domenica 16 novembre 2008

Kim nella Terra di Mezzo



Ebbene sì, esiste proprio la Terra di mezzo, ed è piccola e abitata da anatre e conigli nani, si trova al confine tra Calenzano e Sesto Fiorentino ed è nota come Parco del Neto, e copre una superficie di appena 7 ettari (pensate, immaginate, come potrebbe essere un parco di 80 ettari).

La guida di “Firenze e Provincia” del Touring Club Italia (edizione 2005) compie imperturbata la sua opera di informazione e divulgazione sbrigandosela in due parole (ché una grande vasca decorativa ottagonale con absidi inscritte nei lati, originariamente ornata di sculture – manco ci sono più - , poco più in là già incalza): “Si lascia Sesto Fiorentino alla volta di Calenzano, imboccando, all’altezza dello stadio comunale, la via di Calenzano (provinciale 28), lungo la quale è la Villa Gamba “il Neto”, con giardino all’inglese del 1853” (TCI, p.618).

In ogni quartiere di città ci dovrebbe essere un giardino all’inglese, una terra di mezzo, come il Neto, che importa se gli alberelli, appena piantati, domani saranno piccolini e non faranno ombra neppure a un volpino nano, fra cent’anni ci sarà un ricco sottobosco, dove i cani (portati al guinzaglio) sgrufoleranno e scaveranno tra le foglie e il terriccio umide buche, e le radici saranno d’inciampo ai malaccorti e distratti. Certo, meglio uno stadio oggi che un parco domani. Anzi meglio un parco e lo stadio, meglio ancora un parco, uno stadio e un centro commerciale (e dai non siate ipocriti, meglio un parcheggio, lo stadio e un centro commerciale con tanti alberelli bonsai, ché i paperi non votano e i tifosi sì). E se poi lo stadio è fra le nuvole, anzi sembra proprio una nuvola, un nuvolone bianco di cemento armato che si vedrà e non si vedrà nascosto come sarà fra gli alberi del futuro parcheggio, che tanto vale non farlo proprio (il parco s’intende), ché anche i vespasiani devono essere ben visibili, poiché il tifo dei tifosi rientra tra le necessità fisiologiche del popolo che paga le tasse e vota (mentre i cani mica votano alle elezioni comunali e, infatti, a Sesto sparirà a breve il canile, e che i cani randagi si lecchino pure in quel posto), ma in fondo agli architetti deve essere lasciata facoltà di architetturare, comunque sia non sarà una nuova Disneyland, che orrore, ma semmai una Calciolandia in quel di Castello (punto)



(e a capo) Un cugino di Donald Duck sghignazza beato da qualche parte in mezzo allo stagno artificiale (che visto dall’alto ha il profilo di un’anatra ed è alimentato da acque sorgive). I calenzanesi e i sestesi donano alle anatre le molliche di pane (panem ai paperi e circen ai cristiani).

Al ritorno, in auto, Kim se ne sta con il muso appoggiato contro il mio ginocchio. Una radio locale, tra la pubblicità di lenzuola più bianche del bianco e banche canterine, c’informa del malore occorso al nostro Presidente del Consiglio, per fortuna, accanto c’era il suo medico personale. Guardiamo dal finestrino (il cielo è blu come in un racconto di Dickens). Che cosa mi dice di questo novembre? Era da un pezzo che non vedevamo un tempo così.

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