domenica 13 dicembre 2009

Breve ma veridica storia delle religioni (il Calumet)

La sacra pipa (il calumet) degli indiani delle praterie dell’America settentrionale rappresentava l’Uomo primordiale che si ergeva al centro del mondo e quindi sull’asse del mondo, e attraverso la preghiera, materializzata dal fumo del tabacco, realizzava l’unione delle forze ctonie e del dio celeste, verso il quale era diretta la preghiera.
Tutti i testi indiani descrivono il calumet come un essere umano, infatti, ognuna delle sue parti ha il nome di una parte del corpo umano. Il calumet è quindi il simbolo dell’unione del cielo con la terra attraverso lo sciamano che realizza la comunione sacra. Scrive Hailer: “il sacrificio col fumo sacro ha in origine un significato magico. Il fumare tabacco delle tribù nordamericane serve come stimolo estatico, ma allo stesso tempo ha valore cosmico. Il fumo viene rivolto verso tutte le direzioni del cielo, in alto e in basso, verso tutti gli esseri superiori” (1).
Il simbolismo cosmico del calumet è evidenziato da accessori affatto decorativi, ad esempio dalla cannuccia della pipa pendono quattro nastri di colore diverso, un nastro nero rappresenta l’ovest dove vivono gli esseri del tuono che mandano la pioggia; un nastro bianco rappresenta il nord, da dove soffia il grande vento purificatore; un nastro rosso rappresenta l’est, dove sorge il sole e dove ha la sua dimora la stella del mattino; un nastro giallo rappresenta il sud, dove vive l’estate e il potere che fa crescere. Il fornello della pipa è di pietra rossa e rappresenta la terra, il cannello della pipa è di legno e rappresenta tutto quello che cresce sulla terra.
Nei riti che richiedono la fumata rituale lo sciamano introduce nel fornello una presa di tabacco, mescolata ad altri ingredienti, per ogni quadrante del cielo, cominciando dall’ovest, poi il nord, l’est, il sud, quindi lo sciamano rivolge la cannuccia verso l’alto e introduce una presa di tabacco per il cielo, infine rivolge la cannuccia verso il basso e introduce una presa di tabacco per la terra, dopo di che il fornello della pipa contiene tutte le potenze dell’universo. A questo proposito Epes Brown scrive che “nel riempire la pipa tutto lo spazio (rappresentato dalle offerte alle Potenze delle sei direzioni) e tutte le cose (rappresentate dai grani di tabacco) si concentrano in un unico punto (il fornello), cosicché la pipa contiene, ovvero in effetti è, l’Universo intero. Ma se la pipa è l’Universo, essa è anche l’Uomo, e colui che carica la pipa dovrebbe identificarsi con essa, stabilendo in tal modo non solo il centro dell’Universo ma anche il proprio centro” (2).
Nella circumambulazione rituale attorno all’asse del mondo, eseguita per avere una visione, cioè per comunicare con il sacro, lo sciamano tiene in mano il calumet. “Entrando nel sacro luogo, il lamentatore si dirige subito al palo centrale dove, rivolto a ovest e tenendo la pipa con tutte e due le mani, continua a invocare piangendo il Grande Spirito. Poi, muovendo passi molto lenti, si avvicina al palo piantato a ovest dove innalza la stessa preghiera, poi torna la centro. Nello stesso modo prega davanti ai pali del nord, dell’est, e del sud, sempre tornando al centro ogni volta. Avendo perciò fatto un giro completo, alza la pipa ai cieli per invocare l’aiuto degli esseri alati e di tutte le cose; quindi, col cannello della pipa rivolto alla Terra, chiede aiuto a tutto quello che cresce su nostra Madre” (3). A questo punto ogni evento che accade nello spazio consacrato è un evento significante e quindi un segno salutare.

(1) Heiler, Le religioni dell’umanità.
(2) J. Epes Brown, La Sacra Pipa.
(3) J. Epes Brown, op. cit.


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