giovedì 25 settembre 2008

Scandalo in Toscana

Scandalo in Toscana di Nancy Shroyer Howard (editore Mandragora) narra, come recita il sottotitolo, le scorribande di un porcello in un celebre affresco senese (età di lettura dai 6 anni in poi). Il libro descrive l'affresco senese degli Effetti del Buon Governo in città e in campagna, opera del pittore Ambrogio Lorenzetti, attraverso le parole e gli occhi di un "personaggio" dell'affresco, un maialino della razza chiamata Cinta Senese, per via del manto nero attraversato da una fascia bianca (cinta sta per cintura); portato al mercato dal padrone ne combina di tutti i colori. Il maialino, di nome Cinta, vuole solo divertirsi, esplorare, meravigliarsi di tutto, è una creatura innocente. Come tutte le creature innocenti non è un fine gourmet. La mattina, prima di portarlo al mercato, il padrone gli dà quattordici mele ammaccate, ventisei fichi molli, dieci patate coi germogli e i chicchi dolcissimi di due melagrane. E Cinta è felice.

Ma il giorno dopo la cacciata da Siena, con un ramoscello d’ulivo in bocca:

"Il suo padrone gli buttò un cesto con dieci pomodori marci, due cavoli ammuffiti e quattro pesche bacate, quattro di numero. Cinta trangugiò tutto senza farselo dire due volte. Il padrone voltò il capo per un attimo.
Cinta se ne accorse e mangiò il cesto.
Poi si accucciò sul suo ramoscello d'ulivo.
"Ce la farò a ricordarmi di tutto quello che è successo ieri?" si domandò. Chiuse gli occhi, frugò nella memoria e pian piano tutto ricomparve come in un affresco:
il castello di mattoni rossi,
i contadini, e poi il mulo,
le colline e il mulino,
il ponte, le mura
e le porte della città,
il taglialegna, le uova,
i ciabattini, il cacio,
il tamburello, le danze,
la sposa sul cavallo bianco,
le carte, il contabile,
i muratori, la veranda
e perfino
la gabbia e l’uccellino…"
(1)

Certo nel Medioevo non c'erano le patate, quello che sembra un errore di Nancy Shroyer Howard, pure sfuggito all’editor del testo è, in realtà, un piccolo indizio che mette sulla giusta via sia il lettore adulto (non offuscato dall’ossessione del cercatore di errori) che il lettore bambino, perché entrambi si chiedono alla fine della storia: Cinta si salva o prima o poi finirà al macello?
Se le patate sono un segno di un tempo atemporale allora Cinta vive per sempre nell'affresco senese.

"Con gli effetti del Buon Governo, si dispiega a perdita d’occhio, disseminata di piccole figure intente ai lavori quotidiani, la veduta panoramica della città e del contado: la società, nel rapporto vario e animato di civiltà e natura. Si passa così dai grandi, eterni principi ai piccoli fatti della cronaca: ciò che manca è proprio ciò che interessa Giotto, la storia. I fatti che Ambrogio rappresenta non sono storici, ma neppure episodici o aneddotici: sono i fatti che si ripeteno ogni giorno e che, non avendo un tempo e un luogo determinati, formano con la loro successione il continuo dello spazio e del tempo. La scena in cui si svolgono è costante: la città con i suoi edifici e il contado, con le sue colline, i suoi campi, i suoi viottoli" (2).

Ovvero dieci patate con i germogli nel Medioevo.

(1) N. Shroyer Howard, Scandalo in Toscana, (2008).
(2) G.C. Argan, Storia dell’arte italiana (1975), vol. 2, pag.36.

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