giovedì 4 marzo 2010

A cavallo di un'anatra zoppa (Incontri con l'arte, 2)

Toh, due pasticcioni a una partita di caccia nel bosco. I due portano i fucili con le canne verso il basso, incespicano fra gli sterpi, tutte le volte che una beccaccia o una pernice si alza in volo quello con l’aria più sveglia chiude gli occhi e spara per aria; qui qualcuno farà pasticcio di carne fredda di qualcun altro, temo. Infatti, uno dei due, è un medico specialista, e lavora nell’equipe del dr. House, chiamiamolo G per comodità mia e del lettore. Il generico si picca, fin dal primo secondo del telefilm che sto guardando, di essere guarito - e per sempre - da una forma maligna di leucemia fulminante; noi chiameremo il tapino, povero g (o semplicemente g). G dà pacche sulle spalle di g. Adesso non chiedetemi quello che non so; vedo che G attacca ad un tronco d’albero una sacca misteriosa; sento, anche se non sono un sensitivo (e non ho mai visto prima un episodio della serie), che la sacca fungerà da bersaglio liberatorio. Bang! La sacca, centrata da un colpo di fucile talebano, esplode, tra le urla e le risate dei due amiconi, finalmente liberi dall'incubo del malaccio pernicioso. Ora vedo G avviarsi calmo verso l’albero, G ci mostra la schiena, coperta da un giaccone rosso fiammante; perché G ci mostra la schiena? E, soprattutto, perché il regista non inquadra più g? E poi perché tutte le beccacce, le pernici e i pappafichi del bosco se ne stanno zitti zitti, a becco aperto? Sento che G ha qualche buona probabilità di finire steso morto fulminato, tra le foglie e i funghi del sottobosco, con il giaccone rosso fiammante bucato. Bang! G s'appiatta a terra, come covaccino all’olio, e poi si volta illeso ed incredulo verso l’amico, e grida, ma che cavolo mi spari addosso! Ahimè, g è disteso nel fango, tra le foglie e i funghi del sottobosco, ha un braccio paralizzato, e il dito indice della mano destra contratto sul grilletto del fucile. G accorre disperato, lanciando alti guati al cielo indifferente azzurro amerikano. G chiede a G, che è un ictus?
Sembra quasi di essere in un episodio a se stante di X-files, uno di quelli senza l’uomo che fuma e il complotto con gli omini-verdi; insomma mi chiedo: come faranno i nostri due eroi ad uscire vivi dal bosco?… Macché X-files, g è già all’ospedale, nel suo bianco lettino, con accanto una bella ragazza, sua compagna di vita (che tutti, misteriosamente, prendono per il culo, perché molto più giovane di g).La ragazza, presa di mira da medici, paramedici e pappini assortiti, si chiama Lolly Hyta, ma per semplicità di scrittura la chiameremo L e stop. G consola g, che consola L_e_stop; G dice a g che le analisi del sangue sono OK, però si gratta perplesso la pera (i che sarà mai?), ma poi il suo occhio clinico si posa sulle labbra di L_e_stop. Doc, perché mi guata così? E il vecchione, punto sul vivo, replica a Susanna, Lei ha un herpes labiale! G saltella di gioia, sospetta, ma più che un sospetto è una certezza, che g baciando L_e_stop_con_h si è infettato il midollo osseo. Che è grave?, farfuglia g, con la testa sotto le lenzuola.
Macché o un lo vedi che saltello di gioia? Adesso anche L_e_stop_con_h saltella di gioia (è proprio una bambina, biascica maligno un pappino verde, in un angolo). Saltellerebbe di gioia anche g, se non fosse per la gamba destra informicolita. G saltellando di gioia, esce dalla stanza ed entra in un’altra stanza (è come un sogno ameri'ano, questo telefilm ameri'ano). Oibò, il sogno è diventato un incubo; nella camera si agitano 8 medici, 4 infermieri, 3 suore, 2 frati della confraternita del sonno, 1 giuseppino in ciabatte e in libera uscita dalla camera accanto, 2 pappini in pausa pranzo; tutti circondano un urlante grassone, con la pancia all'aria. Il grande obeso è timido ed educato, infatti, urla, Il grasso del fondo dei miei calzoni per 5 minuti di privacy!!! Urla, l'obeso indifeso, in difesa e a tutela della propria privacy, cioè vorrebbe la camera vuota per flatuleggiare un poco. L’occhio spietato della telecamera inquadra l’eroe della serie, il dr. House; il cinico clinico zoppo, seduto assiste indifferente al dramma esistenziale del campione americano. Lo zoppo dice a G, ah!, quel tuo amico ha il cancro. G non fa neppure l’atto di toccarsi le palle, ché un rapporto logorante e stagionale con lo zoppo gliele ha piallate tutt’e due. Si ingobba, gira il culo ed esce dalla porta basculante. Alé, altro giro, altra corsa, rieccolo nella stanza di g. Si direbbe che g abbia sentito il parere dello zoppo, forse con il bicchiere appoggiato al muro e l’orecchio applicato al culo del bicchiere? Infatti, è un mezzo invalido (e sono passati solo 5 minuti). Il braccio era già andato nel bosco, la gamba sinistra sta seguendo l'esempio. G palpeggia l’arto inferiore e biascica poco convinto, Ma no, ma no, è solo informicolita. Ecco che g attacca con la tosse secca, e poi ecco la bava bianca come una bomboletta di panna-spry sgorgare dalla bocca aperta, schizza dal naso un fiotto di sangue nero, le orecchie fremono e si agitano, come se la testa volesse prendere il volo e uscire dalla finestra; g con una vocina sottile sottile chiede, che è una recidiva?
E L_e_stop_con_h piange tra le braccia dell'ex-moglie di g (è proprio una bambina, biascica maligno lo gnomo verde nell'angolo).

Ora, come è andata a finire la storia, io non lo so e non lo voglio sapere! Ho mandato a cagare il dr. House e ho spento il televisore. Gli ultimi viandanti della notte passano per strada, urlando. Nulla di simile v’avvenga, o voi che passate di qui! E sento passare le ambulanze per torregalli, per careggi, per gli allegri segaioli del cto, per santa maria nuova, per monna tessa, per dove capita capita, sembra che tutte le ambulanze debbano passare da qui; finalmente mi addormento, esausto. O non ti sogno Magico Primario?

Magico Primario dice che solo l’esigenza di un recupero etico e formale, solo l’impossessamento formale ed etico di una anatra grigia decapitata spennata e appesa a frollare, solo l’osservazione verticale e orizzontale, della sincronia e diacronia delle cose nello spazio, dello spazio nelle cose, potrà dare un senso a questo incubo amerikano.
Ma vediamo, vediamo una che vorrebbe avere un figlio ma nonostante i numerosi metodi a cui fa ricorso non riesce a rimanere incinta; uno specializzato in neurologia, con l’ambizione di essere un medico stimato ma assomiglia sempre più allo zoppo, e spalanca la bocca di meraviglia quando qualcuno glielo fa notare; una vedova di un malato di cancro, che aveva sposato per supportarlo nel dolore della malattia, di cui sarebbe presto morto, e probabilmente è per lo stesso motivo che nelle prime stagioni prova attrazione per lo zoppo, però ha una relazione con il dottor Mascarpone, col quale si sposa nell'ultimo episodio della quinta stagione e poi muore di botulino; uno specializzato in terapia intensiva, figlio di un reumatologo stimato, con cui tuttavia non va d'accordo, in quanto lo ritiene responsabile della morte della madre, a causa della sua vita fedifraga, si sente in dovere di dimostrare di aver ottenuto il posto per bravura e non per pressione del padre, e questo suo carattere lo porta a tradire lo zoppo in più occasioni; un Medico Ebreo, dr. Pan Azzim, di esperienza e specializzato in chirurgia plastica, che ha abbandonato il lavoro da chirurgo per evitare che i suoi colleghi rivelassero alla moglie il suo tradimento con un'infermiera; un giovane medico di origine indiana specializzato in medicina sportiva e riabilitativa, come lo zoppo è disposto a tutto pur di arrivare a una diagnosi, si suicida nella quinta stagione e senza alcun motivo apparente o recondito; uno che ascolta la voce, del giovane medico di origine indiana, dall'oltretomba, vorrebbe affettare una gamba in cancrena, ma non può perché è educato, e il paziente s'invola a braccetto del giovane suicida indiano; ma uno - più moderno - guardate come soffia mentre sega un braccio e con le cuffie ascolta radio radicale. E padre Giuda, amministratore delegato, se ne sta col collo rigido, la testa orgogliosa quasi all’indietro, punta la fluente barba nera come una spada sguainata, lo sguardo ardente è corrucciato, guai a voi anime prave - se non pagate - vi caccio a pedate…
Magico Primario si volta e ruota la testa sull'esile collo gommoso, Dr. Zoppo, se tu fossi un’anatra grigia zoppa, come opereresti? All right all right, ma adesso cambiamo di posto? Magico Primario è spinto di lato, fuori quadro, sparisce, inghiottito estatico nella visione del telefilm. Dove se ne andrà? Dove è già andato? O piccolo e nero calimero, critico d’arte tascabile di un telefilm di uno zoppo primario. Vieni, vieni sotto l’ombrello che nel fittizio ospedale universitario Princeton-Plainsboro Teaching Hospital, nel New Jersey, stanno piovendo frammenti di osso di zoppo e pezzi di milza di gatto zoppo. Vieni via, ma mettiti prima il cappottino… vien via, vien via, mettiti il cappottino che si va via, che nel New Jersey fa freddo, tira vento, siamo solo al 3 di marzo. Vien via, piccolo critico d’arte, ma prima mettiti il cappottino… O Magico Primario.
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