del cannibale, gliene importa assai alla gente di porto, ma perché li vedono, il generico e lo specialista, così vicini, in così intima amicizia. Tale è l’amicizia che li lega che Queequeg, lo specialista, farà scegliere all’amico generico la nave baleniera dove cercare ingaggio... cioè non è solo l’amicizia che spinge il selvatico ramponiere, tutto istoriato di tatuaggi, a fare scegliere all’amico, un po' sempliciotto e molto filosofo (ché in più parti il romanzo è proprio peso, ma &lt;em&gt;mi si consenta&lt;/em&gt; una noticella critica, ché è proprio in quelle pagine pesanti che il romanzo prende il volo dal suo secolo e dal suo tempo), gli farà scegliere il posto di lavoro a tempo determinato, non solo l'amicizia che li lega, ma un vero e proprio ordine divino, trasmessogli in sogno da un piccolo dio, una divinità tascabile, infatti, il selvaggio se lo porta sempre in tasca: &lt;em&gt;Yojo&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;C’è un vecchio detto fiorentino che dice, &lt;em&gt;Che c’entra Cristo con il puzzo dei piedi?&lt;/em&gt;, si sa, tutti lo sanno, i cristiani (i cattolici in particolare) sono tutti anim’e core che cantano in coro, fino a quando non gli sfiori il portafoglio o il diritto-dovere di sostare sulle strisce pedonali (ma quanti di questi cristiani hanno l’ardire e il coraggio di parcheggiare l'auto sopra un passo carrabile o semplicemente di farsi sbranare dai leoni nel circo?), e invece 'sto selvaggio pagano e cannibale e spacciatore di teste extracomunitarie, o non t'affida tutta un’intera stagione di lavoro, lunga ben tre anni, al naso di un novellino grullo!, ad un tizio appena conosciuto e che è poco più di un pescatore di trote, di un raccoglitore d’arselle e di conchiglie di San Giacomo.&lt;br /&gt;Chi ha visto il film, chi ha letto il libro, sa che la nave che sceglierà Ismaele sarà il &lt;em&gt;Pequod&lt;/em&gt;. Ebbene, il Pequod è un classico esempio di wunderkammer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrive Melville che il Pequod era nave di scuola antica, piccola e con una certa aria vecchia di mobile dai piedi ad artiglio, scafo stagionato e patinato dai tifoni e dalle bonacce di tutti e quattro gli oceani, di colorito bruno, di prua barbuta, con alberi tagliati su qualche sperduta costa del Giappone, ponti consunti e levigati, legni intarsiati e ornati di trofei, nave cannibale irta dei denti aguzzi del capodoglio, pure la barra del timone era sagomata da una mandibola di capodoglio, insomma: un nobile legno marino, ma triste, ché tutte le cose veramente nobili sono velate di tristezza (anche quando cantano a Sanremo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il bestio di questo post, chi è? No, non è &lt;em&gt;Moby Dick&lt;/em&gt;. La balena bianca è solo un essere innocente che prenderà a testate la nave-trofeo fino a farla affondare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bestio di questo post è lo scarsamente ecumenico, enigmatico, piccolo e nero (quasi un Calimero) dio tascabile &lt;em&gt;Yojo&lt;/em&gt;, che per chi sa quali suoi fini farà morire il suo unico fedele, e gli salverà l'amico infedele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, &lt;em&gt;Yojo&lt;/em&gt; possiede la maggioranza relativa di tutte le azioni U.S.A., come andrà a finire il viaggio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S4Vxrva_ROI/AAAAAAAAAeY/XB3NMRZaM_U/s1600-h/pequod_2.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5441880721025090786" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S4Vxrva_ROI/AAAAAAAAAeY/XB3NMRZaM_U/s320/pequod_2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-5241324738525606258?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/5241324738525606258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/02/bestiario-n-11-yojo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5241324738525606258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5241324738525606258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/02/bestiario-n-11-yojo.html' title='Bestiario n. 12 (Yojo)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S4VuohVkRuI/AAAAAAAAAeQ/tWoWQKx2AWU/s72-c/pequod_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-1892028040016635975</id><published>2010-03-02T16:12:00.000+01:00</published><updated>2010-03-02T16:12:40.080+01:00</updated><title type='text'>no free dogs (II)</title><content type='html'>Un &lt;a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;amp;safe=off&amp;amp;q=canili+lager&amp;amp;btnG=Cerca&amp;amp;meta=lr%3Dlang_it&amp;amp;aq=f&amp;amp;oq="&gt;canile lager&lt;/a&gt;, come ce ne sono tanti in Italia. I cani, all’avvicinarsi di un visitatore, spingono il muso e le zampe tra le sbarre della recinzione, perché comunque vince il desiderio del contatto con l'essere umano, anche in un canile-lager. I cani vivono in recinti di sabbia e fango. I cani dormono e sognano del sole e di una stagione di leggerezza infinita e di strade secondarie deserte, liberi corrono i cani nel sogno ma dormono in pozzanghere di fango. E le mangiatoie traboccano di acqua e di fango. Un cane vicino alle sbarre è accucciato, non vedete che quel cane sta morendo? Il cane si sente osservato e faticosamente si alza sulle zampe e scodinzola incerto e felice. Quel cane è come il vento di marzo. E come il vento, il suo essere è trascendere se stesso. Quel cane non è più corpo, è solo inquietudine. Quel cane non è più corpo, è solo inquietudine e tremore.&lt;br /&gt;Quel cane non era più corpo, solo inquietudine, solo tremore, solo un ultimo soffio di vita su questa Italia che corre &lt;em&gt;felice&lt;/em&gt; verso le idi di marzo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-1892028040016635975?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/1892028040016635975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/no-free-dogs-ii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/1892028040016635975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/1892028040016635975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/03/no-free-dogs-ii.html' title='no free dogs (II)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-5949447588716816050</id><published>2010-02-28T18:02:00.000+01:00</published><updated>2010-02-28T18:02:46.592+01:00</updated><title type='text'>A cavallo di un'anatra spennata (Incontri con l'arte 1)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S4qcn1CemcI/AAAAAAAAAew/hHE7Fl2l1Ns/s1600-h/ultima_cena.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 136px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443335307696970178" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S4qcn1CemcI/AAAAAAAAAew/hHE7Fl2l1Ns/s320/ultima_cena.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Pasqua dell’anno 2036. Cenacolo vinciano, davanti al famoso affresco dopo un restyling. Turisti osservano, all’oscuro della presenza di una tv locale che li riprende. I turisti aprono la bocca, è tutto un pianto greco di esclamazioni, Meraviglioso!, Straordinario disegno!, E i colori, i colori!, Che incomparabile visione! Guardate l’espressione di Giuda! Viscido, veramente viscido! Sepolcro imbiancato! Mi verrebbe quasi voglia di sputargli addosso! Non si può! Purtroppo! Purtroppo!...&lt;br /&gt;Due tizi parlano davanti alla telecamera. Quello che tiene il microfono in mano, è sicuramente un vecchio bacucco intervistatore generico, l’altro, capello fluente e bianca coda di cavallo, è un pittore quotato, infatti, i suoi quadri sono come assegni postdatati. Il vecchio generico fa domande qualunque al pittore, mani in tasca e sguardo astioso e sospettoso, che si chiama maestro Mastro F. Maestro. I due sono sicuramente amici, si frequentano da trent’anni, e spingono a turno la carretta piena colma di retorica. Se uno ritarda l’altro aspetta per fare insieme il resto della strada… Ma poi qualcosa si spezza tra i due, improvviso tra le &lt;em&gt;a&lt;/em&gt; e le &lt;em&gt;o&lt;/em&gt; si crea uno iato esofageo, e l’incanto si infrange, come un bicchiere di vetro cristallo, cadendo in terra al rallentatore, esplode in impalpabili stelle filanti, così noi sentiamo cangiare la voce dell’intervistatore, in un tono che è quasi un soffio asmatico, sta introducendo l’ospite, la spalla, il frequentatore assiduo di musei e cimiteri. Così nomato, così invitato, così chiamato, ma come il vampiro delle fiabe era già lì appostato (ma fuori l’occhio della telecamera), spunta da destra un omettino piccino picciò, arriva a malapena con la testa al cinturone del Maestro, ha una faccia come la prugna secca trovata in bocca a Tutankamon (o era la lingua?), e una giacca smessa che è tutta una grinza, ma gli occhi lucidi provano un lavorio continuo delle cellule grigie, e i peli irti e bianchi sulle guance testimoniano una libera professione, quella del critico d’arte. Il critico ha un nome e pure un cognome, Magico Primario. Magico Primario ha il compito di spiegare l’Ultima Cena, dice, solo l’esigenza di un recupero etico e formale, solo l’impossessamento formale ed etico di una anatra grigia decapitata spennata e appesa a frollare, solo l’osservazione verticale e orizzontale, della sincronia e diacronia delle cose nello spazio, dello spazio nelle cose, potrà dare un senso a questo magico affresco vinciano. Ma vediamo, vediamo uno che tesse le dita delle mani insieme e volge accigliato lo sguardo verso il compagno, uno con le mani aperte mostra le palme, e alza le spalle alle orecchie, e spalanca la bocca di meraviglia, uno parla nell’orecchio di un altro, quello che lo ascolta vorrebbe affettare il pane ma non può perché è educato, ma uno più moderno guardate soffia sul boccone, e Giuda se ne sta col collo rigido, la testa orgogliosa quasi all’indietro, punta la fluente barba nera come una spada sguainata, lo sguardo ardente è corrucciato, guai a voi anime prave…&lt;br /&gt;Magico Primario si volta e ruota la testa sull'esile collo gommoso, Maestro, se tu fossi un’anatra grigia, come opereresti? All right all right, ma adesso cambiamo di posto? Magico Primario è spinto di lato, fuori quadro, sparisce, inghiottito nella visione dell'affresco brooksiano. Dove se ne andrà? Dove è già andato? O piccolo e nero calimero, critico d’arte tascabile di maestro Mastro F. Maestro ingrato. Vieni, vieni sotto l’ombrello che a Milano stanno piovendo frammenti di asteroide. Vieni via, ma mettiti prima il cappottino… vien via, vien via, mettiti il cappottino che si va via, e a Milano fa freddo, tira vento, siamo solo alla metà di aprile. Vien via, piccolo critico d’arte, ma prima mettiti il cappottino… O Magico Primario.&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#ffffff;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8942681708289271375-5949447588716816050?l=cg-cad.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cg-cad.blogspot.com/feeds/5949447588716816050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/02/cavallo-di-unanatra-spennata-incontri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5949447588716816050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8942681708289271375/posts/default/5949447588716816050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cg-cad.blogspot.com/2010/02/cavallo-di-unanatra-spennata-incontri.html' title='A cavallo di un&apos;anatra spennata (Incontri con l&apos;arte 1)'/><author><name>Claudio Piccini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01279944532378577503</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Lgfbjd053qE/S4qcn1CemcI/AAAAAAAAAew/hHE7Fl2l1Ns/s72-c/ultima_cena.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8942681708289271375.post-3884547444452494253</id><published>2010-02-28T17:37:00.001+01:00</published><updated>2010-03-01T16:54:56.244+01:00</updated><title type='text'>CEIsAAA, III</title><content type='html'>Gli eredi di Oliver (&lt;em&gt;Ollio&lt;/em&gt;) Sassu, direttore degli scavi archeologici a Favbrillhà, offrono al popolo di Internet la fedele trascrizione, da un supporto magnetico – ahimè, ahinoi, ahivoi, purtroppo parzialmente smagnetizzato -, degli atti di una risolutiva e definitiva riunione della &lt;em&gt;Fondazione Favbrillhà&lt;/em&gt; (FF). La memoria analogica del nastro magnetico custodiva gli Atti dell’Assemblea di Primavera dei Soci Fondatori, tenuta nella soffitta della sede distaccata, di New Bedford, della Pierpont Morgan Library, il 1 di marzo dell’anno mille novecentoquarantaquattro. Gli argomenti all’ordine del giorno, di quel giorno memorabile, furono i seguenti:&lt;br /&gt;1) lettura della memoria del Socio Pio de Pio, &lt;em&gt;Da dove deriva l'espressione “Per un piatto di lenticchie”?&lt;/em&gt;;&lt;br /&gt;2) lettura della memoria del Socio O.K. Allright, &lt;em&gt;Ho scoperto il nome del magico Regno&lt;/em&gt;;&lt;br /&gt;3) varie ed eventuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[…] vorrei sapere perché dobbiamo sempre riunirci in questa soffitta polverosa e piena di topi, non è proprio possibile affittare l’Auditorium? Manco fossimo appestati!!!&lt;br /&gt;Oliver (Ollio) Sassu – Ancora con ‘sta storia… all right…&lt;br /&gt;O.K. Allright – Sì?&lt;br /&gt;O.S. - Cosa?&lt;br /&gt;O.K.A. – Oso?&lt;br /&gt;O.S. - Cosa osa cosa?&lt;br /&gt;O.K.A. – Lei ha detto “osa”&lt;br /&gt;O.S. - No, io ho detto “cosa”…&lt;br /&gt;O.K.A. – Cosa che cosa?&lt;br /&gt;O.S. - Cosa che cosa cosa!?&lt;br /&gt;O.K.A. – Cosa che cosa cosa o cosa io oso cosa?&lt;br /&gt;O.S. - O.K…&lt;br /&gt;O.K.A. – Sì?&lt;br /&gt;O.S. - Uh, come vola il tempo, ieri era appena Natale, con panettoni fichi secchi datteri pistacchi noci nocciole noccioline arance mandarini, ed oggi è quasi Pasqua con la colomba e le uova di cioccolato (e l'estate è già alle porte coi sassi), dunque saltiamo pure il primo punto dell'ordine del giorno, e diamo la parola al nostro caro collega O.K. Allright… [lamenti, frasi incomprensibili e biascicate] Si calmi! Suvvia... Non si accalori per così poco, la sua memoria la leggeremo tutti, con calma, a casa…&lt;br /&gt;O.K.A. – Bene, tenetevi forte alle sedie, perché quello che vi esporrò vi farà sicuramente cadere con il culo per terra. Ebbene, sì! Ho scoperto il nome dello stato che un tempo si estendeva dal mare superiore al mare inferiore! Dopo anni che sto traducendo…&lt;br /&gt;Pio de Pio – Stiamo traducendo…&lt;br /&gt;O.K.A. – &lt;em&gt;Stiamo&lt;/em&gt; traducendo le migliaia di tavolette dell’archivio di Favbrillhà, che noi abbiamo scoperto…&lt;br /&gt;Arne Otto Saknussen - Che il mio avo, Arne Saknussen (sempre benedetto sia il Suo Nome), ha scoperto!&lt;br /&gt;O.K.A. – Su questa osservazione del collega archeologo, l’assemblea mi consentirà di dubitare, e fortemente! Il collega stasera, prima di coricarsi, si rilegga la mia memoria &lt;em&gt;Il gibbone indovino di Favbrillhà&lt;/em&gt;… [rumori, parole intraducibili, richiami all’ordine del Presidente] Se non posso esporre la relazione mi vedrò costretto a lasciare immediatamente questa assemblea, e fondare un’associazione per conto mio… (poi non piangete, se domani siete sul giornale)… [rumori, parole censurate, nuovi richiami all’ordine del Presidente] Posso proseguire la lettura? Uh, quante storie… le prove? Eccole!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Traduzione e lettura della Tavoletta 999.a&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;Così parla P[&lt;em&gt;upo, il Gran Re&lt;/em&gt;], il Re di Egitto:&lt;br /&gt;A PesOdipiumabambU (?), il Re di [&lt;em&gt;Orz&lt;/em&gt;]ow[&lt;em&gt;ei&lt;/em&gt;] dì:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino a me tutto è bene. Io sto bene. La mia casa, le mie bellissime spose bambine, le mie giovanissime concubine, i miei carri fuoristrada, i grandi, i miei eserciti, le mie formidabili legioni armate, stanno tutti bene, anche il mio bestiame, le mucche, i manzi e le galline, i pulcini poi sono un amore, i grassi maiali sono sempre al truogolo, i tacchini riempiono i boschi dell’eco del cupo rimbombo delle loro ali […] i pavoni con le code fiammeggianti nel sole, stanno bene, i conigli con l’insalatina stanno bene. Sì [&lt;em&gt;grazie, ambasciatore Biggazz&lt;/em&gt;]U – anche i gatti SACRI stavano bene. Le mie terre stanno bene, tutto ciò che vi striscia sopra, vi svolazza sopra, vi zampetta sopra, su due zampe, stanno bene; su quattro zampe, stanno bene; anche i [&lt;em&gt;miei&lt;/em&gt;] vecchi non c’è malaccio. Anche i pesci del Nilo stanno bene, sono sani come pesci. Sì [&lt;em&gt;grazie, ambasciatore Biggazz&lt;/em&gt;]U – anche i coccodrilli SACRI del Nilo stavano bene. Insomma, tutto va ben, sotto il sole di Egitto!&lt;br /&gt;Possa fino a te essere tutto bene!&lt;br /&gt;La tua pittoresca bicocca vicino alla palude dei girini, la tua moglie mia sorella Bad’llhavekhia, i grandicelli, le tue carrette, i tuoi quattro armati, le tue venti [&lt;em&gt;coppie di cavalli?&lt;/em&gt;], le tue cavallette fritte, il tuo baston da pollaio (il nonno?), e il tuo cane da presa, quello buffo con il m[&lt;em&gt;uso strano?&lt;/em&gt;], i tuoi piccioni skakaioli, il tuo campo di grano e il tuo campo d’orzo. Insomma, le tue quattro prugne. Tutto possa stare bene!&lt;br /&gt;Ho saputo, dal tuo [&lt;em&gt;ambasciatore Biggazz&lt;/em&gt;]U, che ti hanno mangiato la gatta, quella che amavi tanto, con gli orzaioli. Ho riso (pianto) tutta la notte.&lt;br /&gt;Vedi, io ti ho mandato Robadikappa, il mio ambasciatore con la piuma sul cappello, con l’ordine: “Lasciaci vedere la figlia, che la mia Maestà vuole sposare! Si lasci versare olio di oliva sul suo capo!”&lt;br /
