giovedì 25 settembre 2008

Il ciclo di Dante

Il ciclo di Dante non è la bicicletta di Dante, il Poeta non sapeva andare in bicicletta, era un tipo posato, prova ne è che il ciclo di Dante è una serie di libri gialli scritti da Giulio Leoni, ambientati nella Firenze dell’anno 1300 (escluso l’ultimo, ambientato nella Roma del 1301) con protagonista Dante Alighieri. In ogni giallo c’è un delitto, un assassino e un investigatore, di solito l’assassino è il maggiordomo, Dante all’epoca era priore a Firenze quindi non può che ricoprire la parte dell’investigatore.
Ecco un dialogo che descrive alla grande Dante, Firenze e la sua gente:

Correva lungo la via che menava alla chiesa, guidato dal vociare che si faceva via via più intenso.
A una strettoia del cammino dovette arrestarsi, ostacolato da una donna anziana curva sotto una fascina, che arrancava lentamente nella sua stessa direzione. Cercò di insinuarsi tra il carico e il muro per passare oltre, ma senza riuscirvi. Dopo il secondo tentativo andato a vuoto sbuffò, esasperato: “Lasciatemi passare, vecchia! Va’ all’inferno con la tua legna!”.
Invece di farsi da parte la donna si girò, in modo da poterlo scorgere in viso. “Perché m’insultate, priore? Aiuto la buona gente di Firenze. Ci sarà un rogo di eretici, giù alla torre dei Cavalcanti. E il mio è legno di stagione, buono per il fumo bianco!”
“Chi vorresti bruciare, strega? Pensa piuttosto alla tua anima!”
“Pensate voi alla vostra!” lo rimbeccò lei, senza accennare a spostarsi. “O vorreste correre in loro aiuto forse?” soggiunse con un lampo di malizia che rianimò i suoi occhi opachi per le cataratte
(1).

Le strade di Firenze sono ancora strette, tortuose e buie, la gente ancora pronta a donare le migliori primizie e Dante ancora perso in una selva oscura.

(1) Giulio Leoni, I delitti della luce, (2005). Mondadori.

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